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	<title>Ligucibario &#187; grande genova</title>
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		<title>Trasformazioni urbane, si completa il ciclo di video</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25099" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN2245-Copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25099" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN2245-Copia-300x212.jpg" alt="il porto di genova" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">il porto di genova</p></div>
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<p>Sono ospite della Biblioteca Civica “Berio”, di Genova, per girare gli ultimi 2 video del ciclo che quest’anno abbiamo dedicato al tema delle trasformazioni urbane che nel tempo hanno interessato la città, specie alcune aree.</p>
<p><strong>Dopo i 4 video relativi a Sottoripa, all’attuale piazza Dante, al trenino di Casella e a Sampierdarena, eccoci ora al lavoro sul quartiere della Foce, “raggiunto” nel 1965 dalla Sopraelevata, e su Pra’ e le famose serre di basilico. Ovviamente, via via l’intero ciclo è reso liberamente fruibile online, e i vari contenuti propongono alcuni corredi d’arricchimento con immagini e proposte di lettura…</strong></p>
<p>La strada Sopraelevata, oggi intitolata ad Aldo Moro, il politico barbaramente ucciso da terroristi nel 1978, è una “miracolosa” corniche che da Sampierdarena giunge alla Foce, o viceversa. Lunga 6 km (circa 1/6 dello sviluppo lineare cittadino), fu aperta al traffico il 25 agosto 1965, “alleggerendo” i tempi di percorrenza fra ponente e levante. In altri tempi, la città s’era già caratterizzata, per così dire, con una strada rialzata, ovvero quelle scenografiche “terrazze di marmo” (410 m di lunghezza e 13 di larghezza) che dal 1844 al 1885 permisero panoramiche passeggiate vista porto, e che – demolite dopo appena un quarantennio &#8211; sono sopravvissute in innumerevoli illustrazioni.</p>
<p>La Foce è il quartiere dove sono cresciuto e dove tuttora abito. Qui su Ligucibario<strong><em>®</em></strong> le ho già dedicato un affettuoso ricordo, “riandando” a scuole, negozi, trattorie eccetera eccetera che s’impressero nelle mie rètine di bambino, dalla fine degli anni Sessanta…</p>
<p>L’origine del nome dovrebbe legarsi al Bisagno, l&#8217;antico Fertor, che infine sfocia in mare, ma alcuni (peraltro senza convincenti appigli…) viceversa lo legherebbero a quei Focesi che dalla Grecia navigarono sino a fondare Massalia, l’odierna Marsiglia.</p>
<p>La Foce, di fatto, era una realtà “incassata” tra gli attuali corso Saffi e corso Barabino e la chiesa di San Pietro, alta, presso l’attuale via Nizza.</p>
<p>Ospitò via via un noto lazzaretto, attivissimi cantieri navali, lavandaie che sfruttavano l’acqua del torrente, besagnin che dalla val Bisagno scendevano con la frutta e gli ortaggi di stagione, e poi si connotò per quella “fiera di San Pietro” che tuttora anima con mille bancarelle i fine giugno.</p>
<p>Era un luogo dove si veniva anche per mangiar bene, farinate, fritture di pesce e altre leccornie in quei numerosi ristori (chi preferisce li chiami sciamadde, törtae, fainotti…) che anche grazie ai prezzi attraevano target, pardon clientele, variegate. Ed io stesso ricordo la tripperia all’angolo tra i corsi Barabino e Torino, e poco più avanti in direzione mare quel bar “Conte” ove i tramezzini con l’insalata russa creavano dipendenze anche negli asceti.</p>
<p><strong>Due sono le letture sulla Foce che consiglio</strong>: a)Rinaldo Luccardini, “Albaro e la Foce. Genova, storia dell’espansione urbana del Novecento”, ed. Sagep, 2013, e b)Eugenio Bucci di Santaflora, “Il cantiere navale della Foce”, ed. Sten, 1916. Quest’ultimo, opera di un ufficiale della Marina Militare, è di più difficile reperimento.</p>
<p>Per quanto attiene a Pra’, unita alla cosiddetta Grande Genova nel 1926 per volere fascista, è molto interessante rievocare gli anni dal 2015-16, durante i quali venne completata la fascia di rispetto, venne notevolmente riorganizzata l’Aurelia, e di fatto prese vita quel parco urbano che oggi è un moderno skyline e richiamo, con aree verdi e pedonalizzate ad un passo dal mare. Nello stesso periodo, la comunità locale intese anche dare un nome alle 4 rotonde che avevano modificato la viabilità, e nacquero quindi la rotonda “Scoglio dell’oca”, dove sistemare il grande mortaio da pesto, la rotonda “San Pietro”, dedicata al patrono di Pra’ e dei pescatori, la rotonda “Muggio”, dove un tempo si salavano per la conservazione e la vendita le acciughe, e la rotonda “Pontile”, dove attraccavano i materiali per le ferriere.</p>
<p>Ma Pra’, come detto, è assai famosa per il “suo” basilico, ingrediente chiave del pesto. Qui erano molti e capaci i coltivatori che lavoravano le colline locali, le “ville” nobiliari dei Podestà, dei Cambiaso… Il territorio peraltro non denotava una mono-vocazione, c’erano mulini (l’acqua serviva alle cartiere), frumento, uliveti, produzioni di biacca… Ma i frutti della terra erano così apprezzati che banastre e corbette belle cariche raggiungevano in treno i mercati di Torino e Milano. Nella seconda metà dell’Ottocento si comprese che sarebbe stato proficuo avere derrate tutto l’anno senza soggiacere rigidamente alle stagioni, e progressivamente, da fine secolo, si diffusero così le serre, di vetro, qualcuno le chiamava “e stüffe” (le stufe) perché riscaldate col carbon coke, quel carbon coke la cui cenere poi rendeva – positivamente &#8211; più alcalini e meno acidi i terreni. Il resto è storia assai più recente, ed anche più “tecnologica”, salvo restando che anche il basilico è esito di condizioni pedoclimatiche e di ingegno umano. E poiché il pesto non è un sugo bensì una salsa, ovvero una preparazione a crudo, il basilico (quello genovese ha rispetto ad altri una concentrazione più delicata di olii essenziali) si conferma decisivo…</p>
<p><strong>Due sono le letture su Pra’ che consiglio</strong>: a)Giuliano Boffardi, “Girando per Pra’”, ed. Amazon kindle, 2021, e b)Centro culturale praese, “Antologia praese 2.0”, ed. Il canneto, 2023.</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong data-start="1087" data-end="1118">Umberto Curti e Luisa Puppo</strong></a>, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per <strong data-start="1275" data-end="1366">destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale</strong>.</em></p>
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<p data-start="1369" data-end="1644"><em>Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. </em><em>Per informazioni e approfondimenti, scrivi a <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="631" data-end="651">info@ligucibario.com</a>.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Genova, turismo sostenibile e trasformazioni urbane</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:46:00 +0000</pubDate>
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<p>Ho appena terminato le docenze di <strong>turismo sostenibile</strong> nei corsi per Guida Ambientale Escursionistica, giunti (felicemente) presso l’ente F.Ire di Genova all’ottava edizione (tutti promossi gli allievi delle precedenti).</p>
<p>Premesso che un turismo tout court sostenibile di fatto non esiste, poiché non può esistere, le lezioni sono valse a condividere coi presenti non solo le tematiche macro (economia circolare, inquinamento, risparmi idrici ed energetici, raccolta differenziata…) ma anche piccole grandi prassi “di buon senso” che coinvolgono tutti noi e le nostre quotidianità: nutrirsi ove possibile con prodotti locali e di stagione; privilegiare per gli spostamenti i piedi, la bicicletta e i mezzi pubblici; diminuire l’uso di plastiche; riutilizzare o destinare a nuove vite almeno una parte di ciò che sovente buttiamo; leggere le etichette degli alimenti (per capire cosa mangiamo) e di tutti i prodotti (per capire come smaltirli); non sprecare l’acqua del rubinetto e della doccia…</p>
<p>E’ evidente che sarà la tecnologia a favorire in modo decisivo l’uscita dall’antropocene e quindi la possibile sopravvivenza del Pianeta, inducendo in primis i grandi players a condotte più etiche (Pasolini non a caso distingueva tra sviluppo e progresso, di fatto tra il profitto di pochi e il miglioramento della vita di tanti), ma anche l’essere umano è con urgenza e costantemente chiamato a buone prassi, senza le quali l’impatto ambientale delle nostre azioni continuerà ad essere fatale.</p>
<p>Nel frattempo, goodnews, dopo aver dedicato il 2024 al Medioevo e il 2025 all’Ottocento, nel corso del 2026 il Comune di Genova avvierà “<strong>Genova e le trasformazioni urbane</strong>”, un fitto programma di eventi per approfondire da una parte l’evoluzione della città, e dall’altra gli scenari che l’attendono, miscelando urbanistica, architettura, aspetti socioeconomici, sostenibilità e biodiversità, senso di comunità. Il 2026 coincide peraltro, in loco, anche con 3 anniversari carichi di significato, ovvero 400 anni dalle Mura Nuove (poderosa infrastruttura militare), 100 anni dalla – discussa &#8211; costituzione della cosiddetta “Grande Genova”, e last not least 20 anni dall’elevazione a patrimonio UNESCO dei palazzi dei “Rolli”…</p>
<p>E’ stato correttamente sottolineato che le trasformazioni urbane costituiscono la password per decifrare il presente: dal Rinascimento all’attuale policentrismo (dovuto proprio agli accorpamenti del 1926), Genova è infatti l’esito di diacronie e cambiamenti, sempre a contatto col Mediterraneo e l’Europa. E in Europa, come in tutto il resto del mondo, le città sono protagoniste (in negativo o in positivo) in termini di inquinamento, qualità della vita, accessibilità e inclusione…</p>
<p>Le iniziative in programma, col supporto di vari soggetti istituzionali e culturali, di fondazioni e sponsor, includeranno in tal senso mostre, conferenze, visite guidate…, col deciso coinvolgimento non solo di musei, ma anche di biblioteche, teatri, piazze e Municipi, e sarà addirittura riaperta al pubblico la Torre grimaldina, restaurata grazie al PNRR, che naturalmente garantirà, proprio nel centro di Genova, una terrazza panoramica rinnovata.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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