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	<title>Ligucibario &#187; monesi</title>
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		<title>La transumanza patrimonio Unesco</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 14:41:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/20170826_184843.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18772" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/20170826_184843-168x300.jpg" alt="20170826_184843" width="168" height="300" /></a>La transumanza diviene patrimonio culturale immateriale dell&#8217;Unesco</strong>, grazie ad un’iniziativa congiunta di Italia, Grecia, Austria. La periodica migrazione delle mandrie e greggi, nella stagione calda verso gli alpeggi, in quella fredda verso i fondovalle, è stata iscritta all&#8217;unanimità nella lista Unesco. Dunque, l&#8217;Italia stabilisce anche la primazia in termini d’iscrizioni rural-agroalimentari, anteponendosi a Turchia e Belgio. Dal Trentino al Lazio, dalla Campania alla Puglia la cartina geografica nazionale è ormai punteggiata di luoghi-simbolo.<br />
Dopo la<strong> dieta mediterranea</strong>, la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (TP), l&#8217;arte del pizzaiuolo napoletano, la tecnica dei <strong>muretti a secco</strong> e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe e del Prosecco, il riconoscimento circa la transumanza concerne ancor più l&#8217;Italia intera, coinvolgendo infatti comunità individuate dal dossier di candidatura (originato da Amatrice dopo il terribile sisma) come diverse tra loro ma unite da un fil rouge antico: Amatrice (Rieti), come detto, Frosolone (Isernia), Pescocostanzo e Anversa degli Abruzzi (L&#8217;Aquila), Lacedonia (in Alta Irpinia, Avellino), San Marco in Lamis e Volturara Appula (Foggia), nonché aree lucane, lombarde, trentine (Val Senales)&#8230;<br />
I pastori – la cui attività risulta fra le più sostenibili ed efficienti &#8211; inevitabilmente possiedono una profonda conoscenza degli habitat, delle armonie tra l’uomo e i cicli della natura circostante, e – last not least &#8211; dei veloci cambiamenti climatici in atto: dal Molise alla Valle d&#8217;Aosta, dal Veneto alla Sardegna essi pertanto garantiscono un (insostituibile) presidio fisico e personale del territorio, ed una perpetuazione preziosa di usi zootecnici e caseari lungo itinerari quanto mai “autentici” come le vie dei pascoli. Ovvie anche le connessioni col settore turismo, dal momento che gli ospiti sempre più desiderano <strong>sperimentare</strong> anche in Italia vacanze attive, green, relazionali, all’insegna del buonessere (amico lettore per saperne di più sulle tendenze in atto clicca <a href="https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts">https://www.sabatelli.it/?product=libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts</a>).<br />
<strong>E la Liguria?</strong> In Liguria il pensiero viaggia verso le aree più montane e talora più appartate, la val d’Aveto a levante, Bardineto (SV) in alta val Bormida, la valle Arroscia, Monesi e Mendatica (IM) ormai ad un passo dalla cultura ormeasca ed occitana del Cuneese, Triora (IM)…<br />
Ligucibario® racconta da anni anche <strong>la cucina bianca, coi menu “malgari”</strong>, e il forte impiego di farinacei, latticini (tome, brusso), patate, porri, aglio, rape, pasta (sovente senza uova e condita sovente senza pomodori), castagne, miele, per confezionare piatti unici e corroboranti, dato che gli inverni, ieri ancor più d’oggi, imponevano calorie, ovvero creatività in base a quel che c’era.<br />
Queste culture, tuttavia, <strong>queste economie, avranno un futuro?</strong> O le criticità nell’organizzazione e nel marketing, nella distribuzione commerciale, nel dialogo quotidiano con la burocrazia, nella conoscenza delle lingue del mercato, nella promozione su web e social ne decreteranno la progressiva scomparsa?<br />
<strong>Ofelè fa el to mesté</strong>: chi, come me e Luisa Puppo, si occupa di comunicazione e formazione, sarebbe lieto di proporre ai cosiddetti “players” qualche riflessione operativa in merito, dato che finora &#8211; temo &#8211; molti progetti forse non son valsi a portare in loco neppure un turista in più&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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