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	<title>Ligucibario &#187; chabrol</title>
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		<title>Chabrol</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 10:53:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il conte Gilbert Chabrol de Volvic (1773-1843) fu un ingegnere e un capace funzionario napoleonico. Dal 1806, per quasi sette anni, amministrò come prefetto il dipartimento di Montenotte (Savona capoluogo), fra Liguria occidentale e basso Piemonte, indagando aspetti sociali, economici, agricoli&#8230; Anche a lui si deve la ripresa economica di un’area che scontava una grave ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/chabrol/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il conte Gilbert Chabrol de Volvic (1773-1843) fu un ingegnere e un capace funzionario napoleonico. Dal 1806, per quasi sette anni, amministrò come prefetto il dipartimento di Montenotte (Savona capoluogo), fra Liguria occidentale e basso Piemonte, indagando aspetti sociali, economici, agricoli&#8230; Anche a lui si deve <span style="text-decoration: underline;">la ripresa economica</span> di un’area che scontava una grave crisi, tanto che la città tuttora gli intitola una piazza con targa commemorativa nel centro storico. Nel 1812 lasciò la Liguria di ponente, Napoleone lo richiamò infatti al dipartimento della Senna, e due anni dopo divenne consigliere di Stato e ufficiale della Legion d’onore&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Altare e il suo vetro</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 11:03:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Altare e il suo vetro Uno splendido e centrale edificio liberty, Villa Rosa, ospita ad Altare (SV) il “Museo dell’arte vetraria”, modernamente concepito e attrezzato (biblioteca, shop…), meta di turismo culturale, di scolaresche, di appassionati di storia e artigianato locale. La struttura ospita una collezione di opere ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/altare-e-il-suo-vetro/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/vetro-altare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17646" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/vetro-altare-168x300.jpg" alt="vetro altare" width="168" height="300" /></a></p>
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<p>Altare e il suo vetro</p>
<p>Uno splendido e centrale edificio liberty, Villa Rosa, ospita ad Altare (SV) il “Museo dell’arte vetraria”, modernamente concepito e attrezzato (biblioteca, shop…), meta di turismo culturale, di scolaresche, di appassionati di storia e artigianato locale. La struttura ospita una collezione di opere dal 1650 alla contemporaneità, e ovviamente attrezzi e stampi per rappresentare compiutamente la lavorazione artigianale del vetro.<br />
A pochi passi, in via Roma, anche il laboratorio di Sandro Bormioli.<br />
Storicamente, Altare si è sviluppata nell’immediato entroterra savonese, dove principia la catena appenninica. L’origine della lavorazione del vetro, in loco, si perde nella notte dei tempi (notte forse benedettina), ma si può verosimilmente affermare – grazie a reperti notarili &#8211; che già dal XII secolo famiglie di mastri artigiani abbiano elevato le tecniche sia per la realizzazione artistica, o chimico-farmaceutica, sia per i manufatti destinati alla quotidianità, gli oggetti per le case di famiglia (ma poi furono tutt’in vetro anche alcuni ganci da macelleria e le mitiche bottigliette con la biglia). Era lunghissimo, non a caso, il periodo di apprendistato in laboratorio per quanti volessero avvicinare il mestiere e il settore.<br />
La fama dei dinamici vetrai altaresi (si leggano ad es. le ricerche di Anselmo Mallarini) crebbe celermente anche oltre confine, tanto che Bernardo Perotto, apprezzato in primis da Filippo d’Orléans alla corte di Re Luigi XIV di Francia (le Roi Soleil), dopo onerose sperimentazioni pervenne dal 2 aprile 1687 a sorprendenti progettazioni di lastre in cristallo piano (da colatura) oltre il metro quadro di grandezza, cui conferire il colore prescelto. Tale tecnica durò insuperata per due secoli e mezzo.<br />
Scrisse Chabrol, prefetto napoleonico, nel 1824: &#8220;Cent vingt ouvriers s&#8217;emploient à cette fabrication pendant cinq ou six mois de l&#8217;année, et émigrent ensuite pour aller travailler dans les différentes parties de l&#8217;Italie, d&#8217;où ils apportent quelque argent et une aménité de moeurs trés remarquable dans un pays isolé, et d&#8217;ailleurs presque sauvage&#8221; (Statistique des provinces de Savone, d&#8217;Oneille, d&#8217;Acqui et de partie de la province de Mondovi formant l&#8217;ancien Département de Montenotte, par le Comte Chabrol de Volvic, vol. I, Paris, 1824, p.186).<br />
Nel 1856, per fronteggiare il “tramonto” delle corporazioni, la concorrenza e la crisi socioeconomica di un territorio non immune da epidemie e carestie, le fornaci si aggregarono infine nella SAV cooperativistica (Società Artistico Vetraria), sodalizio di produzione e lavoro, e dal ‘900 produssero anche vetro resistente agli sbalzi termici.<br />
Altare, uno dei cuori della Val Bormida, è limitrofa al mare del Ponente ma anche ad aree verdissime, celebri per il trekking e il biking, e alle “prime” Langhe. Ai tavoli dei ristoranti, la gastronomia ligure sposa non a caso quella piemontese, con fiere tradizioni rurali e trionfi di pasta, carne, frattaglie, cagliate. La sosta regina è (dal 1889…) “Quintilio”, in via Gramsci 23, dove deliziarsi – secondo stagione e mercato &#8211; con peperoni ripieni, maccheroni con porcini, coniglio, formaggi, et coetera et coetera&#8230; E dove la carta dei vini è inno meditato alle più celebri regioni vitivinicole (per chi volesse pernottare, o “prevenire” gli etilometri, la struttura dispone anche di 5 camere confortevoli).<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Pisano</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 16:46:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Vitigno (uva nera) di Ellera, frazione di Albisola Superiore (SV) . Il conte Volvic di Chabrol, commissario napoleonico per il dipartimento di Montenotte (Savonese e parte dell’Imperiese) lo aveva segnalato, nei suoi report, come uno dei migliori. Si consideri che l&#8217;area, dall&#8217;ampelografia complessa, fu investita dalla fillossera. A Chabrol dobbiamo anche la descrizione della dieta ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pisano/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Vitigno (uva nera) di Ellera, frazione di Albisola Superiore (SV) .<br />
Il conte Volvic di Chabrol, commissario napoleonico per il dipartimento di Montenotte (Savonese e parte dell’Imperiese) lo aveva segnalato, nei suoi report, come uno dei migliori. Si consideri che l&#8217;area, dall&#8217;ampelografia complessa, fu investita dalla fillossera.</p>
<p>A Chabrol dobbiamo anche la descrizione della dieta contadina savonese (siamo intorno al 1824):</p>
<blockquote><p>“La colazione, nelle giornate migliori consiste in 10 once di pane con cipolle; il pranzo in una minestra di fave, a volte con riso o pasta, e con un po’ d’olio; la cena è fatta di una minestra di verdure o di rape, oppure di fave, o di patate, o infine di polenta, magari con l’aggiunta di qualche fico secco e di un po’ di pane. Quando è malato il contadino mangia della semola, o dei vermicelli all’olio”&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p></blockquote>
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