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	<title>Ligucibario &#187; salumificio Giacobbe</title>
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		<title>Gita a Sassello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 14:15:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18561" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377-300x225.jpg" alt="DSCN1377" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Gita a Sassello</p>
<p>Lungo la strada 334 percorsa anche dalle autocorriere di linea, a metà viaggio fra la Riviera di ponente albisolese e il Piemonte già &#8220;strong&#8221; di Acqui Terme (con ricettari e Brachetto DOCG d&#8217;eccezione), <strong>Sassello</strong> &#8211; nel 1999 prima bandiera arancione d&#8217;Italia &#8211; vanta un contesto paesaggistico estremamente ampio, che in Liguria quasi non t&#8217;aspetti, foreste corsi d&#8217;acqua zone prative pascoli vette escursionistiche, un mix di risorse etno-ambientali che il <strong>Geoparco Unesco del Beigua</strong> contribuisce a tutelare e promuovere. Trekking, biking, ippoturismo, esperienzialità, Sassello &#8211; a 400 m sul livello del mare &#8211; è perfetta per una fruizione outdoor in piena libertà, tra i &#8220;valichi&#8221; del Faiallo e del Giovo. Il <strong>mulino antico</strong>, che tuttora grazie alle acque del torrente Sbruggia molisce &#8211; beninteso a pietra &#8211; cereali antichi locali, e i 2 <strong>birrifici artigianali</strong> (l&#8217;Altavia con orzo e luppolo propri, ed Elissor (1)) restituiscono al turista gourmet e all&#8217;ospite una prima dimensione dell&#8217;ambiente geostorico e culturale che caratterizza tutto il territorio. Io, anche per lavoro, lo frequento con assiduità, di solito optando per i validissimi agriturismi.<br />
La località ha uno charme realmente patrizio, grazie ai numerosi edifici e dimore che con eleganza punteggiano il centro storico e la quieta via Zunini. Un fornitissimo <strong>IAT</strong> sorge proprio all&#8217;imbocco del paese, presso <strong>palazzo Gervino</strong>, dirimpetto &#8211; last not least! &#8211; al <strong>bar-gelateria &#8220;Gina&#8221;</strong>, dove Giuliano propone gusti ora classici ora creativi, e alcune creme (fra cui quella al canestrello) che creano dipendenza. Lungo le vie e i carruggi, poi, alcuni riusciti pannelli invitano ad esplorare Sassello coi sensi (&#8220;Feel Sassello&#8221;), a passeggiarne i dintorni, a scoprire chiese (San Giovanni!), ad individuarne le diverse anime e suggestioni. Imperdibile, in tal senso, <strong>l&#8217;annuale infiorata del Corpus Domini</strong>, che ricopre di petali &#8211; e colori &#8211; tutta la pavimentazione cittadina.<br />
Ma i gastronauti e i foodtrotters v&#8217;incontrano i pregiati <strong>funghi</strong> di castagno e rovere (in stagione la raccolta impone il tesserino!), le carni, i formaggi, il miele, i frutti di bosco, <strong>la mitica testa in cassetta del salumificio Giacobbe</strong> (gentilissima colei che l&#8217;affetta per i miei picnic sù a Palazzo Bellavista, dentro <strong>la foresta della Deiva</strong>), e &#8211; come dimenticarsene? &#8211; i celeberrimi <strong>amaretti</strong>, piccoli tondi dolci &#8211; morbidi e con una nota amarognola &#8211; a base di pasta di mandorle dolci, zucchero, albume e armelline (sono i semi nel nocciolo di albicocca e pesca). Io li abbino a passiti a bacca bianca, ma rievocano i riti del rosolio e del thé, pasticceria secca, pastafrolle, savarin da credenza&#8230; Oggi scatole policrome e tuttavia dall&#8217;aspetto un po&#8217; vintage ne fanno un cadeau &#8211; per gli altri ma anche per sé&#8230; &#8211; sempre gradito, perché gli amaretti raccontano Sassello e la passione di un made in Italy ancora fieramente artigianale. Se ne officia puntualmente il rito in occasione della &#8220;festa dell’amaretto&#8221;, che quest’anno cadrà domenica 15 settembre; ma i visitatori più curiosi potranno anche approfondirne le origini grazie ad una sezione dedicata internamente (verificare sempre giorni e orari di apertura) al <strong>Museo Perrando</strong>, in via dei Perrando 33, struttura che conserva anche reperti archeologici, dipinti e ceramiche.<br />
Io, da parte mia, ringrazio Emanuela Chellini che mi ha fatto dono dei diversi amaretti prodotti da &#8220;<strong>La Sassellese</strong>&#8220;, che ho trovato fragranti e bilanciati, e che ho persino sgretolato &#8211; come al solito inseguendo contrasti &#8211; su un carpaccio di ricciola con agrumi&#8230;<br />
Se la lettura vi ha suscitato appetito, a Sassello e dintorni non vi mancheranno le occasioni. A me piace l&#8217;attivissimo <strong>Palazzo Sàlsole</strong> in piazza Concezione 1, dove patròn Michele propone una cucina tradizionale (verdure ripiene, minestrone con scucuzùn, brandade di stoccafisso, coniglio&#8230;) con alcuni tocchi reinterpretativi e con alcuni doverosi omaggi al vicino Piemonte (bagna cauda, bunèt&#8230;). Il locale, raccolto e romantico e con alcuni tavoli all&#8217;aperto, si sviluppa su più piani, e s&#8217;affaccia sul cuore del paese e sul municipio. Rassicurante anche la proposta enologica, con etichette liguri (dalla <strong>Lumassina di Sancio</strong> al <strong>Dolceacqua DOC di Foresti</strong>), piemontesi, ed alcune incursioni nazionali sagaci, sempre proposte con ragionevoli ricarichi. Ma mi piace anche l&#8217;ex pizzeria <strong>&#8220;I monelli&#8221;, in frazione Palo</strong>, che &#8211; quando ritorno dall&#8217;Alta Via di <strong>Prariondo</strong> o dalla dolce e boscosa salita al monte Avzé &#8211; con la nuova gestione mi lusinga con ravioli di borragine conditi con burro fuso, salvia e pinoli tostati, tartare di fassona, finanche fritto di pescato con verdure&#8230;<br />
Infine, <strong>gli amanti della pizza</strong> potranno sedere &#8211; ma suggerisco sempre la prenotazione &#8211; sia al centralissimo &#8220;Pizza e fichi&#8221; di via Roma 3, che sforna cornicione alto e soffice alla napoletana, sia (a 2 minuti d&#8217;auto dal downtown) al &#8220;San Giovanni&#8221; lungo l&#8217;omonima salita, che peraltro non è solo pizzeria e propone &#8211; a puro titolo d&#8217;esempio &#8211; anche notevoli carni alla brace.<br />
Amici lettori, state caricando le valigie in auto per un weekend via dalla pazza folla?<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
(1) Luisa Puppo, vera esperta di birre, potrebbe dettagliarvi la filosofia e lo stile brassicolo dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, ma nel suo teku scende tendenzialmente la &#8220;<strong>Winja n 25</strong>&#8221; di Elissor e nel mio la &#8220;Monte Rama&#8221; di Altavia. De gustibus&#8230;è un motto che vale anche a livello coniugale</p>
<div id="attachment_18562" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/umberto-curti.jpg"><img class="size-medium wp-image-18562" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti</p></div>
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