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	<title>Ligucibario &#187; alba docilia</title>
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		<title>Un caffè col primo cittadino: Albissola Marina</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 10:01:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Un caffè col primo cittadino&#8221; Comune di Albissola Marina &#8211; sindaco Gianluca Nasuti Albissola Marina è incorniciata tra mare e collina, nel suo centro storico si trovano numerose botteghe artigiane di ceramisti, tutte concentrate entro i modesti confini comunali (la superficie è di soli 3,25 km2). Ad una visione d’insieme il paese sembra disegnato da ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/in-quel-di-albissola-marina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un caffè col primo cittadino&#8221;<br />
Comune di Albissola Marina &#8211; sindaco Gianluca Nasuti</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/121636326_3876544395707504_7519171273747029902_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19976" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/121636326_3876544395707504_7519171273747029902_n-240x300.jpg" alt="121636326_3876544395707504_7519171273747029902_n" width="240" height="300" /></a>Albissola Marina </strong>è incorniciata tra mare e collina, nel suo centro storico si trovano numerose botteghe artigiane di ceramisti, tutte concentrate entro i modesti confini comunali (la superficie è di soli 3,25 km<sup>2</sup>). Ad una <em>visione d’insieme</em> il paese sembra disegnato da chissà quale dei tanti talentuosi maestri che l&#8217;hanno abitato anni fa e sembra creare a propria volta una piccola (per dimensioni) ma grande (per qualità) opera d&#8217;arte.<br />
Di fatto dal 2011 questa ambizione ha trovato concreta realizzazione<strong> <em>nel MuDA</em></strong> (Museo Diffuso Albissola), mi racconta il sindaco Gianluca Nasuti; Albissola Marina è difatti un vero e proprio museo a cielo aperto, che ha fondato le basi sul connubio fra artigianato ceramico e territorio. <strong><em>Il Centro esposizioni</em></strong> (in via dell&#8217;Oratorio) è considerato il cuore del progetto MuDA ed offre infatti numerosi servizi: è una galleria civica d&#8217;arte (moderna e contemporanea), offre informazioni turistiche, mette a disposizione libri ed una sala lettura, nonché è luogo prescelto per mostre temporanee, conferenze, laboratori e proiezioni. <strong><em>Ma architettura, scultura, ceramica e design sono distribuiti in modo naturale ed omogeneo in tutto il territorio comunale</em></strong>. Arte e cultura si susseguono infatti tra gli antichi <em>carruggi</em> e sarete (almeno da me!) giustificati se di tanto in tanto cadrete in tentazione a causa dell’inconfondibile aroma di focaccia calda proveniente dai vicini forni &#8211; che creano anche loro arte (ma bianca!).<br />
Il MuDA è nato con l&#8217;intento di dotare Albissola Marina di una serie coordinata di strumenti e strutture in grado di rendere fruibile il paese, di conservare, studiare e promuovere il patrimonio storico-artistico di Albissola Marina valorizzando l&#8217;integrazione all&#8217;ambiente urbano e naturale e potenziando la sua tradizionale sinergia con le attività artigianali e produttive locali.<br />
Il Sindaco mi descrive tutte le risorse, partendo dall&#8217;alto: sulle immediate alture di Albissola Marina troviamo <strong><em>Casa Jorn, </em></strong>un’unica fusione (in tutta Europa comparabile forse solo alla casa museo di Dalì a Cadaqués) di architettura, natura, ceramica e pittura creata dalla libera immaginazione di un importante artista del Novecento: Asger Jorn, e che richiama ogni anno un buon numero di visitatori (ovviamente tra gli stranieri i danesi, connazionali dell’artista, rappresentano la comitiva più numerosa).<br />
Scendendo verso mare ci si trova inconsapevolmente addirittura a “calpestare” un’altra vasta opera d’arte, unica nel suo genere: <strong><em>“Il lungomare degli artisti”, </em></strong>quasi un chilometro di mosaici pavimentali disegnati da venti artisti nazionali ed internazionali. Fu inaugurata nel 1963 e rappresentò il culmine di una stagione culturale che fin dagli anni ’30 col futurismo vide Albissola Marina elevarsi a meta privilegiata di artisti, letterati e galleristi di tutto il mondo (e presto Umberto Curti sarà &#8220;ospite&#8221; proprio dentro <strong><em>un saggio su Farfa</em></strong> a cura di Silvia Bottaro).<br />
Da visitare, oltre alle sedi private di alcuni famosi ceramisti, sempre facente parte del MuDA, <strong><em>vi è anche la fornace-museo Alba Docilia</em></strong>, una autentica fabbrica di ceramica del 1600, perfettamente conservata, dove all’interno si possono visitare diversi ambienti originali (gli antichi forni a legna e le vasche di decantazione per l’argilla e gli smalti) ed ammirare opere di ceramica contemporanea ed una esposizione permanente di tradizionali presepi in ceramica albisolesi (suggestiva e, se sarà possibile, da tenere in considerazione in vista delle imminenti festività).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/117644150_3680639015298044_1800097560039256497_o.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19977" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/11/117644150_3680639015298044_1800097560039256497_o-300x225.jpg" alt="117644150_3680639015298044_1800097560039256497_o" width="300" height="225" /></a>Il Sindaco riconosce chiaramente che <strong><em>nonostante la quantità d’arte e luoghi storici la principale attrazione turistica resta il mare</em></strong> (anche quest’anno il lido albissolese si è aggiudicato il riconoscimento europeo di “Bandiera Blu”). Afferma che le innovazioni, l’ottimo lavoro ed i servizi offerti dalle 11 strutture balneari, unitamente a quello della spiaggia libera attrezzata, hanno consolidato anno dopo anno la reputazione balneare di Albissola Marina. Una qualità che si ritrova anche nel settore ristorativo, il quale ha visto crescere il numero di tavole presenti sul territorio.  Ed il 7 agosto scorso, proprio questi ristoranti, pub e alcune cucine degli stabilimenti balneari si sono addirittura (giocosamente) sfidati in un appetitoso contest denominato “<em>Pane, Acciuga e ceramiche” </em>creato per celebrare la regina del mar Ligure ed impreziosito da attività di ceramica <em>live</em> ed intrattenimento musicale per le vie del centro storico.<br />
Facendo il punto <strong><em>sull’estate appena trascorsa il Primo cittadino osserva che</em> <em>è stata sorprendentemente soddisfacente</em></strong>, nonostante la sua <em>atipicità</em> e l’assenza di turismo estero, che comunque ad eccezione di <em>Casa Jorn</em> non è mai stato per Albissola Marina la voce predominante, la quale può invece contare sull’afflusso di affezionati villeggianti principalmente dalla limitrofa Savona (e provincia) e dalle regioni piemontesi e lombarde. A voler vedere il lato positivo è stata una stagione che, imponendo il rispetto di alcune norme mai considerate precedentemente, prima fra tutte il distanziamento, ha suscitato generalmente buoni consensi e generato spunti interessanti per il futuro, a favore di un soggiorno di maggior qualità.<br />
In tal senso, viste le recenti tendenze ed esigenze (faccio riferimento anche al sopra-menzionato distanziamento) si lavora anche ad alcuni progetti volti a potenziare l’attività all’aria aperta (outdoor): sta per ultimarsi proprio in questi giorni la riqualificazione del <strong><em>Parco Puccio, storico giardino di grande qualità naturalistica, che diventerà una vera “Palestra a cielo aperto”, </em></strong>un’area per lo sport dotata di attrezzature per uso esterno, di un deck in legno adatto alla meditazione, alla ginnastica ed allo yoga.<br />
Anche il lungomare, con la realizzazione di una pista ciclabile, sarà interessato prossimamente da interventi finalizzati alla creazione di un polo naturalistico che vedrà <strong><em>la spiaggia libera attrezzata della Madonnetta</em></strong>, ed il suo inconfondibile scoglio, far da base e ritrovo per “salpare” anche verso un turismo esperienziale marino. Anche perché da circa un anno (tra poco ricorre l’anniversario della data di presentazione che fu il 14 dicembre 2019) Albissola Marina ha acquisito – insieme alla vicina Albisola Superiore &#8211; un nuovo bene culturale che tuttavia, trovandosi in una location quantomeno insolita &#8211; ossia a circa 200 m dalla riva &#8211; , sarà raggiungibile solo in barca o tramite una vigorosa nuotata… sto alludendo al <strong><em>Presepe degli Abissi: un trittico di statue in ceramica a grandezza naturale depositate nel fondale </em></strong>al confine tra i due arenili a 7 m circa di profondità.<br />
In conclusione, se al momento gli spostamenti sono “limitati”, sono a disposizione dei <em>virtual tour</em> dei musei cittadini (proprio come hanno fatto i grandi musei internazionali) collegandosi al canale YouTube del MuDA oppure seguendo i canali social tra cui l’account Instagram @Visitalbissola, sempre pronto a regalarci incantevoli albe e scorci.<br />
Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016-225x300.jpg" alt="IMG-20191022-WA0016" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Mirabilia: la ceramica albisolese</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 14:23:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17677" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/DSCN9667.jpg"><img class="size-medium wp-image-17677" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/DSCN9667-300x225.jpg" alt="orizzonte sul mar ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">orizzonte sul mar ligure</p></div>
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<p>Mirabilia: la ceramica albisolese</p>
<p><strong>Alba Docilia</strong>, fondata verosimilmente attorno al 180 a. C., è la località San Pietro, fra Albisola Superiore e Albisola Capo, inizialmente stazione dì un certo rilievo (con alloggi e ricovero bestiame) lungo il tracciato fra Genova e Vado (Vada Sabatia). Presso la Chiesa, a 500 m dal torrente <strong>Sansobbia</strong>, una villa romana – ampia ed elegante &#8211; del I secolo d. C., poi forse abbandonata, testimonia utilizzi residenzial-termali e produttivi, internamente ad una proprietà che s’estenderebbe per circa 9mila mq, assai indagata dagli archeologi.<br />
Dopo i secoli delle invasioni barbariche (e Deogratias del monachesimo benedettino), si può affermare che tradizionalmente il territorio delle Albisole abbia ospitato con continuità produzione<strong> ceramica</strong>, in primis stoviglie, sin dal Basso Medioevo, grazie ai materiali della spiaggia e delle cave, argilla rossa e terra bianca, confacenti all’arte figulina (<a title="ceramica albisolese" href="https://www.rmoa.unina.it/1058/1/RM-Benente-Albisola.pdf" target="_blank">https://www.rmoa.unina.it/1058/1/RM-Benente-Albisola.pdf</a>). Si diffuse nel XV secolo la produzione dei <strong>laggioni</strong>, le piastrelle in ceramica smaltata (affini all’<strong>azulejo</strong> iberico) impiegate in Liguria per fasciare pareti e pavimenti tanto di chiese come di case private.<br />
Nel XVI e XVII secolo si moltiplicarono le fornaci, e nella soprastante <strong>Ellera</strong> – ruralità d’uve nobili e oggi…di acciughe &#8211; un mulino macinava i colori. In decorazione si privilegiavano specialmente temi quali i paesaggi marini (costa, fioriture, animali) e l’arte del navigare, sempre così connaturata ai liguri, ai quali navigare semper necesse fuit, ma anche simbologie classiche e letterarie (miti) e cristiane (santi, e in seguito pastori di Natale) con ovvie valenze protrettiche. Ogni casata di ceramisti via via s’ideò un “marchio” distintivo per comunicare adeguatamente il proprio brand, che sempre più si posizionava su oggetti di squisita fattura, ambìti dalle nobiltà: per i Grosso poté essere su concessione del Senato di Genova la lanterna (le cui prime notizie risalgono al XII secolo), per i Conrado (Melchiorre, Bernardo…) fu la corona regale, e per altri ora croci, ora asterischi, stelle, chiesine, fortezze, uccelli, soli, pesci&#8230;<br />
Il <strong>Museo diocesano nel centro storico di Albenga</strong> (presso la sede vescovile) custodisce anche recuperi d’esemplari di quest’epoca.<br />
Ma nel XVIII secolo l’azzurro risultò via via in declino, dentro una produzione che andava concentrandosi su semplici boccali, brocche…, oggetti della quotidianità famigliare in uso dentro le case (e ieri come oggi da fiere di paese), tuttora presenti nella raccolta del <strong>Museo “Manlio Trucco”</strong> (1) di Albisola Superiore (<a title="ceramica albisolese" href="https://app.laterradimezzo.cloud/museo-trucco.html#topRow" target="_blank">https://app.laterradimezzo.cloud/museo-trucco.html#topRow</a>). Stava difatti per affermarsi il nuovo colore rosa manganese.<br />
L’area delle Albisole è ricca di palazzi patrizi. Tra le opere figurative in <strong>Villa Gavotti</strong> (forse casa natale del futuro Papa Giulio II) meritano un cenno particolare gli affreschi che Andrea Levantino dipinse nelle strombature delle porte. All’illustre ceramista albisolese (formatosi dai savonesi Chiodo) si deve il disegno delle maioliche dei pavimenti di alcuni ambienti ed il rivestimento, sempre in ceramica, all’interno dei caminetti. Anche <strong>Villa Faraggiana</strong> ha magnifiche maioliche alle pareti e ai pavimenti, ennesimo segno di ciò a cui i Durazzo volevano elevare tale dimora.<br />
Nel XIX secolo la manifattura del dinamico Bartolomeo Seirullo (casata di maiolicai attivi sin dal 1539) introdusse poi il bruno chiaro caramello e la terraglia nera (si consulti ad es. APM, 2, 1998, p. 188). Non poche stoviglie del tempo ormai venivano esportate oltre oceano, e fecero la propria comparsa anche il pentolame (“<strong>pignatte</strong>”) da fuoco, prodotto soltanto dai grandi laboratori e richiestissimo dalla ristorazione, e i piatti bianchi di ceramica, seriali ma molto eleganti. Ne iniziava il collezionismo, tuttora in voga.<br />
Negli anni ’20 del XX secolo la ceramica albisolese “approdò” anche ai migliori transatlantici italiani sia in forma di decorazioni sia di servizi da tavola.<br />
Col <strong>Futurismo</strong> (unica vera avanguardia artistica italiana d’un qualche rilievo) le Albisole videro all’opera artisti come <strong>Tullio Mazzotti</strong> (Tullio d&#8217;Albisola), autore nel 1938 &#8211; con Marinetti – del “Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica” (2), cui seguirono maestri di generi talora assai diversi, Manlio Trucco, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Arturo Martini, Eliseo Salino, Mario Gambetta, Aurelio Caminati, Emilio Scanavino&#8230;, alimentando stagioni fecondissime. E nel 1954 Enrico Baj e <strong>Asger Jorn</strong> (di cui nel 2014 è stata meritoriamente recuperata al turismo culturale la casa-museo sulla collina di Bruciati) avviarono incontri internazionali presso le “Ceramiche Mazzotti”, ovvero lo splendido edificio anni ’30 progettato dal genio bulgaro <strong>Nicolaj Diulgheroff</strong> quasi sulla riva del torrente Sansobbia (l’edificio tuttora è centro espositivo e di ricerca).<br />
Un mito – arricchito da concorsi, convegni con relativi Atti (3) e festival &#8211; andava sempre più consolidandosi.<br />
(1) progettato nel 1928 dall’architetto genovese <strong>Mario Labò</strong>, sull’Aurelia (corso Ferrari), l’edificio fu inizialmente abitazione-atelier di Manlio Trucco (Genova 1884 – Albisola 1974), suo lo stile ceramico definito “Albisola 1925”. Trucco fu sodale a Parigi di Modigliani, Severini, Jacob. Ospitò, nella mitica fornace la “Fenice”, Arturo Martini e Francesco Messina (si consulti ad es. Marino Cassini, “Il mangianuvole”). Il Museo venne inaugurato il 21 maggio 1989 con la mostra “Ceramica in banca”, una collezione di 50 antichità nel patrimonio della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Oggi precedono il percorso espositivo 33 foto scattate nei luoghi della ceramica savonese da uno dei più apprezzati fotografi italiani, il sammargheritese <strong>Gianni Berengo Gardin</strong>. Il Museo custodisce ceramica albisolese dal XV al XIX secolo, maioliche ospedaliere decorate in monocromia azzurra del 1700, terrecotte decorate a taches noires e ingobbiate gialle, pentole (stoviglie nere), figurine/macachi da presepe, Madonne (lascito Francesco Torterolo)&#8230; Nell’atrio-reception un impattante pannello in ceramica del 1936 di <strong>Emanuele Luzzati</strong> (Genova, 1921-2007) raffigura “La scoperta dell’America”. Nel giardino, tra le sculture dell&#8217;albisolese <strong>Antonio Siri</strong>, dono della famiglia (ma è sua anche la “luna sul mare” del pannello 19 in <strong>Passeggiata degli artisti</strong>), viceversa campeggia dal 2012 l’imponente “Battaglia” di <strong>Agenore Fabbri</strong>, eseguita nel 1948 ad altorilievo ceramico nella Fabbrica Mazzotti e, in precedenza, già esposta nell&#8217;atrio del cinema “Astor” di Savona. Infine, due sale al piano superiore propongono i <strong>reperti archeologici di epoca romana</strong>, la cosiddetta “raccolta Schiappapietra” (<a title="ceramica albisolese" href="file:///C:/Users/welcome/Downloads/AD_Presentazione.pdf" target="_blank">file:///C:/Users/welcome/Downloads/AD_Presentazione.pdf</a>).<br />
(2) pubblicato il 7 settembre 1938. Il capostipite dei Mazzotti ceramisti, il vasaio varazzino Giuseppe “Bausin” Mazzotti, operava nell’antico borgo di <strong>Pozzo Garitta</strong>, in Albissola Marina, che divenne via via luogo d’incontro per grandi artisti (Bianco d’Albisola e Umberto Ghersi vi s’insediarono nel 1937). Nel luogo, già dalla prima metà del XVII secolo produceva una fabbrica di ceramica (Salamone). Appartengono verosimilmente a questa fornace i resti di “mûë” (porzioni di muro con mattoni sporgenti per l’essicazione della terra) ancora evidenti nel lato a settentrione dell’edificio centrale sulla piazza. E’ tuttavia dei primi del XIX secolo la fornace recuperata e aperta al pubblico durante le esposizioni, e sede del “Circolo degli Artisti”. Presso Pozzo Garitta, luogo quanto mai suggestivo, oggi si possono anche officiare matrimoni. Quanto a Tullio Mazzotti, era il secondogenito di “Bausin”, la sua vita artistica è stata ritratta da numerosi saggisti, si segnalano in particolare <strong>Enrico Crispolti </strong>e<strong> Danilo Presotto</strong> (<a title="ceramica albisolese" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/tullio-mazzotti_(Dizionario-Biografico)/" target="_blank">https://www.treccani.it/enciclopedia/tullio-mazzotti_(Dizionario-Biografico)/</a>)<br />
(3) <a title="ceramica albisolese" href="https://www.insegnadelgiglio.it/categoria-prodotto/serie/atti-albisola/" target="_blank">https://www.insegnadelgiglio.it/categoria-prodotto/serie/atti-albisola/</a><br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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