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	<title>Ligucibario &#187; maccheroni di natale</title>
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		<title>Minestrone con scucuzzun, leccornia “da cadrai”</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Minestrone alla genovese, che passione&#8230; A questa ricetta iconica del ricettario ligure sono legate antichi mestieri, tradizioni, varianti stagionali. Chi erano i cadrai? Minestrone e porto Cadrai rimanda alle chiatte (un catering ante litteram, l&#8217;etimologia delle parole pare la stessa) che affiancavano le navi all’àncora nel porto di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/minestrone-con-scucuzzun-leccornia-da-cadrai/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_27861" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/DSCN9428.jpg"><img class="size-medium wp-image-27861" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/DSCN9428-300x225.jpg" alt="minestrone di verdure alla genovese con pesto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">minestrone di verdure alla genovese con pesto</p></div>
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<p>Minestrone alla genovese, che passione&#8230; A questa ricetta iconica del ricettario ligure sono legate antichi mestieri, tradizioni, varianti stagionali.</p>
<h2>Chi erano i cadrai? Minestrone e porto</h2>
<p>Cadrai rimanda alle chiatte (un catering ante litteram, l&#8217;etimologia delle parole pare la stessa) che affiancavano le navi all’àncora nel porto di Genova (ma non solo), proponendo agli equipaggi sfiniti dalle lunghe rotte e dalle privazioni alcuni piatti freschi e golosi: minestrone anzitutto, e stoccafisso, farinata, torte di verdura, talora focacce.</p>
<h2>Genova, l&#8217;antica arte della pasta in una città-porto</h2>
<p>Pasta-verdure come noto è una diade di successo anche nella cucina genovese, del resto la mediterraneità ha nei secoli messo a punto piatti che, unendo vitamine e carboidrati, oggi si rivelano salutari anche in senso nutrizionale… Inoltre, Genova, un porto che dialogava nella lingua dei commerci con tutto il mondo conosciuto, Asia in particolare, aveva “appreso” – forse via Sicilia? – l’arte “nomade” di essiccare la pasta (e si badi, Marco Polo era ancora di là da venire…). Acqua e farina componevano un alimento assai pratico, di grano non v’era penuria, di vento neppure, e i più intraprendenti potevano anche fiutare un business, dopotutto Ianuensis ergo mercator, si soleva dire. Nella “Superba” nacquero dunque corporazioni artigiane ad hoc, i fidelari ecc. (1574), e nacquero formati di pasta idonei ai diversi impieghi.</p>
<h2>Pasta in Liguria; i formati</h2>
<p>Trenetta origina dall’antico termine per pasta, ovvero “<em>tria</em>”. A Natale alcuni ancora ritualizzano i maccheroni in brodo, o mostaccioli, o – appunto – natalini. Mandilli e picagge rimandano come vocaboli a fazzoletti e strofinacci. E, tra le paste da minestrone in grado di regger la cottura, incontriamo i “bricchetti” (fiammiferi, alla francese) e lo scucuzzun (la grafia varia ma è alterazione locale per cuscus…), ovvero grano duro che per la forma a micro palline, e per la consistenza, ricorda anche la fregola sarda. Ovviamente non esistono regole univoche, e quindi il minestrone sposa bene, secondo gusti, anche i ditalini rigati, i taggiaen, le conchiglie…</p>
<h2>Minestrone alla genovese: la ricetta</h2>
<p>Eccovi infine la ricetta, tenendo presente che le quantità degli ingredienti mutano in base al numero dei commensali, e che personalmente non utilizzo soffritti né, come insapori tori, i funghi secchi…</p>
<p>Secondo mercato e stagione si reperiscono fagiolini, zucchine, cavolo cappuccio, zucca mantovana, carote, patate, talora cardi… Legumi (piselli, fave, sia fagioli cannellini sia borlotti, più che ceci). Pomodori (non più d’uno o due)…</p>
<p>Occorrono poi olio extravergine d’oliva per la cottura, e pesto (senza pinoli) per la rifinitura finale, fuori fuoco. Croste di parmigiano, infine, a piacere.</p>
<p>La verdura, nettata e tagliata a tocchi non troppo piccoli, viene gettata in una capace pentola piena d’acqua non in ebollizione (circa 1,5 kg di verdure per 2 litri abbondanti d’acqua). La cottura, attenzione, dovrà poi essere a fuoco vivo, ideale sarebbe un fuoco a legna. La nota più apprezzata del piatto, come noto, è la sua densità finale (il cucchiaio dovrebbe restare ritto…), che si ottiene proprio e solo con la cottura. A metà cottura aggiungere mezzo bicchiere di olio d’oliva, le croste di formaggio se necessario ben raschiate all’esterno (sporco e inchiostro), e il sale grosso. E’ comunque bene, di tanto in tanto, rimestare il tutto, onde evitare che via via la verdura sfatta si attacchi al fondo producendo uno spiacevole sentore di scutizzo (bruciacchiato). Con schiumarola e forchetta schiacciare patate e fagioli per addensare maggiormente il minestrone. Quando i tocchi di verdure quasi non si distinguono e il composto è cremoso al punto giusto, si butta anche la pasta (30-40 g a commensale…), prescelta in genere fra quelle che ho prima elencate. A cottura ultimata si aggiunge fuori fuoco il pesto (ma nell’entroterra poteva essere un pestato di lardo), rimestando il tutto e impiattando in fondine. Meglio pazientare un po’ perché un quarto d’ora renderà il minestrone, tiepido, ancor più godibile&#8230; Un filo d’extravergine a crudo – specie se non si è aggiunto pesto &#8211; e una grattugiata di Parmigiano fresco assicurano il capolavoro. L’indomani, quello che avanzava veniva affettato e fritto in poco olio, arte del riciclo. Nei calici, beninteso, una Bianchetta o un Vermentino o un Pigato serviti a 11°C in tulipani a stelo alto&#8230; Zena in toua, buon appetito.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(52). Cosa sono i natalini?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2025 07:45:12 +0000</pubDate>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cosa sono i natalini?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>52. cosa sono i natalini?</strong> Sono una tradizione del Natale genovese / ligure. Maccheroni, detti anche mostaccioli, che si servivano &#8211; si servono &#8211; come minestra, in brodo, tipicamente di cappone. Si tratta di un formato di pasta a tubetto, lungo una ventina di cm (e un po&#8217; più larghi rispetto agli ziti) e liscio. Il piatto veniva sovente arricchito con polpettine di carne, o &#8220;morsettini&#8221; di salsiccia spellata, a simboleggiare le palanche, la prosperità per l&#8217;anno veniente&#8230; A Savona, ovviamente, con qualche cucchiaiata di trippe, ottime le centopelli. I natalini nei recenti decenni hanno (purtroppo) un po&#8217; ceduto spazio ai ravioli, ma v&#8217;è chi ancora li consuma la sera della Vigilia&#8230;</p>
<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte51-cose-il-sarazzo/" target="_blank">la 51ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Il menu di Natale a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 09:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21271" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/torta-pasqualina2.jpg"><img class="size-medium wp-image-21271" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/torta-pasqualina2-300x225.jpg" alt="torta Pasqualina genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">torta Pasqualina genovese, consueta a Pasqua</p></div>
<p>Sta volgendo al termine novembre e qualche giorno fa, dentro un sito di gastronomia (uno dei tanti), si domandava a un cuoco cittadino quali siano le tradizioni culinarie genovesi per il Natale. Fra le varie portate, il cuoco menzionava la torta Pasqualina.</p>
<p>Il menu genovese di Natale (ö Denâ, da dies natalis) è tema che mi occupa da tanti anni, al quale ho dedicato varie affettuose conferenze e articoli approfonditi (se ne veda ad es. uno <a title="umberto curti menu di natale a genova" href="https://www.ligucibario.com/genova-pranzo-natale/" target="_blank">a questo link</a>), in cui dettaglio anche i riti della Vigilia e i vini in abbinamento ivi incluso il Coronata (sino al pirön per il giro di tavola conclusivo&#8230;).</p>
<p>Premesso che a tavola ognuno è liberissimo di servire ciò che vuole (a patto di non avvelenare i convitati), sinceramente &#8211; ch&#8217;io ricordi &#8211; non mi era <em><strong>mai</strong></em> capitato di veder inclusa nel menu natalizio genovese la (pur magnifica) torta Pasqualina, che come svela il nome stesso è consueta viceversa a Pasqua, come la cima… E, ad esser pignoli, all&#8217;agnello stesso venivano certamente anteposti il cappone (nel cui brodo cuocere i maccheroni/natalin), il tacchino (sorprendente dono del Nuovo Mondo), il coniglio (specie per chi avesse &#8220;legami&#8221; con lo Spezzino), e poi anche il cappon magro (ma solo i &#8220;frettolosi&#8221; lo collegano <em>anema e core</em> alla capponadda di bordo).</p>
<p>Amici Lettori di Ligucibario®, voi che ne pensate?</p>
<p>A presto</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-menu-di-natale-a-genova/">Il menu di Natale a Genova</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Natalin asciutti alla Recco (GE)</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/natalin-asciutti-alla-recco-ge/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 17:49:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La gastronoma Mitì Vigliero Lami cita questa ricetta in cui i natalin * , scolati al dente, vengono uniti a pancetta (?) soffritta in olio e vino bianco, con panna (?) e formaggi&#8230; Mi convince poco, lo confesso. * i natalin sono i maccheroni /mostaccioli natalizi, rituali nel brodo (di cappone)&#8230; Una variante lavagnina li ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/natalin-asciutti-alla-recco-ge/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La gastronoma Mitì Vigliero Lami cita questa ricetta in cui i natalin * , scolati al dente, vengono uniti a pancetta (?) soffritta in olio e vino bianco, con panna (?) e formaggi&#8230; Mi convince poco, lo confesso.<br />
* i natalin sono i maccheroni /mostaccioli natalizi, rituali nel brodo (di cappone)&#8230; Una variante lavagnina li cucina sì asciutti, ma cotti col sedano e conditi col tocco, tenuto un po&#8217; morbido e accompagnato dal Parmigiano grattugiato.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Natalini di Savona con le trippe</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 08:48:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Natalini di Savona con le trippe, classico abbinamento decembrino di pasta secca e quinto quarto, parte “povera” che un tempo era prerogativa dei lavoratori dei macelli*. Un litro di brodo (di varie carni, sgrassato), mezzo chilo di trippe in umido, due etti di salsiccia in tocchetti e di frattaglie, 4 etti di natalini (alias maccheroni, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/natalini-di-savona-con-le-trippe/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Natalini di Savona con le trippe, classico abbinamento decembrino di pasta secca e quinto quarto, parte “povera” che un tempo era prerogativa dei lavoratori dei macelli*. Un litro di brodo (di varie carni, sgrassato), mezzo chilo di trippe in umido, due etti di salsiccia in tocchetti e di frattaglie, 4 etti di natalini (alias maccheroni, mostaccioli) sono le proporzioni degli ingredienti. Vedi anche il ricettario dello chef savonese Ferrer Manuelli edito da Sabatelli(p. 52).<br />
I cardi vanno precedentemente lessi e saltati. Quando presenti, le polpettine rappresentavano/rappresentano le monete, la prosperità.<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/natalini-con-le-trippe-maccheroni-di_13.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/natalini-con-le-trippe-maccheroni-di_13.html</a><br />
Ti caldeggio un DOC Golfo del Tigullio-Portofino rosso, oppure un Ciliegiolo.<br />
* se t&#8217;intriga il tema frattaglie, ho loro dedicato un libro: &#8220;Il quarto numero cinque&#8221;, ed. De Ferrari, Genova, 2014<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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</strong></p>
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		<title>Maccheroni di Natale in brodo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 21:42:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Maccheroni di Natale in brodo&#8230; Dei macaroni (o mostaccioli) si ha notizia in Liguria, come noto, già il 4 febbraio 1279 per via d’un lascito * . Che la parola derivi dal greco μάκαρ (“beato”) perché mangiati ai banchetti funebri? E’ un’ipotesi suggestiva, ma azzardata. La parola tuttavia canta di certo una storia antica e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/maccheroni-di-natale-in-brodo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Maccheroni di Natale in brodo&#8230; Dei macaroni (o mostaccioli) si ha notizia in Liguria, come noto, già il 4 febbraio 1279 per via d’un lascito * . Che la parola derivi dal greco μάκαρ (“beato”) perché mangiati ai banchetti funebri? E’ un’ipotesi suggestiva, ma azzardata. La parola tuttavia canta di certo una storia antica e “ammaccata”, ne parlano lettarati quali Boccaccio, Folengo ** , gli antichi testi di cucina come quello quattrocentesco di Martino da Como…<br />
Attualmente è una pasta che varia da regione a regione, ed è usata internazionalmente in espressioni quali macaroni à l’italienne, baked macaroni with cheese… Il piatto natalizio, nella sua sontuosità, richiedeva un brodo di 3 carni. Vedi qui anche la voce natalini di Savona con le trippe. I maccheroni si fanno anche ripieni (maniche di frate), arrosto/pasticciati, con le sole trippe (area spezzina, Sarzana!), con carciofi e patate…</p>
<p>* è la bariscella plena de macaronis dell’inventario di Ponzio Bastone. Per molte altre notizie vedi anche l’Enciclopedia Garzanti dei prodotti tipici d’Italia, alle pp. 242-243 e 332-335. Mostaccioli deriva dal latino mustaceum, una focaccia in cui compariva il mosto</p>
<p>** nei loro scritti i maccheroni sono tuttavia gnocchi. Occorre attendere – per un po’ di chiarezza &#8211; le distinzioni cinquecentesche di Cristoforo da Messisbugo, che separa i maccheroni-gnocchi dai maccheroni alla napoletana (liste di pasta lessate e poste di contorno a carni) e dai romaneschi (budelli lunghi un dito, da lessare in brodo e cospargere di formaggio, ma quest’ultimo tipo coincide coi siciliani descritti cento anni prima da Martino da Como).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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