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	<title>Ligucibario &#187; palazzo gervino</title>
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		<title>Un caffè col primo cittadino: Sassello</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 10:04:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/sassello-romantica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19913" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/sassello-romantica-237x300.jpg" alt="sdr_soft" width="237" height="300" /></a>Conversazione con <strong>Daniele Buschiazzo</strong>, Sindaco di Sassello (SV)</p>
<p>Inizio da qui, da Sassello, perché qui mi sento a casa, per anni ho frequentato questo paese sia per lavoro che per diletto, ed anche se ultimamente la vita mi ha condotto altrove, sia come attività che come compagnia ho regolarmente cercato pretesti per tornare, ed ora che inizia questa mia nuova avventura non potevo trovare giustificazione migliore, e soprattutto intendevo partire da un luogo che mi sta particolarmente a cuore.<br />
Sì, sono originaria di queste parti e sono <em>di parte</em>, una grande estimatrice di Sassello, e a quanto pare su Ligucibario sono in buona compagnia (<a title="umberto curti gita a sassello" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">vedi link</a>).<br />
Ho incontrato il Sindaco, Daniele Buschiazzo, in una soleggiata e frescolina (5°C alle 9 del mattino…) mattina di metà ottobre, e mentre percorrevo la strada verso questo splendido entroterra savonese ammiravo i boschi che cambiano colore, spettacolo noto anche col termine inglese <strong><em>foliage </em></strong>o più tecnicamente &#8211; e nostranamente &#8211; come cromatismo autunnale, l&#8217;anno scorso proprio di questi tempi mi aveva addirittura spinto a scegliere il New England come meta di vacanza per contemplare questo particolare fenomeno in uno dei luoghi meglio pubblicizzati in merito.<br />
Ma non pensate a &#8220;la volpe e l&#8217;uva&#8221;, quest’anno meglio non viaggiare è vero, ma dentro di me ho realmente trovato altrettanto magica quella visione, ed ho pensato che <strong>la foresta della Deiva</strong> nulla ha da invidiare alle più famose e remote mete turistiche note per il <em>foliage,</em> ed infatti sul web ho poi visto che si rende meritata giustizia alle destinazioni italiane ricomprendendo nell&#8217;elenco proprio il Parco Regionale del Beigua (UNESCO Global GeoPark), definito &#8220;vera e propria tavolozza di colori durante la stagione autunnale&#8221;.<br />
Parlando con il Sindaco ho trovato conferma circa il fatto che <strong><em>il Parco sarà grande protagonista dell&#8217;autunno con tantissime escursioni &#8211; tutte gratuite &#8211; quali ad esempio il Biowatching ed il trekking fotografico, sul sito ufficiale www.parcobeigua.com ne troverete l&#8217;elenco completo ed il facile modulo per l’iscrizione (necessaria viste le normative e le limitazioni nel numero di partecipanti). Chiaramente il Parco è stato luogo d’incontro per eccellenza anche e soprattutto durante la bella stagione, nella zona di Deiva e Pratorotondo sono state organizzate esplorazioni guidate sia a piedi che a cavallo, sia per grandi che per piccoli esploratori</em></strong> (a loro è dedicato il programma Junior Geoparker).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1404.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19914" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1404-225x300.jpg" alt="DSCN1404" width="225" height="300" /></a>Nel centro storico di Sassello naturalmente si è avvertita la mancanza di due tra le feste con maggior seguito, ossia il <em>Corpus Domini</em> (celebre anche per la contestuale &#8220;infiorata&#8221; lungo vie e piazze) e l’arcitradizionale <em>Festa dell&#8217;amaretto</em>, le quali <strong><em>hanno spesso richiamato un numero di persone troppo elevato (oltre 3.000 nelle scorse edizioni) per assicurare il rispetto delle norme ora vigenti, ma il calendario estivo è stato tuttavia ricco di eventi culturali e musicali e vi è stata la novità del cinema all&#8217;aperto</em></strong>.<br />
Anche l’assenza di sagre enogastronomiche ha avuto il suo (buon) rovescio della medaglia, se da una parte ha scontentato qualche appassionato, dall’altra ha determinato un apprezzabile aumento di lavoro per i ristoratori, in un momento palesemente difficile per la categoria.<br />
Il Sindaco mi ha rivelato che <strong><em>sin dai primi di giugno, alla cosiddetta riapertura post lockdown, c’erano chiari sentori di un profondo interesse verso luoghi i cui spazi aperti permettessero di “ritrovarsi” in sicurezza, e vi sono state positive sorprese di affluenza, non solo nelle seconde case e per i canonici 15 giorni, dato che a Sassello tutto il mercato immobiliare ha vissuto un incremento per lunghi periodi.<br />
</em></strong>L’amministrazione è consapevole di gestire <strong><em>una piccola e preziosa realtà</em></strong>, in quanto può contare su molte attrattive diversificate, <strong><em>i musei (Palazzo Perrando, il Nuovo Polo museale con opere di Mirò e F. Bacon), Palazzo Gervino, le escursioni nell&#8217;arte rupestre nella zona del massiccio del Beigua</em></strong> (il Sindaco mi ha segnalato un servizio in onda i giorni scorsi su Rai 3 riguardante la scoperta di nuove incisioni non ancora catalogate), <strong><em>le attività e specialità gastronomiche</em></strong>…<br />
Sassello “riunisce” mulini ad acqua che macinano qualità a km0, birrifici davvero artigianali, allevamenti di lumache (<em>Helix Aspersa Maxima)</em>, caseifici…<br />
Tutte queste realtà sono oggi concessionarie del marchio “<strong>Gustosi per natura</strong>” un’iniziativa Parco del Beigua (rientrante a sua volta nel più ampio progetto Interreg “CamBioVia”) per rafforzare il legame fra territori protetti e lavorazioni agroalimentari, valorizzandone al contempo la tipicità e la stagionalità. E tutte queste realtà sono un ottimo pretesto per un pranzo al Beigua (<a title="umberto curti pranzo al beigua" href="https://www.ligucibario.com/pranzo-al-beigua/" target="_blank">vedi link</a>).<br />
“Gustosi per natura” contraddistingue anche il miele del Parco; le confetture a base ribes, more, zucca e prugne; l’amaretto di Sassello (dolce che non necessita di presentazione) già incluso nell’elenco dei PAT &#8211; Prodotti Agroalimentari Tradizionali, istituito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (l’amaretto sarà oggetto di miei dolcissimi approfondimenti); i canestrelli; la pasticceria secca ed altre prelibatezze quali il gelato ai gusti canestrello, bacio, amaretto; i salumi ed altri insaccati quali testa in cassetta, paté di lardo, prosciutto cotto, salame crudo e cotto; i sott’oli e l’olio aromatizzato con funghi porcini del Sassello; il tirotto, curioso nome per un particolare pane (<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/tirotto/" target="_blank">vedi link</a>).<br />
Quest’abbondanza di risorse, combinata alla crescente propensione del consumatore verso la riscoperta di prodotti del terroir, dà vita ad un grande richiamo di attenzione e di visitatori, che dev&#8217;essere solidamente supportato da servizi adeguati. Ed in tal senso le intenzioni del Sindaco sono manifeste, <strong><em>per attrarre turismo e non vanificare gli sforzi fatti &#8211; mantenendo l’autenticità e rispettando l’ambiente &#8211; occorre investire nelle infrastrutture, andranno quindi eseguite opere migliorative nel campo della viabilità, del sistema idrico, nella connettività e quindi nella banda larga, andranno creati nuovi parcheggi, occorre &#8220;far vivere bene i residenti per far vivere altrettanto bene gli ospiti&#8221;,</em></strong> che nei periodi estivi arrivano a circa 12.000 unità (su circa 1.700 residenti…).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1680.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19915" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1680-300x225.jpg" alt="DSCN1680" width="300" height="225" /></a>Alla domanda se vi siano programmi per realizzare un vero e proprio turismo esperienziale il Sindaco mi descrive con giusto orgoglio “<strong>Feel Sassello”,</strong> <strong><em>un progetto, già realizzato, che riscopre antichi sentieri e li propone attraverso i cinque sensi ad un visitatore curioso di cogliere l’essenza del territorio. I percorsi sono concepiti come veri e propri soggetti narranti e consentono al paese di raccontarsi, di aprirsi.</em></strong> Riconosce poi che desidererebbe formare e coinvolgere sempre più e meglio gli operatori e gli esercizi commerciali, fra i quali peraltro esiste già una buona sinergia.<br />
Concludiamo la piacevole conversazione con qualche (ovviamente cautissima) anticipazione su possibili serate “gastroletterarie” presso le buone tavole sassellesi, <strong><em>si chiameranno “Incontri con l’Autore”, sono infatti numerosi i volumi, tra raccolte fotografiche, saggi di storia o romanzi, che hanno come protagonista proprio Sassello</em></strong>; per citarne uno, “Il Gallo nella borsa” di Stefano Frino (editore Sabatelli) è un autentico spaccato della vita nell’entroterra, racconti ed aneddoti a stretto contatto con la natura del Sassello: le battute a funghi, le discese al mare…<br />
E proprio riferendosi al mare il Sindaco sostiene l’idea<strong><em>, tendendo così la mano alle amministrazioni della vicina costa,</em></strong> <strong><em>che al territorio ligure, caratterizzato da un’autenticità tanto evidente, gioverebbe dotarsi di un’immagine più armonicamente integrata, intesa come “territorio diffuso”</em></strong>.<br />
Il caffè alla fine l’abbiamo bevuto, ovviamente in un bar (uno solo), ma io per non far torto ad alcuna azienda dolciaria, pasticceria o negozio, ho fatto shopping un po’ da tutti…<br />
Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19795" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20191022-WA0016-225x300.jpg" alt="IMG-20191022-WA0016" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Pranzo al Beigua</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 10:50:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19863" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743.jpg"><img class="size-medium wp-image-19863" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743-225x300.jpg" alt="sassello" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Pranzo al Beigua</p>
<p>Chiunque un poco mi conosca, o mi legga, sa l’amore che nutro per la Liguria di ponente (quando nacqui, la mia famiglia gestiva un frequentato albergo a <strong>Varazze</strong>, proprio lungo l&#8217;Aurelia, e Luisa sospetta che un cordone ombelicale ancora mi avvinca a quei luoghi, dove un giorno chissà tornerò a vivere…).<br />
Lo stress del lavoro, il rumore della vita cittadina, e d’estate la calura mi spingono sovente verso gli entroterra, di cui amo le faggete, i silenzi, la dimensione più appartata, gli odori puliti, risorse che hanno fatto di me un buon camminatore dall&#8217;Alta Via sino alla Val Tanaro…<br />
Mi affascina <strong>Sassello</strong>, su Ligucibario le ho già dedicato un pezzo affettuoso (<a title="gita a sassello" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">link</a>), a suo tempo molto letto e condiviso. Vi giungo – più che dalla Valle Stura &#8211; dalle Albisole, cui mi legano l’interesse per <strong>la ceramica</strong> (Mazzotti e Pozzo Garitta rimangono un&#8217;esperienza mistica) e qualche volta &#8211; ma nei giorni feriali di settembre&#8230; &#8211; le cene pieds dans l’eau ai “<strong>Soleluna</strong>” dell’amico Alessandro, azienda che quest&#8217;anno compie 20 anni come la mia.<br />
Da Sassello salgo nella <strong>foresta della Deiva</strong>, oppure mi sposto verso le magie di <strong>Piampaludo</strong>, del monte Avzé, di <strong>Pratorotondo</strong> col suo ospitale rifugio, che a volte combatte la nebbia con fumanti polente&#8230;<br />
Sassello, anche grazie al magnifico punto accoglienza di <strong>Palazzo Gervino</strong> (proprio all’imbocco del centro storico), è uno dei cuori del Parco del Beigua, meta di villeggianti, turismo outdoor, buongustai e scolaresche. E mia. Il <strong>Beigua</strong> è in Liguria il parco più esteso per ettari di superficie, e raggruppa Comuni sia costieri che interni, Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Tiglieto, Sassello (il primo in Italia insignito nel 1999 della bandiera arancione Touring), Stella, Varazze. In tal senso, l’alto spartiacque appenninico si affaccia sul mare unendo in modo affascinante due realtà ambientali e culturali assai diverse, e ricche.<br />
Sassello, ma potrei pronunciarmi analogamente per altre località limitrofe, consente (non v&#8217;è da stupirsene) molteplici soste golose, secondo gusti e budget sono <strong>botteghe trattorie ristoranti agriturismi</strong>. Mi piace qui immaginare – tra il virtuale e il reale &#8211; un menu tutto costruito sui prodotti più tradizionali di quelle terre, che ovviamente &#8220;raccontano&#8221; anzitutto arte bianca, ruralità, salumifici e caseifici, pasticceria secca, frutti del bosco.<br />
Perché dunque non iniziare con un (piccolo) <strong>tagliere di salumi e formaggi, quest’ultimi abbinati a miele</strong> locale? A Sassello officiano riti solenni in termini di paté di lardo, salame crudo e cotto, testa in cassetta, prosciutto. Le <strong>formaggette</strong> provengono dalla Valle Stura, o da Stella. E nel cesto del pane mi auguro trionfi un assaggio di <strong>tirotto</strong> di Sassello e di <strong>revzora</strong> di Campo Ligure.<br />
Come primo piatto suggerirei <strong>trofiette di castagne</strong>, condite con un pesto “grossolano”, di personalità, dove il pecorino (e l’aglio) confermi il proprio ruolo. E chi amasse un’aggiunta di cagliata, nel Savonese può recuperare fresco <strong>zuncò</strong>, ovino, o misto (la giuncata, così detta poiché la reticella per scolarla era di giunco marittimo, pianta spontanea * ).<br />
Nuovamente poi mi perdoneranno i vegetariani ma il secondo potrebbe configurarsi come un roastbeef di filiera breve (Giusvalla&#8230;), “condito” da <strong>olio aromatizzato ai porcini di Sassello</strong>, oppure – in stagione – un tegame di patate e <strong>funghi</strong>, quello che nelle mani di un capace chef o di una esperta casalinga creerà pericolose forme di dipendenza nei commensali.<br />
Granfinale, last not least (e stomaco permettendo), garantito dalla <strong>pasticceria secca</strong>, gli amaretti di Sassello, i crumiri di Masone, i baci di Sambuco, ed altri ancora, fra cui i canestrelli, tutti perfetti con un tulipanino di passito a bacca bianca.<br />
Qualora le portate lo consentano, l’abbinamento enologico potrà in realtà spingersi anche verso il bellissimo pianeta delle <strong>birre artigianali, a Sassello conosco infatti 2 birrifici</strong> che “rivaleggiano” verso l’alto; Luisa – confermando come sempre i nostri derby famigliari – talvolta privilegia i capolavori di “Elissor” (Winja n. 25…), io “Altavia” (Monte Rama abita sovente il mio teku, specie con carni importanti e con erborinati).<br />
Che resta da dire? Buon Beigua, amico Lettore che cerchi paesaggi nitidi, e raccontami i tuoi food tour, gli indirizzi giusti non bastano mai…<br />
* trovi sempre queste voci cliccando <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">qui l’Alfabeto del gusto</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Gita a Sassello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 14:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Gita a Sassello Lungo la strada 334 percorsa anche dalle autocorriere di linea, a metà viaggio fra la Riviera di ponente albisolese e il Piemonte già &#8220;strong&#8221; di Acqui Terme (con ricettari e Brachetto DOCG d&#8217;eccezione), Sassello &#8211; nel 1999 prima bandiera arancione d&#8217;Italia &#8211; vanta un contesto paesaggistico estremamente ampio, che in Liguria quasi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18561" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377-300x225.jpg" alt="DSCN1377" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Gita a Sassello</p>
<p>Lungo la strada 334 percorsa anche dalle autocorriere di linea, a metà viaggio fra la Riviera di ponente albisolese e il Piemonte già &#8220;strong&#8221; di Acqui Terme (con ricettari e Brachetto DOCG d&#8217;eccezione), <strong>Sassello</strong> &#8211; nel 1999 prima bandiera arancione d&#8217;Italia &#8211; vanta un contesto paesaggistico estremamente ampio, che in Liguria quasi non t&#8217;aspetti, foreste corsi d&#8217;acqua zone prative pascoli vette escursionistiche, un mix di risorse etno-ambientali che il <strong>Geoparco Unesco del Beigua</strong> contribuisce a tutelare e promuovere. Trekking, biking, ippoturismo, esperienzialità, Sassello &#8211; a 400 m sul livello del mare &#8211; è perfetta per una fruizione outdoor in piena libertà, tra i &#8220;valichi&#8221; del Faiallo e del Giovo. Il <strong>mulino antico</strong>, che tuttora grazie alle acque del torrente Sbruggia molisce &#8211; beninteso a pietra &#8211; cereali antichi locali, e i 2 <strong>birrifici artigianali</strong> (l&#8217;Altavia con orzo e luppolo propri, ed Elissor (1)) restituiscono al turista gourmet e all&#8217;ospite una prima dimensione dell&#8217;ambiente geostorico e culturale che caratterizza tutto il territorio. Io, anche per lavoro, lo frequento con assiduità, di solito optando per i validissimi agriturismi.<br />
La località ha uno charme realmente patrizio, grazie ai numerosi edifici e dimore che con eleganza punteggiano il centro storico e la quieta via Zunini. Un fornitissimo <strong>IAT</strong> sorge proprio all&#8217;imbocco del paese, presso <strong>palazzo Gervino</strong>, dirimpetto &#8211; last not least! &#8211; al <strong>bar-gelateria &#8220;Gina&#8221;</strong>, dove Giuliano propone gusti ora classici ora creativi, e alcune creme (fra cui quella al canestrello) che creano dipendenza. Lungo le vie e i carruggi, poi, alcuni riusciti pannelli invitano ad esplorare Sassello coi sensi (&#8220;Feel Sassello&#8221;), a passeggiarne i dintorni, a scoprire chiese (San Giovanni!), ad individuarne le diverse anime e suggestioni. Imperdibile, in tal senso, <strong>l&#8217;annuale infiorata del Corpus Domini</strong>, che ricopre di petali &#8211; e colori &#8211; tutta la pavimentazione cittadina.<br />
Ma i gastronauti e i foodtrotters v&#8217;incontrano i pregiati <strong>funghi</strong> di castagno e rovere (in stagione la raccolta impone il tesserino!), le carni, i formaggi, il miele, i frutti di bosco, <strong>la mitica testa in cassetta del salumificio Giacobbe</strong> (gentilissima colei che l&#8217;affetta per i miei picnic sù a Palazzo Bellavista, dentro <strong>la foresta della Deiva</strong>), e &#8211; come dimenticarsene? &#8211; i celeberrimi <strong>amaretti</strong>, piccoli tondi dolci &#8211; morbidi e con una nota amarognola &#8211; a base di pasta di mandorle dolci, zucchero, albume e armelline (sono i semi nel nocciolo di albicocca e pesca). Io li abbino a passiti a bacca bianca, ma rievocano i riti del rosolio e del thé, pasticceria secca, pastafrolle, savarin da credenza&#8230; Oggi scatole policrome e tuttavia dall&#8217;aspetto un po&#8217; vintage ne fanno un cadeau &#8211; per gli altri ma anche per sé&#8230; &#8211; sempre gradito, perché gli amaretti raccontano Sassello e la passione di un made in Italy ancora fieramente artigianale. Se ne officia puntualmente il rito in occasione della &#8220;festa dell’amaretto&#8221;, che quest’anno cadrà domenica 15 settembre; ma i visitatori più curiosi potranno anche approfondirne le origini grazie ad una sezione dedicata internamente (verificare sempre giorni e orari di apertura) al <strong>Museo Perrando</strong>, in via dei Perrando 33, struttura che conserva anche reperti archeologici, dipinti e ceramiche.<br />
Io, da parte mia, ringrazio Emanuela Chellini che mi ha fatto dono dei diversi amaretti prodotti da &#8220;<strong>La Sassellese</strong>&#8220;, che ho trovato fragranti e bilanciati, e che ho persino sgretolato &#8211; come al solito inseguendo contrasti &#8211; su un carpaccio di ricciola con agrumi&#8230;<br />
Se la lettura vi ha suscitato appetito, a Sassello e dintorni non vi mancheranno le occasioni. A me piace l&#8217;attivissimo <strong>Palazzo Sàlsole</strong> in piazza Concezione 1, dove patròn Michele propone una cucina tradizionale (verdure ripiene, minestrone con scucuzùn, brandade di stoccafisso, coniglio&#8230;) con alcuni tocchi reinterpretativi e con alcuni doverosi omaggi al vicino Piemonte (bagna cauda, bunèt&#8230;). Il locale, raccolto e romantico e con alcuni tavoli all&#8217;aperto, si sviluppa su più piani, e s&#8217;affaccia sul cuore del paese e sul municipio. Rassicurante anche la proposta enologica, con etichette liguri (dalla <strong>Lumassina di Sancio</strong> al <strong>Dolceacqua DOC di Foresti</strong>), piemontesi, ed alcune incursioni nazionali sagaci, sempre proposte con ragionevoli ricarichi. Ma mi piace anche l&#8217;ex pizzeria <strong>&#8220;I monelli&#8221;, in frazione Palo</strong>, che &#8211; quando ritorno dall&#8217;Alta Via di <strong>Prariondo</strong> o dalla dolce e boscosa salita al monte Avzé &#8211; con la nuova gestione mi lusinga con ravioli di borragine conditi con burro fuso, salvia e pinoli tostati, tartare di fassona, finanche fritto di pescato con verdure&#8230;<br />
Infine, <strong>gli amanti della pizza</strong> potranno sedere &#8211; ma suggerisco sempre la prenotazione &#8211; sia al centralissimo &#8220;Pizza e fichi&#8221; di via Roma 3, che sforna cornicione alto e soffice alla napoletana, sia (a 2 minuti d&#8217;auto dal downtown) al &#8220;San Giovanni&#8221; lungo l&#8217;omonima salita, che peraltro non è solo pizzeria e propone &#8211; a puro titolo d&#8217;esempio &#8211; anche notevoli carni alla brace.<br />
Amici lettori, state caricando le valigie in auto per un weekend via dalla pazza folla?<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
(1) Luisa Puppo, vera esperta di birre, potrebbe dettagliarvi la filosofia e lo stile brassicolo dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, ma nel suo teku scende tendenzialmente la &#8220;<strong>Winja n 25</strong>&#8221; di Elissor e nel mio la &#8220;Monte Rama&#8221; di Altavia. De gustibus&#8230;è un motto che vale anche a livello coniugale</p>
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