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	<title>Ligucibario &#187; maltosio</title>
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		<title>Focaccia genovese!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 08:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/DSCN3307.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20152" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/02/DSCN3307-300x225.jpg" alt="DSCN3307" width="300" height="225" /></a>Focaccia genovese!</p>
<p>Sul blog dell’associazione culturale “Genova World”, di cui ho l’onore e il piacere d’essere direttore scientifico, ho caricato tempo fa (<a title="umberto curti focaccia genovese con pasta madre" href="https://genovaworld.blogspot.com/2020/11/scrive-il-giornalista-scrittore.html" target="_blank">clicca qui</a>) la mia ricetta di focaccia genovese con <strong>pasta madre. Stavolta, viceversa,</strong> Ligucibario® proporrà una ricetta più “easy”, con lievito di birra fresco, perfetta da sperimentare a casa. Prevedere comunque, dall’inizio sino a fine cottura, 3,5 ore di lavorazione. La focaccia classica, ovviamente, è purtroppo &#8220;proibita&#8221; a quanti soffrano di celiachia.</p>
<p>Hai una teglia, moltiplica lato x lato e dividi per il numero fisso 2,4, otterrai così la quantità in grammi d’impasto da lavorare (in questo caso per una focaccia genovese).<br />
Esempio teglia 40x60cm : 2,4 = 1000g ovvero 1kg.<br />
Pertanto, per una teglia casalinga 30x40cm lavoreremo &#8211; indicativamente &#8211; 500g d’impasto.</p>
<p>200g di farina ‘0’ (W&gt;260)<br />
125g di farina Manitoba (in questo caso bio “Mulino Marino”)<br />
170ml di acqua a temperatura ambiente<br />
5g di maltosio (consistenza mou, oppure zucchero di canna…)<br />
7g di sale fino marino integrale<br />
8g di (vero) lievito di birra fresco stemperato in un cucchiaio d’acqua tiepida<br />
15ml di extravergine (mai sansa o strutto).</p>
<p>Mescolare fra loro le due farine. Impastare col gancio, o a mano in un bacile, gli ingredienti (nell’ordine farine, acqua, maltosio, sale, lievito, olio), incorporando l’acqua non tutta insieme, e ovviamente “distanziando” il più possibile sale e lievito. Raccomando di usare lievito giovane, non scaduto* e d’impastare sino ad assorbimenti completi. Riposare la massa una decina di minuti, ben coperta da un panno. Su una madia via via infarinata effettuare alcune pieghe come per un fagotto a 4 lembi, l’energia del movimento agevolerà la formazione di glutine, pirlare sommariamente (cucitura sotto) e di nuovo riposare la massa 30 minuti, coperta. Ora stenderla a rettangolo con un mattarello, e con movimento deciso disporla nella teglia a bordo basso, che s’era già spennellata d’olio (circa 12ml). Riposare, coperto, altri 20-30 minuti. Dopodiché spolverare con un po’ della farina ‘0’ e iniziare ad estendere delicatamente (senza premere) l’impasto verso i bordi della teglia, livellare bene (spessore ½ cm circa) e giungere sino agli angoli, ma badare di non creare un vero cornicione tipo pizza. Nuovo riposo, coperto, di 60 minuti. Preparare una “salamoia” con 85ml d’acqua a temperatura ambiente, 5g di sale, 25-30ml di extravergine. Spolverare nuovamente di farina la focaccia e iniziare coi polpastrelli o le nocche a realizzare – come un pianista… &#8211; i tipici ombelichi (ömbrissalli), le tipiche cavità della focaccia, ovviamente senza bucare. Dentro a questi alveoli si avvalla la salamoia determinando un differenziale di cottura, e di texture, golosissimo al gusto. Ultimo riposo almeno di 45-60 minuti, non coperta. La cottura è in forno statico (a metà altezza), preriscaldato a 220°C, per 14-18 minuti massimo, attenzione a non bruciarla (ognuno conosce il proprio forno…). Quando è pronta, dorata, e ambrata dal maltosio, allestirla su una gratella così che l’aria sottostante impedisca che si ammolli, poi lucidarla con pennellate d’olio e, naturalmente, degustarla…capovolta (le “strisce” a Genova sono di circa 1hg, per le “slerfe” non v’è limite…). L’abbinamento d’eccellenza è ad es. con un Vermentino delle DOC liguri, ma il breakfast rituale prevede anche, o soprattutto, il cappuccino.<br />
* sulla confezione delle tavolette dev’essere precisato “lievito di birra” o “saccaromyces cerevisiae”<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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