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	<title>Ligucibario &#187; mascheri</title>
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		<title>Viva viva il Carnevale</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 11:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il nostro Paese interamente da nord a sud ama il Carnevale, che ormai si associa anzitutto al divertimento, al “sovvertire” le regole consuete. Ma le origini della festa sono/sarebbero religiose, l’ultimo giorno di Carnevale coincidendo con quel martedì grasso che avvia la Quaresima, tempo di digiuni e astinenze da rispettare poi – categoricamente &#8211; fino ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/viva-viva-il-carnevale/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22169" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/bugie.jpg"><img class="size-medium wp-image-22169" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/bugie-300x225.jpg" alt="bugie: meglio mangiarle che dirne" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">bugie: meglio mangiarle che dirne</p></div>
<p>Il nostro Paese interamente da nord a sud ama il <strong>Carnevale</strong>, che ormai si associa anzitutto al divertimento, al “sovvertire” le regole consuete. Ma le origini della festa sono/sarebbero religiose, l’ultimo giorno di Carnevale coincidendo con quel martedì grasso che avvia la Quaresima, tempo di digiuni e astinenze da rispettare poi – categoricamente &#8211; fino alla Pasqua…</p>
<p>Carnevale, dentro gli immaginari collettivi, in Italia significa <strong>Venezia, Viareggio, Ivrea</strong>, ma anche il Trentino Alto Adige (con strepitose frittelle di mele!), il Lazio, le Marche, la Puglia, la Sardegna si caratterizzano per eventi allegorici, maschere colorate, balli, piatti tipici. La ricorrenza talora era momento capace – come pochi &#8211; di “saldare” città e campagne.</p>
<p>In Liguria, amici Lettori, vi evoco immediatamente l’appartata <strong>valle Arroscia</strong>, là dove i “mascheri” (spavaldi giovanotti in consunte “vesti” da donna) percuotevano le porte degli abitati reclamando uova, olio, vini… Di quei “saccheggi” le fanciulle avrebbero fatto frittelle – sia salate sia dolci –, che nei “canissi” (baracche nei castagneti) agevolavano vicinanze e baci furtivi. Del resto, quello costituiva il primo – agognando la imminente primavera – dei vari, vitali riti che il calendario “elargiva” al popolino (<strong>pentolacce, alberi della cuccagna, falò di San Giovanni Battista…</strong>).</p>
<p>Fra l’altro, leggo in un saggio dell’amica Silvia Bottaro – sempre puntuale e prolifica &#8211; che <strong>“Cicciulin” di Savona</strong> (marinaio ruvido ma dal cuore buono), grazie all’artista fiorentino Romeo Bevilacqua che la ideò nel 1953, è la sola maschera ligure registrata all’albo ufficiale delle (50) maschere italiane. Bevilacqua &#8211; che sarebbe mancato appena 50enne nel 1958 &#8211; donò quella maschera all’associazione locale A campanassa.</p>
<p>Quanto alla tavola genovese, via via, Carnevale in genere garantì grandi quantità di ravioli, braciolette di maiale, formaggi, pasticciotti a buon boccone (ovvero ravioli dolci fritti), s-ciumette d’albumi (les îles flottantes dei cugini francesi), frutta, e ripetuti brindisi con vini rossi di non proprio facile beva… Al tempo dei Dogi, inoltre, le classi nobiliari visitando i propri consimili non facevano mancare gli eleganti <strong>vassoi di bugie</strong>. Queste frittelle, come noto, lungo lo Stivale prendono decine di nomi: <strong>frappe, chiacchiere, cenci, galani, crostoli, sfrappole</strong>… Differiscono, credetemi, solo per minimi dettagli, sfumature.</p>
<p>Se infine siete golosi di <strong>frittelle di San Giuseppe (con l’uvetta)</strong>, e davvero potrei capirvi, è non a caso una delle tradizioni che trovate nel mio <em>Abbecedario della cucina ligure</em> (<a title="umberto curti abbecedario della cucina ligure" href="https://editorialeprogramma.it/shop/cucina/abbecedario-della-cucina-ligure/" target="_blank">link qui</a>). Si tratta peraltro di un rito culinario talmente facile, che potreste prepararle coi vostri figli o nipotini… Buona lettura e buona merenda!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Cantamaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 17:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cantamaggio, antica usanza – pagana e rurale &#8211; durante cui i figuranti celebrando l’arrivo della primavera visitano i borghi e domandano un’offerta in formaggio o… in figlie. Tipica a Leivi, Cogorno, Varese Ligure&#8230;, dunque lungo gli entroterra e le vallate a metà strada tra Genovesato e Spezzino. In Valle Arroscia, durante il carnevale, i “mascheri” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cantamaggio/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cantamaggio, antica usanza – pagana e rurale &#8211; durante cui i figuranti celebrando l’arrivo della primavera visitano i borghi e domandano un’offerta in formaggio o… in figlie. Tipica a Leivi, Cogorno, Varese Ligure&#8230;, dunque lungo gli entroterra e le vallate a metà strada tra Genovesato e Spezzino. In Valle Arroscia, durante il carnevale, i “mascheri” (giovani travestiti con vecchi abiti femminili, e col viso annerito) bussavano alle porte domandando uova*, olio, vino…<br />
Col raccolto le ragazze organizzavano frittelle salate e dolci, da mangiare festosamente nei “canissi” (baracche rifugio nella campagna, dove a furia di baci furtivi fiorivano anche amori). A metà Quaresima, poi, i giovani si sfidavano alla pentolaccia, in premio un salame, e dopo Pasqua ecco l’albero della cuccagna. Infine, dentro il falò (u scunfogu) di San Giovanni Battista s’arrostivano patate e cipolle &#8211; trafugate dai giovani negli orti migliori &#8211; , che poi finivano dentro un grande <a title="Condijun" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/condijun/">condijun</a>.<br />
Il cantamaggio non andrebbe confuso col piantamaggio, antico rito pagano che annuncia la primavera e &#8211; di fatto &#8211; simboleggia anche l&#8217;atto sessuale che consente la fertilità. Le donne sceglievano un&#8217;alta e bella pianta, che il 30 aprile i giovani del paese tagliavano e portavano in piazza. Ripulito da cortecce ed altro veniva piantato dagli uomini, incoraggiati dalle donne. Poi si cantava e si brindava sperando in un maggio fiorente&#8230;<br />
*il cantauova, questua &#8220;condivisa&#8221; col Piemonte, è diffusissimo in Val Bormida: Cengio, Bormida, Cairo, Dego, Plodio</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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