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	<title>Ligucibario &#187; voltaggio</title>
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		<title>Focaccette di Sant&#8217;Antonio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:14:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La tradizione è sentitissima a Voltaggio in val Lemme (AL), ma anche a Casella (GE) si consumano queste focaccette per la giornata di Sant&#8217;Antonio abate (17 gennaio), patrono &#8211; come noto &#8211; degli animali. In genere, in valle (Scrivia) viene preparata anche la ricetta delle &#8220;castagne grasse&#8221; (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccette-di-santantonio/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La tradizione è sentitissima a Voltaggio in val Lemme (AL), ma anche a Casella (GE) si consumano queste focaccette per la giornata di Sant&#8217;Antonio abate (17 gennaio), patrono &#8211; come noto &#8211; degli animali.<br />
In genere, in valle (Scrivia) viene preparata anche la ricetta delle &#8220;castagne grasse&#8221; (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), una corroborante zuppa con cotenne, cavoli e appunto castagne.</p>
<p>Spicca nell’abitato di Casella, in una piazza ombreggiata dagli ippocastani, l’Oratorio del 1556, ancora oggi luogo d&#8217;incontro dei membri della Confraternita e costruzione più antica rispetto all’attigua chiesa di Santo Stefano. Di forma assai “solida” e allungata, l’Oratorio ha aspetto esterno spoglio, ma propone all’interno una pregevole pavimentazione in cotto e le “banche” laterali realizzate con legno di castagni, banche dove tali membri sedevano. Proprio qui si producevano gli stampi per le focaccette recanti l’immagine del Santo, il cui influsso protegge &#8211; come noto &#8211; agricoltori e animali. Tuttora queste focaccette benedette vengono proposte il 17 gennaio e la domenica successiva, un tempo dovevano proteggere le stalle col bestiame, dato che le avversità erano sempre in agguato e le economie rurali a stento le fronteggiavano. L’Oratorio custodisce, oltre ad arredi e oggetti della spiritualità (i settecenteschi piatti in peltro per la raccolta delle offerte; le mazze pastorali dei Santi Antonio e Stefano in argento cesellato; i “tabarrini” (mantelli) in velluto cremisi; l’urna per l’ elezione del Priore…), anche due Cristi processionali.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(45). Cos&#8217;è la cabannina?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2025 12:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: corzetti o croxetti? Cuculli o friscêu? Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà? Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte45-cose-la-cabannina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Cos&#8217;è la cabannina?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>45. cos&#8217;è la cabannina?</strong> E&#8217; la sola mucca autoctona – purtroppo rischiò quasi l’estinzione &#8211; della Liguria, animale principalmente da latte, snella ed agile &#8220;come una capra&#8221;, che prende il nome da Cabanne, frazione di Rezzoaglio in Val d’Aveto (GE). Originariamente era detta anche sanstevina. La ambientarono nel &#8216;700 i feudatari delle famiglie Fieschi e Malaspina, e ben più di recente ne analizzò il DNA il prof. Torroni di Pavia. “U cabanin” è non a caso un formaggio locale in cui entra in prevalenza proprio il latte di cabannina, e che matura 40-70 giorni (il protocollo produttivo risale al 2007). La rossa montagnina, fra Ronco Scrivia (GE) e Voltaggio (AL) dà anche buona carne, come la bruna, per sughi e polpette&#8230; Fra gli allevatori più dinamici anche nella divulgazione dei pregi di questa mucca e del suo latte, menziono anzitutto Ugo Campodonico, a Scabbiamara, presso Cabanne. Si badi che dai 40mila esemplari del secondo Dopoguerra si era scesi ai circa 130 del 2000&#8230;</p>
<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte44-chi-e-la-bella-di-torriglia/" target="_blank">la 44ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Corzetti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 20:52:54 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Corzetti è parola per un tipo di pasta. Tipici ad esempio di Campomorone (GE) in Val Polcevera e del Levante genovese * , antichissimi, i corzetti si condiscono magnificamente con la salsa di pinoli (la più recente fra le salse da mortaio) o, finanze un tempo permettendo, con sugo d’arrosto o di funghi. Non so dire se la voce davvero li apparenti ai corsetti femminili, ne dubito. Si tratta comunque di pasta fresca di grano tenero, all’uovo, hanno la classica forma ad elica, ad “otto”, tirati con le dita, prassi <strong>laboriosa</strong>, costituivano il piatto del cenone di capodanno col sugo di maiale, nell’impasto entrava talora la persa. La cottura dura 10 minuti, buttane un etto e mezzo a persona. I genovesi doc mangiano i corzetti col cucchiaio e li abbinano al DOC Val Polcevera – beninteso bianco se conditi con la salsa/il sugo di pinoli, e rosso se conditi col sugo &#8211; .<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta (con salsa di pinoli) <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/corzetti-con-la-salsa-di-pinoli_27.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/12/corzetti-con-la-salsa-di-pinoli_27.html</a></p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17696" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello11-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>* dove via via però sono diventati, legandosi ad altre vicende storiche, <strong>croxetti (tondi) stampati</strong>. I croxetti sono impasto che si collega ad usanze anzitutto piemontesi-franco-occitane (croset, crouset, courzetin&#8230;), impasto eroso, avvallato, un po&#8217; come le orecchiette del Mezzogiorno, e si noti che Voltaggio (attualmente provincia di Alessandria) e Carloforte preparano formati analoghi, a Carloforte (o paise) sono curzetti e sampe de gattu&#8230; Ma nella Liguria di levante alcuni vollero vedervi &#8211; come noto &#8211; un riferimento alla signoria dei Fieschi, notoriamente guelfi. Dal dopoguerra gli stampi (di legni quali melo, pero, faggio&#8230;) hanno ridotto il proprio diametro, ora circa 5 cm. Dove oggi gli sposi disegnano le proprie iniziali, ieri si alluse a croci, blasoni&#8230;, ma è arduo dimostrarne la presenza. E pare che a Genova, parsimoniosa come sempre, si incidesse solo una faccia. Direi che il modo migliore per approcciare il tema corzetti/croxetti sia dubitare di molte tesi, così come fanno &#8211; saggiamente &#8211; gli storici ogniqualvolta qualcosa è difficile da documentare&#8230;<br />
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
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		<title>Cabannina</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 19:35:12 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cabannina/">Cabannina</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mucca autoctona – purtroppo in via d’estinzione o quasi &#8211; , principalmente da latte, snella ed agile, che prende il nome da Cabanne, frazione di Rezzoaglio in Val d’Aveto (GE). “U cabanin” è un formaggio in cui entra in prevalenza proprio il latte di cabannina, e che matura 40-70 giorni. La specie rossa montagnina, fra Ronco Scrivia (GE) e Voltaggio (AL), dà anche buona carne, come la bruna, da usarsi ottimamente per ravioli e polpette.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
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<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cabannina/">Cabannina</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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