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	<title>Ligucibario &#187; borzonasca</title>
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		<title>Sbarboro, Andrea</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 09:37:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La diffusione della vite in California è verosimilmente tutta merito di un ligure, nato ad Acero, una frazioncina quasi montana di Borzonasca (GE). Andrea Sbarboro vi nacque nel 1839, figlio di Stefano, che possedeva un mulino con terreni agricoli (la madre di Andrea era forse astigiana). Costui, come tanti allora, nel 1842 emigrò con la ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/sbarboro-andrea/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione della vite in California è verosimilmente tutta merito di un ligure, nato ad Acero, una frazioncina quasi montana di Borzonasca (GE). <strong>Andrea Sbarboro</strong> vi nacque nel 1839, figlio di Stefano, che possedeva un mulino con terreni agricoli (la madre di Andrea era forse astigiana). Costui, come tanti allora, nel 1842 emigrò con la numerosissima famiglia a New York. Nel 1850 Andrea si trasferì tuttavia in California, dove lavorò per alcuni anni in una drogheria (San Francisco) e dove cercò l’oro col fratello Bartolomeo, intraprendendo in seguito altri viaggi e attività industriali. Tanto che in breve tempo seppe fondare &#8211; come il più noto Amadeo Giannini, famiglia originaria di Favale di Malvaro &#8211; una banca dove affluirono i guadagni di molti emigrati italiani. Ed ebbe (da ligure avvezzo alle ripide fasce coi muretti a secco) la lungimiranza di immaginare coltivato a vite il fertile suolo della California, area dal clima in gran parte mediterraneo, la quale offriva immensi spazi al “marketing”, circa 1620 acri (1 acro = 4mila mq)… In tal senso, presso Tenuta Truett l’intraprendente Sbarboro creò dal 1881 una colonia italo-svizzera, denominata Asti, sul Russian river (contea di Sonoma), un fiume che sfocia nel Pacifico. Proprio là dove lo scrittore Jack London (1876-1916) compilò incantate descrizioni nel suo romanzo “La valle della luna” (1913). Infatti London conduceva un ranch presso Glen Ellen (tuttora la proprietà è gestita a livello federale per la coltivazione dell&#8217;uva), e scriveva: &#8220;L&#8217;aria è come il vino. Ciuffi di nebbia marina si posano sulle montagne di Sonoma. Il sole del pomeriggio brilla nel cielo assonnato. Ho tutto per essere felice”. Poco distante sorge anche Sacramento, fondata pochi decenni prima (1839) a partire dall’insediamento New Helvetia di John Sutter. La colonia vitivinicola Asti, un’utopia cooperativistica destinata però a concrete strategie di successo, s’avvalse delle barbatelle spedite da un medico (Giuseppe Ollino) di Rocca d’Arazzo (AT) e delle competenze tutte italiche di Pietro Carlo Rossi, enologo di Dogliani (CN) laureatosi in Farmacia a Torino. Il lavoro di adattamento dei poderi fu enorme, e davvero trasformò la zona in un angolo d’Italia. Sin dall’inizio la Asti si strutturò come comunità autonoma, coi suoi 150 lavoratori retribuiti tra i 30 e i 40 dollari mensili secondo mansioni, oltre al vitto, l’alloggio e il vino. Nel 1896 ricevette in visita Luigi di Savoia, giovane cugino del re d’Italia, con dieci ufficiali del suo seguito. Pochi anni dopo vi giunse anche una rappresentanza di 46 esperti in agricoltura inviati dal governo tedesco espressamente per analizzare i vigneti e le cantine dove il vino prendeva vita. Nel 1903 la comunità vantava già una scuola per i figli delle varie maestranze, un ufficio di posta, una connessione telefonica e telegrafica, giardini, impianti elettrici… La Asti crebbe, insomma, come “company town”, con una stazione ferroviaria sulla Northwestern Pacific e una chiesa cattolica, la Our Lady of Mount Carmel, eretta nel 1907 &#8211; nella classica forma a botte &#8211; col legno delle botti usate. In pratica, il luogo via via diventò sempre più celebre ed assai visitato, con cantine quasi a perdita d’occhio. Gli italiani &#8211; e i ticinesi &#8211; che sapevano di agricoltura vi trovarono sempre buon impiego, sebbene poi nel 1919 il proibizionismo sconquassasse molte abitudini dei consumatori e quindi molte economie (fu abolito solo 14 anni dopo). Infine, non possiamo omettere il ruolo sostanziale che la colonia esercitò durante la sciagura della fillossera in Europa, col malefico afide che distrusse o mise a rischio – via via anche in Liguria &#8211; la quasi totalità dei vitigni. E proprio grazie agli sforzi “intercontinentali” di esperti (fra cui il professor Planchoin di Montpellier) venne saggiato, con immenso sollievo, l&#8217;innesto su radice americana, radice che risulta immune alla più parte delle patologie. Ancora oggi le barbatelle prodotte s’innestano su tale radice. Circa queste straordinarie vicende si veda anche Pietro Pinna, “La valle del vino”, ed. Viella, 2023.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Biscione (uva)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2025 09:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Biscione, un&#8217;uva a bacca dal giallo-verdognolo al rosso di cui si trova(va)no alcuni ceppi a Borzonasca (GE), entroterra genovese. Mi è quasi impossibile reperire altri riferimenti&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/biscione-uva/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Biscione, un&#8217;uva a bacca dal giallo-verdognolo al rosso di cui si trova(va)no alcuni ceppi a Borzonasca (GE), entroterra genovese.<br />
Mi è quasi impossibile reperire altri riferimenti&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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		<title>Grano Noè</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 09:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Grano Noè, varietà presente a Borzonasca (GE), presumo malga Perlezzi, è un grano tenero antico (Triticum aestivum), fu il primo a sostituire l&#8217;orzo distico in Garfagnana&#8230; Non ha ovviamente nulla a che vedere col personaggio biblico. Per approfondimenti appoggiarsi ad es. a questo link. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/grano-noe/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Grano Noè, varietà presente a Borzonasca (GE), presumo malga Perlezzi, è un grano tenero antico (Triticum aestivum), fu il primo a sostituire l&#8217;orzo distico in Garfagnana&#8230; Non ha ovviamente nulla a che vedere col personaggio biblico. Per approfondimenti appoggiarsi ad es. <a href="https://www.agrariansciences.it/2017/10/frammenti-di-storia-del-frumento-parte-1.html" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
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		<title>Pesto di guerra</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 08:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pesto di guerra&#8230;, lo incontri ad es. a Borzonasca (GE), è un pesto fatto in ristrettezze, ovvero con prezzemolo o altro, sovente aglio noci olio e &#8211; largheggiando &#8211; formaggetta, comunque accontentandosi di quel che c’è anche in base alla stagione… In tal senso, si lega concettualmente anche al cosiddetto pesto d&#8217;inverno (vedilo qui sull&#8217;alfabeto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pesto-di-guerra/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pesto di guerra&#8230;, lo incontri ad es. a Borzonasca (GE), è un pesto fatto in ristrettezze, ovvero con prezzemolo o altro, sovente aglio noci olio e &#8211; largheggiando &#8211; formaggetta, comunque accontentandosi di quel che c’è anche in base alla stagione… In tal senso, si lega concettualmente anche al cosiddetto pesto d&#8217;inverno (vedilo qui sull&#8217;alfabeto del gusto&#8230;). Varrebbe poi la pena di leggere, in proposito, Giuseppe Chioni (che fu prigioniero a Celle in Germania), &#8220;La fame e la memoria. Ricettari della Grande Guerra&#8221;, 2008.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Gamba di ferro</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 09:10:27 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;gamba di ferro&#8221; a Borzonasca (GE) è un grano tenero antico, così detto per la resistenza all’allettamento, ovvero all&#8217;inclinarsi del culmo per l&#8217;azione del vento. Si presta bene, specie ove mixato ad altre varietà, alla panificazione. I grani antichi sono quelli scampati agli stupri della mutagenesi radioattiva ecc. divenuti consueti (purtroppo) anche in Italia da metà anni &#8217;70 del secolo scorso&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Andrea Sbarboro e il vino della California</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2024 12:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La diffusione della vite in California è verosimilmente tutta merito di un ligure, nato ad Acero, una frazioncina quasi montana di Borzonasca (GE). Andrea Sbarboro vi nacque nel 1839, figlio di Stefano, che possedeva un mulino con terreni agricoli (la madre di Andrea era forse astigiana). Costui, come tanti allora, nel 1842 emigrò con la ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/andrea-sbarboro-vino-california/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/andrea-sbarboro-vino-california/">Andrea Sbarboro e il vino della California</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22617" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/borzonasca.jpg"><img class="size-medium wp-image-22617" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/borzonasca-300x200.jpg" alt="paesaggio da borzonasca. Foto tratta da LiguriaFood" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">paesaggio da Borzonasca. Foto tratta da LiguriaFood</p></div>
<p>La diffusione della vite in California è verosimilmente tutta merito di un ligure, nato ad Acero, una frazioncina quasi montana di Borzonasca (GE). Andrea Sbarboro vi nacque nel 1839, figlio di Stefano, che possedeva un mulino con terreni agricoli (la madre di Andrea era forse astigiana). Costui, come tanti allora, nel 1842 emigrò con la numerosissima famiglia a New York.</p>
<h2>Andrea Sbarboro, da Borzonasca alla California</h2>
<p>Nel 1850 Andrea si trasferì tuttavia in California, dove lavorò per alcuni anni in una drogheria (San Francisco) e dove cercò l’oro col fratello Bartolomeo, intraprendendo in seguito altri viaggi e attività industriali. Tanto che in breve tempo seppe fondare &#8211; come il più noto Amedeo Giannini, famiglia originaria di Favale di Malvaro &#8211; una banca dove affluirono i guadagni di molti emigrati italiani. Ed ebbe (da ligure avvezzo alle ripide fasce coi muretti a secco) la lungimiranza di immaginare coltivato a vite il fertile suolo della California, area dal clima in gran parte mediterraneo, la quale offriva immensi spazi al “marketing”, circa 1620 acri (1 acro = 4mila mq).<br />
In tal senso, presso Tenuta Truett l’intraprendente Sbarboro creò dal 1881 una colonia italo-svizzera, denominata Asti, sul Russian river (contea di Sonoma), un fiume che sfocia nel Pacifico. Proprio là dove lo scrittore Jack London (1876-1916) compilò incantate descrizioni nel suo romanzo “La valle della luna” (1913). Infatti London conduceva un ranch presso Glen Ellen (tuttora la proprietà è gestita a livello federale per la coltivazione dell&#8217;uva), e scriveva: &#8220;L&#8217;aria è come il vino. Ciuffi di nebbia marina si posano sulle montagne di Sonoma. Il sole del pomeriggio brilla nel cielo assonnato. Ho tutto per essere felice”. Poco distante sorge anche Sacramento, fondata pochi decenni prima (1839) a partire dall’insediamento New Helvetia di John Sutter.</p>
<h2>La colonia vitivinicola Asti (contea di Sonoma)</h2>
<p>La colonia vitivinicola Asti, un’utopia cooperativistica destinata però a concrete strategie di successo, s’avvalse delle barbatelle spedite da un medico (Giuseppe Ollino) di Rocca d’Arazzo (AT) e delle competenze tutte italiche di Pietro Carlo Rossi, enologo di Dogliani (CN) laureatosi in Farmacia a Torino. Il lavoro di adattamento dei poderi fu enorme, e davvero trasformò la zona in un angolo d’Italia. Sin dall’inizio la Asti si strutturò come comunità autonoma, coi suoi 150 lavoratori retribuiti tra i 30 e i 40 dollari mensili secondo mansioni, oltre al vitto, l’alloggio e il vino.<br />
Nel 1896 ricevette in visita Luigi di Savoia, giovane cugino del re d’Italia, con dieci ufficiali del suo seguito. Pochi anni dopo vi giunse anche una rappresentanza di 46 esperti in agricoltura inviati dal governo tedesco espressamente per analizzare i vigneti e le cantine dove il vino prendeva vita. Nel 1903 la comunità vantava già una scuola per i figli delle varie maestranze, un ufficio di posta, una connessione telefonica e telegrafica, giardini, impianti elettrici… La Asti crebbe, insomma, come “company town”, con una stazione ferroviaria sulla Northwestern Pacific e una chiesa cattolica, la Our Lady of Mount Carmel, eretta nel 1907 &#8211; nella classica forma a botte &#8211; col legno delle botti usate.<br />
In pratica, il luogo via via diventò sempre più celebre ed assai visitato, con cantine quasi a perdita d’occhio. Gli italiani &#8211; e i ticinesi &#8211; che sapevano di agricoltura vi trovarono sempre buon impiego, sebbene poi nel 1919 il proibizionismo sconquassasse molte abitudini dei consumatori e quindi molte economie (fu abolito solo 14 anni dopo).<br />
Infine, non possiamo omettere il ruolo sostanziale che la colonia esercitò durante la sciagura della filossera in Europa, col malefico afide che distrusse o mise a rischio – via via anche in Liguria &#8211; la quasi totalità dei vitigni. E proprio grazie agli sforzi “intercontinentali” di esperti (fra cui il professor Planchoin di Montpellier) venne saggiato, con immenso sollievo, l&#8217;innesto su radice americana, radice che risulta immune alla più parte delle patologie. Ancora oggi le barbatelle prodotte s’innestano su tale radice.</p>
<p>Circa queste straordinarie vicende si veda anche Pietro Pinna, “La valle del vino”, ed. Viella, 2023.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
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		<title>Alta Via dei Monti Liguri, e non solo. I cammini di Liguria</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 17:33:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Cammini in Liguria. Tra vie del sale, percorsi della transumanza, Terre Alte, vie del ferro, sentieri della Resistenza, acquedotto di Genova, via Postumia&#8230; un ventaglio di opzioni da Ponente a Levante. Prosegue il corso GAE – Guida Ambientale Escursionistica presso l’Ente F.Ire di Genova, propedeutico all’esame di qualifica abilitante. Il “viaggio” che ho proposto ai ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cammini-in-liguria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/foresta-barbottina-colle-melogno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21428" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/foresta-barbottina-colle-melogno-225x300.jpg" alt="foresta barbottina colle melogno" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Cammini in Liguria. Tra vie del sale, percorsi della transumanza, Terre Alte, vie del ferro, sentieri della Resistenza, acquedotto di Genova, via Postumia&#8230; un ventaglio di opzioni da Ponente a Levante.</p>
<p>Prosegue il corso <strong>GAE – Guida Ambientale Escursionistica</strong> presso l’Ente F.Ire di Genova, propedeutico all’esame di qualifica abilitante.<br />
Il “viaggio” che ho proposto ai corsisti lungo l’<strong>Alta Via dei Monti Liguri</strong> ha consentito d’incontrare anche ulteriori cammini regionali.</p>
<h2>Cammini in Liguria, un ricco catalogo</h2>
<p><strong>Le vie del sale</strong>, troppo numerose e importanti in Liguria per necessitare di spiegazioni: io amo soprattutto quella che da Erli risale verso Cerisola (in Liguria ma già provincia di Cuneo) e poi a San Bernardo di Garessio, ripristinata e accudita da un sodalizio di giovani, che ho avuto il piacere di conoscere la scorsa estate durante un evento a <strong>Castelvecchio di Rocca Barbena</strong>, cui partecipò anche Paolo Piacentini, autore del mirabile <em>Appennino atto d’amore</em>.<br />
I percorsi della <strong>transumanza</strong>, che interessano tanto l’area malgara di <strong>Mendatica</strong> (cucina bianca, <a title="ligucibario cucina bianca" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bianca-cucina-malgara/" target="_blank">link qui</a>) quanto la <strong>Val d’Aveto</strong>, patria della mucca <strong>cabannina</strong>…<br />
Il sentiero cosiddetto delle <strong>terre alte, col segnavia TA giallorosso</strong>, che può valere come alternativa ove si voglia “abbandonare” la costa per rivivere tracciati (impegnativi) che un tempo immettevano nella pianura padana…<br />
I percorsi <strong>delle Albisole e delle Stelle, tra la ceramica e la casa-museo di Sandro Pertini a Rovieto (Stella San Giovanni)</strong>, via via salendo lungo l’itinerario (strada provinciale 334) che poi segue verso Sassello, prima bandiera arancione in Italia, luogo dove sono “ospitali” e “gustosi” per natura…<br />
<strong>Le vie del ferro, che toccano Tovo San Giacomo e Isallo</strong> (frazione di Magliolo), riproponendo i trasporti del minerale che sbarcava in Liguria dalle miniere dell’isola d’Elba…<br />
<strong>Area 24 a Sanremo</strong>, sul lungo tratto di ferrovia dismessa, e<strong> i lungomari Europa e De André da Varazze ad Arenzano</strong>, con paesaggi mozzafiato dinanzi ai quali camminare o pedalare senza fretta…<br />
<strong>I sentieri della Resistenza, ad esempio fra Borzonasca e Rezzoaglio</strong>, che rievocano momenti della guerra partigiana di liberazione (1943-1945)…<br />
La <strong>Via Postumia</strong>, o per meglio dire quel che intuiamo rimanerne (<a title="umberto curti il cibo in liguria dalla preistoria" href="https://www.deferrarieditore.it/prodotto/cibo-liguria-dalla-preistoria-alleta-romana/" target="_blank">link qui</a>), strada d’arroccamento che dalla Val Polcevera “schiudeva” da un lato la Val Lemme (bellissima Voltaggio), dall’altro la Valle Scrivia, non a caso un poco più a nord <strong>Libarna</strong> ha restituito alcuni interessantissimi resti di un’estesa città romana d’epoca imperiale…<br />
La via cosiddetta <strong>dei feudi imperiali, che dal porto di Genova si collegava con finalità commerciali a Casella</strong>, donde si può anche, attraverso Montoggio, raggiungere Torriglia e la Val Trebbia, quella cara <strong>al poeta Giorgio Caproni</strong>…<br />
<strong>L’acquedotto storico di Genova</strong>, che dal bel ponte-canale di Cavassolo, secentesco, in Comune di Davagna, scendeva alla città e ai suoi sempre più pressanti fabbisogni idrici…<br />
<strong>I cento santuari del Genovesato</strong> (Acquasanta, Vittoria, Guardia, Coronata, Tre Fontane, Madonna dell’Acqua…), col loro apparato di memorie e beni culturali, che costituirebbero un tour perfetto per il turismo devozionale…<br />
Infine, last not least, il catalogo dei cammini in Liguria comprende anche percorsi <strong>carretteschi, fliscani, malaspiniani</strong>…, che raccontano le vicende delle principali casate nobiliari liguri, talora in lotta l’una contro l’altra, vicende di cui rimangono un po’ ovunque castelli-fortezze e &#8211; per vivervi in tempo di pace &#8211; confortevoli palazzi…<br />
Buon viaggio con Ligucibario®, portale dell&#8217;etno-gastronomia e della <strong>biodiversità</strong> (e senza alcun banner pubblicitario).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Roette</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 22:08:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dolcetti di Varese Ligure (SP), paste frolle simili ai canestrelli smerlati, e alle rotelle di Borzonasca (GE). Abbinano classicamente un passito a bacca bianca, servito fresco nei tulipanini&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/roette/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dolcetti di Varese Ligure (SP), paste frolle simili ai canestrelli smerlati, e alle rotelle di Borzonasca (GE). Abbinano classicamente un passito a bacca bianca, servito fresco nei tulipanini&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Remesciun</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 20:55:23 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Torta salata (farina di mais, cipolla, patate, formaggio grattato, salsiccia o altro alimento suino disponibile in dispensa), tipicamente contadina, dell’entroterra del Genovesato, se ben ricordo anzitutto Borzonasca&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Pute</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 20:09:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pute, o puta, una crema di farina (di mais) in acqua bollente, talora con (recenti) aggiunte di panna di latte. Ne scaturisce una specie di zuppa-besciamella, densa quasi da affettarsi, ottima con le verdure, e con la capra stufata, è corroborante vanto contadino di Masone (GE), di Campo Ligure, e talora similmente di Borzonasca (GE). ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pute/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pute, o puta, una crema di farina (di mais) in acqua bollente, talora con (recenti) aggiunte di panna di latte. Ne scaturisce una specie di zuppa-besciamella, densa quasi da affettarsi, ottima con le verdure, e con la capra stufata, è corroborante vanto contadino di Masone (GE), di Campo Ligure, e talora similmente di Borzonasca (GE). Fagioli, cavolo, patate, chi può qualche dadino di pancetta&#8230; In Liguria infatti la besciamella (sauce béchamel) non è tradizionale, è un’importazione recente. Propone talvolta la pute il ristorante &#8220;Baccicin du caru&#8221; a Mele lungo il passo del Turchino, là dove il patròn Gianni Bruzzone &#8211; con la sorella Rosella &#8211; difende lodevolmente le tradizioni del territorio&#8230; La pute può condire anche il flan di scorzonera di Mendatica (IM).</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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