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	<title>Ligucibario &#187; maniccia</title>
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		<title>Tavelle</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 09:20:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il modo in cui, a Ponente, si allude alla panissa * , la &#8220;polentina&#8221; di farina di ceci, che a Genova era detta anche maniccia, &#8220;cugina&#8221; dell&#8217;aurea farinata.<br />
* la parola deriva &#8211; come i panigacci &#8211; da panìco, un cereale povero, affine al miglio&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Panissa e panissette</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 09:18:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Panissa e panissette, cibi &#8220;di Sottoripa&#8221; (portici antistanti il porto di Genova), anticamente quaresimali, sono un rito da sciamadde (maniccia, tavelle&#8230;) che non vincola ad una ricetta unica. Un litro d’acqua e 3 etti di farina di ceci sono gli ingredienti (4 etti nel caso dei cuculli). L’impasto riposa varie ore, poi si cuoce come ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/panissa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Panissa e panissette, cibi &#8220;di Sottoripa&#8221; (portici antistanti il porto di Genova), anticamente quaresimali, sono un rito da sciamadde (maniccia, tavelle&#8230;) che non vincola ad una ricetta unica.<br />
Un litro d’acqua e 3 etti di farina di ceci sono gli ingredienti (4 etti nel caso dei cuculli). L’impasto riposa varie ore, poi si cuoce come una polentina (ottimamente a bagnomaria). Si pone nuovamente a riposo in fondine unte d’olio, e si mangia con cipollotto e pepe. Se fritto in listarelle, dopo la frittura s’asciuga tamponando con carta assorbente. L’olio abbondante mantiene alta la temperatura e il fritto risulta ben croccante, non intriso. Finger food per ungersi le dita!<br />
Se vuoi maggiori dettagli, a questo link hai come sempre anche la mia ricetta della panissa in insalata col cipollotto <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/panissa-con-la-cipollina_1.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/panissa-con-la-cipollina_1.html</a></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/C_UGzJklCaM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Alcuni apprezzano soprattutto la panissa non fritta, ad es. anche con le cipolle o le biete stufate (i nostri bisnonni ne preparavano per 2-3 giorni, variando le ricette). Il gourmet albisolese Beppe Gavotti la rosolava, tagliata a lasagnetta, per gratinarla in forno con sugo di funghi e parmigiano. In sé e per sé si abbina ad un DOC Golfo del Tigullio Bianchetta o con un bianco frizzante. E’ simile alle panelle palermitane di cui narra il compianto Vincenzo Buonassisi, ma non confonderla con la paniccia/paniscia, che è viceversa una sorta di risotto con fagioli e cavoli tipico di Vercelli e Novara in Piemonte. Beninteso, lemmi del genere derivano da panico, cereale affine al miglio, antica graminacea asiatica che oggi si usa oramai solo per il becchime, sostituita da mais e risi. Nell’entroterra, la panissa è più soda, talora con cicerchie (gasce), e in Valle Arroscia si può fare con farina di piselli (affettata, a colazione con cagliate, a pranzo o cena con olio, aceto, cipolle, aglio). Mitiche, ovviamente, anche le &#8220;fette&#8221; di Savona, ovvero le panissette fritte con cui viene farcito un panino di semola chiaro e soffice&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a></strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.</p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello22.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17746" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello22-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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