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	<title>Ligucibario &#187; panificazione</title>
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		<title>Gamba di ferro</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 09:10:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il &#8220;gamba di ferro&#8221; a Borzonasca (GE) è un grano tenero antico, così detto per la resistenza all’allettamento, ovvero all&#8217;inclinarsi del culmo per l&#8217;azione del vento. Si presta bene, specie ove mixato ad altre varietà, alla panificazione. I grani antichi sono quelli scampati agli stupri della mutagenesi radioattiva ecc. divenuti consueti (purtroppo) anche in Italia ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gamba-di-ferro/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;gamba di ferro&#8221; a Borzonasca (GE) è un grano tenero antico, così detto per la resistenza all’allettamento, ovvero all&#8217;inclinarsi del culmo per l&#8217;azione del vento. Si presta bene, specie ove mixato ad altre varietà, alla panificazione. I grani antichi sono quelli scampati agli stupri della mutagenesi radioattiva ecc. divenuti consueti (purtroppo) anche in Italia da metà anni &#8217;70 del secolo scorso&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Celiachie, intolleranze, gluten sensitivity</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2024 06:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Parte prima (a questo link la parte seconda) Ricorre in questi giorni la decima edizione della “Settimana nazionale della celiachia”. La storia dell’umanità &#8211; e della cerealicoltura &#8211; ci rivela alcuni fenomeni. Da caccia e raccolta, azioni basiche di sopravvivenza per procacciarsi selvaggina e frutti, l’umanità, come noto, è via via evoluta verso la coltivazione e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/celiachie-intolleranze-gluten-sensitivity/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/20190912_162812.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22715" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/20190912_162812-300x168.jpg" alt="20190912_162812" width="300" height="168" /></a></p>
<p><em><strong>Parte prima</strong></em></p>
<p>(<a title="celiachia, intolleranze, gluten sensitivity" href="https://www.ligucibario.com/celiachie-intolleranze-gluten-sensitivity-2/" target="_blank">a questo link</a> la parte seconda)</p>
<p>Ricorre in questi giorni la decima edizione della “Settimana nazionale della celiachia”.</p>
<p>La storia dell’umanità &#8211; e della cerealicoltura &#8211; ci rivela alcuni fenomeni. Da caccia e raccolta, azioni basiche di sopravvivenza per procacciarsi selvaggina e frutti, l’umanità, come noto, è via via evoluta verso la coltivazione e l’allevamento, e verso un tempo in cui la stanzialità indusse anche le prime urbanizzazioni * &#8230; Il “grano moderno”, che contiene più glutine rispetto alle “antiche varietà”, oggi ci nuoce perché la digestione, come forma di memoria biologica, non si è evoluta/adattata con la stessa velocità degli attuali trend agricoli? È qui la causa di intolleranze, celiachia e “indecifrabili” gluten sensitivity che conducono sempre più persone dal medico? La celiachia, ove non diagnosticata e trattata con l&#8217;eliminazione totale del glutine dalla dieta e quindi il ricorso a farine di mais, ceci, castagne, grano saraceno&#8230;, può &#8211; come noto &#8211; condurre a morte.</p>
<p>Si badi, le prime varietà di grano, avena, orzo e segale non erano comparabili alle attuali. La componente glutinica, la proteina derivante da gliadina e glutenina, era residuale. E il profilo degli aminoacidi si è modificato in maniera molto significativa. Infatti, le proteine hanno una &#8220;qualità&#8221; molto più bassa rispetto al passato.</p>
<p>Solo attraverso le &#8211; discutibili, invasive &#8211; prassi di selezione moderna (finalizzate a nanizzare le piante e ad ottenere maggiori rese e profitti…) il grano è cambiato. La ragione?: maggiore è la quantità di glutine nel cereale, “migliore” sarebbe – si dice &#8211; l’esito pratico della panificazione, in termini di struttura dei lievitati, ottenuta più rapidamente e facilmente. A ciò talora si aggiungano, purtroppo, le farine mutate geneticamente ** , i miglioratori enzimatici messi a disposizione dalla chimica, gli scadenti olii di sansa, i mille additivi, insomma tutte le worst practices contro cui Ligucibario® si è negli anni scagliato di continuo&#8230;</p>
<p>L&#8217;intolleranza al glutine è, come noto (e come vedremo anche in base ad una recente scoperta archeologica presso Cosa), il risultato anzitutto di una predisposizione genetica ma &#8211; in concreto &#8211; anche di fattori di pressione ambientale. Ovvero l&#8217;incidenza aumenta quando aumentano i consumi di glutine nella popolazione, e quando (sebbene alcuni pareri non concordino) si abbreviano i periodi di allattamento al seno del neonato e si introduce precocemente il glutine nella sua dieta. Premesso che una madre celiaca può serenamente allattare, l&#8217;allattamento è comunque una fase quanto mai preziosa per il neonato, che se possibile non ne andrebbe mai privato.</p>
<p>Oggi si ipotizza in un 15% la percentuale di persone che debbono astenersi o che, anche praticando &#8211; per così dire &#8211; l&#8217;autodiagnosi, decidono di astenersi dal glutine&#8230;</p>
<p>Nel 1600-1700, soprattutto nel Nord Europa, a causa dell&#8217;elevato tasso di abbandono infantile sappiamo che già dopo le prime settimane di vita si nutrivano i neonati non al seno materno o delle bàlie ma con pappe di pancotti di cereali, e questo <em>trend</em> si è mantenuto fino agli inizi del 1900. Con l&#8217;avvento pieno dell&#8217;industrializzazione e durante i periodi d&#8217;emergenza bellica, poi, la situazione peggiorò perché le donne, dovendo recarsi a lavorare negli opifici, non avevano il tempo materiale per allattare, perciò svezzavano i loro figli molto precocemente.</p>
<p>Durante i primi decenni del 1900 la coltivazione del grano (col duro soprattutto si pastifica e col tenero soprattutto si panifica *** ) ha surclassato tutte le altre coltivazioni diffuse in precedenza, tanto che alcune sono andate qui e là progressivamente &#8220;estinguendosi&#8221;: e se negli ultimi 40 anni il consumo di glutine è rimasto grosso modo stabile, si è ancora accorciato sensibilmente il periodo di allattamento al seno; verosimile che la sommatoria di tutti questi fattori abbia incrementato la frequenza delle patologie autoimmuni, forse anche perché le difese immunitarie, non essendo più chiamate di continuo a fronteggiare gravi infezioni, grazie al migliorato tenore di vita delle società benestanti, risultano destabilizzate e quindi più vulnerabili ad aggressioni di tipo allergico. Peraltro, è evidente in parallelo che il consumo di farine quasi sempre raffinatissime (la &#8217;00&#8217; e la &#8216;0&#8217;), anziché integrali o quantomeno semintegrali (la &#8216;2&#8217; e la &#8216;1&#8217;), introduca nell&#8217;organismo quasi soltanto amido e glutine, poiché la raffinazione industriale, a differenza di quella a pietra, priva purtroppo la materia prima di tutte le sue componenti importanti (fra cui germe, sali minerali, fibra)&#8230;</p>
<p>Secondo Guy Delespesse, docente all&#8217;Università di Montreal, dove dirige anche il Laboratorio di ricerca sulle allergie, esiste inoltre una (netta) correlazione inversa fra i livelli di igiene e l&#8217;incidenza di allergie e malattie autoimmuni. Nel senso che un contesto troppo &#8220;sterile&#8221; predispone alla patologia&#8230;<br />
* per approfondimenti si veda anche il mio, relativamente recente, &#8220;Il cibo in Liguria dalla preistoria all&#8217;età romana&#8221;, ed. De Ferrari, Genova<br />
** chi voglia risalire a monte della questione verifichi che è già del 1974 il brevetto ENEA circa il grano &#8220;creso&#8221;<br />
*** ma ad es. il celeberrimo, antico pane DOP di Altamura si impasta rigorosamente con grano duro&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>09 06, la focaccia genovese seduce Expo Milano 2015!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 15:34:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16523" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2015/06/009.jpg"><img class="size-medium wp-image-16523" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2015/06/009-300x225.jpg" alt="Interno dello Spazio Liguria a Expo Milano 2015" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Interno dello Spazio Liguria a Expo Milano 2015</p></div>
<p><strong>Martedì 9 giugno a partire dalle ore 14</strong> la focaccia genovese sarà protagonista dello Spazio Liguria del Padiglione Italia di Expo Milano 2015. <strong>Confcommercio Liguria</strong> <strong>porta infatti ad Expo l’arte bianca e i più tipici street food liguri.</strong> Oltre a classiche <strong>degustazioni di focaccia</strong> genovese (buone farine, olio extravergine, attenta lievitazione), accompagnate da un’apposita <strong>“Scheda di degustazione organolettica”, </strong>sarà presentata <strong>l’attività corsuale della Scuola di Panificazione e Gastronomia</strong> avviata con grande successo da Iscot Liguria – ente formativo di Ascom-Confcommercio – una decina di anni fa, e che ha già ospitato migliaia di corsisti delle più diverse categorie (disoccupati e occupati, italiani e stranieri, giovani e meno giovani…). In occasione di Expo, sarà infatti proiettata in anteprima presso il Padiglione Italia l’intera collezione di videocorsi realizzati presso la Scuola Iscot su progetto dell’enogastronomo <strong>Umberto Curti</strong>, e concernenti focaccia, pizza, sardenaira, pandolce, farinata, panissa, castagnaccio, pesto.</p>
<p>I <strong>fornai dell’Associazione panificatori,</strong> ospitati presso lo stand Varvello (Cluster Cereali e Tuberi), sforneranno a ciclo continuo golosa focaccia calda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il #PMDAY14: virtù e tradizioni della pasta madre</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2014 13:08:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15945" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/05/DSCN4793-300x225.jpg" alt="DSCN4793" width="300" height="225" /></a>E’ confortante questo ritorno di interesse verso forme di <strong>panificazione tradizional</strong>i, “slow”, rispettose della naturalità degli impasti. Viviamo purtroppo tempi frettolosi, che ci inducono a consumare prodotti industriali sempre meno autentici, a trascurare le informazioni in etichetta… Ecco il progressivo espandersi delle <strong>intolleranze alimentari</strong>, dei più vari disturbi, delle piccole-grandi abitudini errate che alla lunga nuocciono al nostro organismo. Pensare che i cibi potrebbero essere farmaci (è il principio della <strong>nutraceutica</strong>), in grado se non di curare certamente di prevenire molte patologie… La dieta mediterranea è un’espressione sempre sulla bocca di tutti, ma quanti la conoscono a fondo e davvero la praticano?<br />
Anche l’<strong>arte bianca</strong> (dal pane alla focaccia alla pizza) ha scontato <strong>anni turbolenti</strong>. Farine di dubbia provenienza, olio di sansa o strutto al posto dell’olio extravergine, lievitazioni accelerate dai cosiddetti – e da me aborriti – “miglioratori”. E poi lo scandalo delle mozzarelle di bufala, e tante altre criticità che vanno a colpire proprio gli ingredienti base delle nostre migliori ricette, quelle che hanno reso celebre il made in Italy enogastronomico…<br />
Mi trova dunque entusiasta quest’idea del “<a title="pasta madre day" href="https://riccardoastolfi.wordpress.com/pasta-madre-day-2014" target="_blank"><strong>pasta madre day</strong></a>”, celebrato il 31 maggio, una festa che spero induca anche una riflessione ampia circa l’arte della panificazione, sia essa a livello casalingo o commerciale, e circa l’urgenza di tutelare e promuovere senza compromessi chi opera correttamente e rispetta usi e tipicità.<br />
La <strong>pasta madre</strong> (detta anche lievito naturale, crescente…) non è altro che un pre-fermento, un pre-impasto. Per secoli e secoli, prima d’isolare e “comprendere” il lievito di birra – e poi a metà ‘800 di mettere a punto i baking – la pasta madre è stata il lievito acido, gelosamente custodito, con cui le donne realizzavano pani e altre golosità, che poi portavano a cuocere nei forni pubblici. Il <strong>pane di Altamura</strong> (BA), insignito della DOP, è un capolavoro preparato con farina di grano duro e pasta madre. Il <a title="Pandolce genovese" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pandolce/" target="_blank"><strong>pandolce genovese</strong></a> più antico è ovviamente quello lievitato con pasta madre, mentre la versione più bassa – pur squisita – è una sorta di pastafrolla assai più recente. Le migliori ciabatte sono impasti contenenti biga, un altro importante pre-fermento. La baguette, il celeberrimo “bastone” da passeggio francese, perfetto con formaggi e affettati, si confeziona incorporando il poolish, un altro pre-fermento simile ad una biga liquida…</p>
<p>Queste lavorazioni conferiscono <strong>digeribilità</strong>, rendono i prodotti molto <strong>più conservabili</strong> (mentre il pane industriale già alla sera non è più gran cosa), e giovano alle <strong>caratteristiche organolettiche</strong> di consistenza, fragranza…</p>
<p>Certo, <strong>preparare la pasta madre</strong> (magari allenandosi prima con biga e poolish) ha senso se poi si utilizza con una certa frequenza, dato che richiede pazienza e attenzione. Il mio consiglio è quello di impiegare una <strong>farina integrale</strong>, magari macinata a pietra, e <strong>acqua minerale</strong> (quella del rubinetto è sovente troppo clorata). Come <strong>innesco</strong>, v’è chi privilegia il <strong>miele</strong>, chi lo <strong>yogurt</strong>, chi la <strong>mela</strong>, chi gli <strong>agrum</strong>i… La pasta madre sarà <strong>matura</strong>, dopo i canonici 15 giorni d’incubazione, se dopo un rinfresco raddoppia di volume in circa 4-6 ore (ad una temperatura di almeno 20°). L’odore caratteristico di yogurt, piacevole, è dato dai batteri lattici che sono più numerosi dei batteri acetici, la buona pasta madre propone infatti un’acidità di circa 4,5 pH, e una consistenza elastica ma non troppo appiccicosa.</p>
<p>Non allarmarti, fraterno lettore: il segreto, come sempre, è uno solo, è quello di provare e riprovare, di sperimentare il comportamento della materia prima mettendo alla prova le proprie capacità. L’impasto è infatti una creatura vivissima, soggetta a molte variabili, che chiede il nostro impegno e parla di noi.</p>
<p><strong>Buona pasta madre a tutti!</strong></p>
<p>Umberto Curti, Ligucibario®</p>
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		<title>Panificazione &#8211; metodo diretto e indiretto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 14:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’arte della panificazione aggrega moltissime tecniche, “stratagemmi” e abitudini personali che, a seconda della situazione, aiutano a conferire diverse caratteristiche ai vari prodotti da forno. Tuttavia possiamo suddividere le varie preparazioni in 2 categorie principali: il metodo diretto ed il metodo indiretto. Parliamo di metodo diretto quando iniziamo una preparazione e arriviamo al prodotto finito ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/15262/">leggi tutto</a></p>
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<p>L’arte della panificazione aggrega moltissime tecniche, “stratagemmi” e abitudini personali che, a seconda della situazione, aiutano a conferire diverse caratteristiche ai vari prodotti da forno.</p>
<p>Tuttavia possiamo suddividere le varie preparazioni in 2 categorie principali: il metodo diretto ed il metodo indiretto.</p>
<p>Parliamo di metodo diretto quando iniziamo una preparazione e arriviamo al prodotto finito in un’unica fase lavorativa. Esempio: partendo in successione dall’impasto e procedendo con riposo, pezzatura, lievitazione e cottura.</p>
<p>Nel metodo indiretto invece tutto ciò si raggiunge in 2 distinte fasi lavorative; iniziando con la creazione di un <strong>PRE-IMPASTO</strong> (o <strong>PRE-FERMENTO</strong>) che faremo maturare tot ore (con giuste temperature e giusti livelli di umidità) e poi re-impasteremo in un secondo momento, incorporandolo in un nuovo impasto, per procedere infine alla lavorazione come per il metodo diretto.</p>
<p>In questo modo, grazie alla lunga <strong>MATURAZIONE</strong> si verranno a formare diverse sostanze (acidi organici…) che successivamente conferiranno ai nostri prodotti caratteristiche organolettiche “superiori”, come odori, aroma, colori e fragranza.</p>
<p>Parliamo quindi di “metodo indiretto” quando si panifica per esempio con lievito naturale (ovvero pasta madre, crescente) o con le 2 note tecniche chiamate <strong>BIGA</strong> e <strong>POOLISH</strong>, delle quali approfondiremo in un successivo post la preparazione!</p>
<p>Buon impasto a tutti dal vostro farinologo!</p>
<p>Luca Traverso</p>
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		<title>Pan neigru</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 18:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
		<category><![CDATA[P - Alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[farina integrale]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[pan neigru]]></category>
		<category><![CDATA[panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[pigna]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pan neigru, tipico anzitutto di Pigna (IM), a base di farina integrale, acqua, sale e &#8211; oggi &#8211; lievito di birra, è un pane quadrato e scuro (neigru = nero). Se sei appassionato di panificazione e di pani regionali, trovi un mio lungo pezzo su https://www.artigianiliguria.it/home.php?lavorazione=409 Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pan-neigru/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pan neigru, tipico anzitutto di Pigna (IM), a base di farina integrale, acqua, sale e &#8211; oggi &#8211; lievito di birra, è un pane quadrato e scuro (neigru = nero). Se sei appassionato di panificazione e di pani regionali, trovi un mio lungo pezzo su <a href="https://www.artigianiliguria.it/home.php?lavorazione=409">https://www.artigianiliguria.it/home.php?lavorazione=409</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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</strong></p>
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