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	<title>Ligucibario &#187; serra riccò</title>
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		<title>Salame della Valsecca</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 12:41:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A<strong> </strong>lungo in Valsecca, entroterra del Genovesato, i produttori di salame di Orero (dal 1877 parte del Comune di Serra Riccò) hanno rivaleggiato con quelli di Sant’Olcese, tramandandosi “usi” e gelosie per generazioni. La rigida burocrazia delle normative europee relativa anzitutto all’igiene dei macelli cancellò purtroppo, e non solo in Liguria, la maggior parte di quelle antiche produzioni, del resto fu un&#8217;ecatombe anche per i microcaseifici. Anni, quelli, irrimediabilmente trascorsi, allorquando le due produzioni rivali aggregavano decine di piccole imprese artigiane / salumieri. Il contado disponeva infatti di bestiame, vigevano talora accordi di soccida, e i maiali erano protagonisti di un salame che strapiaceva anche ai foresti e a quei gitanti che coi salumi farcivano e farciscono le proprie biove, caravanini, rosette, michette&#8230; La rivalità dei due salami poggiava peraltro su due ricette quasi uguali, dove alla carne bovina s’addizionava quella suina (e un tempo anche carne di mulo), ma di alta qualità e in percentuale più ridotta rispetto ad altri celebri prodotti italiani. Un salume crudo, a grana medio-grandicella, insaccato in budello naturale, e brevemente stagionato. Ne derivava quindi qualcosa di goloso, con una stuzzicante nota d’affumicato, ma di non eccessivamente grasso al palato, perfetto nei picnic con le fave e il sardo fresco… Oggi come ieri, l&#8217;abbinamento enologico di Ligucibario® sarebbe con un rosso di beva non troppo impegnativa, servito a 16°C in tulipani a stelo medio&#8230;<br />
Umberto Curti<strong><br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Tavola bronzea, io turista nella mia città</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 13:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25202" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25202" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli-300x245.jpg" alt="museo archeologico di genova pegli" width="300" height="245" /></a><p class="wp-caption-text">museo archeologico di genova pegli</p></div>
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<p>Tavola bronzea, io turista nella mia città?</p>
<p>Domenica di inizio febbraio, ma temperatura mite mite, eccomi con Luisa salire il viale alberato di Villa Durazzo Pallavicini che, accanto alla stazioncina ferroviaria, conduce con lieve salita al <strong>Museo archeologico di Genova Pegli</strong>…</p>
<h2>Il Museo Archeologico di Genova Pegli</h2>
<p>Accolti dal personale con cortesia premurosa, che emozione per me ritornare dentro 100mila anni di storia e nei luoghi con cui via via nutrii nel 2011 il mio “<a title="umberto curti il cibo in liguria dalla preistoria" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</a>” (ed. De Ferrari), un saggio che fu bellissimo scrivere, che ottenne tanti riscontri, e che avrebbe dovuto originariamente intitolarsi &#8220;Mezunemunius&#8221;, fra poco sarà chiaro il perché.</p>
<p>Entriamo (la Tavola Bronzea ci aspetta al secondo piano&#8230;), ed ecco tra gli altri “<strong>il Principe delle Arene Candide”, l’audace cacciatore quindicenne che 24mila anni or sono, nel Finalese, morì per la violentissima artigliata di qualche animale, e fu sepolto con tutti gli onori. Ecco gli orsi (quasi vegetariani) che trascorrevano il letargo nelle caverne, ecco le anfore vinarie lungo le trafficate rotte Roma-Spagna, ecco la prima statua-stele rinvenuta (a Zignago, SP), con la sua scritta verticale in caratteri etruschi “mezunemunius”, ecco gli oggetti della vita quotidiana fra cui i mortai, immancabili, ecco il tesoretto di monete recuperate a Niusci, presso il tracciato su cui oggi sferraglia il trenino di Casella, ecco i ritrovamenti dalla necropoli di Kainua-Genova, emporio etrusco…</strong></p>
<div id="attachment_25203" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/orso-speleo.jpg"><img class="size-medium wp-image-25203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/orso-speleo-300x225.jpg" alt="resti di orso speleo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">resti di orso speleo</p></div>
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<h2>La Tavola Bronzea del Polcevera</h2>
<p>E poi eccola, lei, la <strong>Tavola Bronzea del Polcevera</strong>, rinvenuta là dove correva la via Postumia, verso Libarna e Derthona, verso le “autostrade” del Po dirette ad Aquileia e all’Adriatico… Una tavola del 117 a. C. (cm 47,5&#215;37,5), prima testimone del latino in Liguria, rinvenuta da un contadino in un torrentello nel ‘500 (al <a href="https://www.youtube.com/watch?v=a0mNjzePvUQ&amp;list=PL6sEtQOf4zSWk9vYoTrw3WwFpbNGuyN3I&amp;index=10" target="_blank">ritrovamento della Tavola Bronzea</a> è dedicato uno dei video di &#8220;Assaggi di Medioevo&#8221;, il progetto che ho curato per Biblioteca Civica Berio di Genova nel 2024), ivi condotta da un moto franoso. E nel 1978 restaurata pulendo nerofumo e grassi. La Tavola Bronzea – nella puntuale traduzione di Giulia Petracco Sicardi, riecco un mio lontano ricordo universitario&#8230; &#8211; oltre a riportare la prima menzione circa la <em>via Postumia</em> cita una sentenza d’arbitrato emessa a Roma per regolare una disputa territoriale fra <em>Genuates</em> e <em>Viturii Langenses</em> e sfociata nell’obbligo di un pagamento in vino locale, ovvero un <em>vectigal</em> – entrata erariale &#8211; sotto forma di “baratto”.</p>
<div id="attachment_25238" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/tavola-bronzea.jpg"><img class="size-medium wp-image-25238" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/tavola-bronzea-300x233.jpg" alt="Tavola Bronzea del Polcevera" width="300" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">La Tavola Bronzea del Polcevera (photocredits www.museidigenova.it)</p></div>
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<p>La Tavola Bronzea svela la <strong>lingua parlata a Genova all’epoca</strong> (la latinizzazione sta concretamente entrando nell’onomastica) ed uno <strong><em>ius</em> ancora autoctono</strong> rispetto alla successiva romanità della <em>villa</em>, dal quale si evince una suddivisione delle terre in <strong><em>ager publicus</em>, <em>ager privatus</em> e <em>compascuus</em></strong> (terreno da pascolo, fienagione e legnatico, policentrico, su crinali spartiacque, che svolse non di rado funzioni sociali e cultuali), ed è evidente come dalla proprietà pubblica siano via via socioeconomicamente derivate, molti secoli più tardi, le comunaglie, terreni con bosco e pascolo messi a disposizione di famiglie o individui dietro versamento annuo di un modico canone. Erano punteggiate di <strong>casoni in pietra a secco</strong> (<em>caselle, casette, bàreghi, supenne, cabanei</em>…) per il ricovero soprattutto degli attrezzi, costruzioni di cui ancora rinveniamo esempi, già meticolosamente indagati dagli etnologi, fra cui il compianto Pietro Scotti. Caselle punteggiano ad esempio anche monte Bignone, sopra Sanremo.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/022.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20346" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/04/022-225x300.jpg" alt="022" width="225" height="300" /></a></p>
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<h2>Sulle tracce della Via Postumia</h2>
<p>Circa poi la <strong><em>via Postumia</em></strong>, l’<em>Itinerarium Antonini</em> e la <em>Tabula Peutingeriana</em> indicano <strong>tra Genova e Libarna una distanza di 36 miglia</strong> (circa 50 km), riesce <strong>oggi difficile seguirne lo sviluppo</strong>, la zona si presenta accidentata e ha subìto molte trasformazioni, e la <em>Postumia</em> a tratti fu verosimilmente poco più che uno stretto sentiero, priva di ponti, con pendenze molto variabili per economizzare su tornanti ed altro, tra paesaggi giocoforza mutevoli. Fatta realizzare dal console Spurio Postumio Albino, essa riproponeva nel tratto a monte una pista già battuta da mercanti liguri e forse anche la medesima percorsa sia dal console Quinto Minucio Rufo, allorché nel 197 a. C. schiacciò i Liguri dell’Oltregiogo fino a Casteggio, sia dal console Quinto Opimio nel 154 a. C., allorché guidò truppe da Piacenza (importante intersezione con la <em>Aemilia Lepidi</em>) a Genova per raggiungere Nizza. I tempi erano quanto mai inquieti. Oggi se ne ragiona solo in via ipotetica ma la <strong><em>Postumia</em></strong>, “strada di arroccamento” per congiungere le colonie cisalpine create al fine di contrastare le locali tribù ribelli, indiscutibilmente <strong>accelerò il processo di romanizzazione dei territori interni toccati dal suo tracciato, ovvero apportò tecnologie e tipi di produzioni romane, usi romani e riti romani</strong>. Il proposito ampio di unire il Tirreno all’Adriatico veicolò inoltre progetti di nuovi centri e “risistemazioni”, anche per facilitare i movimenti delle truppe e delle navi. La <em>Postumia</em> riacquistò poi importanza allorché Genova e Milano nel III-IV secolo d. C. ebbero profondamente bisogno l’una dell’altra relativamente alla compravendita d’olio (dall’Italia meridionale e dall’Africa settentrionale) e di granaglie. In tal senso, <strong>alla vigilia e poi all’inizio dell’apocalisse barbarica</strong> &#8211; che obliterò molte vite e <em>villae</em> &#8211; , aree ospitali dell’Appennino, quali ad es. San Cipriano presso Serra Riccò, non a caso si ripopolarono, e le fasce terrazzate consentirono alcune delle coltivazioni ormai usuali in Liguria. Attraverso la <em>Postumia</em>, all’inizio del V secolo, fu ricondotta al <em>magister militum</em> Stilicone la figlia Termanzia, moglie ripudiata dall’imperatore Onorio. E del resto moltissime mulattiere diventarono durante il medioevo le vere vie di riferimento…</p>
<p>Tavola Bronzea (e molto altro). Con Luisa termino infine la visita ed esco, con un po&#8217; d&#8217;attenzione occorrono circa 3 ore. Una parte di me farebbe dietrofront e rientrerebbe subito, per ricominciare.</p>
<p>E’ stato un pomeriggio meraviglioso, da turista che esplora la propria città? Perché no? Quanta archeologia, in Liguria! Una visione d&#8217;insieme saprà indurre un marketing che finalmente ne faccia quasi un prodotto turistico a sé, dai Balzi Rossi a Luni?<br />
Poiché ormai rapidamente imbruniva, non restava che coccolarsi un po’ con una cioccolata calda al bar “Amleto”, dirimpetto al mare, luogo di cortesia e cose buone (dolci e salate). Chapeau.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Zuppa di mostardelline</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 21:20:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Entroterra di Genova (alta Valle Scrivia e Val Polcevera / Val Secca) utilizzando le parti meno nobili della carne da salame. Si aggiungono patate ecc. per ispessirla, altrimenti riesce più brodosa. Piatto unico (con crostini), da inverni rigidi, Ligucibario® lo preferisce senza soffritti, l&#8217;ha &#8220;sperimentato&#8221; a Serra Riccò (suppa co-e tie, cioè i nervetti del ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/zuppa-di-mostardelline/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Entroterra di Genova (alta Valle Scrivia e Val Polcevera / Val Secca) utilizzando le parti meno nobili della carne da salame. Si aggiungono patate ecc. per ispessirla, altrimenti riesce più brodosa. Piatto unico (con crostini), da inverni rigidi, Ligucibario® lo preferisce senza soffritti, l&#8217;ha &#8220;sperimentato&#8221; a Serra Riccò (suppa co-e tie, cioè i <span style="text-decoration: underline;">nervetti</span> del salame di Sant&#8217;Olcese&#8230;) * e gli abbina ad es. un Ormeasco di Pornassio DOC (uve dolcetto), servito a 18°C in tulipani a stelo medio&#8230;<br />
* lo recuperi anche in un vecchio ricettario &#8220;camerale&#8221; di Bruno Bini, edito da Sagep nel 2001<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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