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	<title>Ligucibario &#187; cultivar gabbiana</title>
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		<title>Tempo di castagne</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 12:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/copertina-19-castagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19918" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/copertina-19-castagne-224x300.jpg" alt="copertina 19 castagne" width="224" height="300" /></a></p>
<p>Tempo di castagne</p>
<p>E’ finalmente in edicola il numero 19 del magazine bimestrale “<strong>Liguria Food</strong>” (ed. Sabatelli, Savona). Vi collaboro sin dal primo numero, e davvero mi dico che il tempo vola&#8230;<br />
Questa volta, vista la stagione, non potevo ovviamente sottrarmi al bellissimo tema delle <strong>castagne</strong>, e perciò dei castagnacci, regine e re d’autunno&#8230;<br />
Un viaggio gastronomico con cui condurre il lettore verso quella <strong>Liguria di Appennino</strong>, boscosa e talora appartata, dove i frutti della tradizione perpetuano riti non solo alimentari.<br />
E per me poi, che adoro <strong>Calizzano</strong>, anche un ritorno verso i tecci, i piccoli essiccatoi in pietra coperti da scandole, molte famiglie in Val Bormida ne possedevano uno (oggi purtroppo ne sopravvive forse un decimo). Una graia rialzata a 2-3 m dal suolo consentiva/consente a calore e fumo di salire alle castagne, che vi venivano trasportate in sacchi dalle bestie da soma. La varietà, in genere <strong>gabbiana</strong>, quella Deogratias scampata al cinipide galligeno, affumica due mesi sopra un fuoco tenue e continuo. Dopo di che se ne fanno confetture, biscotti, gelati…<br />
La scorsa estate, inoltre, a <strong>Murialdo</strong> è stato “inaugurato”, tra magnifici castagni, anche un percorso hiking, che si può imboccare in 3 punti sulla provinciale verso Millesimo, e che tocca i ruderi del castello dei Del Carretto, la chiesetta della Maddalena, il laghetto delle Masche (le streghe), la spada nella roccia, la suggestiva e ancora abitata frazione di Azini, la fonte d&#8217;Umbren… Lungo il percorso, adatto a tutti e attrezzato con aree picnic, ecco secondo la stagione <strong>pesche, more, uve, funghi</strong>. Una meraviglia (le cose vanno chiamate col loro nome), merito anzitutto di un gruppo di giovani del luogo i quali con amore hanno ripristinato e &#8220;legato&#8221; i vari tracciati, per offrirli ad un turista che sappia vedere, oltre che guardare&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Castagna</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 20:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Castagna, frutto mediterraneo, appenninico&#8230;, anticamente 20 chili di castagne rappresentavano la paga per un giorno di lavoro. Si macinavano a luna vecchia. La Liguria ne possiede diverse varietà, dove l’esposizione a settentrione rende più umidi i boschi, gabbiana e garessina * in Val Bormida, rossetta nell’area di Vendone (vedi lazarene), e a levante la gentile, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagna/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Castagna, frutto mediterraneo, appenninico&#8230;, anticamente 20 chili di castagne rappresentavano la paga per un giorno di lavoro. Si macinavano a luna vecchia. La Liguria ne possiede diverse varietà, dove l’esposizione a settentrione rende più umidi i boschi, gabbiana e garessina * in Val Bormida, rossetta nell’area di Vendone (vedi lazarene), e a levante la gentile, la chiavarina, la carpenese (si sciroppa con alcol), la bunneive, la bodrasca… Nel savonese, diriccera è la pinza per raccogliere i ricci senza pungersi.</p>
<p>I boschi di castagni sono, fin dal Medioevo, una costante nel paesaggio dell’entroterra ligure. Ne e Valbrevenna nell’area retrostante Genova, ad esempio, vantano esemplari bellissimi, longevi e resistenti, e dove un tempo regnavano le fate, oggi giocano i bambini o camminano i cercatori di funghi pregiati. Castagni, cari alberi del pane…, ma dobbiamo esser grati ai benedettini e ai camaldolesi che seppero ottimizzare la coltura.</p>
<p>La raccolta delle castagne, per la quale talora intervenivano “castagnere” dai paesi vicini, concludeva il tempo del lavoro rurale, e l’essiccazione schiudeva il ciclo delle veglie intorno al focolare, durante le rigide sere invernali (da metà ottobre a marzo). Si recitavano preghiere, si giocava a tombola e a dama, si tesseva, si aggiustavano attrezzi. Le castagne migliori finivano poi sulla tavola, le peggiori nutrivano maiali, galline… “Chi per vila o per montagne usa tropo le castagne, con vim brusco e con vineta sona speso la trombetta”. Ci si serviva anche del legno, per la copertura dei tetti, per le staccionate che dividono le proprietà o accompagnano i sentieri, per fabbricare porte, mobili, vanghe. E col tannino si conciavano le pelli.</p>
<p>Le castagne contengono da due a quattro frutti per riccio, hanno buccia bruna, e il seme è avvolto da uno spesso tegumento; i marroni contengono uno o due frutti per riccio, e la buccia è più pallida e sottile.</p>
<p>Hanno un elevato potere nutritivo, tanto che erano talora chiamate “il pane dei poveri” ** , e si possono consumare fresche o secche (arrostite, bollite, cotte nel latte, di contorno a carne bianca e selvaggina, a lessi, a formaggi…). Innumerevoli le proprietà curative. La farina di castagna è alla base di preparazioni golose come canestrelli, colombe pasquali e altri dolci da forno.</p>
<p>* circa la garessina, esiste un Codex comunale del 1343.</p>
<p>** e si vendevano dinanzi alle fabbriche, alle scuole…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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