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	<title>Ligucibario &#187; #PMDAY14</title>
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		<title>Il #PMDAY14: virtù e tradizioni della pasta madre</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2014 13:08:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15945" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793-300x225.jpg" alt="DSCN4793" width="300" height="225" /></a>E’ confortante questo ritorno di interesse verso forme di <strong>panificazione tradizional</strong>i, “slow”, rispettose della naturalità degli impasti. Viviamo purtroppo tempi frettolosi, che ci inducono a consumare prodotti industriali sempre meno autentici, a trascurare le informazioni in etichetta… Ecco il progressivo espandersi delle <strong>intolleranze alimentari</strong>, dei più vari disturbi, delle piccole-grandi abitudini errate che alla lunga nuocciono al nostro organismo. Pensare che i cibi potrebbero essere farmaci (è il principio della <strong>nutraceutica</strong>), in grado se non di curare certamente di prevenire molte patologie… La dieta mediterranea è un’espressione sempre sulla bocca di tutti, ma quanti la conoscono a fondo e davvero la praticano?<br />
Anche l’<strong>arte bianca</strong> (dal pane alla focaccia alla pizza) ha scontato <strong>anni turbolenti</strong>. Farine di dubbia provenienza, olio di sansa o strutto al posto dell’olio extravergine, lievitazioni accelerate dai cosiddetti – e da me aborriti – “miglioratori”. E poi lo scandalo delle mozzarelle di bufala, e tante altre criticità che vanno a colpire proprio gli ingredienti base delle nostre migliori ricette, quelle che hanno reso celebre il made in Italy enogastronomico…<br />
Mi trova dunque entusiasta quest’idea del “<a title="pasta madre day" href="https://riccardoastolfi.wordpress.com/pasta-madre-day-2014" target="_blank"><strong>pasta madre day</strong></a>”, celebrato il 31 maggio, una festa che spero induca anche una riflessione ampia circa l’arte della panificazione, sia essa a livello casalingo o commerciale, e circa l’urgenza di tutelare e promuovere senza compromessi chi opera correttamente e rispetta usi e tipicità.<br />
La <strong>pasta madre</strong> (detta anche lievito naturale, crescente…) non è altro che un pre-fermento, un pre-impasto. Per secoli e secoli, prima d’isolare e “comprendere” il lievito di birra – e poi a metà ‘800 di mettere a punto i baking – la pasta madre è stata il lievito acido, gelosamente custodito, con cui le donne realizzavano pani e altre golosità, che poi portavano a cuocere nei forni pubblici. Il <strong>pane di Altamura</strong> (BA), insignito della DOP, è un capolavoro preparato con farina di grano duro e pasta madre. Il <a title="Pandolce genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pandolce/" target="_blank"><strong>pandolce genovese</strong></a> più antico è ovviamente quello lievitato con pasta madre, mentre la versione più bassa – pur squisita – è una sorta di pastafrolla assai più recente. Le migliori ciabatte sono impasti contenenti biga, un altro importante pre-fermento. La baguette, il celeberrimo “bastone” da passeggio francese, perfetto con formaggi e affettati, si confeziona incorporando il poolish, un altro pre-fermento simile ad una biga liquida…</p>
<p>Queste lavorazioni conferiscono <strong>digeribilità</strong>, rendono i prodotti molto <strong>più conservabili</strong> (mentre il pane industriale già alla sera non è più gran cosa), e giovano alle <strong>caratteristiche organolettiche</strong> di consistenza, fragranza…</p>
<p>Certo, <strong>preparare la pasta madre</strong> (magari allenandosi prima con biga e poolish) ha senso se poi si utilizza con una certa frequenza, dato che richiede pazienza e attenzione. Il mio consiglio è quello di impiegare una <strong>farina integrale</strong>, magari macinata a pietra, e <strong>acqua minerale</strong> (quella del rubinetto è sovente troppo clorata). Come <strong>innesco</strong>, v’è chi privilegia il <strong>miele</strong>, chi lo <strong>yogurt</strong>, chi la <strong>mela</strong>, chi gli <strong>agrum</strong>i… La pasta madre sarà <strong>matura</strong>, dopo i canonici 15 giorni d’incubazione, se dopo un rinfresco raddoppia di volume in circa 4-6 ore (ad una temperatura di almeno 20°). L’odore caratteristico di yogurt, piacevole, è dato dai batteri lattici che sono più numerosi dei batteri acetici, la buona pasta madre propone infatti un’acidità di circa 4,5 pH, e una consistenza elastica ma non troppo appiccicosa.</p>
<p>Non allarmarti, fraterno lettore: il segreto, come sempre, è uno solo, è quello di provare e riprovare, di sperimentare il comportamento della materia prima mettendo alla prova le proprie capacità. L’impasto è infatti una creatura vivissima, soggetta a molte variabili, che chiede il nostro impegno e parla di noi.</p>
<p><strong>Buona pasta madre a tutti!</strong></p>
<p>Umberto Curti, Ligucibario®</p>
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