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	<title>Ligucibario &#187; campania</title>
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		<title>Olive e cucine d&#8217;Italia. La Campania</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 10:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/02/oleario_featured.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9358" alt="Oleario, gli olii di Ligucibario" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/02/oleario_featured-300x73.jpg" width="300" height="73" /></a>Si può dire che si trovi un angolo di cucina napoletana ovunque nel mondo, grazie ai tanti ristoratori e pizzaioli che hanno portato all&#8217;estero la sapienza gastronomica partenopea&#8230; E&#8217; una cucina-paesaggio, nel senso che, quando non venga snaturata, riflette appieno la forza della mediterraneità.<br />
Tuttavia, la cucina campana dell&#8217;aristocrazia risentì (anche nel lessico) delle dominazioni e delle relazioni con le corti estere, nonché dell&#8217;influsso di chef sovente francesi. Quella popolare si conferma viceversa &#8211; ogni giorno &#8211; un mix creativo di tradizioni rurali ed ittiche, di idee geniali&#8230;basate su quel che c&#8217;è. Così, agli elaborati timballi barocchi si contrappone la semplice e magnifica pasta al pomodoro (i maccaroni con la pummarola) o gli spaghetti con le vongole, saltati in padella con appena un po&#8217; d&#8217;olio extravergine, un ciuffo di prezzemolo, uno spicchio d&#8217;aglio. Il mare beninteso offre anche pesciolini come i cicenielli, le cozze, i pesci per le zuppe (con capperi e odori), dall&#8217;Atlantico giunse ad un certo punto il baccalà. La campagna regala poi asparagi, carciofi, cipolle, melanzane, e mozzarelle, scamorze, caci, pecorini e provole senza eguali. Poca evidentemente la carne, anche se taluni salumi (soppresse, salsicce&#8230;) sono d&#8217;eccelsa fattura. Quanto ai dessert, la bellissima frutta fresca e secca (mele, agrumi, nocciole, noci) è alla base di ricette colorate, luminose, eleganti, con creme soffici, una festa dell&#8217;occhio e del naso prima ancora che del palato. Si suol dire che a Napoli i babà, i torroni, la pastiera (vero forziere di pastafrolla) e le sfugliatielle siano prima di tutto &#8220;a state of mind&#8221;&#8230;<br />
Per tendenza, gli olii campani risultano mediamente fruttati, con sentori erbacei e floreali, sovente carciofo e frutta secca, ottimamente armonici. Perfetti con insalate di legumi, verdure al vapore e gratinate, polpo lesso, pesce al sale. Buon appetito&#8230;</p>
<p>Le <em>cultivar</em> locali più importanti sono:<br />
<strong>Caiazzana, Corniola, Leccino, Minutella, Moraiolo, Ogliarola (campana), Ortice, Ortolana, Palombina, Pisciottana, Ravece, Rotondella</strong></p>
<p>Umberto Curti, <a href="https://www.ligucibario.com/" target="_blank">Ligucibario®</a></p>
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