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	<title>Ligucibario &#187; lazzaro acquarone</title>
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		<title>Lettera da Lucinasco</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 21:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Lettera da Lucinasco&#8230; Potessero le mie parole (ma non potranno) restituire ai lettori un poco della magia che a Luisa e me è toccata in sorte un tardo mattino di fine ottobre a Lucinasco, “cuore” dell’imperiese, 500 m di altitudine e nemmeno 300 abitanti… &#160; &#160; &#160; Nella casa di Cristina Armato, anzitutto, il caffè, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/lettera-da-lucinasco/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0607.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17450" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0607-300x225.jpg" alt="DSCN0607" width="300" height="225" /></a>Lettera da Lucinasco&#8230; Potessero le mie parole (ma non potranno) restituire ai lettori un poco della magia che a Luisa e me è toccata in sorte un tardo mattino di fine ottobre a <strong>Lucinasco</strong>, “cuore” dell’imperiese, 500 m di altitudine e nemmeno 300 abitanti…</p>
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<p>Nella casa di <strong>Cristina Armato</strong>, anzitutto, il caffè, gli uliveti, il piccolo museo “di famiglia”, e il panoramico giardino con gazebo.<br />
Ovunque <strong>la taggiasca</strong>, in via di raccolta, sana soda viva, senza mosche né vermetti a tormentarla.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0613.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17451" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0613-300x225.jpg" alt="DSCN0613" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Poi nel Museo e casa contadina “<strong>Lazzaro Acquarone</strong>” (scultore e pattiere), sotto i resti del castello, la frugale vita quotidiana scandita dagli spazi dell’abitare e dagli attrezzi del lavoro, anche qui – dove si campava d’ulivi, castagni e greggi &#8211; un’atmosfera autentica, quasi mistica, che induce al silenzio e al raccoglimento, via dalla pazza folla…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0641.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17452" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0641-300x225.jpg" alt="DSCN0641" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>E ancora nell’<strong>Oratorio dei disciplinanti di San Giovanni Battista</strong>, gioiellino incastonato fra le austere pietre delle case, col Cristo vegliato (strabiliante in tutto il gruppo ligneo quattrocentesco la cura scultorea del dettaglio, dal costato trafitto, alle vene lungo i polpacci, alle commoventi figure in piedi). Qui ho ascoltato con piacere Alessandro Giacobbe, cultore della storia locale.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0663.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17453" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0663-225x300.jpg" alt="DSCN0663" width="225" height="300" /></a></p>
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Il museo prosegue anche sul territorio, attraverso risorse della natura, del paesaggio antropizzato, della ruralità agricola, ligure che più ligure non si potrebbe, incoraggiando il turista verso autonomi percorsi di scoperta: edificazioni devozionali, infiniti muretti a secco lungo le fasce terrazzate, &#8220;caselle&#8221;, segni votivi, pozzi per il bagno della canapa, ponti, vasche, camminamenti per muli ed uomini&#8230;<br />
Infine, last not least, nel<strong>l’azienda di Carlo Siffredi</strong>, dove i fiscoli non torchiano più le drupe, sul pavimento non vedi neppur un residuo di lavorazione, ma è rimasta la vocazione di produrre l’olio secondo natura, cedendo rispettosamente la parola a sua maestà la cultivar locale.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17454" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Lucinasco si estende su 819 ettari, e non a caso più della metà sono uliveti. E’ verosimile che la taggiasca sia &#8211; anche qui &#8211; “merito” di frati, che ne diffusero l’attecchimento tramite l’innesto a spacco, agevole quanto ad esecuzione. Quest&#8217;anno vi sono state alcune criticità in fase di allegagione, e la raccolta, a causa di alte temperature e costanti siccità, avviene in anticipo, forse con un frutto &#8211; nel complesso &#8211; un poco più pungente e amaro. Chi ha ben potato e ben irrigato potrà verosimilmente godere di un&#8217;annata eccellente.</p>
<p>Garanzia qualitativa, mi garba affermarlo forte e chiaro, ne è oggi la DOP, istituita nel 1997, che in Liguria regala nelle <strong>3 sottozone (Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente savonese e Riviera di Levante)</strong> eccellenze oggettive, diverse fra loro, e molto caratterizzate. Un nutraceutico perfetto in accostamento a piatti vegetali, pesci e molluschi di cucine delicate, panissa di mais, finanche &#8211; tuttavia &#8211; carpacci di fassona…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0682.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17455" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0682-300x225.jpg" alt="DSCN0682" width="300" height="225" /></a>Ma a Lucinasco s’incontrano anche – talora in comproprietà coi borghi dirimpetto &#8211; <strong>ravioli di borragine, coniglio al timo, lumache, capra coi fagioli, frittelle salate e dolci</strong>.</p>
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<p>Liciniascum, antico fundus, <strong>villa cum agro fundus dicitur</strong>, recitavano i Digesti. Le persone che vi ho incontrato, che mi hanno accolto, che mi hanno aperto sorridenti le loro porte sono persone rimaste a vivere qui, per amore del territorio, hanno puntato sulla custodia delle tradizioni, hanno intravisto – per sé e per i figli &#8211; il futuro anche nella memoria, nell’oro delle olive, nella decenza appartata che sarebbe piaciuta a Eugenio Montale, uomo di Levante.<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0586.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17456" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0586-300x225.jpg" alt="DSCN0586" width="300" height="225" /></a>Dedico loro queste righe, ma anche alle persone che mi sono più “vicine” professionalmente, sono certo che non poche adorano Lucinasco, e qualcuna mi dà ascolto e si sta mettendo in viaggio. Non mi stancherò di ripeterlo: sulle tavole dei ristoranti liguri io vorrei incontrare sempre olio extravergine DOP Riviera Ligure (e, parafrasando John Lennon, “potresti forse definirmi un sognatore, però non sono il solo”).<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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