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	<title>Ligucibario &#187; stracchino</title>
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		<title>Focaccette di Megli</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 10:04:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Le focaccette di Megli/di Sori/di Pieve Ligure&#8230;sono una sorta di “variante”, altrettanto autentica e significativa, della focaccia di Recco col formaggio IGP. Si lavora una pasta matta (ad es. farine manitoba e 00 tanto per tanto), si farcisce con mucchietti di di crescenza o stracchino a mo’ di ravioloni, che si chiudono, si tagliano con ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/focaccette-di-megli/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le focaccette di Megli/di Sori/di Pieve Ligure&#8230;sono una sorta di “variante”, altrettanto autentica e significativa, della focaccia di Recco col formaggio IGP.<br />
Si lavora una pasta matta (ad es. farine manitoba e 00 tanto per tanto), si farcisce con mucchietti di di crescenza o stracchino a mo’ di ravioloni, che si chiudono, si tagliano con la rotella, e si friggono (o si infornano, modalità più leggera).<br />
A Megli, ubicata splendidamente sulle alture olivate di Recco (GE), intorno a Pasquetta (festività della Santa Spina) si svolge una sagra, con padellone da record di produzione, interamente loro dedicata.<br />
Erano ricette beninteso frugali, e nei contesti rurali sovente anche il formaggio – la mollana &#8211; si produceva autonomamente… L’abbinamento è ottimale con uno spumantizzato very local (Val Polcevera oppure Golfo del Tigullio), ad es. la Bianchetta, ben fresca e mediterranea&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Di latte e di formaggi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 08:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Di latte e di formaggi &#160; &#8230;latte è dal greco gala/galaktos. Nelle mezze stagioni si lasciava sui davanzali, a fini di conservazione. E dalla panna, scuotendo la bottiglia, si otteneva burro. Il surplus veniva venduto ai caseifici (ad Albenga per es. Pescetto, a Pontedassio per es. Alberti…). La legge individua come latte il solo prodotto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/di-latte-e-di-formaggi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19652" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/05/blu-del-lavag--.jpg"><img class="size-medium wp-image-19652" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/05/blu-del-lavag---300x225.jpg" alt="un bell'erborinato di rossiglione" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">un bell&#8217;erborinato di rossiglione</p></div>
<p>Di latte e di formaggi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8230;latte è dal greco <strong>gala/galaktos</strong>. Nelle mezze stagioni si lasciava sui davanzali, a fini di conservazione. E dalla panna, scuotendo la bottiglia, si otteneva burro. Il surplus veniva venduto ai caseifici (ad Albenga per es. Pescetto, a Pontedassio per es. Alberti…). La legge individua come latte il solo prodotto vaccino, altrimenti va specificata l’origine (ovino, caprino, d’asina, bufala…).<br />
Dal ‘600 la <strong>Valle Stura, entroterra di Genova verso l&#8217;Ovadese</strong>, è nota per gli allevamenti e la mungitura. Gli animali, oggi la mucca bruna (svizzera), la rara cabannina (autoctona) e qualche frisona (olandese) * , pascolano 8-10 mesi l’anno, e forniscono circa 150 quintali di latte al giorno. Se ne ricavano formaggi e formaggette notevoli, tra cui <strong>stracchino **, e ricotte (</strong>e dalle ricotte la Liguria trae<strong> sarazzo e bruzzo&#8230;)</strong>.<br />
Anche la <strong>Val d’Aveto</strong> propone alpeggi per l’allevamento di mandrie (Cabanne di Rezzoaglio dà non a caso il nome alla <strong>cabannina</strong>, che è mucca a doppia vocazione – latte e carne – e grazie all’agilità ben s’ambienta bene sulle pendenze dei nostri declivi). Il formaggio <strong>San Sté</strong> ha meritato notevole fama, io lo prediligo “vecchio”, con 8 mesi di stagionatura, abbinato a mostarde e a vendemmie tardive.<br />
Il latte è ovunque protagonista di molte ricette, si pensi solo al pianeta budini.<br />
In Liguria, inoltre, si friggono un latte brusco (salato) e un latte dolce.<br />
Il <strong>latte brusco</strong> è impasto di farina, uova, latte, sale, col prezzemolo e lo zest di limone grattugiato a dare le note profumate. Cuoce un’ora a bagnomaria. Raffreddato e rassodato, si passa nell’uovo, si impana e si frigge tagliato a rombi, golosa presenza nel <strong>fritto misto di terra</strong> alla ligure.<br />
Il <strong>latte dolce</strong> entra anch’esso nel monumentale fritto, e chiede un DOC Golfo del Tigullio moscato (ma v’è chi suggerisce addirittura &#8211; senza convincermi &#8211; uno <strong>Sciacchetrà</strong>). Il latte che riceve l’impasto tipo crema pasticcera non deve bollire e il fondo non deve bruciare. 20 minuti daranno una crema morbida, da stendere – alta un paio di cm &#8211; in un’ampia teglia oliata, e da raffreddare in frigo. Tagliata a rombi, sarà bagnata nell’uovo e passata nel pan grattato. E’ dessert profumato, grazie allo zest di limone e alla stecca di cannella. Il compianto chef “savonese” <strong>Ferrer Manuelli</strong> lo preparava creativamente al forno. Con gli stessi ingredienti e la cottura dei friscêu si possono preparare i galletti (cuculli) di latte. Nel Ratto (<strong>Cuciniera del 1863</strong>) s’incontra anche una polenta dolce fritta.<br />
Infine, in Liguria dal latte si ricava anche l’ottima <strong>prescinsêua (la cagliata)</strong>, di cui molto ho scritto e parlato (e le dedicai una conferenza presso la Biblioteca civica Berio di Genova). Antico breakfast dei contadini (accompagnata dal miele), essa è presenza doverosa, ieri come oggi, nelle torte di verdura e nei pansoti “autentici”, quelli col miglior preboggion. Ingrediente assai duttile, la sconsiglio tuttavia nella focaccia di Recco col formaggio (si tratta di <strong>crescenza</strong>), in quanto asciugherebbe il risultato finale<br />
* come per il latte di Marinella di Sarzana (SP)<br />
** stracchino allude alle mucche “stracche”, cioè sfinite dalla lunga ridiscesa dagli alpeggi (lo stracchino era infatti formaggio vernengo). Celebre formaggio, da latte vaccino intero, lo stracchino matura in genere 5-15 giorni e va gustato freschissimo. Ha sapore inconfondibilmente dolce-acidulo. La crescenza può contenere anche latte scremato, e matura meno.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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