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	<title>Ligucibario &#187; fave dei morti</title>
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		<title>Dolcetto o scherzetto?</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 13:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p><em><strong>31 ottobre, si appropinqua la notte più paurosa dell’anno…</strong></em> Il tempo presente ha comprensibilmente bisogno di feste, e sia come sia Halloween dà i &#8220;brividi&#8221; a grandi e piccoli, e nelle città da alcuni anni si susseguono – mettendo alla prova il nostro coraggio! &#8211; ghost tour, incantesimi, apparizioni di bizzarri personaggi, mangiafuoco, giocolieri. Il samhain all’origine di questa ricorrenza (che per taluni è solo un’americanata e per altri viceversa origina in Padanìa) era in realtà il capodanno celtico. Qui da noi costituì, alla vigilia di Ognissanti * , ovvero un periodo dell’anno mesto anche dal punto di vista dei calendari agricoli, il tentativo di esorcizzare la morte, “scolpita” infine dentro <em><strong>le zucche</strong></em>, e per decidere cosa fare dei morti, di cui occorre impetrare la benevolenza. Del tema, Ligucibario® si è variamente occupato, anche grazie ad una preziosa conversazione con Marco Pepé, puoi leggermi<a title="halloween" href="https://www.ligucibario.com/halloween-una-chiacchierata-con-marco-pepe/" target="_blank"> a questo link </a>e soprattutto puoi leggermi <a title="halloween" href="https://www.liguriafood.it/2021/12/27/cibo-morti-vivi/" target="_blank">a quest’altro link </a>su un vecchio numero del periodico “Liguria food”, in cui mi occupavo dei cibi dell’aldilà, le fave dei morti, il pan dei morti, le ossa dei morti, e &#8211; regione che vai&#8230; &#8211; tanti altri.<br />
Ricorda, amico Lettore, se oggi qualcuno bussasse alla porta sai come comportarti…</p>
<p>* istituita il 1° novembre in età carolingia, le celebrazione dei santi divenne obbligatoria per volere del papa savonese Sisto IV (1414-1484).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 15:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>Halloween, una chiacchierata con Marco Pepé</p>
<p>La funesta pandemia qualche anno fa aveva spento anche la festa di <strong>Halloween</strong>, la festa della zucca intagliata. Festa che nel tempo ha peraltro già pagato 2 estremismi, quello di coloro che la ritengono un’americanata e desidererebbero tout court rimuoverla, e quello di coloro – depositari di un esoterismo territoriale &#8211; che la riterrebbero un’esclusiva “padana”…<br />
La storia, come noto e come sempre, è più complessa, al pari dei percorsi del sincretismo: di fatto Halloween è una ricorrenza di <strong>origine celtica, legata all’antico Samhuinn→Samhain, capodanno (gaelico),</strong> e solo nel ‘900 ha acquisito negli United States of America quelle connotazioni “macabro-commerciali” che ne hanno decretato il successo “ludico”, ma che sono sgradite a molti.<br />
Anche in Italia, in tal senso, Halloween preesisteva come tradizione popolare, via via però un po’ negletta. E vi sono antropologi che la individuano come rito locale, ad esempio Luigi Maria Lombardi Satriani, calabrese, docente alla Sapienza di Roma, nel suo saggio “Il Ponte di San Giacomo”, viaggio negli habitat rurali e nei diversi modi di esorcizzare la morte.<br />
Anche il cattolico <strong>Veneto</strong> si è candidato al proscenio, con le sue zucche “lumasse” (lumini) e la “suca Baruca col mocolo impissà”. Si tramanda che per <strong>Ognissanti</strong> i cristiani pellegrinassero di borgo in borgo per impetrare un dolce, il “pane d’anima”, promettendo in cambio preghiere per i defunti di quell’abitazione, che si era mostrata generosa. Il pane d’anima possono essere <strong>le fave e ossa dei morti</strong>… Ligucibario ovviamente se ne è occupato, ad es.<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ossa-dei-morti/" target="_blank"> a questo link</a>.<br />
Ne parlavamo oggi, davanti a un calice di Primitivo di Manduria (1), con <strong>Marco Pepé</strong>, cordialissima persona, che intorno a certi riti e misteri ancestrali ha costruito nel tempo una infaticabile e meritoria attività culturale, con cui in Liguria anima luoghi e calendari (nella foto, un suo recente lavoro).<br />
Fra le tante pubblicazioni sul tema (Markale, Gulisano &amp; O’Neil…), mi piace infine segnalare soprattutto <em>Halloween, Origine, significato e tradizione di una festa antica anche in Italia</em>, di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, Società Editrice il Ponte Vecchio, 2015.<br />
Buon weekend a tutti, fra tortelli di zucca, vellutate di trombetta, e barbagiuai, da Zuccarello a Murta…<br />
(1) in Puglia, il Subappennino Dauno sin dalla notte dei tempi svuotava e scolpiva zucche con la sembianza di teschi<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Fave</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 21:14:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Fave, “basann-e” in dialetto, le incontri a Borgio (SV), ad Arenzano (GE) tenerissime, a Favale di Malvaro (GE) che forse deve loro il toponimo, a Vernazza (SP)&#8230; Addirittura, San Bernardo frazione di Bogliasco (GE) dedica alle fave una sagra il 1° maggio. Sono “antichissime”, proteiche, già apprezzate in epoca pre-romana. Celebri quelle di Genova-Coronata. Quando ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fave/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fave, “basann-e” in dialetto, le incontri a Borgio (SV), ad Arenzano (GE) tenerissime, a Favale di Malvaro (GE) che forse deve loro il toponimo, a Vernazza (SP)&#8230; Addirittura, San Bernardo frazione di Bogliasco (GE) dedica alle fave una sagra il 1° maggio.<br />
Sono “antichissime”, proteiche, già apprezzate in epoca pre-romana. Celebri quelle di Genova-Coronata. Quando sono grosse, ti conviene sbucciarle. I liguri le mangiano fresche col salame quando arriva primavera, con gamberi lessi, ed anche in zimino, una zuppa che prevede le biete. Consueto anche l’accostamento col formaggio sardo fresco (che non pagava i dazi dell’import). E con le fave fresche si prepara il magnifico marò nel mortaio.<br />
Purtroppo, il favismo è uno choc anafilattico (diffuso maggiormente al Sud e in Sardegna, ma comunque insidioso nell’intera area mediterranea) che può risultare mortale.<br />
Infine, le cosiddette fave dei morti sono un dolce croccante – novembrino, molto amato nel Savonese – con farina, zucchero, albume, mandorle.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Ossa dei morti</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 21:08:03 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ossa dei morti, il nome darebbe i brividi&#8230; Sono biscotti dolci secchi tipici del Savonese, di Calizzano e sparsamente della Val Bormida&#8230; Farina, zucchero, uova, mandorle. In Lunigiana sono di marzapane.<br />
La ricorrenza è ovviamente quella dei Defunti, retaggio celtico là dove l’inizio di novembre era il loro capodanno, la terra riposava e i morti si ridestavano. I Romani viceversa celebravano i trapassati dal 13 al 21 febbraio (Parentalia), alle soglie della primavera. Il benedettino Odilone di Cluny comprese che abolire di colpo questi riti apotropaici, in nome della Cristianità, avrebbe potuto contrariare le popolazioni, ecco perché tuttora ricorrono fiori e lumini da deporre accanto alle tombe, affinché i morti non tornino (come i famelici lemuri) a tormentare i vivi. Forse, in tal senso, è autoctona anche la festa di Halloween (Samhain). I morti peraltro, grati dei doni, ricambiano lasciando qualcosa per i bimbi – ossa, fave, pan dei morti &#8211; , i quali da sempre (poiché appena nati) vivono una condizione intermedia, di purezza, e limitrofa ai defunti.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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