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	<title>Ligucibario &#187; microimpresa famigliare</title>
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		<title>Impresa, le &#8220;cattive prassi&#8221; della comunicazione online</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 14:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Impresa, le &#8220;cattive prassi&#8221; online&#8230; In molti contesti si accenna a “buone prassi”. Relativamente in pochi, tuttavia, si approfondiscono quelle “cattive”. In una stagione storica dominata – e mi riferisco qui all’àmbito professionale – da web e social media, è sbalorditivo come l&#8217;impresa &#8211; anzi, tante imprese, specie le microimprese a classica gestione famigliare &#8211; ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/impresa-le-cattive-prassi-online/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25024" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/unsplash.jpg"><img class="size-medium wp-image-25024" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/unsplash-300x200.jpg" alt="photo credits: unsplash" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">photo credits: unsplash</p></div>
<p>Impresa, le &#8220;cattive prassi&#8221; online&#8230;</p>
<p>In molti contesti si accenna a “buone prassi”. Relativamente in pochi, tuttavia, si approfondiscono quelle “cattive”. In una stagione storica dominata – e mi riferisco qui all’àmbito professionale – da <strong>web e social media</strong>, è sbalorditivo come l&#8217;impresa &#8211; anzi, tante imprese, specie le microimprese a classica gestione famigliare &#8211; ancora si muova online senza una strategia né una guida, all&#8217;insegna del <strong>fai-da-te ad ogni costo</strong>, e dunque – poiché ciò che non è buona prassi può essere automaticamente una cattiva prassi – autodanneggino, anziché favorirla, la propria <em>reputation</em>…</p>
<h2>Impresa e comunicazione</h2>
<p>La comunicazione (e la comunicazione di impresa) in questi anni è tempestosamente cambiata, certo, ma chiunque mastichi un po’ di <strong>marketing</strong> sa che (per alberghi, ristoranti, negozi, artigiani…) alcune regole di ieri valgono ancora e sempre, e non tutto è solo e semplicemente sbornia digitale, non tutto può esser delegato ad una tastiera di computer, <strong>senza un obiettivo chiaro</strong> e senza linee guida per raggiungerlo. Penso che Veronica Gentili stessa, una social media marketing expert che spesso leggo e sempre apprezzo, sposerebbe la mia tesi.</p>
<p>Personalmente, abito dentro i social il minimo indispensabile, solo per ragioni di lavoro, senza mai – mai &#8211; pubblicare alcun contenuto di natura “privata”. Scrollando i post altrui mi imbatto in soggetti che non solo utilizzano lo strumento in modo errato, ma continuamente mescolano lavoro e sfera personale, il che è un modo perfetto per &#8220;disorientare&#8221; il possibile cliente dell&#8217;impresa. Ecco quindi, se magari mi riferissi ad una trattoria, la foto di un piatto, poi un riferimento alle Olimpiadi o al calcio, poi un selfie enigmatico, poi un modo di dire locale, poi l’immagine di un tramonto o di un&#8217;escursione, poi la nostalgia affettuosa per un defunto o per un cagnolino, poi un altro piatto, o un vino, poi una poesia o un concerto, poi gli auguri a qualcuno, e avanti così… E&#8217; impressionante sui social la quantità di tempo e di spazi mentali che viene divorata dalle futilità&#8230; Zero lo <a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-food-wine/"><strong>storytelling</strong></a> (quello commercialmente attrattivo), zero o quasi le info di una qualche utilità e suggestione, ovvero capaci di “incidersi” in chi legge, così da generare vere interazioni/conversioni.</p>
<p>Tornerò presto sul tema, con alcuni primi suggerimenti concreti per migliorare, senza fatica e senza esborsi, la presenza online in termini di immagine e di risultati (è davvero un peccato disperdere energie e risorse) dell&#8217;impresa. Dunque, amico lettore, e imprenditore, stay tuned! E <a title="impresa, le buone prassi della comunicazione online" href="https://www.ligucibario.com/impresa-le-buone-prassi-della-comunicazione-online/" target="_blank">qui trovi il link</a> al secondo articolo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Artigianato, se ci sei&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 14:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In una newsletter, inviatami da CNA, recupero la presentazione del “disegno di legge per il rilancio e la valorizzazione dell’artigianato artistico tradizionale”. Fra i contenuti prioritari individuati legislativamente, il riconoscimento giuridico della bottega storica e artigiana; una cedolare secca sul reddito da locazione di unità immobiliari adibite a laboratori per arti e mestieri; la formazione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/artigianato-se-ci-sei/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20517" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/016-225x300.jpg" alt="016" width="225" height="300" /></a>In una newsletter, inviatami da CNA, recupero la presentazione del “<strong>disegno di legge per il rilancio e la valorizzazione dell’artigianato artistico tradizionale</strong>”. Fra i contenuti prioritari individuati legislativamente, il riconoscimento giuridico della bottega storica e artigiana; una cedolare secca sul reddito da locazione di unità immobiliari adibite a laboratori per arti e mestieri; la formazione e l’apprendistato; un marchio di qualità per i prodotti; la regolamentazione dell’hobbismo.<br />
Occupandomi da tanti anni di territorio e turismo, l’artigianato (al pari dell’enogastronomia) è per natura un mio àmbito d’intervento consulenziale. Me ne sono occupato internamente a progetti regionali ed europei, ad eventi di portata nazionale (<em>Festival nazionale del biologico</em> a Varese Ligure, 2015&#8230;), a pubblicazioni di marketing, sempre auspicando per le produzioni artigiane <strong>un ruolo assai maggiore dentro l’offerta turistica e culturale ligure</strong> (“vie artigiane” ed altro)… Tanto più in un’ottica di fruizione dei territori davvero autentica, sensoriale ed esperienziale.<br />
Da <strong>un protocollo fra CNA Liguria ed Università degli studi di Genova</strong> (dip. Economia, corso in Scienze del turismo) discende non a caso anche quel laboratorio formativo di 24 ore, sul turismo esperienziale connesso all&#8217;artigianato, che da 5 anni tengo con Luisa Puppo presso il Polo imperiese, e che nella quarta edizione approdò anche ad un volume, redatto in gran parte dagli studenti.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/copertina-foto-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20516" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/06/copertina-foto-2-300x168.jpg" alt="copertina foto 2" width="300" height="168" /></a>Credo che quanto sopra sia “prova” bastante dell’attenzione che rivolgo a produzioni (e botteghe) nelle quali la passione e l’impronta dell’uomo sono davvero ancora centrali, a produzioni che rappresentano l’antitesi della serialità industriale, la quale talvolta standardizza sino all’anonimia i propri output… Occorre tuttavia precisare che, già in epoca ante-covid, fra tante italiche crisi anche l’artigianato aveva denotato <strong>quasi 166mila chiusure in 10 anni </strong>(<a href="https://www.ligucibario.com/luisa-puppo-ad-agritravelexpo-bergamo/" target="_blank">clicca questo link</a>); ciò a conferma di una fragilità del comparto, caratterizzato quasi <em>in toto</em> da modelli di microimpresa famigliare. Non è questa la sede per tornare su tali vulnerabilità (quanto meno di management e di marketing), che espongono l’artigianato italiano anzitutto all’assalto costante dei gruppi oligopolisti, dei competitor sovradimensionati, dell’e-commerce. Basti dire che le regole di ieri non valgono più in un contesto di accelerazioni e turbolenze violente, di nuove logiche distributive, di battaglie basate solo sul prezzo…<br />
Come intervenire, dunque? Chi fa il mio mestiere adotta il detto “<strong>chi ha tempo non aspetti tempo</strong>”, ed anche in questo caso urgono misure più che mai tempestive (come per altri comparti, le tutele corporative e le rendite di posizione stanno da anni mostrando la corda). Se il turismo può costituire (originando clientela ed elevando reputazioni) un possibile volàno di business – integrativo &#8211; , e così in effetti è, occorre allora che gli artigiani vi si volgano più consapevolmente e sensibilmente. Sono – da tempo &#8211; decine e decine i <strong>casi-studio di successo</strong> (i benchmark) cui ispirarsi, e lo “spionaggio industriale” rivela che le buone prassi altrui sovente valgono/varrebbero anche qui, beninteso contestualizzandole… Basta un poco di curiosità e digitando <strong>su Google</strong> “artigianato e turismo” appaiono quasi 10 milioni di risultati, da Volterra a Pinerolo, dal Veneto alle Marche…, e forme di <strong>trekking urbano fra atelier e negozi di prossimità</strong> che dimostrano come “fare rete” faccia la differenza, e come l’autentico made in Italy rivitalizzi borghi, ospitalità, brand e&#8230;fatturati.<br />
Ma l’artigianato che s’apre ed accoglie 1)deve padroneggiare (almeno) la lingua inglese, 2)deve presidiare web e social media così da dialogare con gli interlocutori già online, 3)deve denotare idonee capacità di storytelling, perché gli ospiti chiedono sempre più di conoscere a fondo le comunità locali (e le loro quotidianità), chiedono racconti, emozioni, relazioni umane, genius loci…<br />
In altre parole, <strong>l&#8217;artigianato deve investire in formazione</strong>, deve credere nel lifelong learning assai più di quanto non abbia sin qui fatto, deve convincersi che esistono occasioni di training operative, concrete, non teoriche e distanti, e che un'&#8221;aula&#8221; è talvolta il miglior luogo per apprendere, porsi in discussione, confrontarsi con colleghi, migliorarsi, <strong>cogliere le nuove sfide del mercato</strong>.<br />
Chi c’è, vi prego, batta un colpo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/artigianato-se-ci-sei/">Artigianato, se ci sei&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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