<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; rifkin</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/rifkin/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 14:00:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Guerre puniche e formazione &#8220;moderna&#8221;</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 14:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[bauman]]></category>
		<category><![CDATA[buona scuola]]></category>
		<category><![CDATA[formazione moderna]]></category>
		<category><![CDATA[l'era dell'accesso]]></category>
		<category><![CDATA[marketing turistico]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[psicografie]]></category>
		<category><![CDATA[rifkin]]></category>
		<category><![CDATA[società liquida]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=20701</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ho seguito i giorni scorsi, davvero senza entusiasmo, la “querelle” prodotta da una dichiarazione del ministro Cingolani, secondo il quale al Paese occorre più cultura tecnica, implicitamente – vien da pensare – a scapito di quella umanistica. Alquanto infelice, poi, l’argomento “vogliamo studiare 4 volte le guerre puniche o impartire una formazione più moderna?” Molti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/">Guerre puniche e formazione &#8220;moderna&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/12/20190927_182733.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20702" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/12/20190927_182733-300x168.jpg" alt="20190927_182733" width="300" height="168" /></a>Ho seguito i giorni scorsi, davvero senza entusiasmo, la “querelle” prodotta da una dichiarazione del ministro Cingolani, secondo il quale al Paese occorre più cultura tecnica, implicitamente – vien da pensare – a scapito di quella umanistica. Alquanto infelice, poi, l’argomento “<strong>vogliamo studiare 4 volte le guerre puniche o impartire una formazione più moderna?</strong>”<br />
Molti ovviamente gli hanno subito controribattuto, e ho apprezzato in modo particolare il geologo Mario Tozzi, che non a caso è un ambientalista autentico, e davvero si spende, anche sui media, in difesa di questo nostro pianeta bellissimo e sventurato.<br />
Peraltro questa “frattura”, su cui ci si è scontrati, periodicamente riemerge. Ma come gli antichi ritenevano la cultura greca e quella latina due fiumi per così dire necessari onde giungere ad un&#8217;unica foce, così un dissidio tra sviluppo tecnologico da un lato e scienze umane o sociali dall’altro non ha oggi &#8211; come ieri &#8211; alcuna ragion d’essere.<br />
Io mi occupo da tanti anni di marketing (in specie turistico), e posso assicurare che la mia quotidianità professionale poggia – contemporaneamente – su numeri e statistiche cartesianissimi tanto quanto su indagini sociologiche e psicografie comportamentali.<br />
Aldilà delle attitudini e degli orientamenti individuali dei giovani, che persino le figure genitoriali sono a mio avviso tenute il più possibile a rispettare e assecondare (l’alternativa sarebbe infatti forzarli e costringerli), il nodo apparentemente gordiano svela una ben diversa emergenza. Che poi <strong>in Italia sarebbe quella, rieccola, della “buona scuola” e, last not least, della buona formazione</strong>.<br />
Se tali realtà operassero al meglio e, quand’opportuno, sapessero anche dialogare tra loro, quanto sopra diverrebbe chiacchiera da bar.<br />
L’era dell’accesso e la società liquida in cui volenti o nolenti viviamo (<strong>cito Rifkin e Bauman</strong>) hanno infatti – malgrado le apparenze &#8211; costantemente bisogno della riflessione storica, per tornare all’esempio iniziale, perché non si dà società né civilizzazione senza che un “cittadino” venga messo nella condizione di acquisire, oltre ai know-how lavorativi/concreti, anche o in primis quei valori (conoscenza del proprio Paese e di sé, senso morale, spirito critico, gusto estetico…) che di fatto sostanzieranno il suo vivere comunitario.<br />
Mi pare fosse <strong>Pasolini</strong> a situare &#8211; guarda caso &#8211; una netta differenza tra sviluppo e progresso… Quanto sviluppo ormai non è progresso!<br />
Circa la scuola si sono spesi tsunami d’inchiostro e, nei decenni, investimenti d’ogni tipo, scoraggia – come si suol dire &#8211; ritrovarsi sovente daccapo, con milleduecento criticità irrisolte (i Lettori più autolesionisti leggano, se ancora non lo conoscono, A. Galdo, <em>Ultimi</em>, ed. Einaudi (Torino), 2016).<br />
Circa la formazione, settore che spesso mi vede all&#8217;opera, malgrado l’ampiezza della questione due sono tuttora  mio parere le priorità, tenendo presente che molta Italia si caratterizza per microimprese a gestione famigliare: che gli enti (talora emanazione di associazioni di categoria) via via realmente si specializzino su tematiche e figure professionali in uscita, costruendo staff e metodologie didattiche ad hoc. E che consolidino sul territorio forti relazioni col sistema d’aziende, che da un lato può accogliere i formandi in stage, dall’altro può a propria volta rivelare fabbisogni formativi specifici (management, networking, lingue straniere, web/social media marketing…).<br />
A dispetto della sintesi, presumo che ora anche il mio punto di vista sia chiaro. E davvero – malgrado io non sia tout court uno storico (bensì forse ormai un antropologo&#8230;) &#8211; non mi riesce di visualizzare il futuro che attenderebbe una nazione tutta affollata di digital manager e poco altro. Di un&#8217;umanità tutta china sui propri smartphone?<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/">Guerre puniche e formazione &#8220;moderna&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/guerre-puniche-e-formazione-moderna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
