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	<title>Ligucibario &#187; salesiani</title>
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		<title>Alfredo Curti nel Mato Grosso</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2025 12:51:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26141" style="width: 290px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/ALFREDO_CURTI.jpg"><img class="size-medium wp-image-26141" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/ALFREDO_CURTI-280x300.jpg" alt="il genovese alfredo curti fra gli indios durante le riprese del docufilm &quot;I misteri del mato grosso&quot;" width="280" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il genovese alfredo curti fra gli indios durante le riprese del docufilm &#8220;I misteri del mato grosso&#8221;</p></div>
<p>Ho partecipato ad un evento che <strong>il MEI (Museo nazionale dell’emigrazione italiana) di Genova</strong> ha posto in essere per celebrare il proprio terzo compleanno. La struttura beneficia di una sede d’elezione, l’affascinante Commenda di San Giovanni di Prè, che risale al XII secolo e dal Cinquecento si innalza su 3 livelli. La Commenda in sé non fu una chiesa (lo rivelano le architetture), bensì un luogo ad un passo dal mare dove caso per caso pellegrini, soldati, bisognosi e viandanti potevano ricoverarsi. Il sole e la brezza marina che scaldavano e aeravano il loggiato la rendevano verosimilmente un rifugio ospitale. Fu voluta da un ordine cavalleresco (di San Giovanni) in piena epoca di crociate. Da metà Ottocento, poi, si trovò in perfetta posizione mediana tra il porto, scalo di merci e di destini, e la stazione ferroviaria di Principe (la ferrovia per Torino fu inaugurata nel 1853).</p>
<p>L’addetta alla visita, accompagnandoci lungo i diversi spazi museali, ci ha sintetizzato anzitutto<strong> le ondate migratorie che dall’Italia e da Genova interessarono via via il Brasile, l’Argentina, gli Stati Uniti</strong>, deflagrando a fine Ottocento, nonché quella che durante il fascismo condusse non pochi italiani anche nelle “colonie” africane. Tematiche sempre attuali, e a me alquanto note.</p>
<p>L’emigrazione, come risaputo, fu fenomeno ampio e variegato, che mescolò speranze e tragedie, successi e sofferenze, e di cui ci rimane moltissimo materiale (immagini, epistolari, oggetti…). Personalmente, sono figlio di un “viaggiatore” (che tuttavia per gran parte della vita svolse la professione di rappresentante farmaceutico…) il quale all’inizio degli anni ’50 del Novecento girò <strong>un apprezzato docufilm presso alcune tribù del Mato Grosso, fra cui i Carajà, i Kalapalo ed i temutissimi Xavante</strong>. Su Alfredo Curti, questo il nome di mio padre, nato a Sampierdarena (al tempo Comune autonomo) nel 1915, è fruibile <a title="alfredo curti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Curti" target="_blank">una documentata voce anche su Wikipedia</a>, la quale non omette neppure alcuni eventi rievocativi di una certa portata che l’hanno riguardato post mortem (2005-2006…).</p>
<p>Di fatto, grazie a quel che mio padre realizzò in Brasile, mi trovo a possedere 1)il docufilm di cui sopra (“I misteri del Mato Grosso”, titolo originale Rio das Mortes, durata circa 70 minuti), 2)il dattiloscritto (inedito) con cui egli ripercorreva i fatti, 3)alcune notevoli fotografie e documentazioni del tempo, 4)ed infine la mia tesi di laurea, discussa nel 1995 col prof. Francesco Surdich, noto docente di “storia delle esplorazioni geografiche”, la quale investigava il ruolo (non solo evangelizzatore…) dei <strong>Padri Salesiani, anzitutto da Don Balzola a Don Colbacchini</strong>, proprio circa la conoscenza del Mato Grosso.</p>
<p>Poiché non ho figli né eredi di alcun genere, mi duole pensare che tutto questo materiale “termini” per così dire con me dentro una tomba, non scampi ad un ingiustificato e definitivo oblio, e dunque mi domando – <strong>poiché in spirito di servizio e in memoria di mio padre volentieri ne farei dono</strong> – se esso possa rivestire un qualche interesse per il MEI di Genova o in subordine per qualche analoga istituzione culturale. Fra l’altro, sono certo che anche dal punto di vista editoriale l’aggregazione dello scritto di mio padre con la mia tesi di laurea costituirebbe (con un minimo di editing che attualizzasse e cucisse le parti) un’opera altamente significativa e godibile, e addirittura un cofanetto completabile da dvd…</p>
<p>Non so fino a che punto l’auspicio possa tramutarsi in realtà. Sia come sia, v’è qualcuno anzitutto a Genova con cui io possa parlarne?<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>I Liguri nel mondo &#8220;spersi&#8221; (1)</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 09:47:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25099" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN2245-Copia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25099" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN2245-Copia-300x212.jpg" alt="il porto di genova" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">il porto di genova</p></div>
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<p>I Liguri nel mondo &#8220;spersi&#8221;&#8230; (<a title="liguri nel mondo" href="https://www.ligucibario.com/i-liguri-nel-mondo-spersi-2/" target="_blank">a questo link la seconda puntata</a>)</p>
<p>La Liguria ha una significativa “tradizione” di esploratori, geografi e studiosi <em>lato sensu</em>, da Colombo (col sodale Michele da Cuneo) a Leon Pancaldo * …, tradizione che si protrae anche in tempi a noi più vicini (Viviani, Isssel, Rovereto, Boccardo…), ed anche i fenomeni insediativi e migratori l’hanno lungamente connessa all’altrove, in primis al continente americano, <strong>quasi sempre tramite il porto di Genova</strong>. Si può dire che pressoché ogni famiglia ligure abbia antenati che migrarono per cercare lavoro. E alcuni di essi divennero, come noto, particolarmente famosi.</p>
<h2>Liguri nel mondo spersi: da Tabarca a Gibilterra</h2>
<p>Circa i Liguri nel mondo &#8220;spersi&#8221;, se molto nota e indagata è la vicenda di Tabarca e Carloforte, anche i genovesi di Gibilterra (italogibilterrini) sono una comunità radicata ormai da secoli, formata da discendenti di genovesi e liguri che avevano scelto Gibilterra a fini di commercio e di pesca d’altura. Nel censimento del 1753 i genovesi erano il gruppo più numeroso di popolazione civile di Gibilterra e il genovese l&#8217;idioma più parlato. Alla fine dell&#8217;Ottocento la comunità iniziò a non usare più il genovese, preferendogli il llanito (un misto, creolo di andaluso e inglese, che tuttavia contiene circa 700 parole prese dal ligure). Di tali vicende linguistiche si è occupato come sempre brillantemente il compianto Fiorenzo Toso. Attualmente la popolazione civile di Gibilterra con cognomi genovesi (o italiani) si aggira ancora intorno al 20% del totale…</p>
<h2>Liguri nel mondo spersi tra Vecchio e Nuovo Mondo</h2>
<p>Quanto a vicende &#8220;singole&#8221;, l’imperiese Bartolomeo Bossi, instancabile giornalista e botanico, appena sedicenne partì nel 1832 per Montevideo, percorrendo poi la Patagonia, il Mato Grosso…<br />
Savonesi o legati a Savona furono Battista Nano (attivo in Perù), Domenico Noberasco, Giuseppe Lamberti, Onorato Oddera di cui ben poco si conosce, il paleontologo Don Gerolamo Lavagna (Argentina), lo zoologo Armando David…<br />
Carcarese fu il missionario e orientalista Giuseppe Sapeto.<br />
Il capitano Giovanni Battista Cerruti (1850-1914) era varazzino (viaggiò davvero ovunque, dall’Argentina a Singapore…), come Lanzerotto Malocello scopritore delle Canarie, Don Stefano Testa, Marcantonio Carattino (1687?), Simone Canepa (1878-1919) che prese parte alla spedizione della “Stella polare”&#8230;<br />
Genovesi furono Vadino e Ugolino Vivaldi, Antoniotto Usodimare, e di Voltri i cugini Enrico e Luigi Maria d’Albertis…<br />
Chiavarese fu Giambattista Scala (1817-1876), che viaggiò in Asia ed Africa&#8230;<br />
Spezzino infine Giacomo Doria…<br />
Nel corso del 2024 Genova (che ospita il MEI e la Sala Lunardi) ha dato vita ad un gemellaggio con Santos in Brasile, dentro una cornice di turismo delle radici, del ritorno, della bilateralità, che ovviamente include anche le rispettive gastronomie (e ad es. circa la fugazzeta argentina puoi leggermi <a title="umberto curti la fugazzeta" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/fugazzeta/" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Favale di Malvaro, a propria volta, ospita un “Museo dell’emigrante”, per le note vicende legate ad Amadeo Peter Giannini, l’illuminato banchiere (Banca d&#8217;America e d&#8217;Italia) i cui genitori erano proprio di Favale. Inoltre, partirono dalla Fontanabuona verso l’America sia Suor Blandina (Rosa Maria Segale), nata a Cicagna nel 1850, sia Natalina Garaventa &#8211; madre di Frank Sinatra – nata a Rossi di Lumarzo nel 1896…<br />
Genova non a caso è sede della Fondazione Casa America, e sodalizi quali l’Associazione Liguri nel mondo o congregazioni quali i Salesiani (alle cui attività nel Mato Grosso dedicai una vita fa la tesi di laurea) rappresentano altri soggetti molto dinamici e presso i quali attingere quantomeno notizie e documentazioni.<br />
* si vedano ad es. Furio Ciciliot, “Da Magellano a Buenos Aires”; F. Surdich, “Gli esploratori genovesi del periodo medievale” in MSE I, 1975, pp. 9-117…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/i-liguri-nel-mondo-spersi-1/">I Liguri nel mondo &#8220;spersi&#8221; (1)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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