<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; turisdotti</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/turisdotti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 07:41:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Chi non comunica non esiste</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 13:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[genius loci]]></category>
		<category><![CDATA[heritage]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[marc augé]]></category>
		<category><![CDATA[neoluoghi]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[swot analysis]]></category>
		<category><![CDATA[turisdotti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo enogastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=19876</guid>
		<description><![CDATA[<p>Heritage e genius loci, fattori di competitività della destinazione rurale Nell’àmbito di un progetto europeo, ho selezionato i (58) Comuni liguri sopra i 400 m di altitudine, per individuare le più ricorrenti risorse agroalimentari e gastronomiche che li caratterizzano. Dai 1.118 m di Fascia, nel Genovesato, ai 400 m di Pietrabruna, nell’Imperiese, il patrimonio “food” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/">Chi non comunica non esiste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19877" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/a-calizzano-mai-anima-viva....jpg"><img class="size-medium wp-image-19877" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/a-calizzano-mai-anima-viva...-225x300.jpg" alt="uno scorcio di calizzano" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">uno scorcio di calizzano</p></div>
<p><strong><em>Heritage</em> e <em>genius loci</em>, fattori di competitività della destinazione rurale</strong></p>
<p>Nell’àmbito di un progetto europeo, ho selezionato i (58) <strong>Comuni liguri sopra i 400 m</strong> di altitudine, per individuare le più ricorrenti risorse agroalimentari e gastronomiche che li caratterizzano.<br />
Dai 1.118 m di Fascia, nel Genovesato, ai 400 m di Pietrabruna, nell’Imperiese, il patrimonio “food” nel suo complesso racconta anzitutto arte bianca (pasta, focacce, pasticceria…), birre artigianali, carni, caseario, castanicoltura, cereali (con qualche caso di grano antico), erbe selvatiche, frutta (pesche, fragole…) e frutti di bosco, funghi, lavanda, mieli e melata, olio evo, ortaggi (patate, fagioli e fagiolane, carciofi, zucche, moco…), rose da sciroppo, tartufo, vino (Ormeasco!), zafferano.<br />
Oggi che, nell’accezione turistica, il concetto di “<strong>heritage</strong>” s’intreccia operativamente, e con stretti nodi, a <strong>genius loci</strong> &#8211; parola chiave nei product esperienziali &#8211; , ecco allora che tutti i patrimoni locali, e sottolineo tutti (storico-culturale, paesaggistico, enogastronomico, artigianale…) convergono a qualificare l’identità di un territorio, che contemporaneamente aggrega/è architettura e manufatti, biodiversità e coltivazioni, folklore prodotti sagre ricette… E solo attraverso tali corredi di risorse può differenziarsi dalla concorrenza e posizionarsi presso la domanda. Fin qui, l’abc del marketing, livello beginners, pagina 1 dei manuali. Ben più complesso, purtroppo, indurre sistemi e comparti (enti, musei, scuole, consorzi, associazioni&#8230;) ad una reale cooperazione.<br />
Non mi dilungo per l’ennesima volta sui molti <strong>punti di forza e di debolezza</strong> che contraddistinguono la nostra regione (la mia società di consulenza ha realizzato 25 swot analysis per il sistema camerale ligure&#8230;). Oggi sono qui semplicemente per riaffermare che <strong>l’emergenza sanitaria</strong> ha – ed era prevedibile – allontanato molti flussi d’arrivo dai cosiddetti &#8220;turisdotti&#8221;, ovvero dalle località più celebrate e frequentate, a beneficio di destinazioni meno note e meno “centrali” nell’immaginario collettivo: <strong>borghi, soprattutto, ed intendo aree, entroterra e comunità</strong> &#8211; appartate ma ospitali &#8211; dove l’esperienza di soggiorno può esser positivamente slow, a contatto con gli abitanti del luogo, le loro attività e tradizioni, le loro cucine, la loro quotidianità. Molta Italia ha scelto Italia (<a href="https://www.studiowiki.it/2020/10/italia-sceglie-italia/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Inova18_081020" target="_blank">qui un link</a> con alcune recenti rilevazioni).</p>
<div id="attachment_19822" style="width: 221px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/copertina-libro-bianco.png"><img class="size-medium wp-image-19822" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/copertina-libro-bianco-211x300.png" alt="u.curti &quot;Libro bianco del turismo esperienziale&quot;" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">u.curti &#8220;Libro bianco del turismo esperienziale&#8221;</p></div>
<p><strong>Borghi e comunità: gli <em>asset</em> del turismo slow ed esperienziale</strong></p>
<p><strong>Esperienze</strong>, relazioni, emozioni, a misura d’uomo, per una fruizione dei beni sostenibile e consapevole.<br />
Mi convince in tal senso, per alludere a queste nuove geografie ed opportunità di scoperta, o di riscoperta, il neologismo – ma non è mio – “<strong>neoluoghi</strong>”, fors’anche in antitesi a quei “non luoghi” desolati dove, secondo l’antropologo francese <strong>Marc Augé</strong> (1992), gli individui sempre più s’incrociano senza di fatto interagire gli uni con gli altri (aeroporti, ipermercati…).<br />
Borghi, che eufonica parola, l’Italia è costellata di meraviglie… Ma nel “commercio” turistico, come ormai noto, <strong>il dove senza il come non basta</strong>, ovvero occorre sempre più rafforzare l’offerta di un luogo in sé con tutta un’ampia gamma di attività ed esperienze (di apprendimento, escursionistico-sportive, food…) che è possibile vivervi, così da render quel luogo “insostituibile” e motivare e soddisfare il o i target cui ci si rivolge. E tali attività ed esperienze vanno – andrebbero – in qualche modo già prefigurate <strong>online</strong>, perché non da oggi la quasi totalità dei turisti sceglie (costruisce) la vacanza sul monitor del proprio PC…<br />
Chi non comunica non esiste, si suol dire, e fin qui – di nuovo – l’abc del marketing (esse est percipi sottolineavano i teologi medievali). Tuttavia oggi è necessario spingersi oltre quanto a <strong>buone prassi</strong>, “anticipare” i desideri e le esigenze dell’ospite, e a tal fine <strong>rappresentare già sul web</strong> – in maniera personalizzata – i contenuti che allieteranno la sua permanenza.</p>
<p><strong>Formare per comunicare: web marketing, lingua inglese, storytelling</strong></p>
<p>Dunque, con buona pace del misoneismo rurale, che talvolta pare voler “chiudere” i contatti e confronti con molto mondo esterno, anche il “made in” e le tradizioni agro-gastronomiche, da soli, poco possono&#8230;<br />
Il nostro Paese si contraddistingue, da sempre, per un tessuto di <strong>piccole e microimprese</strong>, sovente a gestione famigliare, tipologia che propone plus e criticità specifiche. Ed il caseificio di minime dimensioni, l’antica bottega di paese, l’apicoltore, la pastorizia superstite, l’eroico agriturismo o artigiano che funge da “presidio” lungo un itinerario di cui pochi si curano…purtroppo sono realtà che talora stentano a fronteggiare le dinamiche del presente, <strong>le globalizzazioni, il peso della burocrazia</strong>. I numeri, socioeconomicamente, parlano chiaro, li ho già sciorinati in altri post…<br />
Ecco quindi la necessità di allargare la visuale, e di sostenere e “qualificare”, senza beninteso snaturarli, tutti gli operatori che &#8211; a vario titolo &#8211; concorrono alla proposta turistica, gastronomica ecc. del territorio. La conoscenza (quantomeno) della <strong>lingua inglese</strong>, la presenza efficace su <strong>web e social</strong> media, l’attitudine allo <strong>storytelling</strong> sono “capacità” da possedere trasversalmente, per assicurarsi un domani e non esser travolti dallo tsunami (a buon intenditor&#8230;). In tal senso, tradizione e innovazione debbono essere due valori sinergici, non antitetici.<br />
E per un’offerta di sistema che gareggi ad armi pari coi competitor (veloci e aggressivi) e garantisca ai turisti un’accoglienza ricca di qualità e suggestioni.<br />
Buon lavoro, Liguria!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/">Chi non comunica non esiste</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/chi-non-comunica-non-esiste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
