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	<title>Ligucibario &#187; siamo quel che mangiamo</title>
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		<title>Cucina italiana patrimonio UNESCO</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 08:59:11 +0000</pubDate>
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<p>Da alcuni giorni la cucina italiana è assurta a patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, ed è cosa – notoriamente &#8211; di non poco conto potersi insignire di tale qualifica. Dopo la dieta mediterranea (2010) e i muretti a secco (2018) ecco dunque un altro riconoscimento che in qualche modo investe il forziere delle tradizioni regionali italiane, le agroproduzioni ecc., configurando trasversalmente un Italian way of life, e dunque investendo anche la Liguria.</p>
<p>È, si badi, la prima volta che una cucina nazionale viene iscritta nella sua globalità, dopo precedenti riconoscimenti per singole tradizioni (quali la pizza napoletana o appunto la succitata dieta mediterranea)</p>
<p>La nomina, accolta da un convinto applauso, di fatto celebra tutto un modo di stare a tavola che vanta radici millenarie, riconoscendo al (nostro) cibo un ruolo di nutrimento non solo alimentare.</p>
<p>Questa cucina italiana, sempre sulla bocca di tutti in quanto celeberrima, viene interpretata come “rito” e convivio delle comunità, trasferimento di memorie, ponte intergenerazionale, cura di sé, del territorio che si abita e del prossimo. Ciò, peraltro, via via consoliderà i propri significati se sempre più conterrà i valori della sostenibilità, della tutela della biodiversità, della lotta agli sprechi, perpetuando una cucina “degli affetti”, basata sulle cultivar autoctone (sull’accorciamento delle filiere), sui generi ortofrutticoli di stagione, sulla qualità che genera buonessere. Una cucina che incarnerà compiutamente il genius loci, e sarà sempre più attrattiva anche in senso culturale e turistico. La cucina ligure stessa, che non è né mai sarà solo pesto, potrà con le sue ascendenze e le sue peculiarità (gli orti a picco sul mare, l&#8217;olivo e la vigna, il pescato, gli street food&#8230;) giocare un ruolo di primo piano.</p>
<p>L’impegno collettivo, concludendo, sarà perciò anche quello – in primis – di sensibilizzare a dovere le nuove generazioni, l’antropocene sta infatti caratterizzandosi per cambiamenti climatici, inquinamento, crescenti disparità socioeconomiche&#8230; E ciò si specchia giocoforza nei consumi globalizzanti, nella frequenza e intensità delle truffe e degli scandali alimentari, nel trash food, nei prodotti di cui non è affatto semplice capire la provenienza e che largheggiano quanto ad additivi chimici. Non occorre tuttavia essere un medico né un dietologo per cogliere, aldilà dell’abusato proverbio “siamo quel che mangiamo”, come una cattiva alimentazione sia causa di innumerevoli disturbi e patologie, ed impedisca una vita di salute e longevità cui l’uomo contemporaneo potrebbe legittimamente ambire.</p>
<p>Per questo post di Ligucibario®, che con piacere omaggia un reale successo dell’italianità, la lettura che suggerisco agli Amici lettori è e non potrebbe che essere M. Montanari-P.L. Petrillo, “Tutti a tavola. Perché la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità”, ed. Laterza, 2025.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Giornata mondiale della sicurezza alimentare</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 09:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Giornata mondiale della sicurezza alimentare, Dal 2019 si celebra il 7 giugno (World Food Safety Day)”, per sensibilizzare sul tema, prevenendo e gestendo i rischi circa l’uso di cibi a vario titolo contaminati. Standard igienici, controlli efficaci, disponibilità d’acqua potabile, buone pratiche agricole, formazione degli operatori, responsabilizzazione dei consumatori sono i viatici per condividere una scelta ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giornata-mondiale-della-sicurezza-alimentare/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/20190412_101219.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21031" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/06/20190412_101219-300x168.jpg" alt="20190412_101219" width="300" height="168" /></a>Giornata mondiale della sicurezza alimentare, Dal 2019 si celebra il 7 giugno (World Food Safety Day)”, per sensibilizzare sul tema, prevenendo e gestendo i rischi circa l’uso di cibi a vario titolo contaminati.</p>
<p>Standard igienici, controlli efficaci, disponibilità d’acqua potabile, buone pratiche agricole, formazione degli operatori, responsabilizzazione dei consumatori sono i viatici per condividere una scelta realmente partecipata, la sola che generi risultati a lungo termine (anche in termini di progressivo rifiuto dei cosiddetti, innumerevoli <strong>trash food</strong>). Certamente, fra tanti disastri, la pandemia ha quantomeno veicolato una maggior consapevolezza circa i rischi (“mortali” per l’intera umanità) della scarsa igiene, delle <strong>malattie e infezioni zoonotiche</strong> (passaggio animali-uomo)… Sommate all’inquinamento, al cambiamento climatico e alle truffe alimentari queste emergenze configurano ormai un quadro esplosivo, i cui soli fronteggiamenti sono di fatto <strong>la sostenibilità</strong> (reale, non a parole) e conseguentemente <strong>le tecnologie orientabili al “bene”</strong>. Si consideri, peraltro, che secondo stime del 2015 erano, e presumo sono, 1 milione i decessi annui imputabili al <strong>tabacco e 600mila</strong> i decessi imputabili all’alcool.</p>
<p>Le patologie causate dagli alimenti – come noto &#8211; possono sovente risultare “invisibili”, indotte da <strong>batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche che penetrano il corpo per il tramite di cibi o acque.</strong> Accedere ad alimenti “puliti” (puliti lungo <span style="text-decoration: underline;">tutta intiera la filiera</span> produzione-consumo) significa dunque giovare alla salute e al benessere delle popolazioni, alle aspettative di vita, e diminuire i costi sociali delle malattie. Una battaglia via via condivisa da Paesi, organizzazioni “green”, scienziati, imprese attente all’ambiente e cittadini. Purtroppo la FAO tuttora allerta circa i 600 milioni di casi annui di malattie di origine alimentare, anzitutto a carico dei soggetti più vulnerabili, in specie le donne e i bambini, i popoli interessati da guerre e scontri militari, i migranti, le categorie dalle basse difese immunitarie, o prive d’informazioni. Circa 420mila ogni anno coloro che muoiono dopo il consumo di alimenti contaminati, ma soprattutto sono i bambini sotto i 5 anni i più colpiti, il 40% del totale.</p>
<p><strong>L’Italia, piace per una volta poterlo sottolineare, gode un posizionamento di valore</strong>. Negli ultimi 10 anni la vendita di pesticidi sarebbe scesa di circa 1/3 (Coldiretti da dati Eurostat), mentre altrove – Paesi nient’affatto lontani &#8211; la vendita scenderebbe meno o addirittura crescerebbe. Non a caso rilevazioni EFSA confermerebbero<strong> in Italia minori residui di pesticidi su frutta, verdura, cereali, latte</strong> <strong>e vino</strong>. Che il bio stia vincendo la sfida? In tal senso, un’etichettatura leale ed esauriente in termini di provenienza della materia prima, produzione e trasformazione finale davvero completerebbe l’informazione verso tutti i consumatori&#8230; Essi ne hanno diritto, tanto più che l’<strong>Italian sounding</strong> stesso prospera grazie all’ambiguità e alle reti dalle maglie troppo larghe. Starà poi ai consumatori saper scegliere la qualità/l’autenticità, quella quotidiana che, nel bene o nel male, conferma il detto “<strong>siamo ciò che mangiamo</strong>”. Io ebbi l&#8217;onore di conoscere Luigi Veronelli, il quale sottolineava che &#8220;il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale&#8221;.</p>
<p>Ed <strong>Ancel Keys</strong>, stabilitosi nel Cilento, morì non a caso centenario…</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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