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	<title>Ligucibario &#187; malattie autoimmuni</title>
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		<title>Celiachie, intolleranze, gluten sensitivity</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2024 06:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Parte prima (a questo link la parte seconda) Ricorre in questi giorni la decima edizione della “Settimana nazionale della celiachia”. La storia dell’umanità &#8211; e della cerealicoltura &#8211; ci rivela alcuni fenomeni. Da caccia e raccolta, azioni basiche di sopravvivenza per procacciarsi selvaggina e frutti, l’umanità, come noto, è via via evoluta verso la coltivazione e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/celiachie-intolleranze-gluten-sensitivity/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/20190912_162812.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22715" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/05/20190912_162812-300x168.jpg" alt="20190912_162812" width="300" height="168" /></a></p>
<p><em><strong>Parte prima</strong></em></p>
<p>(<a title="celiachia, intolleranze, gluten sensitivity" href="https://www.ligucibario.com/celiachie-intolleranze-gluten-sensitivity-2/" target="_blank">a questo link</a> la parte seconda)</p>
<p>Ricorre in questi giorni la decima edizione della “Settimana nazionale della celiachia”.</p>
<p>La storia dell’umanità &#8211; e della cerealicoltura &#8211; ci rivela alcuni fenomeni. Da caccia e raccolta, azioni basiche di sopravvivenza per procacciarsi selvaggina e frutti, l’umanità, come noto, è via via evoluta verso la coltivazione e l’allevamento, e verso un tempo in cui la stanzialità indusse anche le prime urbanizzazioni * &#8230; Il “grano moderno”, che contiene più glutine rispetto alle “antiche varietà”, oggi ci nuoce perché la digestione, come forma di memoria biologica, non si è evoluta/adattata con la stessa velocità degli attuali trend agricoli? È qui la causa di intolleranze, celiachia e “indecifrabili” gluten sensitivity che conducono sempre più persone dal medico? La celiachia, ove non diagnosticata e trattata con l&#8217;eliminazione totale del glutine dalla dieta e quindi il ricorso a farine di mais, ceci, castagne, grano saraceno&#8230;, può &#8211; come noto &#8211; condurre a morte.</p>
<p>Si badi, le prime varietà di grano, avena, orzo e segale non erano comparabili alle attuali. La componente glutinica, la proteina derivante da gliadina e glutenina, era residuale. E il profilo degli aminoacidi si è modificato in maniera molto significativa. Infatti, le proteine hanno una &#8220;qualità&#8221; molto più bassa rispetto al passato.</p>
<p>Solo attraverso le &#8211; discutibili, invasive &#8211; prassi di selezione moderna (finalizzate a nanizzare le piante e ad ottenere maggiori rese e profitti…) il grano è cambiato. La ragione?: maggiore è la quantità di glutine nel cereale, “migliore” sarebbe – si dice &#8211; l’esito pratico della panificazione, in termini di struttura dei lievitati, ottenuta più rapidamente e facilmente. A ciò talora si aggiungano, purtroppo, le farine mutate geneticamente ** , i miglioratori enzimatici messi a disposizione dalla chimica, gli scadenti olii di sansa, i mille additivi, insomma tutte le worst practices contro cui Ligucibario® si è negli anni scagliato di continuo&#8230;</p>
<p>L&#8217;intolleranza al glutine è, come noto (e come vedremo anche in base ad una recente scoperta archeologica presso Cosa), il risultato anzitutto di una predisposizione genetica ma &#8211; in concreto &#8211; anche di fattori di pressione ambientale. Ovvero l&#8217;incidenza aumenta quando aumentano i consumi di glutine nella popolazione, e quando (sebbene alcuni pareri non concordino) si abbreviano i periodi di allattamento al seno del neonato e si introduce precocemente il glutine nella sua dieta. Premesso che una madre celiaca può serenamente allattare, l&#8217;allattamento è comunque una fase quanto mai preziosa per il neonato, che se possibile non ne andrebbe mai privato.</p>
<p>Oggi si ipotizza in un 15% la percentuale di persone che debbono astenersi o che, anche praticando &#8211; per così dire &#8211; l&#8217;autodiagnosi, decidono di astenersi dal glutine&#8230;</p>
<p>Nel 1600-1700, soprattutto nel Nord Europa, a causa dell&#8217;elevato tasso di abbandono infantile sappiamo che già dopo le prime settimane di vita si nutrivano i neonati non al seno materno o delle bàlie ma con pappe di pancotti di cereali, e questo <em>trend</em> si è mantenuto fino agli inizi del 1900. Con l&#8217;avvento pieno dell&#8217;industrializzazione e durante i periodi d&#8217;emergenza bellica, poi, la situazione peggiorò perché le donne, dovendo recarsi a lavorare negli opifici, non avevano il tempo materiale per allattare, perciò svezzavano i loro figli molto precocemente.</p>
<p>Durante i primi decenni del 1900 la coltivazione del grano (col duro soprattutto si pastifica e col tenero soprattutto si panifica *** ) ha surclassato tutte le altre coltivazioni diffuse in precedenza, tanto che alcune sono andate qui e là progressivamente &#8220;estinguendosi&#8221;: e se negli ultimi 40 anni il consumo di glutine è rimasto grosso modo stabile, si è ancora accorciato sensibilmente il periodo di allattamento al seno; verosimile che la sommatoria di tutti questi fattori abbia incrementato la frequenza delle patologie autoimmuni, forse anche perché le difese immunitarie, non essendo più chiamate di continuo a fronteggiare gravi infezioni, grazie al migliorato tenore di vita delle società benestanti, risultano destabilizzate e quindi più vulnerabili ad aggressioni di tipo allergico. Peraltro, è evidente in parallelo che il consumo di farine quasi sempre raffinatissime (la &#8217;00&#8217; e la &#8216;0&#8217;), anziché integrali o quantomeno semintegrali (la &#8216;2&#8217; e la &#8216;1&#8217;), introduca nell&#8217;organismo quasi soltanto amido e glutine, poiché la raffinazione industriale, a differenza di quella a pietra, priva purtroppo la materia prima di tutte le sue componenti importanti (fra cui germe, sali minerali, fibra)&#8230;</p>
<p>Secondo Guy Delespesse, docente all&#8217;Università di Montreal, dove dirige anche il Laboratorio di ricerca sulle allergie, esiste inoltre una (netta) correlazione inversa fra i livelli di igiene e l&#8217;incidenza di allergie e malattie autoimmuni. Nel senso che un contesto troppo &#8220;sterile&#8221; predispone alla patologia&#8230;<br />
* per approfondimenti si veda anche il mio, relativamente recente, &#8220;Il cibo in Liguria dalla preistoria all&#8217;età romana&#8221;, ed. De Ferrari, Genova<br />
** chi voglia risalire a monte della questione verifichi che è già del 1974 il brevetto ENEA circa il grano &#8220;creso&#8221;<br />
*** ma ad es. il celeberrimo, antico pane DOP di Altamura si impasta rigorosamente con grano duro&#8230;</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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