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	<title>Ligucibario &#187; brichetti</title>
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		<title>Un minestrone che mi ha sbalordito</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 13:29:49 +0000</pubDate>
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<p>Càpita a chiunque, dopo una giornata di lavoro che stanca, di cercare un supermercato dove rapidamente comprar qualcosa per cena. I supermercati sono come noto – non è un crimine… &#8211; luoghi “di marketing”, dove concretissime strategie commerciali – esposizione, sconti… &#8211; possono indurre il consumatore ad una scelta piuttosto che un’altra. Poiché è anche di marketing che mi occupo da circa 30 anni, quando varco la porta delle grandi distribuzioni cerco di resistere almeno un po’ alle tentazioni e alle mega-offerte, di leggere le etichette con gli ingredienti, di scansare prodotti ove preponderi la chimica, di privilegiare il più possibile referenze locali (i TIR inquinano…). Peraltro, ero e resto dell’opinione che i supermercati non siano il diavolo, siano viceversa realtà dove con un po’ di discernimento si può acquistare qualità, sta prima di tutto a noi informarci e conoscere, e “alternarli” alle – altrettanto importanti &#8211; botteghe di prossimità. Ieri sera, appunto dopo una giornata di lavoro che stanca, m’imbatto, presso un negozio della catena “Ekom”, in una serie di zuppe e minestroni freschi, e poiché in questi giorni fa freddo decido di cenare con qualcosa di fumante… Così, da appassionato di minestrone zeneize, colloco nel carrello una “Zuppa alla ligure” a marchio KOMEte. Una volta a casa la apro per riscaldarla alcuni minuti e noto subito – in effetti si dovrebbe sempre mangiare prima con gli occhi ed il naso che con la bocca… &#8211; una consistenza ed un profumo bellissimi, praticamente da meneströn fatto in casa, e noto addirittura la presenza dei brichetti, un formato di pasta arci tradizionale. Piacevolmente incuriosito, a quel punto recupero il cartoncino della confezione per verificare gli ingredienti, che vado testualmente a elencarvi: acqua, verdure 26% (patate, carote, zucchine, legumi, piselli), basilico genovese DOP 3,4%, pasta di semola di grano duro 2,9%, olio extravergine 2,2%, passata di pomodoro, parmigiano reggiano DOP, sale. Oltre alla totale assenza di additivi (conservanti, addensanti…), non si può non constatare la presenza di due meraviglie quali il basilico genovese DOp e il parmigiano reggiano DOP. Confesso, ero quasi esterrefatto&#8230; Ma ancor più sono poi stato felice di gustarmi il piatto, con la sola aggiunta – fuori fuoco &#8211; di un filo d’extravergine a crudo e una ulteriore spolverata di parmigiano. Agli amici Lettori di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi, fors’anche perché si tratta di un sito senza inserzioni pubblicitarie… – mi permetto dunque di suggerire l’assaggio di questa eccellenza (sottolineo: eccellenza), gustosa e salubre, e fra l’altro molto caratteristica della cucina genovese e ligure… Un Vermentino o una Bianchetta serviti freschi saranno ovviamente il calice ideale da abbinarle.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a><strong><br />
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		<title>Minestrone con scucuzzun, leccornia “da cadrai”</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:17:55 +0000</pubDate>
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<p>Minestrone alla genovese, che passione&#8230; A questa ricetta iconica del ricettario ligure sono legate antichi mestieri, tradizioni, varianti stagionali.</p>
<h2>Chi erano i cadrai? Minestrone e porto</h2>
<p>Cadrai rimanda alle chiatte (un catering ante litteram, l&#8217;etimologia delle parole pare la stessa) che affiancavano le navi all’àncora nel porto di Genova (ma non solo), proponendo agli equipaggi sfiniti dalle lunghe rotte e dalle privazioni alcuni piatti freschi e golosi: minestrone anzitutto, e stoccafisso, farinata, torte di verdura, talora focacce.</p>
<h2>Genova, l&#8217;antica arte della pasta in una città-porto</h2>
<p>Pasta-verdure come noto è una diade di successo anche nella cucina genovese, del resto la mediterraneità ha nei secoli messo a punto piatti che, unendo vitamine e carboidrati, oggi si rivelano salutari anche in senso nutrizionale… Inoltre, Genova, un porto che dialogava nella lingua dei commerci con tutto il mondo conosciuto, Asia in particolare, aveva “appreso” – forse via Sicilia? – l’arte “nomade” di essiccare la pasta (e si badi, Marco Polo era ancora di là da venire…). Acqua e farina componevano un alimento assai pratico, di grano non v’era penuria, di vento neppure, e i più intraprendenti potevano anche fiutare un business, dopotutto Ianuensis ergo mercator, si soleva dire. Nella “Superba” nacquero dunque corporazioni artigiane ad hoc, i fidelari ecc. (1574), e nacquero formati di pasta idonei ai diversi impieghi.</p>
<h2>Pasta in Liguria; i formati</h2>
<p>Trenetta origina dall’antico termine per pasta, ovvero “<em>tria</em>”. A Natale alcuni ancora ritualizzano i maccheroni in brodo, o mostaccioli, o – appunto – natalini. Mandilli e picagge rimandano come vocaboli a fazzoletti e strofinacci. E, tra le paste da minestrone in grado di regger la cottura, incontriamo i “bricchetti” (fiammiferi, alla francese) e lo scucuzzun (la grafia varia ma è alterazione locale per cuscus…), ovvero grano duro che per la forma a micro palline, e per la consistenza, ricorda anche la fregola sarda. Ovviamente non esistono regole univoche, e quindi il minestrone sposa bene, secondo gusti, anche i ditalini rigati, i taggiaen, le conchiglie…</p>
<h2>Minestrone alla genovese: la ricetta</h2>
<p>Eccovi infine la ricetta, tenendo presente che le quantità degli ingredienti mutano in base al numero dei commensali, e che personalmente non utilizzo soffritti né, come insapori tori, i funghi secchi…</p>
<p>Secondo mercato e stagione si reperiscono fagiolini, zucchine, cavolo cappuccio, zucca mantovana, carote, patate, talora cardi… Legumi (piselli, fave, sia fagioli cannellini sia borlotti, più che ceci). Pomodori (non più d’uno o due)…</p>
<p>Occorrono poi olio extravergine d’oliva per la cottura, e pesto (senza pinoli) per la rifinitura finale, fuori fuoco. Croste di parmigiano, infine, a piacere.</p>
<p>La verdura, nettata e tagliata a tocchi non troppo piccoli, viene gettata in una capace pentola piena d’acqua non in ebollizione (circa 1,5 kg di verdure per 2 litri abbondanti d’acqua). La cottura, attenzione, dovrà poi essere a fuoco vivo, ideale sarebbe un fuoco a legna. La nota più apprezzata del piatto, come noto, è la sua densità finale (il cucchiaio dovrebbe restare ritto…), che si ottiene proprio e solo con la cottura. A metà cottura aggiungere mezzo bicchiere di olio d’oliva, le croste di formaggio se necessario ben raschiate all’esterno (sporco e inchiostro), e il sale grosso. E’ comunque bene, di tanto in tanto, rimestare il tutto, onde evitare che via via la verdura sfatta si attacchi al fondo producendo uno spiacevole sentore di scutizzo (bruciacchiato). Con schiumarola e forchetta schiacciare patate e fagioli per addensare maggiormente il minestrone. Quando i tocchi di verdure quasi non si distinguono e il composto è cremoso al punto giusto, si butta anche la pasta (30-40 g a commensale…), prescelta in genere fra quelle che ho prima elencate. A cottura ultimata si aggiunge fuori fuoco il pesto (ma nell’entroterra poteva essere un pestato di lardo), rimestando il tutto e impiattando in fondine. Meglio pazientare un po’ perché un quarto d’ora renderà il minestrone, tiepido, ancor più godibile&#8230; Un filo d’extravergine a crudo – specie se non si è aggiunto pesto &#8211; e una grattugiata di Parmigiano fresco assicurano il capolavoro. L’indomani, quello che avanzava veniva affettato e fritto in poco olio, arte del riciclo. Nei calici, beninteso, una Bianchetta o un Vermentino o un Pigato serviti a 11°C in tulipani a stelo alto&#8230; Zena in toua, buon appetito.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Minestra con le ortiche</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 08:18:56 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Minestra con le ortiche&#8230;, ne ricordo anzitutto una gustata nel Sanremese, ma non esiste &#8211; come sempre &#8211; una ricetta “unica” ed assoluta: rosolare nell’olio extravergine un classico trito di cipolla, sedano, carote, unire patate di qualità (volendo, la Liguria ha diverse varietà) tagliate a dadini, e in una pentola &#8211; aggiungendo sale q.b. &#8211; bollire il tutto una mezz’ora, senza fretta, quindi buttare una pasta ad es. di formati tradizionali quali brichetti o scuccusun, aggiungere ortiche ben pulite e anch’esse tritate, e terminare la cottura per circa 5 minuti, infine fuori fuoco una spolverata di prezzemolo (o altra erba aromatica) e aglio bianco spellato e tritato, prima di servire la minestra ben calda. Rifinire con pecorino grattugiato di fresco… <strong>Ligucibario®</strong> abbina a questo bel piatto antico e rurale ad es. un Vermentino, servito a 11°C in tulipani a stelo alto</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Minestrone di verdure</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 13:18:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Minestrone di verdure. E&#8217; la ricetta 47 dell&#8217;Artusi (che però della Liguria ignora sia il pesto che la focaccia): «Il minestrone mi richiama alla memoria un anno di pubbliche angoscie e un caso mio singolare. Mi trovavo a Livorno al tempo delle bagnature l&#8217;anno di grazia 1855, e il colera che serpeggiava qua e là ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/minestrone-di-verdure-2/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/minestrone-di-verdure-2/">Minestrone di verdure</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20266" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN9425.jpg"><img class="size-medium wp-image-20266" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN9425-300x225.jpg" alt="minestrone alla genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">minestrone di verdure alla genovese</p></div>
<p>Minestrone di verdure. E&#8217; la ricetta 47 dell&#8217;<strong>Artusi</strong> (che però della Liguria ignora sia il pesto che la focaccia): «Il minestrone mi richiama alla memoria un anno di pubbliche angoscie e un caso mio singolare. Mi trovavo a Livorno al tempo delle bagnature l&#8217;anno di grazia 1855, e il colera che serpeggiava qua e là in qualche provincia d&#8217;Italia, teneva ognuno in timore di un&#8217;invasione generale che poi non si fece aspettare a lungo. Un sabato sera entro in una trattoria e dimando: &#8211; Che c&#8217;è di minestra? &#8211; Il minestrone, &#8211; mi fu risposto. &#8211; Ben venga il minestrone, &#8211; diss&#8217;io. Pranzai e, fatta una passeggiata, me ne andai a dormire. Avevo preso alloggio in Piazza del Voltone in una palazzina tutta bianca e nuovissima tenuta da un certo Domenici; ma la notte cominciai a sentirmi una rivoluzione in corpo da fare spavento; laonde passeggiate continue a quel gabinetto che più propriamente in Italia si dovrebbe chiamar luogo scomodo e non luogo comodo. &#8211; Maledetto minestrone, non mi buscheri più! &#8211; andavo spesso esclamando pieno di mal animo contro di lui che era forse del tutto innocente e senza colpa veruna. Fatto giorno e sentendomi estenuato, presi la corsa del primo treno e scappai a Firenze ove mi sentii subito riavere. Il lunedì giunge la triste notizia che il colera è scoppiato a Livorno e per primo n&#8217;è stato colpito a morte il Domenici. &#8211; Altro che minestrone! &#8211; Dopo tre prove, perfezionandolo sempre, ecco come lo avrei composto a gusto mio: padronissimi di modificarlo a modo vostro a seconda del gusto d&#8217;ogni paese e degli ortaggi che vi si trovano. Mettete il solito lesso e per primo cuocete a parte nel brodo un pugnello di fagiuoli sgranati ossia freschi: se sono secchi date loro mezza cottura nell&#8217;acqua. Trinciate a striscie sottili cavolo verzotto, spinaci e poca bietola, teneteli in molle nell&#8217;acqua fresca, poi metteteli in una cazzaruola all&#8217;asciutto e fatta che abbiano l&#8217;acqua sul fuoco, scolateli bene strizzandoli col mestolo. Se trattasi di una minestra per quattro o cinque persone, preparate un battuto con grammi 40 di prosciutto grasso, uno spicchio d&#8217;aglio, un pizzico di prezzemolo, fatelo soffriggere, poi versatelo nella detta cazzaruola insieme con sedano, carota, una patata, uno zucchino e pochissima cipolla, il tutto tagliato a sottili e corti filetti. Aggiungete i fagiuoli, e, se credete, qualche cotenna di maiale come alcuni usano, un poco di sugo di pomodoro, o conserva, condite con pepe e sale e fate cuocere il tutto con brodo. Per ultimo versate riso in quantità sufficiente onde il minestrone riesca quasi asciutto e prima di levarlo gettate nel medesimo un buon pizzico di parmigiano. Vi avverto però che questa non è minestra per gli stomachi deboli. »</p>
<p>Torniamo ora a Genova (Artusi infatti era romagnolo di Forlimpopoli). Un critico teatrale ha definito il nostro minestrone “le fondamenta della cucina patriarcale dei liguri… un segreto che ha <strong>il profumo del basilico e dell’aglio</strong> ben pestati e intrisi di formaggio forte…” Quando ancora – o comunque ben più che oggi &#8211; si rispettavano le stagioni, esso era un uso “salutare” di primavera e autunno, e da zuppa si trasformava in minestra tramite l&#8217;aggiunta di <strong>alcuni e non altri tipi di pasta</strong>, i vermicelli, i corzetti della val Polcevera (<em>Cuciniera</em> del Ratto, 1863), i brichetti (fiammiferi), lo scucussùn (gragnuola) che per suono s’apparenta al couscous, i maccheroncini rigati o lisci (mostaccioli), le fettuccine di grani forse più &#8220;puliti&#8221; degli attuali…</p>
<p><strong>Giobatta Ratto</strong>, nella sua <em>Cuciniera genovese</em> testé citata (best seller dalle cento ristampe), preliminarmente friggeva le verdure con funghi secchi e acciughe salate, de gustibus&#8230; Mentre <strong>lo chef savonese Ferrer Manuelli</strong> – circa un secolo dopo &#8211; aggiungeva lardo, e malgrado prue e vele di una cucina marinara come poche (e come dimenticare le sue bretelle &#8220;ospiti&#8221; in tv di Veronelli?) questa si direbbe usanza forse quasi “longobarda”.</p>
<p>Il minestrone, sia come sia, c&#8217;era sempre nei pentoloni di quei <strong>cadrai</strong> (Ruscin, Dria&#8230;) e di quelle “spezzine” (chiatte attrezzate per il catering) che tentavano gli esausti marinai all&#8217;àncora con cibarie fresche – e vino &#8211; . E qualunque casalinga sa che il segreto del minestrone perfetto consiste sempre nella lunga cottura di molte verdure nell’acqua (all’inizio fredda, poi arricchita da un filo d’extravergine e da una crosta di parmigiano raschiata), e poi nella pressatura di alcune, schiacciandole sulla schiumarola con una forchetta (densità e gusto!). L&#8217;eventuale <strong>pesto</strong> va aggiunto al termine, fuori cottura, poiché il basilico ovviamente<b> non ama il calore..</b>. A <a title="curti minestrone genovese" href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/minestrone-di-verdure_10.html" target="_blank">questo link</a> amico Lettore hai come sempre la mia ricetta.</p>
<p>Vorrei infine, a maggior ragione quando servono turisti e buongustai stranieri, che le trattorie servissero il minestrone tiepido, e casomai freddo in estate, ma mai caldo. E nel calice sposassero sempre Bianchetta, Vermentino, Pigato, ovvero le nostre gloriose DOC.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(articolo di proprietà dell&#8217;autore, concesso originariamente ad altra piattaforma ed ora non più online)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Minestrone all’onegliese</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 20:26:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel Ricettario Carli, irrobustito da lardo e pancetta&#8230; In verità potrebbe raccontare una storia più &#8220;primitiva&#8221;, poiché era davvero piatto unico e realizzato con quel che c&#8217;era (anche scampando alle incursioni piratesche frequenti a ponente), tentando di profumarlo col basilico. Niente pasta (mentre Genova si sbizzarrisce con brichetti, scuccusun&#8230;), bensì pane raffermo tostato in forno&#8230; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestrone-allonegliese/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Ricettario Carli, irrobustito da lardo e pancetta&#8230;<br />
In verità potrebbe raccontare una storia più &#8220;primitiva&#8221;, poiché era davvero piatto unico e realizzato con quel che c&#8217;era (anche scampando alle incursioni piratesche frequenti a ponente), tentando di profumarlo col basilico. Niente pasta (mentre Genova si sbizzarrisce con brichetti, scuccusun&#8230;), bensì pane raffermo tostato in forno&#8230; Era un piatto salubre, col filo d&#8217;evo a crudo, e che il giorno dopo non peggiorava affatto!<br />
Se il tema ti affascina, sia come sia sappi che &#8211; sebbene come sempre una ricetta unica ed assoluta non esista &#8211; un buon minestrone alla ligure o alla genovese richiede comunque alcune &#8220;linee-guida&#8221;, sempre le stesse: cottura a fuoco lento, magari arricchita da una crosta di Parmigiano, mai dadi da brodo, e personalmente aborro il soffritto&#8230;<br />
Quanto all&#8217;abbinamento enologico, in questi casi Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC riviera di ponente, servito a 11°C in tulipani a stelo alto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Maccheroncini da minestrone</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 19:35:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="Minestrone alla genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestrone-alla-genovese/">minestrone alla genovese</a> , per tradizione, gradisce tendenzialmente solo alcuni tipi di pasta: i maccheroncini, lo <a title="Scucussùn" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scucussun/">scuccusùn</a> * , i bricchetti (&#8220;fiammiferi&#8221;) e le tagliatelle. Talora i ditalini e le conchiglie. Il minestrone (verdure a pezzi grossi, mi raccomando) va cotto lentamente ** , senza soffritto, alcuni aggiungono la crosta di parmigiano (l&#8217;unica &#8220;pulita&#8221;). Ove aggiungiate pesto (senza pinoli a fini di risparmio&#8230;), fatelo solo alla fine fuori dal fuoco! Nell&#8217;entroterra aggiungevano viceversa un pestato di lardo. E pazientate, prima di divorarlo, così che s&#8217;intiepidisca&#8230;<br />
* parola palesemente collegata all&#8217;arabo cuscus&#8230;<br />
** un tempo cuoceva su stufe a legna e runfò<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Bricchetti o brichetti</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 18:05:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Bricchetti o brichetti, “fiammiferi” di pasta lunghi circa 2 cm, tengono bene la cottura ed entrano classicamente nel minestrone di verdure genovese. Quello denso, che &#8220;reggerebbe&#8221; in piedi il cucchiaio. Altri tuttavia preferiscono i taggiaen, o lo scuccuzun&#8230; Se nel minestrone aggiungi pesto, fallo fuori cottura, così da non pregiudicarne il dato aromatico. Umberto Curti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bricchetti/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bricchetti/">Bricchetti o brichetti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Bricchetti o brichetti, “fiammiferi” di pasta lunghi circa 2 cm, tengono bene la cottura ed entrano classicamente nel <a title="Minestrone alla genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestrone-alla-genovese/">minestrone di verdure genovese</a>. Quello denso, che &#8220;reggerebbe&#8221; in piedi il cucchiaio. Altri tuttavia preferiscono i taggiaen, o lo scuccuzun&#8230; Se nel minestrone aggiungi pesto, fallo fuori cottura, così da non pregiudicarne il dato aromatico.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Minestrone alla genovese</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 08:37:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Minestrone, cioè le fondamenta della cucina patriarcale dei liguri…, un segreto che ha il profumo del basilico e dell’aglio ben pestati e intrisi di formaggio forte… sono parole del critico teatrale Enrico Bassano. Vanto specifico anche di Paveto (m. alla paviotta) presso Mignanego (GE), di Sestri Levante (GE), ecc., il minestrone alla genovese è piatto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestrone-alla-genovese/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestrone-alla-genovese/">Minestrone alla genovese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Minestrone, cioè le fondamenta della cucina patriarcale dei liguri…, un segreto che ha il profumo del basilico e dell’aglio ben pestati e intrisi di formaggio forte…</p>
<p>sono parole del critico teatrale Enrico Bassano. Vanto specifico anche di Paveto (m. alla paviotta) presso Mignanego (GE), di Sestri Levante (GE), ecc., il minestrone alla genovese è piatto straclassico di primavera e di autunno, senza soffritti, e prevedrebbe solo 4 tipi di pasta * : brichetti, scucussùn, maccheroncini rigati oppure lisci (mostaccioli), tagliatelle (grano Tosella ** )…</p>
<div id="attachment_19214" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/DSCN9424.jpg"><img class="size-medium wp-image-19214" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/DSCN9424-300x225.jpg" alt="minestrone" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">minestrone</p></div>
<p>Senza la pasta, come noto, la minestra prende il nome di zuppa. Questo era la ghiottoneria number one con cui i catrai/cadrai e le “spezzine” (trattorie galleggianti su chiatte) *** affiancavano le navi all’àncora nel porto di Genova: quei “soccorritori” si chiamavano Ruscin, Dria… Il segreto consiste, durante la lunga cottura delle molte verdure nell’acqua (all’inizio fredda, poi arricchita da un filo d’olio e da una crosta di formaggi raschiata **** ), nello schiacciarne via via una parte aiutandosi con schiumarola e cucchiaio, parte che ritorna in pentola “passata”, come addensante naturale, insaporendo il minestrone.<br />
Gradito da alcuni il sapore di “scutizzo” (bruciacchiato). Alla fine si può aggiungere pesto ***** senza pinoli e ovviamente senza prescinsêua ******. Non mangiarlo bollente, lascialo intiepidire una mezz’ora, si esalteranno le sfumature di gusto. In passato, quello che avanzava, l’indomani &#8211; rassodandolo con farina e talora lievito &#8211; era affettato e fritto in poco olio.<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/minestrone-di-verdure_10.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/minestrone-di-verdure_10.html</a><br />
Abbina sempre un Vermentino (ma a ponente scelgono Pornassio sciac-trà&#8230;), alla giusta temperatura nei giusti calici.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello19.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17740" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello19-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>* anticamente erano vermicelli, benché il Ratto (Cuciniera del 1863) scelga i corzetti valpolceveraschi, e le verdure – no sedano carote cardi fave cipolle lattughe &#8211; venivano prima fritte (appesantendo il piatto!) con funghi secchi e acciughe salate. Lo chef savonese Ferrer Manuelli aggiunge lardo, ma il lardo è uso lombardo</p>
<p>** grano tenero, ancora lo propongono in Val Graveglia macinato ad acqua…</p>
<p>*** ne narra anche Sebastiano Bazzurro (1934). Disponevano anche di vino “navigato e battezzato”</p>
<p>**** non tanto per i conservanti ma per ovvie questioni igieniche. Sulle croste dei formaggi ci sono talvolta inchiostri, cere…</p>
<p>***** il Dellepiane (1865) propone un pesto di noci, con prezzemolo, aglio, funghi secchi, acciughe salate, pepe, pomodoro…</p>
<p>****** una sorta di ricetta è anche il sonetto dialettale che al minestrone Filippo Castello dedicò nel 1930, ma vedi anche l’antico F. Gaudenzio, Il panunto toscano, 1705.</p>
<p>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a></p>
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