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	<title>Ligucibario &#187; carlin petrini</title>
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		<title>In ricordo di Carlo Ginzburg</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Neppure il tempo di ricordare la figura di Carlin Petrini (omaggiando anche uno dei suoi sodali migliori, ovvero Giovanni Rebora * ), ed ecco che purtroppo occorre anche dire addio a Carlo Ginzburg. Per chi faccia il mio mestiere, queste sono perdite culturali immedicabili. Figlio di Leone l’antifascista ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/carlo-ginzburg-formaggio-vermi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/carlo-ginzburg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30275" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/carlo-ginzburg-300x223.jpg" alt="carlo-ginzburg" width="300" height="223" /></a></p>
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<p>Neppure il tempo di ricordare la figura di Carlin Petrini (omaggiando anche uno dei suoi sodali migliori, ovvero Giovanni Rebora * ), ed ecco che purtroppo occorre anche dire addio a Carlo Ginzburg.</p>
<p>Per chi faccia il mio mestiere, queste sono perdite culturali immedicabili. Figlio di Leone l’antifascista e di Natalia Levi la scrittrice, e torinese (1939) realmente tutto d’un pezzo, ci riferiamo infatti ad uno storico e accademico di caratura internazionale, capace come pochi di narrare le esistenze quotidiane, di immergersi dentro i destini cosiddetti “comuni”.</p>
<p>La sua “microstoria” – una corrente metodologica di rilettura del passato che positivamente attecchì anche in Italia dagli anni ’70 sulla scia delle “Annales” di Bloch e Febvre &#8211; ci lascia capolavori come “Il formaggio e i vermi”, appena riedito da Adelphi, saggio che io conobbi (memorabili quelle stagioni) da studente universitario, ammirandone la dimensione storico-antropologica.</p>
<p>A Carlo Ginzburg difatti interessavano sin dagli anni ’60 “fonti” quali le tradizioni, le leggende e dicerie, i riti, le quotidianità rurali, il genius loci autentico delle comunità. Mi godevo gli scritti suoi, di Piero Camporesi, di Fernand Braudel, di Jacques Le Goff…</p>
<p>“Il formaggio e i vermi” è in tal senso un incredibile sorvolo della vita di un mugnaio friulano del ‘500 che l’Inquisizione destinò ad ardere su un rogo, e una profonda – a suo modo militante &#8211; riflessione circa il potere ed i suoi “oppositori”. E leggere quelle pagine necessariamente incide un segno sin dentro le nostre coscienze.</p>
<p>Da parte mia, confido quindi che nelle scuole superiori e nelle università quelle pagine siano tenute ben presenti come proposta di lettura ai giovani. Poche discipline umanistiche infatti possono avere oggi la portata della storia, se opportunamente insegnata.</p>
<p>*del Professor Rebora (1932-2007), anche grazie al figlio Federico, ho avuto ripetutamente il piacere di occuparmi, anche nel <a title="giovanni rebora" href="https://www.youtube.com/watch?v=bC6zPs8D4wo" target="_blank">video a questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><strong><br />
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		<title>Giovanni Rebora, una storia sampierdarenese</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30159" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1.jpg"><img class="size-medium wp-image-30159" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1-300x232.jpg" alt="federico rebora e umberto curti" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">federico rebora e umberto curti</p></div>
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<p>Il Centro civico “Buranello” di Genova <strong>Sampierdarena</strong> ha ospitato l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che avevo avuto già il piacere di proporre e realizzare alla Biblioteca civica “Saffi” di Genova Molassana. Come sempre, con questa iniziativa ho inteso coinvolgere <strong>Federico Rebora (figlio del Professore)</strong>, il quale ha conversato anche circa alcuni degli aspetti più famigliari e privati di suo padre, l’infanzia, gli studi scolastici, la stanza-biblioteca fumosissima in cui si dedicava alla ricerca storica, le passeggiate…</p>
<p>Mi piace pensare che l’evento – svoltosi fra l’altro pochi giorni dopo la scomparsa di <strong>Carlin Petrini, amico di Rebora</strong> &#8211; non sarebbe spiaciuto al Professore stesso, poiché non v’è stata alcuna retorica “celebrativa” in quel che è stato condiviso. Gli accadimenti, le persone, i libri…, hanno rievocato una stagione (gli ultimi decenni del Novecento) a suo modo feconda, e soprattutto la visione del mondo di Rebora, l’uomo oltre allo studioso, che attraverso gli aspetti socioeconomici sapeva restituirci a voce o sulla pagina, sempre con schiettezza sottile, il modo di essere delle comunità.</p>
<div id="attachment_30157" style="width: 136px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp.jpg"><img class="size-medium wp-image-30157" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp-126x300.jpg" alt="barbera del professore" width="126" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barbera del professore</p></div>
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<p>Abbiamo forse reso, e lo spero, un buon servigio anche a Sampierdarena (luogo al quale per via paterna sono anch’io strettissimamente legato), che ricorre non di rado nei miei lavori e nelle mie conferenze, con un poco di <em>saudade</em> – stavolta sì &#8211; per quei Natali di mille anni fa in cui mio padre mi voleva con sé – a bordo di un’anziana ma sempre fiera “Giulia 1300” &#8211; comprando <strong>il pandolce zeneize</strong>, obbligatoriamente, presso una pasticceria dalle parti di piazza Vittorio Veneto, prima di passare a far gli auguri ai famigliari, sparsi in via dei Landi e dintorni…</p>
<div id="attachment_30160" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2.jpg"><img class="size-medium wp-image-30160" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2-300x203.jpg" alt="amarcord sampierdarena" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">amarcord sampierdarena</p></div>
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<p>Con Federico Rebora e l’Assessore al Municipio per la cultura e le manifestazioni, Dottoressa<strong> Margherita Pardini</strong>, abbiamo infine ragionato un poco di 2027, poiché l’anno prossimo ricorrerà il ventennale della scomparsa del Professore. Da parte mia, poiché già a lungo me ne sono occupato (<a title="le antiche trattorie di sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">leggimi a questo link</a>) ed è un tema “veronelliano” molto caro a Rebora stesso, il focus potrebbe estendersi &#8211; già a partire dall&#8217;autunno &#8211; <strong>sulle trattorie</strong>, della Sampierdarena di ieri e di oggi, cercando quei fil rouge legati alle tradizioni e alla convivialità che ancora nutrono l’economia locale.</p>
<p>Agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) posso quindi formulare un arrivederci a presto, e del Professor Rebora parleremo, sempre con Federico Rebora, anche in uno dei 3 incontri &#8220;I pionieri&#8221; che ho già calendarizzato per l’Associazione G.A.U. (dedicati a Giobatta Ratto, Mario Soldati, Giovanni Rebora), in data da definirsi ma nella primavera dell’anno prossimo. Stay tuned!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Carlin Petrini e Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:16:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30148" style="width: 205px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/tagli-scelti.png"><img class="size-medium wp-image-30148" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/tagli-scelti-195x300.png" alt="giovanni rebora - tagli scelti" width="195" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">giovanni rebora &#8211; tagli scelti</p></div>
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<p>E&#8217; mancato, 76enne, Carlin Petrini, braidese DOC, figlio di un ferroviere ed una fruttivendola, ed anzitutto alle sue intuizioni si deve la nascita nel 1989 di Slow Food (la &#8220;Libera e benemerita associazione degli amici del Barolo&#8221; era divenuta Arcigola nel 1986). Quest&#8217;uomo scrisse anche la prefazione alla famosa enciclica &#8220;Laudato si'&#8221; di Papa Francesco, il suo pensiero era che &#8220;C&#8217;è gente ricca che mangia cose buone fatte da contadini poveri, e c&#8217;è gente povera che mangia cose cattive fatte da agricoltori ricchi&#8221;&#8230;</p>
<p>In qualche modo parliamo anche di lui, mercoledì 27 maggio dalle h 17.00 presso il Centro Civico Buranello di Genova-Sampierdarena, durante l&#8217;incontro dedicato al Professor Giovanni Rebora. Infatti, a leggere ciò che costoro scrissero, e ad ascoltare ciò che dissero (Rebora talvolta più “ruvido”, ma Petrini sempre altrettanto sottile), si notano profonde e ripetute convergenze.</p>
<p>Sull&#8217;etichetta della Barbera d&#8217;Asti che nel 2007 Federico Rebora (figlio del Professore), anche grazie all&#8217;enologo albese Lorenzo Tablino, progettò &#8211; per onorare la memoria del padre &#8211; insieme a Franco Roero, vignaiolo di Montegrosso d&#8217;Asti, spicca non a caso una bella frase di Petrini: &#8220;Giovanni Rebora, Professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze&#8221;.</p>
<p>Agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) suggerisco dunque, in quest’occasione, la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, una raccolta di materiali a firma Rebora che Slow Food pubblicò nel 2009, prefata proprio da Petrini, a cui poi Rebora dedica qualcosa di più che un affettuoso saluto finale.</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, sempre in difesa della qualità alimentare, dei cibi autentici e puliti, e di rispetto assoluto per quelle filiere corte che debbono fronteggiare l’irruenza della globalizzazione e di quelle microeconomie oggi troppo a rischio estinzione (io ebbi la fortuna di conoscere anche Luigi Veronelli, e su quel rispetto poggio ogni giorno il mio lavoro).</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, che innescano riflessioni a getto continuo, e fornirebbero centinaia di spunti per quella che ormai definiamo (l’espressione non mi entusiasma) public history, ovvero una divulgazione della storia autorevole ma non accademica, e che attraverso l’indagine di aspetti talvolta, sinora, trascurati, produca nuove acquisizioni.</p>
<p>A pagina 257 di &#8220;Tagli scelti&#8221; v&#8217;è tra l&#8217;altro un articolo, uscito originariamente su &#8220;Il Secolo XIX&#8221; del 12 ottobre 2004, che Rebora intitola &#8220;OGM? No, grazie, preferisco essere libero di mangiar bene&#8221;&#8230; Come sempre, personalmente credo che alle parole di Rebora, dettate dal buon senso prima ancora che dalla competenza culturale, vi sia ben poco da aggiungere.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/carlin-petrini-e-giovanni-rebora/">Carlin Petrini e Giovanni Rebora</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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