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	<title>Ligucibario &#187; barbera</title>
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		<title>Ippocrasso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:23:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ippocrasso è un vino variamente aromatizzato (cannella, zenzero, galanga). Talmente antico che se ne lega il nome al medico greco Ippocrate, ma al di là delle leggende è lascito verosimilmente medievale (da ricetta franco-piemontese?)&#8230; La gradazione alcolica si aggira mediamente intorno ai 12-21°C. A Genova ne esiste una piccola produzione, circa 2mila bottiglie al mese, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ippocrasso/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ippocrasso è un vino variamente aromatizzato (cannella, zenzero, galanga).<br />
Talmente antico che se ne lega il nome al medico greco Ippocrate, ma al di là delle leggende è lascito verosimilmente medievale (da ricetta franco-piemontese?)&#8230;<br />
La gradazione alcolica si aggira mediamente intorno ai 12-21°C.<br />
A Genova ne esiste una piccola produzione, circa 2mila bottiglie al mese, a cura di Paolo Tonti, in vico Ansaldo (zona Bisagno), ottenuta da Barbera. La trovate in alcune enoteche, ad alcune fiere del gusto, o contattando direttamente l&#8217;azienda produttrice.<br />
Si avvicina splendidamente &#8211; seguite i suggerimenti disinteressati di Ligucibario® che non contiene mai pubblicità!&#8230; &#8211; a stracotti, code alla vaccinara, formaggi puntuti (per stagionatura, o erborinati), cioccolato &gt;80% cacao…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Luisa Puppo “Wine English teacher” in Piemonte</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 15:22:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Due importanti realtà vinicole piemontesi, rispettivamente del Novese e del Monferrato, presentateci dall’amica Sonia Speroni (food tourism designer), hanno richiesto a Luisa Puppo una specifica corsualità – forzatamente online… &#8211; di 16 ore dedicata al Wine English. Wine English: storytelling del vino tra interculturalità e lessico specialistico Gavi DOCG, Barbera Piemonte DOC, Cortese brut metodo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/wine-english-corso-luisa-puppo/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/bicchieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20206" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/bicchieri-225x300.jpg" alt="bicchieri" width="225" height="300" /></a>Due importanti realtà vinicole piemontesi, rispettivamente del Novese e del Monferrato, presentateci dall’amica <strong>Sonia Speroni</strong> (food tourism designer), hanno richiesto a Luisa Puppo una specifica corsualità – forzatamente online… &#8211; di 16 ore dedicata al Wine English.</p>
<h2>Wine English: storytelling del vino tra interculturalità e lessico specialistico</h2>
<p><strong>Gavi DOCG, Barbera Piemonte DOC, Cortese brut metodo Martinotti, Barbera passito Piemonte DOC, Monferrato DOC rosso (dolcetto in purezza), Dolcetto D’Ovada Superiore DOCG, Dolcetto D’Ovada DOC, Muffato (cortese in purezza), e Monferrato DOC bianco (riesling renano in purezza)</strong> sono le belle referenze dei due produttori e le &#8220;protagoniste&#8221; del corso, visto l&#8217;ampio spazio dedicato al loro storytelling in lingua inglese.<br />
L’iniziativa è puntualmente e felicemente partita, coi primi incontri didattici. Ai “corsisti” Luisa Puppo trasferisce soprattutto la consapevolezza dell’<strong>inglese come mezzo e non come fine</strong>, come prezioso ausilio nel lavoro quotidiano, dunque come scatola di attrezzi utile in una pluralità di contesti interculturali…</p>
<h2>Wine English, enoturismo e formazione</h2>
<p>Quando la pandemia sarà un ricordo, e chi lavora in qualità potrà legittimamente traguardare, con sollievo, una ripresa delle interazioni e dei fatturati, il <strong>turismo esperienziale ed i gastronauti</strong> e foodtrotters che – anzitutto dall’Italia poi progressivamente da altrove – approderanno ai nostri territori (ed alle nostre cascine e cantine) chiederanno proposte e attività ad alto contenuto relazionale, il come prevarrà sul dove, gli ospiti chiederanno sempre più di familiarizzare con le tradizioni, le <strong>cultivar autoctone</strong>, gli artigianati veri, il genius loci dell’Italia migliore. Par di riascoltare il mai troppo rimpianto Gino <strong>Veronelli</strong>, ch’ebbi il privilegio di conoscere…<br />
Wine English: ecco dunque che <strong>formarsi si rivela ancora una volta la miglior arma</strong> per cogliere le sfide a venire. Il prodotto, infatti, è anche diacronia, racconto, convivio (perfino online). E’, per così dire, un hardware che necessita di un software, per dispiegare appieno le proprie potenzialità.<br />
Degnamente rappresentarlo anche in lingua inglese si configura dunque come un ponte proficuamente gettato verso nuovi mercati, target, business, e verso un sempre più efficace soddisfacimento della clientela internazionale…<br />
Have a good glass of wine!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Natale fra Liguria e Piemonte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 11:04:29 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN1642.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20038" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN1642-300x225.jpg" alt="DSCN1642" width="300" height="225" /></a>Natale fra Liguria e Piemonte. “Ritratto di famiglie”, e di sapori rurali, <strong>fra Pontinvrea e Pareto</strong></p>
<p>L&#8217;11 dicembre ricorre la &#8220;Giornata internazionale della montagna, in difesa della biodiversità&#8221;. Riflettevo che la Liguria montana è di rado sotto i riflettori, pur caratterizzata da cime quali il Saccarello a ponente (2.200 m) e il Maggiorasca (1.800 m) a levante&#8230;, e vantando culture <strong>malgare e rurali, d&#8217;Alpe e Appennino</strong>, profondamente identitarie anche nei riti delle feste e delle cucine.<br />
E&#8217; il 24 dicembre, anni &#8217;50 in un piccolo paese dell&#8217;entroterra savonese dove mio padre Berto, classe &#8217;39, lavora (di quei tempi non ci si formalizzava sull&#8217;età dei &#8220;dipendenti&#8221;) insieme a tutta la propria famiglia (4 fratelli più i due genitori) nell&#8217;osteria che porta il nome della mamma: &#8220;Da Anselmina&#8221;. Tutti coloro che poterono apprezzare l&#8217;arte culinaria di mia nonna mi ripetono, quando finiamo in tema, quanto fosse talentuosa come <em>cuciniera</em> &#8211; definirla cuoca o ancor peggio <em>chef</em> visti gli standard attuali per definirsi tale mi induce ad un&#8217;affettuosa ilarità &#8211; , ed infatti i suoi manicaretti richiamavano, soprattutto nella bella stagione, numerosi clienti dalle limitrofe località (ad esempio <strong>Savona e Cairo Montenotte</strong>, ma vi erano alcuni <em>habituè</em> addirittura da Nizza Monferrato e Canelli).</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201217_100415.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20066" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG_20201217_100415-195x300.jpg" alt="cof_soft" width="195" height="300" /></a>Tuttavia, in questo particolare periodo invernale, a causa delle temperature rigide, delle abbondanti nevicate e comprensibilmente dell&#8217;assenza di autovetture circolanti, gli unici avventori (a piedi!) erano le famiglie delle vicine frazioni o dei numerosi minuscoli abitati <em>spersi </em>e sparsi qua e là nei boschi, avventori i quali, dopo la Messa di Natale celebrata allo scoccare di mezzanotte nella chiesetta parrocchiale &#8220;Santissimo Nome di Maria&#8221;, si riunivano numerosi in quell&#8217;osteria di famiglia, per una sorta di <em>veglia</em> fra parenti e vicini (passatempo consueto nei lunghi inverni), al fine di scambiarsi gli auguri delle Feste, bere un bicchiere di vino e, <em>perchè no?,</em> mangiare uno di questi <strong>immancabili</strong> piatti &#8211; segnalo che si era ormai fatta l&#8217;una di notte &#8211; , veri e propri <em>signature dish</em> sempre presenti in carta (segue elenco, astenersi vegani e salutisti):</p>
<p><em>- <strong>zaria o zrarìa</strong>: </em>in dialetto ligure deriva da gelo ed è una sostanziosa pietanza composta da un brodo nel quale vengono cotti, per almeno 5 ore, pezzi di carne di vitello e maiale, con l&#8217;imprescindibile aggiunta, meno nobile, di zampetta, testina, orecchie, lingua e sottogola (1); questa sorta di bollito misto veniva poi minuziosamente disossato ancora a caldo e messo in un capiente contenitore a &#8220;cassetta&#8221;, pressando per dargli una forma rettangolare e, una volta freddo e compattato, per tagliarlo a fette, posizionate poi in piatti fondi con l&#8217;aggiunta di alcuni mestoli del brodo di cui sopra e riposte infine ad &#8220;addensarsi&#8221; in alcune stanze fredde della casa (che non mancavano mai). Che dirvi…, piatto scarsamente <em>instagrammabile</em>, ho contato meno di 4 (temerari ma ammirevoli) post, ma ben noto a Ligucibario® (per esempio <a title="curti zeraria ligucibario" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zeraria/%20" target="_blank">a questo link</a>) ed in quegli anni amatissimo e forse più diffuso rispetto al presente. <strong>Ad Alpicella</strong>, sopra Varazze, dove gli dedicano festeggiamenti, Umberto Curti mi precisa anche che lo chiamano zeaia, e verificherò se è diventato de.co.;</p>
<p>&#8211; <em>salame</em> di solo suino (rigorosamente macellato ed insaccato dalla casa);</p>
<p>&#8211; <em>salsiccia </em>(vedi sopra) &#8220;a pasta grossa&#8221;, caratterizzata da un&#8217; &#8220;appassitura&#8221; in prossimità del calore della stufa;</p>
<p>-<em> berodo: </em>in italiano è il sanguinaccio (dal latino &#8220;biroldus&#8221;), piatto natalizio della tradizione anche ligure, preparato col sangue raccolto dalla macellazione del maiale (tradizionalmente nella sola giornata di <strong>Santa Lucia il 13 dicembre</strong>, poi per praticità &#8211; all&#8217;occorrenza &#8211; durante tutto il periodo invernale). Altri possibili ingredienti di questo che potrebbe rientrare tra gli insaccati più <em>splatter </em>della storia gastronomica:  latte, cipolle, pinoli, uvetta, sale ed erbe aromatiche;</p>
<p>&#8211; <em>formaggette</em> di latte vaccino o di pecora oppure</p>
<p>&#8211; una scodella di <em>castagne</em> fumanti bollite con la loro buccia (in dialetto <em>baletti o vegette</em>), anche in Liguria, non a caso, il castagno è “<strong>l’albero del pane</strong>”.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN1756.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20039" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN1756-300x225.jpg" alt="DSCN1756" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Sul versante piemontese della mia famiglia troviamo invece mia mamma, l&#8217;adorabile Silvana, classe &#8217;47, che viveva insieme ai genitori ed alla sorella in un piccolo paesino in provincia di Alessandria, a confine con la Liguria. Ci trasferiamo dunque <strong>a Pareto</strong> (luogo colombaniano e aleramico e fino al 1880 provincia di Genova) e la sera della vigilia, il 24, alla tradizionale Messa di mezzanotte seguiva un veloce brindisi tra famigliari, analcolico ma non per questo meno ambito &#8211; di quei tempi anche quelle della <em>spuma </em>erano bollicine della festa… <em>-</em> , compagno di una fetta di <strong>panettone</strong>, chiamato in dialetto <em>l&#8217;ambrosiano alto,</em> rigorosamente homemade e cotto nel forno a legna del cortile<em>. </em>Ma da queste parti è il pranzo del 25 ad esser particolarmente ricco e ghiotto:</p>
<p>&#8211; antipasti misti comprendenti salumi (salame cotto e crudo, pancetta e lardo), cotechino, anche qui i <em>berodi</em>, formaggette fresche e funghi sott&#8217;olio;</p>
<p>&#8211; le <strong><em>frizze</em></strong>, o grive, vere regine del Natale, ovvero polpette composte dal fegato del maiale tritato, la pasta della salsiccia, uova, formaggio grana, noce moscata e bacche di ginepro a donare l&#8217;inconfondibile sentore, sale, pepe, ed infine avvolte nella rete del maiale (omento o retìna) e cotte (leggi fritte) nell&#8217;olio: probabilmente, se mi consentite un minimo d’autobiografia, il mio piatto preferito in assoluto, di quelli che porterei sull’isola deserta se costretta ad una rigidissima scelta;</p>
<p>&#8211; ravioli/agnolotti ripieni di carne e cavolo verza, serviti nelle capienti tazze della colazione in cui veniva versato vino rosso (<strong>Barbera o Dolcetto</strong> non importa, purché corposo);</p>
<p>&#8211; cappone bollito, o gallina, accompagnati da appetitoso <em>bagnèt verd; </em>e il brodo di cottura veniva utilizzato alla sera con i cappelletti e&#8230; (cito testualmente) &#8220;per rimanere leggeri&#8221;(!);</p>
<p><em>-</em> talvolta arrosto di maiale</p>
<p>&#8211; e, per finire, un trionfo di dolci: il panettone tagliato la sera prima, <strong>le pere cotte nel vino</strong> (aromatizzate con chiodi di garofano e cannella), il monte bianco i cui ingredienti erano tutti a km0 (castagne bollite, nocciole tostate e panna), i datteri e i fichi secchi…</p>
<p>Insomma, era veramente una gran festa!</p>
<p>(1) sull’uso del “quinto quarto” nelle regioni d&#8217;Italia ed anche in Liguria vedi U. Curti, <em>Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto… Storia e ricette</em>, ed De Ferrari, Genova, 2014 (<a title="curti il quarto numero cinque" href="https://www.deferrarieditore.it/prodotto/il-quarto-numero-cinque-trippe-busecca-lampredotto-storie-e-ricette/" target="_blank">al link</a>)</p>
<p><strong>Emanuela Baccino</strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/foto-pi---grossa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19998" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/foto-pi---grossa-241x300.jpg" alt="fbt" width="241" height="300" /></a></p>
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		<title>Linero</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 15:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il nome ci giunge dalla tenuta che il Generale Rognoni aveva vitato in Castelnuovo Magra (SP). Il Linero tel quel è da uve Barbera, il rosso è da uvaggi che conferiscono un colore rubino più chiaro, il bianco è da Malvasia, Vermentino e Trebbiano. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/linero/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome ci giunge dalla tenuta che il Generale Rognoni aveva vitato in Castelnuovo Magra (SP).<br />
Il Linero tel quel è da uve <a title="Barbera" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/barbera/">Barbera</a>, il rosso è da uvaggi che conferiscono un colore rubino più chiaro, il bianco è da <a title="Malvasia" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/malvasia/">Malvasia</a>, <a title="Vermentino" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/vermentino/">Vermentino</a> e <a title="Trebbiano toscano" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/trebbiano-toscano/">Trebbiano</a>.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Barbera</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:11:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
		<category><![CDATA[B - Alfabeto]]></category>
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		<category><![CDATA[vitigno cortese]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vitigno fondamentale nell&#8217;ampelografia italiana &#8211; e che immediatamente &#8216;connettiamo&#8217; al Piemonte&#8230; &#8211; è autorizzato in Liguria sulle province di Genova e Savona, dove non si vinifica in purezza, infatti non da oggi risulta &#8220;complementare&#8221; ad altri vitigni. Esplicita più significativamente il proprio ruolo nella DOC val Polcevera. Presenzia anche l&#8217;area di Gavi (AL), un tempo ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/barbera/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Vitigno fondamentale nell&#8217;ampelografia italiana &#8211; e che immediatamente &#8216;connettiamo&#8217; al Piemonte&#8230; &#8211; è autorizzato in Liguria sulle province di Genova e Savona, dove non si vinifica in purezza, infatti non da oggi risulta &#8220;complementare&#8221; ad altri vitigni.<br />
Esplicita più significativamente il proprio ruolo nella DOC val Polcevera.<br />
Presenzia anche l&#8217;area di Gavi (AL), un tempo ligure, di fatto dal &#8216;200 al &#8216;700, e celebre per il vitigno cortese, a bacca bianca, perfetto anche nella spumantizzazione.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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