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	<title>Ligucibario &#187; vini doc</title>
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		<title>Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:57:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/ligucibario2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30206" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/ligucibario2-225x300.jpg" alt="ligucibario2" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>“Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, da 12 anni si è “convertita” al Rossese (l’attività di famiglia), che di Dolceacqua è storicamente un simbolo…</p>
<p>Di Rossese, e di Dolceacqua gioiello della val Nervia, forse è scontato precisarlo, Ligucibario® ha parlato (come di tutti i vini liguri) infinite volte, come si conviene ad un sito di cultura enogastronomica che non contiene pubblicità, e può dunque esprimersi come meglio ritiene, sempre nel più assoluto rispetto della fatica altrui e delle produzioni di pregio.</p>
<p>Vigna, sia chiaro, significa ancor oggi vita dura, soprattutto quando caparbiamente si perpetuino le tradizioni, dalla pigiatura alla fermentazione (senza additivi), entrando con mani e corpo dentro i filari, d’estate privilegiando ore quasi antelucane per evitare le canicole. Il Rossese di Dolceacqua, del resto, è stata la prima DOC ligure, correva l’anno 1972: come non averne cura?</p>
<p>Come sempre in Liguria si tratta di piccole o piccolissime quantità, sparse dentro cru minimali, sulle fasce rette dai muretti a secco, ciascun cru beninteso col proprio terreno e la propria natura circostante, poiché come noto la vite in Liguria coabita con l’ulivo (che teme il secco ancor più della vite), la mimosa “biamontiana”, le ginestre squillanti, e tanto altro.</p>
<p>Vino “francesizzante”, vino da Papi, si sono usate mille espressioni per raccontare questo Rossese di personalità, e di fatto anche per orientare opportunamente i matching, verso ravioli, cime, tomaxelle, conigli (e brasati e cinghiale per la tipologia Superiore…).</p>
<p>Ma per quasi tutto il secolo scorso (quando ancora non si era compiutamente affermato) io bevvi di fatto solo i Rossese prodotti su alcuni bric da Mandino Cane. Troppi altri mi avevano tradito, con quel sentore di feccia, il residuo post fermentazione, che – tolto il tappo &#8211; s’autodeterminava come una minacciosa profezia…</p>
<p>Oggi, davvero, tutto va meglio, lo apprezzano persino negli USA, in Giappone, in Australia… Restano tuttavia il cambiamento climatico (alle vendemmie d’un tempo, con buona pace degli stolidi negazionisti, occorre sottrarre una cinquantina di giorni all’indietro…), i cinghiali sempre irrispettosi del lavoro dell’uomo, e una globalizzazione che sta spingendo l’umanità dentro un labirinto, l’antropocene, dove anche le microimprese ed i prodotti di qualità combattono una battaglia durissima.</p>
<p>Ma quando vedrai il ponte a schiena d’asino sul Nervia, dominato dal castello, quando ripenserai ad un tal Claude Monet che qui si sedeva a dipingere, quando ti proporranno una grissa coi salumi…, io penso che qualcosa di splendido arrosserà il tuo calice.<br />
Prosit da Ligucibario®!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>DOP  Denominazione d’origine protetta</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 09:06:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>DOP Denominazione d’origine protetta indica prodotti certificati a livello europeo. In estrema sintesi, ogni aspetto e qualità relativi alla loro produzione debbono riferirsi ad un’area di provenienza precisata su un protocollo disciplinare, cui i produttori che intendano aderire al consorzio di tutela sono tenuti a conformarsi. Ne deriva una tracciabilità dell’intera filiera, a garanzia delle ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/dop-denominazione-dorigine-protetta/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>DOP Denominazione d’origine protetta indica prodotti certificati a livello europeo. In estrema sintesi, ogni aspetto e qualità relativi alla loro produzione debbono riferirsi ad un’area di provenienza precisata su un protocollo disciplinare, cui i produttori che intendano aderire al consorzio di tutela sono tenuti a conformarsi. Ne deriva una tracciabilità dell’intera filiera, a garanzia delle caratteristiche e del consumatore. La Liguria vanta finora solo due DOP, dal 2001 l’Olio extravergine Riviera Ligure, e dal 2006 il Basilico cosiddetto Genovese (si badi che non è una cultivar). IGP è viceversa una certificazione meno restrittiva, riferita ad &#8220;alcuni&#8221; aspetti produttivi, non a tutti. A puro titolo d&#8217;esempio, l&#8217;ottima e apprezzata bresaola della Valtellina è IGP, non DOP, in quanto la materia prima non è locale, infatti la carne di manzo giunge da Nuova Zelanda, Argentina&#8230;<br />
Nel caso del vino, DOC e IGT sono le qualificazioni omologhe.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 3</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 09:31:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20322" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/011.jpg"><img class="size-medium wp-image-20322" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/011-225x300.jpg" alt="i libri di umberto curti" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">i libri di umberto curti</p></div>
<p>I libri di Umberto Curti. 3</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La vigna e la vinificazione. Vini DOC e IGT liguri</em>, ed. Ilmiolibro self p., Roma, 2010</strong><br />
Questa &#8220;dispensa&#8221; – dedicata da Umberto Curti agli appassionati, e soprattutto ai giovani &#8211; origina da una riflessione:  l’Italia è una delle grandi patrie del vino eppure ancora poche sono le persone che compiutamente dedicano un po’ del loro tempo a conoscere questo straordinario dono della natura e del lavoro dell’uomo, così che in genere si beve malino, o inconsapevolmente, privilegiando quantità e pseudo-risparmi rispetto alla qualità (il che del resto avviene anche col cibo)… Eppure l’Italia vanta circa 35 DOCG – sono tali i vini di particolare pregio già insigniti della DOC da almeno 5 anni &#8211; e circa 315 DOC, un contesto in cui Piemonte, Veneto e Toscana recitano ruoli da protagonista anche a livello internazionale. Le prime DOCG risalgono al 1980 (Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano), il primo bianco fu l’Albana di Romagna, denominato nel corso del 1987. Sono dunque quarant’anni che le produzioni nazionali migliorano ogni giorno di più, consentendo al mercato scelte per tutti i gusti e tutte le tasche, ma all’insegna della qualità. Anche la viticoltura eroica della Liguria ha in un cinquantennio fatto passi da gigante, basti pensare alle produzioni del Ponente (Rossese, Vermentino, Pigato…ma anche Granaccia e Lumassina), ai &#8220;nuovi&#8221; Ormeasco, all&#8217;impegno migliorativo della Val Polcevera, ai vini delle Cinque Terre fra cui l’inarrivabile passito Sciacchetrà, alla DOC Colli di Luni che tanto ha investito in idee e tecnologie. Ma la Liguria, salvo rare eccezioni, scarseggia di comunicatori, di opinion maker e di chef capaci di “varcare” i confini locali, e il vino rischia di rimanere un sapere iniziatico da setta esoterica. Anche in tal senso Ligucibario si prefigge qualcosa di nuovo e di diverso, affinché il nettare di Dioniso/di Bacco (anche le bottiglie più prestigiose) diventi un piacere maggiormente condiviso e condivisibile. Bevete vini, non etichette! Buona lettura e buon bicchiere a tutti.</p>
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