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	<title>Ligucibario &#187; its santa margherita ligure</title>
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		<title>Storytelling al modo di Ligucibario</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 10:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Proseguono le mie lezioni di storytelling all’ITS (“per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network”) in corso presso Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure… La lezione questa volta ha preso spunto specificamente da buone ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storytelling-al-modo-di-ligucibario/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25851" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/HPIM4788.jpg"><img class="size-medium wp-image-25851" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/HPIM4788-300x225.jpg" alt="santa margherita ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">santa margherita ligure</p></div>
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<p>Proseguono le mie lezioni di storytelling all’ITS (“per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network”) in corso presso Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure…<br />
La lezione questa volta ha preso spunto specificamente da buone prassi altrui: Sale San Giovanni in Piemonte, Talamone in Toscana, l’urbsturismo in Basilicata, Bregenzerwald in Austria, Grasse in Provenza, Ballyhoura in Irlanda…<br />
Ovvero esplorando identità territoriali, borghi, agricolture, tradizioni, produzioni tipiche…<br />
Si tratta infatti, nella mia visione, anzitutto di trasferire agli allievi una maggior conoscibilità della Liguria proprio in termini di genius loci, di mood, così che possano catturarlo e trasferirlo in quel che racconteranno, on e offline, ai sensi del turista.<br />
C’è tutto un lessico oggi da padroneggiare, per descrivere il come oltre che il dove dei luoghi, e prefigurare / direzionare questo “come” verso i migliori target.<br />
Lo storytelling in tal senso esige autenticità, chiarezza, concretezza ed emozionalità, tanto più oggi che il turismo – per dirla con il manager catalano Ejarque – tende “psicologicamente” ad esser sempre più short and low, active and slow, sense and custom. Sempre più esperienziale.<br />
Con gli allievi sto quindi condividendo tutte le urgenze circa un linguaggio che sia sintetico e coinvolgente, e che possa trovar spazio, competitivamente, nel mare magnum della comunicazione odierna.<br />
E quello spazio offrirlo ad un’immagine della Liguria compiutamente mediterranea e al passo coi tempi (del marketing).<br />
C&#8217;è molto lavoro ancora da fare, occorre fra l&#8217;altro sensibilizzare un tessuto di microimprese famigliari che fino a tutto il secolo scorso poté beneficiare di una certa rendita di posizione, ma che poi è stato scosso da deregulation e turbolenze di mercato acceleratissime (10 anni valgono ormai un&#8217;era geologica), che impongono e imporranno a titolari e staff di aggiornarsi quasi costantemente: storytelling, lingua inglese, uso di web e social&#8230;<br />
Confido quindi, in conclusione, che i miei giovani allievi saranno tra coloro che diffonderanno i giusti verbi. In bocc&#8217;al lupo!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Food tourism in Genoa&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 10:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/allievi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21260" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/allievi-300x168.jpg" alt="allievi" width="300" height="168" /></a>Nell’àmbito delle docenze di <strong>Tourism English</strong> sul percorso ITS “<em>Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network</em>” che sto tenendo a Santa Margherita Ligure (GE), venerdì 18 novembre gli allievi hanno viaggiato alla volta di Genova per una lezione “dal vivo” nel centro cittadino, con particolare riferimento agli aspetti di “check in” (percorsi, pedonalizzazioni, segnaletiche…), di risorse gastronomiche, e di permanenza loisir degli ospiti stranieri. La città che Petrarca, con un&#8217;espressione divenuta storica, definì “<em>Superba per uomini e per mura</em>” orienta oggi il proprio vasto downtown, come noto, a molteplici target anche internazionali. Io, <strong>come Umberto Curti</strong>, appartengo ad una generazione che in gioventù si doleva della pressoché totale assenza di turisti in città, ma col tempo molte cose (e mi permetto di dire: anche grazie a società di consulenza come la mia) sono cambiate, e intendo in meglio. Poiché durante alcune ore d’aula avevo approfondito con gli allievi <strong>la percezione della Liguria e di Genova</strong> presso alcuni contesti esteri, il momento didattico che ho ideato, tanto nelle vie più “solenni” che nei <em>carruggi</em> più “autentici”, è valso, ancora una volta, a sottolineare l’importanza di una narrazione in lingua inglese – on e offline – credibile nei contenuti, originale nelle suggestioni, e mirata nei linguaggi. &#8220;Local content is king&#8221;, si usa dire… In un susseguirsi di palazzi patrizi, musei, mercati ortofrutticoli, botteghe storiche e (doverosi) assaggi di her majesty <strong>la focaccia</strong> (cui Umberto Curti 11 anni fa ha perfino dedicato un libro), gli allievi hanno potuto via via respirare il <em>genius loci</em>, l’atmosfera mediterranea di Genova, in qualche modo la “biodiversità” che, quasi sempre, rende le <em>urbs</em> portuali diverse &#8211; e più animate &#8211; delle altre. Certo, il lavoro è sempre in progress, perché le destinazioni culturali &#8220;guerreggiano&#8221; su un mercato molto competitivo, fra concorrenti quanto mai dinamici. Ma le giovani generazioni &#8211; specie quelle appassionate della terra in cui sono nate, vivono, si radicano &#8211; potranno recare un contributo importante. Spero e credo che il 18 novembre sia stata una mattinata molto particolare, molto formativa, e per certi versi memorabile. Ad maiora, quindi!</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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