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	<title>Ligucibario &#187; monte antola</title>
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		<title>Il vino a Valbrevenna</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 08:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/il-vino-a-valbrevenna/">Il vino a Valbrevenna</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26108" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/197.jpg"><img class="size-medium wp-image-26108" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/197-300x259.jpg" alt="uve a orco feglino (sv)" width="300" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">uve a orco feglino (sv)</p></div>
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<p>Riccardo Poggio, mio ex (brillante) allievo nei corsi GAE e persona innamorata della <strong>Valbrevenna</strong>, mi ha inviato un articolo, assai stimolante e subito pubblicato su BioVoci (<a title="vino di valbrevenna" href="https://biovoci.blogspot.com/2025/05/il-vino-della-valbrevenna.html" target="_blank">link qui</a>), relativo alla viticoltura “eroica” che dal 1700 si praticava in quell’entroterra genovese. Valbrevenna, in particolare, è un abitato antico &#8211; e conservatosi green &#8211; di circa 740 abitanti, case sparse sulle colline, noto anzitutto per <strong>il santuario della Madonna dell’Acqua</strong> in frazione Molino Vecchio e per alcune tradizioni gastronomiche, pienamente liguri, fra cui le formaggette (vaccine e caprine), ortaggi e frutta, minestrone e polenta nei mesi più freddi, torta baciocca, ravioli, le “castagne grasse” ovvero castagne-cuighe-côi (un secolo fa agivano una dozzina di mulini per castagne…), ricette col coniglio e col cinghiale, canestrelli, mieli e frutti del bosco… Il tomassu, in particolare, era la prescinsêua, la cagliata, che nelle aree rurali sovente fungeva da breakfast.</p>
<p>ll torrente Brevenna nasce dal <strong>monte Antola</strong> (1.597m) e confluisce nello Scrivia ad Avosso, presso Casella, dopo un breve percorso di circa 15 km. Percorre tuttavia piccoli paradisi da hiking e biking, fra mulattiere e immancabili <strong>muretti a secco</strong> (da Piancassina si sale classicamente a Lavazzuoli e poi all’Antola con circa 100 minuti di cammino). Valbrevenna fu a lungo fliscana (donde l’utilizzo del medievale <strong>castello di Senarega</strong>), e il Comune si costituì dopo svariate vicende storiche solo nel 1898, peraltro in un periodo di spopolamento in quanto cresceva purtroppo l’emigrazione – ligure oltre che genovese &#8211; verso le Meriche (emigrazione che successivamente si orientò alle industrie della città di Genova). Oggi l’economia rurale dà qualche segno di ripresa, tenendo conto che alcuni giovani stanno ribellandosi alle globalizzazioni e riconsiderando mestieri e modelli di vita che talora parevano del tutto estinti.</p>
<p>Quanto all’articolo di Riccardo Poggio, affettuoso tributo a realtà (siano di ieri o di oggi) che sempre troveranno spazio su BioVoci, esso, accennando al <strong>nibbiêu da-ö peigöllö rössö</strong>, conferma un’ampelografia ligure complessa e vivace. Personalmente, molti anni fa, presentando a Toirano il mio “<strong>Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana</strong>” (<a title="i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>), mi trovai dinanzi a varie persone del luogo che non riconoscevano i tanti vitigni locali cui accennavo loro, salvo uno che – così mi fu detto – dava una botta di metilico… E di recente mi sono imbattuto in uno “<strong>Sciactrac</strong>” del 1964, prodotto dal cav. Armando Ansaldo a Riomaggiore, che è – udite udite &#8211; un pinot noir liquoroso…</p>
<p>Poi, ovviamente, alcuni vitigni – e alcune vigne &#8211; sono scomparsi per via anzitutto di 3 cause: a)la loro delicatezza e/o scarsa resa; b)<strong>la tragica fillossera</strong>, che anche in Liguria inferse alcuni colpi di grazia; c)l’insostenibilità economica, poiché produzioni troppo piccole non potevano garantire quel rapporto costi/benefici che è storicamente “appannaggio” di altri (in primis in Piemonte e Toscana).</p>
<p>E’ pur vero che l’istituzione delle DOC, sul modello delle AOC francesi, a partire in Liguria dal <strong>Dolceacqua (1972)</strong>, pur con alcuni limiti ha indotto una diversa sensibilità verso il vinificare bene, e poi ha favorito la riscoperta di alcune varietà dimenticate, fra cui <strong>il Moscatello di Taggia a ponente e lo Scimiscià a levante</strong>. Come sempre, l’auspicio di Ligucibario® è che, senza fanatismi e senza aggettivazioni discutibili (ancestrale, resiliente…), si possano produrre in Liguria vini sempre più puliti, piacevoli, e – oso dirlo &#8211; idonei talvolta a ripristinare coltivazioni là dove esse erano un tempo, prima che le accelerazioni e le turbolenze della contemporaneità le obliterassero. L’entroterra ligure, mi raccomando, richiede <strong>strategie (e momenti formativi) al passo coi tempi, non demagogia</strong> un tanto al chilo…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>BioVoci, voci che circolano&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 17:19:19 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/biovoci-voci-che-circolano/">BioVoci, voci che circolano&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23074" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-pietre-napoleone-300x232.jpg" alt="smart" width="300" height="232" /></a>E’ da 3 mesi online la piattaforma aggregativa “<a href="https://biovoci.blogspot.com/" target="_blank"><strong>BioVoci, territori, progetti, documenti della biodiversità</strong></a>”. Un impegno che Luisa Puppo ed io abbiamo convintamente intrapreso, là dove l’<em>antropocene</em> sta sempre più infliggendo duri colpi al pianeta Terra e dunque al suo/nostro avvenire… Ci è parso davvero opportuno – tenendo presente anche la professione che svolgiamo &#8211; “transitare” dai blabla generici a qualcosa di concreto, perché i fenomeni recenti (globalizzazione economica, cambiamento climatico, inquinamento, degrado della qualità della vita nelle città, agromafie…) stanno via via condizionando la quotidianità di tutti, e nessuno può ormai volgere altrove lo sguardo.</p>
<p><strong>BioVoci</strong> sin qui contiene:</p>
<ul>
<li>una serie di <strong>articoli di approfondimento</strong> (ambiente, turismo sostenibile…);</li>
<li><strong>spunti tematici d’àmbito gastronomico</strong> (grani antichi, olio extravergine, apicoltura, celiachia, fake news…) sempre con un occhio di riguardo – chi mi conosce e mi legge non si sorprenderà &#8211; alle cultivar autoctone, alle filiere brevi, ai prodotti “puliti”, al buonessere;</li>
<li>le <strong>“conversazioni”</strong> dirette con 6 delle 8 professionalità salite a bordo, che ringrazio per aver già dedicato tempo al progetto ed essersi presentati agli altri (Erika, Stefano, Giuseppe, Alessandra, Ludovico, Alessio);</li>
<li><strong>recensioni di libri</strong> la cui lettura riteniamo quanto mai preziosa;</li>
<li><strong>itinerari escursionistici</strong> (fra cui la splendida fioritura di narcisi del monte Antola) che curerà la nostra Guida ambientale Erika qualche volta consentendo miei contributi sulle valli Bormida, Tanaro e Mongia&#8230;;</li>
<li>e – grazie a Luisa Puppo &#8211; soprattutto 3 <strong>interviste</strong> tanto piacevoli a leggersi quanto formative nei contenuti (il coltivatore di lavanda Federico Guadalupi, il “montanologo” Annibale Salsa, e il notissimo meteorologo Luca Mercalli).</li>
</ul>
<p>Prima di chiudere, voglio ancora spendere qualche parola proprio circa <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/06/conversazione-con-annibale-salsa.html" target="_blank">Annibale Salsa</a> e <a href="https://biovoci.blogspot.com/2024/07/conversazione-con-luca-mercalli.html" target="_blank">Luca Mercalli</a>: infatti, pur essendo costoro reputati, nei rispettivi settori, degli autentici “numeri 1”, hanno entrambi aderito al nostro invito con un’immediatezza e una cordialità davvero rare, regalandoci – prima ancora del loro immenso sapere – <strong>la passionalità</strong> con cui si battono a difesa di ecosistemi e di comunità che il cosiddetto sviluppo (parola che già Pasolini non equiparava a progresso) riterrebbe sempre più residuali, ed insignificanti in termini di profitto.</p>
<p><strong>Come Ligucibario© (che da tanti anni milita sul medesimo fronte), anche BioVoci proseguirà con strategie e iniziative precise</strong>, costantemente col fine di intrecciare competenze, confrontare voci, condividere battaglie – proprio non ci piacciono l’inerzia, il silenzio (se non quello dei boschi), e l’indifferenza &#8211; . Del resto, il tema è così ampio e trasversale da poter attrarre mille competenze e mille punti di vista. Ed io tuttora mi riconosco in quel che tanti anni fa mi venne insegnato da una società di marketing operativo a Bologna, ovvero che se si vuol perseguire uno scopo occorre farlo convintamente&#8230;</p>
<p>Luisa Puppo ed io abbiamo in mente webinar, eventi, video, pubblicazioni, finanche ricettari all&#8217;insegna di una dieta mediterranea e della salubrità, anche facendo tesoro della saggistica prodotta negli anni (<a title="tutti i libri di umberto curti" href="https://www.ligucibario.com/i-libri-di-umberto-curti/" target="_blank">link qui</a>). Perciò stay tuned, amico Lettore, e chi vivrà vedrà…</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/biovoci-voci-che-circolano/">BioVoci, voci che circolano&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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