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	<title>Ligucibario &#187; scuccusun</title>
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		<title>Fidelari</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:17:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Fidelari, ovvero una Corporazione di pastai (i pistores che producevano i fidei e i maccheroni) sorta a Genova nel 1574, anche “sulla scia” di quel che stava avvenendo a Napoli coi vermicellari (a Savona un&#8217;aggregazione analoga sorse nel 1577). Questa tipologia di sodalizi di mestiere “ascende” peraltro alla Firenze di due secoli prima, coi “lasagnari” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fidelari/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fidelari, ovvero una Corporazione di pastai (i pistores che producevano i fidei e i maccheroni) sorta a Genova nel 1574, anche “sulla scia” di quel che stava avvenendo a Napoli coi vermicellari (a Savona un&#8217;aggregazione analoga sorse nel 1577).<br />
Questa tipologia di sodalizi di mestiere “ascende” peraltro alla Firenze di due secoli prima, coi “lasagnari” che riunivano panificatori e pastai.<br />
Genova, che aveva rapporti con l’Asia, fu con la Sicilia che ospitava il geografo arabo Al-Idrisi l’area ove, sin dal XII secolo (si veda l’Ordo Cocariae episcopi Ianuensis) attecchì la cultura della pasta – conservabile &#8211; proveniente dal mondo arabo (scuccusun si lega non a caso a cuscus…), e nulla c’entra Marco Polo, come ho precisato anche in un video realizzato per il Comune di Genova.<br />
Si trattava infatti di un business dalle notevoli potenzialità, in varie direzioni, che una Repubblica centrata sul porto e protesa al dominio mercantile non poteva trascurare (Ianuensis ergo mercator).<br />
La proto-pasta, già sottile, era sovente proposta con un condimento pestato nel mortaio, ma non era l’attuale pesto di basilico che condisce i mandilli de saea.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Minestra con le ortiche</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 08:18:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Minestra con le ortiche&#8230;, ne ricordo anzitutto una gustata nel Sanremese, ma non esiste &#8211; come sempre &#8211; una ricetta “unica” ed assoluta: rosolare nell’olio extravergine un classico trito di cipolla, sedano, carote, unire patate di qualità (volendo, la Liguria ha diverse varietà) tagliate a dadini, e in una pentola &#8211; aggiungendo sale q.b. &#8211; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestra-con-le-ortiche/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Minestra con le ortiche&#8230;, ne ricordo anzitutto una gustata nel Sanremese, ma non esiste &#8211; come sempre &#8211; una ricetta “unica” ed assoluta: rosolare nell’olio extravergine un classico trito di cipolla, sedano, carote, unire patate di qualità (volendo, la Liguria ha diverse varietà) tagliate a dadini, e in una pentola &#8211; aggiungendo sale q.b. &#8211; bollire il tutto una mezz’ora, senza fretta, quindi buttare una pasta ad es. di formati tradizionali quali brichetti o scuccusun, aggiungere ortiche ben pulite e anch’esse tritate, e terminare la cottura per circa 5 minuti, infine fuori fuoco una spolverata di prezzemolo (o altra erba aromatica) e aglio bianco spellato e tritato, prima di servire la minestra ben calda. Rifinire con pecorino grattugiato di fresco… <strong>Ligucibario®</strong> abbina a questo bel piatto antico e rurale ad es. un Vermentino, servito a 11°C in tulipani a stelo alto</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Genova e Liguria, i cibi &#8220;internazionali&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 08:53:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Genova e Liguria, i cibi &#8220;internazionali&#8221; Etno-gastronomia, un neologismo che piace. In effetti, che la cucina racconti la storia culturale di un popolo è acquisizione che ha preso piede in Italia dai tempi di “Gino” Veronelli e degli illuminati suoi pari, 50-60 anni fa, animando ricerche e dibattiti… In Liguria, fatte salve alcune pagine del ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-e-liguria-i-cibi-internazionali/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/DSCN3063.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20117" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/DSCN3063-225x300.jpg" alt="DSCN3063" width="225" height="300" /></a></em></p>
<p>Genova e Liguria, i cibi &#8220;internazionali&#8221;</p>
<p><em>Etno-gastronomia</em>, un neologismo che piace.<br />
In effetti, che la cucina racconti la storia culturale di un popolo è acquisizione che ha preso piede in Italia dai tempi di “Gino” <strong>Veronelli</strong> e degli illuminati suoi pari, 50-60 anni fa, animando ricerche e dibattiti… In Liguria, fatte salve alcune pagine del Professor Rebora, poco si è prodotto.<br />
Cucina come “convivio” tra genti: una comunità si nutre di quel che coltiva, rielabora, produce, ma anche di quel che acquista e apprende, e pare davvero superfluo sottolineare come la cucina genovese (ivi incluse le sue progressive “irradiazioni”) s’appoggi diacronicamente a <strong>Piazza Caricamento</strong>, luogo in cui affluiva ogni tipo di merce, talora top di gamma. La Superba, dominando le tratte mercantili, pian piano fu tale anche a tavola (pur senza mai barattare le frugalità col kitsch), si pensi alle <strong>frutta candite</strong> di cui siamo debitori al mondo arabo, al fastoso <strong>tacchino alla storiona</strong> (ricetta forse “giunta” dalla Stiria), finanche poi al <strong>cappon magro</strong>, che ha monumentalità quasi barocca rispetto ai piatti liguri più consueti…<br />
Rotte, commerci, un <em>genius loci</em> che si svela al cospetto degli altri. V’è dunque una ricca famiglia di ingredienti, piatti o tradizioni che Genova e la Liguria mutuano da un altrove, o – per così dire &#8211; con un altrove spartiscono. Pietanze “comparate”, così mi piacerebbe intitolare un corso universitario, modificando ogni anno – beninteso &#8211; la parte monografica.<br />
Salirebbero così al proscenio anzitutto sua maestà <strong>il pesto</strong>, che oltre il confine di Ventimiglia in parte s’affratella al pistou.<br />
La salsa <strong>agliata</strong>, energia mediterranea, e nutraceutica, affine all’aioli, così come l’<strong>acciugata</strong> (da non confondere col m a c h e t t o) lo è all’anchoyade.<br />
Il <strong>marò</strong>, che svela un lemma forse arabo, salsa al mortaio che non a caso impiega la menta e che non a caso s’accompagna (a Ponente) alla capra.<br />
La <strong>bottarga</strong>, botarikh è l’ovario, ed il <strong>musciamme</strong>, mushamma’, ovvero filettini di pesce essiccato (un tempo era anche delfino), sorta di soppressa ittica piuttosto soda.<br />
Le varie preparazioni in <strong>scabeccio</strong> (carpione), ancora una volta dall’arabo sikbag.<br />
La <strong>farinata</strong> di ceci, ovvero la socca, la bela cauda, la cecìna, la calentita, street food che attraversa Paesi e continenti&#8230;<br />
La <strong>piscialandrea</strong>, dal francese pissaladière (certo non da Andrea Doria), ovvero “torta” che fa uso di pesciolini salati.<br />
Lo <strong>scuccusùn</strong>, ed è qui sin troppo chiara l’assonanza con uno dei piatti più importanti e “rituali” dell’area nostra dirimpettaia, anzitutto il Maghreb.<br />
Il <strong>brandacujùn</strong>, attiguo alla brandade de morue, io lo prediligo di stoccafisso (più ligure?), non di baccalà (più francese?). Il <strong>ciuppin</strong>, zuppa di pesce che fa da “ponte” verso San Francisco in California. La <strong>buridda</strong>, di seppie ma non solo, il nostro stufato di mare più corposo, ed i gourmet sanno che il bourride di Provenza e Linguadoca rivaleggia con la bouillabaisse marsigliese.<br />
La <strong>cima</strong>, non lontana dalla poitrine de veau farcie, petto di vitello farcito, e poi cotto al forno.<br />
Le <strong>trippe</strong>, e qui si potrebbe organizzare un lungo tour non solo italiano tra interiora e fratteglie leggendo il mio “Il quarto numero cinque. Trippe, busecca, lampredotto…Storia e ricette”, ed. De Ferrari, Genova, 2014.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/DSCN4460.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20118" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/01/DSCN4460-300x225.jpg" alt="DSCN4460" width="300" height="225" /></a>La <strong>rattatuia</strong>, ovvero la ratatouille.<br />
Il <strong>pan di spagna</strong>, che tutto il mondo chiama significativamente pâte génoise, omaggiando quel Giovanni Cabona da Crocefieschi che la ideò, elegante e soffice, giunto coi Pallavicini alla corte di Spagna. Il <strong>pandolce</strong>, che suona “genoa cake” all over the world (sia lode all’anice). I biscotti di <strong>Garibaldi</strong>, gallette croccanti, con uvetta, molto diffuse da Newcastle a Londra, nate in onore di una visita dell’Eroe dei due mondi in Inghilterra (1854). La <strong>cubaita</strong>, dall’arabo qubbat, mandorle e altra frutta secca (secondo disponibilità) legate con miele dentro due cialde sottilissime. E le<strong> s-ciumette</strong>, albumi che la cucina francese – ça va sans dire &#8211; sa nobilitare col nome di îles flottantes…<br />
Lascio alla tua curiosità, amico lettore, l’onere di cliccare sui link che per ogni voce in elenco ti condurranno verso il mio “<strong>alfabeto del gusto</strong>”, un forziere di circa 1.100 lemmi (forse già lo consulti) nel quale è raccontata (vent&#8217;anni di lavoro) tutta intera l’enogastronomia ligure. Pardon, l’etno-gastronomia…<br />
Buon appetito!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liguria, la lingua araba in cucina</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 17:57:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Liguria, la lingua araba in cucina Il 18 dicembre ricorre, istituita dall’UNESCO, la “Giornata internazionale della lingua araba”. Non è Ligucibario® la sede dove “percorrere” elencativamente tutti i territori in cui viene parlata, anche come conseguenza di quell’espansione, in progressive ondate, che, sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto, finì poi col lasciare ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liguria-la-lingua-araba-in-cucina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20063" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN0892.jpg"><img class="size-medium wp-image-20063" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/12/DSCN0892-300x225.jpg" alt="bottarga di muggine" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">bottarga di muggine</p></div>
<p>Liguria, la lingua araba in cucina</p>
<p>Il <strong>18 dicembre</strong> ricorre, istituita dall’UNESCO, la “Giornata internazionale della lingua araba”. Non è Ligucibario® la sede dove “percorrere” elencativamente tutti i territori in cui viene parlata, anche come conseguenza di quell’espansione, in progressive ondate, che, sin dal VII secolo e dal proselitismo di Maometto, finì poi col lasciare tracce profonde anche in talune aree europee, si pensi in primis, ad esempio, a <strong>Sicilia e Spagna</strong> (e &#8211; dunque non a caso &#8211; ad alcune loro ricette…).</p>
<p>Per me che da molto tempo mi occupo di storia dell’alimentazione, e in particolare di enogastronomia mediterranea, il “vocabolario” arabo è – e non potrebbe non essere &#8211; un forziere di connessioni alla tradizione culinaria della Liguria. Numerosi i lemmi, difatti, da cui “originano” ricette della mia regione, testimoniando &#8211; ancora una volta &#8211; influssi, scambi di conoscenza, commerci tra sponde…</p>
<p>Scorriamo dunque, e con gusto, i principali.</p>
<p><strong>Ardiciocca</strong> (carciofo) proviene da <em>(al) harshufa</em>, <strong>bottarga</strong> da <em>batarih</em> (ovario), <strong>bricoccalo</strong> (albicocca) da <em>al-barquq</em> (e i <strong>miscimin</strong> da <em>mishmish</em>, che ricorre in un arguto modo di dire), <strong>pateca</strong> (anguria e dintorni) da <em>battiha</em>, <strong>scabeccio</strong> (carpione, saòr, marinatura) da <em>iskebeg</em>, <strong>sciorbetto</strong> (sorbetto/mantecato) da <em>sherbet/sharbat</em> (via Turchia), <strong>scuccusun</strong> (pastina gragnuola) da <em>couscous</em>, <strong>zembi</strong> (ravioli, di pesce) da <em>zembil </em>(canestro di foglie intrecciate tipico ad es. dei pescatori tunisini)…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Pristi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 19:55:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pasta casereccia dura, da minestre “povere”, tagliuzzata in grumetti col coltello, entroterra savonese. Antica, ha nell’impasto le uova, assenti sia nello scuccussù che nei fregamai (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto le relative voci). Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pristi/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pasta casereccia dura, da minestre “povere”, tagliuzzata in grumetti col coltello, entroterra savonese. Antica, ha nell’impasto le uova, assenti sia nello <a title="Scucussùn" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scucussun/">scuccussù</a> che nei <a title="Fregamài" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fregamai/">fregamai</a> (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto le relative voci).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Minestrone all’onegliese</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 20:26:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Ricettario Carli, irrobustito da lardo e pancetta&#8230;<br />
In verità potrebbe raccontare una storia più &#8220;primitiva&#8221;, poiché era davvero piatto unico e realizzato con quel che c&#8217;era (anche scampando alle incursioni piratesche frequenti a ponente), tentando di profumarlo col basilico. Niente pasta (mentre Genova si sbizzarrisce con brichetti, scuccusun&#8230;), bensì pane raffermo tostato in forno&#8230; Era un piatto salubre, col filo d&#8217;evo a crudo, e che il giorno dopo non peggiorava affatto!<br />
Se il tema ti affascina, sia come sia sappi che &#8211; sebbene come sempre una ricetta unica ed assoluta non esista &#8211; un buon minestrone alla ligure o alla genovese richiede comunque alcune &#8220;linee-guida&#8221;, sempre le stesse: cottura a fuoco lento, magari arricchita da una crosta di Parmigiano, mai dadi da brodo, e personalmente aborro il soffritto&#8230;<br />
Quanto all&#8217;abbinamento enologico, in questi casi Ligucibario® abbina un Vermentino della DOC riviera di ponente, servito a 11°C in tulipani a stelo alto&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/minestrone-allonegliese/">Minestrone all’onegliese</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Scuccusun</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 11:29:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Scuccusun &#8211; o scucuzzun o scucuzzu o scucuzun o scucuzzù&#8230; &#8211; è una “gragnuola” da minestrone, un tempo casalinga, la parola scucussùn (ma come noto la grafia varia) si lega a cous-cous (fra l&#8217;altro gli abitanti di Genova-Pegli nel ‘500 “colonizzarono” Tabarca in Tunisia  * per pescarvi tonni e corallo) e il tipo di pasta ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scucussun/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/scucussun/">Scuccusun</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scuccusun &#8211; o scucuzzun o scucuzzu o scucuzun o scucuzzù&#8230; &#8211; è una “gragnuola” da minestrone, un tempo casalinga, la parola scucussùn (ma come noto la grafia varia) si lega a cous-cous (fra l&#8217;altro gli abitanti di Genova-Pegli nel ‘500 “colonizzarono” Tabarca in Tunisia  * per pescarvi tonni e corallo) e il tipo di pasta è prodotto specificamente anche a Trapani. Echi poi da Sardegna e Toscana. L’impasto assembla semola, acqua, sale e <b><i>oggi</i></b> – sottolineo oggi &#8211; anche uovo, da cui si ricaveranno a mano minuscole sferette, e riposa sotto un panno umido. E’ somigliante ai fregamai, ai pristi ed ai minietti&#8230;</p>
<p>* la cucina tunisina, non a caso, propone bottarga, musciamme, pesci in salamoia, orata al forno, dolci mandorlati… Sul tema Tabarca e Carloforte leggimi più estesamente, sempre qui su Ligucibario®, al link <a href="https://www.ligucibario.com/tabarca-carloforte-ricettario-genova-tunisia-sardegna/">https://www.ligucibario.com/tabarca-carloforte-ricettario-genova-tunisia-sardegna/</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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