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	<title>Ligucibario &#187; breil</title>
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		<title>Ferrovia, sostenibilità e turismo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 17:34:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/ferrovia-cuneo-ventimiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20214" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/ferrovia-cuneo-ventimiglia-300x168.jpg" alt="ferrovia cuneo ventimiglia" width="300" height="168" /></a>Ferrovia, sostenibilità e turismo.</p>
<p>Il 25 febbraio scorso <strong>la ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza</strong> (“il trenino delle meraviglie”) è risultata vincitrice del 10° censimento FAI &#8220;I luoghi del cuore&#8221;, con 75.586 voti, e avrà dunque diritto, per la realizzazione di un progetto, a 50mila euro di contributo.<br />
Poche notizie mi hanno reso di recente più felice. Personalmente la scoprii molti anni or sono, quella ferrovia, partendo dall’estrema <strong>Riviera di ponente</strong> e facendo tappa a Breil-sur-Roya (Breglio), Saint-Dalmas de Tende (San Dalmazzo), Tende (Tenda) e infine <strong>Limone Piemonte</strong>, nota località sciistica del Cuneese ormai a 1.010m di altitudine sul livello del mare. A Breil si dirama la bretella per Sospel (Sospello) e Nizza, che percorre territorio francese, paesaggi alla Biamonti.<br />
Il mio primo commento, dopo tanti viadotti sbalorditivi, fu grosso modo “quest’opera è un miracolo”, e presumo sia stato il commento di tanti o di tutti i viaggiatori. Nel 2016, peraltro, il magazine settimanale Hörzu di Amburgo, valutando la tratta Torino-Nizza l&#8217;aveva posizionata nona nella graduatoria delle 10 linee più attraenti del mondo (1). 96 i km di tracciato, ma a causa della complessa orografia sono ben 27 le opere ingegneristiche importanti all&#8217;aperto e 33 le sotterranee, oltre a varie altre non meno spettacolari che via via scorrono magicamente al finestrino.<br />
Si noti che a metà ‘800 la tratta in progetto avrebbe interessato un’area ancora tutta italiana, sotto i Savoia, alcune località divenendo francesi solo in seguito: Nizza e parte della val Roya nel 1860, e Briga (Brigue) e Tenda nel 1947 al termine del secondo conflitto mondiale (che vide la Francia tra i vincitori e l’Italia tra i vinti).<br />
L’idea, ovviamente cara al <strong>Cavour</strong>, consisteva nel dar nutrimento a scambi anzitutto (ma non solo) economici <strong>fra Torino e la Costa Azzurra</strong>. La cessione di Nizza alla Francia trasferì – forzatamente &#8211; gli sguardi su Ventimiglia, come nuovo possibile terminale, potenzialmente preferibile ad una ipotesi <strong>Ceva-Ormea-Oneglia</strong> (che infatti s’arrestò ad Ormea senza mai traguardare il mare). A fine ‘800 i lavori di realizzazione in Piemonte avanzarono sino a Limone, poi (1900) a Vievola attraverso il tunnel del Tenda. Da lì, un protocollo con la Francia (1904) decretò una ripartizione logistica di ruoli, anche per attenuare i costi e scongiurare eventuali necessità di cremagliere, ciascuna nazione avrebbe operato la tratta di pertinenza tra Vievola/Viève e Ventimiglia, oltre ad un raccordo tra Breil e Nizza. Ostacoli orografici quasi insormontabili per le tecnologie del tempo e <strong>lo scoppio della Grande Guerra</strong> rallentarono i progressi, ma il 30 ottobre 1928 le Ferrovie dello Stato italiane e la PLM francese inaugurarono l’attesa linea. La quale arrecò benefici anche al collegamento Svizzera-Nizza (negli anni ’30 la quantità e qualità di certi collegamenti era incomparabile rispetto al presente). L’elettrificazione trifase non riuscì tuttavia a compensare la successiva crisi dei trasporti, connessa all’anno horribilis 1929 e alle <strong>sanzioni economiche, inflitte all’Italia dalla Società delle Nazioni dopo l’attacco fascista all’Etiopia.</strong> Infine, il secondo conflitto mondiale complessivamente devastò la linea, obbligando purtroppo ad onerose ricostruzioni, culminate solo nel 1976 col riarmo, e l’inaugurazione del 6 ottobre <strong>1979</strong>. Molteplici, e periodici, gli interventi di manutenzione, di sicurezza e migliorativi, a fronte di un ambiente naturale che tuttora non dà tregua alla ferrovia, imponendo frequenti chiusure o limitazioni per ripristinare ciò che le calamità danneggiano.<br />
Le vicende della Cuneo-Ventimiglia-Nizza e il meritato riconoscimento FAI dimostrano tuttavia, ancora una volta, l’importanza anche storico-culturale di certe tratte, cui l’Italia non sempre riserva le giuste sensibilità. Il treno è <strong>vettore sostenibile</strong>, che può contribuire all’affermarsi (al riaffermarsi?) di un turismo più consapevole, slow, che cerca paesaggi e trasporti a misura d’uomo… Un turismo che necessita di intermodalità e servizi, per potersi muovere senza mezzi propri, di solito inquinanti. La Liguria, che annovera anche altre tratte interessanti e immerse nel verde, su tutte <strong>il trenino di Casella</strong> a scartamento ridotto e quella <strong>Genova-Acqui Terme</strong>(-Asti) che non a caso è sovente gettonata da escursionisti e bikers, potrebbe farsi regione-pioniera di una riflessione operativa quanto mai proficua.<br />
(1) prima posizione per la Transcanadese (4500 km tra Atlantico e Pacifico), seconda la Bangkok–Singapore, terza la Royal Scotsman che parte da Edimburgo con vetture d’epoca. Poi l’Orient Express da Londra ad Istanbul via Venezia, e la Hiram Bingham che unisce Cuzco a Macchu Picchu, in Perù…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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