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	<title>Ligucibario &#187; focaccia col formaggio di recco</title>
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		<title>Focaccia di Recco (GE) col formaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 20:16:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La focaccia col formaggio, anche primo piatto, è una delizia che un tempo si preparava il 2 novembre – probabilmente con formaggi ovini e sulla ciappa della retrostante Fontanabuona- , ed oggi approda all’IGP (non senza polemiche circa un disciplinare che di fatto ne limita la &#8220;fattibilità&#8221; in 4 Comuni). Originerebbe da una fuga degli ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccia-di-recco-col-formaggio-igp/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La focaccia col formaggio, anche primo piatto, è una delizia che un tempo si preparava il 2 novembre – probabilmente con formaggi ovini e sulla ciappa della retrostante Fontanabuona- , ed oggi approda all’IGP (non senza polemiche circa un disciplinare che di fatto ne limita la &#8220;fattibilità&#8221; in 4 Comuni).<br />
Originerebbe da una fuga degli abitanti verso l’entroterra (onde scampare alle scorrerie piratesche frequenti sulla costa), entroterra ov’era possibile disporre di un po’ di farine e di derivati caseari. Ma una citazione (focaccia di semola ripiena di giuncata appena rappresa) la lega anche alla crociata in partenza nel 1189&#8230;</p>
<p>Un chilo di farina tipo ad es. Manitoba (in origine canadese, reperirla sempre non OGM), circa 4-5 decilitri d’acqua, e almeno 70-100 ml d’extravergine confezionano ai giorni nostri un impasto morbido, elastico, che deve riposare fuori frigo per un&#8217;oretta (alcuni non salano l&#8217;impasto, altri lo salano col 2-3% sul peso della farina). La Manitoba, in origine ottima farina di grano tenero, è detta forte perché ha coefficienti da W 350, e impastata con liquidi produce glutine tenace. Posta sul tegame, di rame perché sopporterà per alcuni minuti i 300°C della cottura a legna, la larga sfoglia che abbiamo ottenuto, alta pochi mm,  e punteggiata d&#8217;abbondanti &#8220;palline&#8221; di crescenza un po&#8217; acidula*, deve aderire senza aria sottostante, così come quella che si sovrappone al formaggio, un po&#8217; più estesa e più sottile dell&#8217;altra, va bucata (ricavando “camini”) in modo che fuoriesca l’umidità. Infine un filo d&#8217;extravergine tutto sopra e una spolverata di sale fino (la quantità varia in base al sale usato o no nell&#8217;impasto&#8230;).<br />
*la crescenza è cosa diversa dallo stracchino: essa si può produrre anche con latte parzialmente scremato, e matura qualche giorno in meno&#8230; In questa ricetta il peso del formaggio deve almeno equiparare, meglio ancora superare, quello della farina.</p>
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<p>Secondo il guru americano Fred Plotkin, che della Liguria ha esplorato e descritto il meglio, la focaccia col formaggio è così buona che “dà dipendenza” (la pensò così anche il genovesista Carlo Otto Guglielmino). Realizzata un tempo con la mollana vaccina fresca (della limitrofa Sori e d’altrove), ti mescerei sempre un DOC Golfo del Tigullio Bianchetta oppure un DOC Cinque Terre bianco, alla giusta temperatura e nei giusti calici. V’è tuttavia chi abbinerebbe un Rossese d’Albenga. Ad Arenzano e non solo aggiungono talvolta prescinsêua, ma ciò secondo me non giova alla ricetta, che si &#8220;screpola&#8221;&#8230; Infine, se non vuoi irritare inventori e adepti, non chiamarla mai focaccia “al”, ma sempre focaccia “col” formaggio. Buon appetito, e attenzione alle successive crisi d&#8217;astinenza.</p>
<p>La <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/2020/01/focaccia-col-formaggio-recco.html" target="_blank">focaccia di Recco col formaggio IGP</a>  è raccontata in inglese da Luisa Puppo sul blog <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, piattaforma dedicata all&#8217;internazionalizzazione del made in Liguria</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a></strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità. Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
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<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello16.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17734" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello16-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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