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	<title>Ligucibario &#187; monocultivar razzola</title>
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		<title>Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 13:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE (Guida ambientale Escursionistica). Se v’è un turismo che di natura s’intreccia alle escursioni ambientali, quello è l’oleoturismo, di cui anche in Liguria &#8211; tra fasce terrazzate e muretti a secco &#8211; si sta ormai prendendo compiutamente coscienza. Da docente nei ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/evo-dop-riviera-ligure-in-cattedra-nei-corsi-gae/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN0586.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25114" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/DSCN0586-300x225.jpg" alt="DSCN0586" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Evo DOP Riviera Ligure in cattedra nei corsi GAE (Guida ambientale Escursionistica).</p>
<p>Se v’è un turismo che di natura s’intreccia alle escursioni ambientali, quello è <strong>l’oleoturismo</strong>, di cui anche in Liguria &#8211; tra fasce terrazzate e muretti a secco &#8211; si sta ormai prendendo compiutamente coscienza.</p>
<p>Da docente nei <strong>corsi GAE di qualifica regionale</strong>, non potevo – ne volevo! – dunque sottrarmi al condividere con gli allievi del corso GAE presso Ente F.Ire di Genova un incontro-tasting dedicato all’olio extravergine DOP Riviera Ligure. Ne ho parlato e scritto circa un milione di volte, e <strong>Ligucibario®</strong> propone forse il più completo database delle cultivar liguri dall&#8217;arnasca alla toso (<a title="umberto curti le cultivar olearie liguri" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-arnasca/" target="_blank">link da qui</a>), ma stavolta in aula ho voluto anzitutto sottolineare il “peso” del Consorzio di tutela (attivo dal 2001), e di una filiera certificata che comprende 2.224 ettari con circa 660mila piante d’ulivo. Per il resto, avrei quasi potuto tacere e lasciar parlare la bottiglia.<br />
I 12 corsisti sono parsi gradire, alternando interesse e sorpresa a seconda dei temi che rivolgevo loro (purtroppo il consumatore medio italiano non padroneggia a fondo neppur <span style="text-decoration: underline;">la differenza tra olio extravergine e olio d’oliva</span>…), e soprattutto focalizzando che un grande extravergine nasce in primis dalla cura degli uliveti. E per salire negli uliveti liguri occorrono coloro che il mai troppo rimpianto <strong>Gino Veronelli</strong>, con cui una vita fa scambiai lettere affettuose, chiamava “angeli matti”…</p>
<h2>Olio DOP Riviera Ligure &#8211; dalla degustazione all&#8217;oleoturismo</h2>
<p>Il Consorzio di tutela Olio DOP Riviera Ligure, che come sempre ringrazio, mi ha cortesemente inviato per gli assaggi <strong>un monocultivar ponentino di taggiasca e uno levantino di razzola</strong>, forse le due varietà regionali più rappresentative non solo in termini di estremità territoriali, beninteso senza nulla togliere alla colombaia, all’arnasca/pignola, alla prempesa, alla lavagnina (che poi è la taggiasca)…</p>
<p>La fase <strong>organolettica</strong> – la durata della lezione ha purtroppo permesso di degustare solo l’extravergine da taggiasca &#8211; ha “percorso” un colore verde limpido e fresco, e un naso dove si annunciava quel che poi – come avviene sovente con l’extravergine da taggiasca &#8211; hanno rilevato le papille sensoriali in bocca: note fruttate (forse più del solito), piacevole dolcezza, sentori spiccati di <strong>carciofo</strong> (che personalmente adoro), e una pungenza assai tenue, che non ha creato problemi perfino a chi ha osato lo “strippaggio” finale, quello che con la coratina pugliese solitamente sconsiglio&#8230;</p>
<p>Mettere in tavola un <strong>nutraceutico</strong> del genere, un alimento più che un condimento, possibilmente accanto a piatti della tradizione mediterranea come le insalate e gli ortaggi di stagione, e il pesce crudo o cucinato non invasivamente, è un atto benefico da molteplici punti di vista: verso la nostra salute anzitutto, nonché verso l’ambiente, e verso economie di cui la società non può fare a meno.<br />
In oleo veritas, ecco il valore delle DOP come certificazioni, a garanzia di una tracciabilità, ecco i collarini gialli che tutelano e informano il consumatore sulla provenienza del prodotto e sul protocollo disciplinare su cui poggia.<br />
Amici Lettori (che da molti anni non siete poi pochi) stay tuned, perché nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori materiali sulla recente lezione.</p>
<p>E per ulteriori informazioni su questo dono della natura, <a href="https://www.oliorivieraligure.it/" target="_blank">Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure</a>, via T. Schiva 29, 18100 Imperia, tel. +39 0183 767924, info@oliorivieraligure.it</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
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