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	<title>Ligucibario &#187; ISS</title>
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	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
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		<title>Avamposto42 e le nuove frontiere del cibo. Il ruolo della gastronomia sulla Stazione Spaziale Internazionale.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 17:48:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione e nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[ISS]]></category>
		<category><![CDATA[nuove frontiere del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'alimentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il cibo, nelle sue mille sfaccettature, è un argomento di confronto potenzialmente inesauribile, che attraversa diversi ambiti della società e del sapere. A tal proposito, ci spostiamo un po&#8217; più&#8230; in alto e vi consigliamo di farvi un giretto su Avamposto 42, un progetto di ASI ed ESA, le agenzie spaziali italiana ed europea, rispettivamente. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/avamposto42-nuove-frontiere-cibo-ruolo-gastronomia-stazione-spaziale-internazionale/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16060" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2014/06/food_tasting_in_star_city.jpg" alt="Test cibo di bordo a Star City (Moscow Oblast)" width="640" height="445" /></p>
<p>Il cibo, nelle sue mille sfaccettature, è un argomento di confronto potenzialmente inesauribile, che attraversa diversi ambiti della società e del sapere. A tal proposito, ci spostiamo un po&#8217; più&#8230; in alto e vi consigliamo di farvi un giretto su <strong><a title="Avamposto 42" href="https://avamposto42.esa.int/" target="_blank">Avamposto 42</a></strong>, un progetto di ASI ed ESA, le agenzie spaziali italiana ed europea, rispettivamente.</p>
<p>Avamposto 42 è, prima di tutto, un diario di bordo rigoroso, ma interessante e godibile, che seguirà le fasi della missione 42/43 <em>Futura</em> sulla Stazione Spaziale Internazionale, la cui partenza è prevista per la fine di novembre di quest&#8217;anno. Protagonista è Samantha Cristoforetti (<a href="https://twitter.com/AstroSamantha">@AstroSamantha</a>), prima donna astronauta italiana e, tra pochi mesi, prima italiana a volare nello spazio.</p>
<p>Sotto gli auspici del 42, numero carico di aspettative, come ci ha insegnato il buon <a title="Guida galattica per gli autostoppisti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guida_galattica_per_gli_autostoppisti_%28romanzo%29">Douglas Adams</a>, Samantha alternerà il duro lavoro che la aspetta sul laboratorio orbitante della ISS alla comunicazione dello stesso attraverso il portale di Avamposto 42: un tramite, nei sei mesi della missione, tra noi inchiodati quaggiù e la vita sulla Stazione Spaziale, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Spaziale_Internazionale">in orbita terrestre bassa, tra 278 e 460 km di altitudine</a>.</p>
<p>Per tornare alla premessa, Samantha ha scelto di concentrare gran parte della propria attività divulgativa e comunicativa su uno specifico aspetto dei viaggi spaziali, apparentemente secondario agli occhi di noi profani, quello legato all&#8217;alimentazione e nutrizione degli astronauti:</p>
<blockquote><p>&#8230;come spesso fanno gli astronauti europei, scelsi un tema a me caro da approfondire nelle attività di comunicazione della missione: la nutrizione. Volevo parlarne, perché nella mia storia personale l’acquisizione di poche, semplici conoscenze sull’interazione tra il cibo e il nostro corpo ha avuto un effetto molto positivo in termini di salute e benessere.<br />
Vorrei che sempre più persone posseggano le semplici conoscenze necessarie per fare scelte alimentari consapevoli, che permettano di godere della vita pienamente e a lungo. Allo stesso tempo vorrei che sempre più persone conoscessero la sfida dell’esplorazione spaziale, un affascinante viaggio collettivo dell’umanità per allargare le possibilità della nostra specie.</p></blockquote>
<p>Non a caso, tra i partners di Avamposto 42 troviamo anche Slowfood e Argotec, azienda aerospaziale italiana impegnata nella ricerca in svariati settori dell&#8217;esplorazione spaziale, tra cui anche lo studio e lo sviluppo di alimenti specifici per gli astronauti.<br />
Leggendo i contributi già pubblicati nella sezione <strong><a href="https://avamposto42.esa.int/osteria/" target="_blank"><em>Osteria ai confini dell&#8217;universo</em></a></strong> &#8211; altra strizzatina d&#8217;occhio alla <em>Guida</em> &#8211; scopriamo che ormai è decisamente lontana l&#8217;immagine, consolidata in tanta cultura popolare, dell&#8217;astronauta rassegnato a &#8220;mangiare male&#8221;, i cui pasti si limitano all&#8217;assunzione di pilloloni e gelatine di sintesi, tanto efficaci quanto tristi.</p>
<p>Oggi non si parla certo di allegre tavole imbandite e di lunghe successioni di portate (anche perchè le tavolate sono <a href="https://avamposto42.esa.int/blog/la-nostra-osteria-ai-confini-delluniverso-2/" target="_blank">così&#8230;</a>), ma di momenti di break programmati, durante i quali il cibo e l&#8217;esperienza del cibo riescono comunque a ritrovare una centralità.</p>
<p>Questo perchè i pasti di Samantha Cristoforetti e degli altri astronauti europei vengono studiati nei laboratori della Argotec in collaborazione con un vero e proprio chef, il cui obiettivo sta nel fondere l&#8217;aspetto più &#8220;tecnico&#8221; con quello &#8220;sensoriale&#8221;: da una parte garantire il giusto apporto nutritivo nonchè la trasportabilità e conservabilità degli alimenti; dall&#8217;altra fare sì che essi conservino quelle caratteristiche gustative, olfattive e tattili &#8220;terrestri&#8221; che trasformano l&#8217;assunzione del cibo in una esperienza gratificante e a tutto tondo, per il corpo e per lo spirito. <strong>In pratica la gastronomia ha un ruolo rilevante per il benessere psicologico degli ospiti della ISS</strong>.</p>
<p>Le scorte alimentari della Stazione Spaziale Internazionale rispondono quindi a tanti criteri:</p>
<ul>
<li>rispetto della materia prima (qualità, freschezza, tipicità) e della tradizione gastronomica del paese di appartenenza dell&#8217;astronauta.</li>
<li>corretto equilibrio nutritivo, basato sul modello del <a href="https://avamposto42.esa.int/blog/addio-piramide-e-il-momento-del-piatto-unico/" target="_blank">piatto unico</a>.</li>
<li>volume ridotto (lo spazio a bordo è prezioso), lunga conservabilità (<em>shelf life</em>) e stabilità microbiologica.</li>
<li> mantenimento di colori, profumi, sapori e consistenza, a prescindere dai metodi di conservazione adottati.</li>
</ul>
<p>Avamposto42 merita di essere seguito, sia perchè promette interessanti contributi sui temi che stanno più a cuore a Ligucibario, sia perchè ci permetterà di accompagnare idealmente una missione in cui è importante l&#8217;apporto dell&#8217;Italia, in termini umani e tecnologici. Lo trovate su Twitter <a title="Avamposto 42 su Twitter" href="https://twitter.com/Avamposto42" target="_blank">@Avamposto42</a> e su <a title="Avamposto 42 su Facebook" href="https://www.facebook.com/Avamposto42" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p><em>Diego Portaluppi</em></p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/astrosamantha/12287242745/" target="_blank">Foto</a> by <a href="https://www.flickr.com/photos/astrosamantha/" target="_blank">Samantha Cristoforetti</a> / <a title="Creative Commons BY" href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it" target="_blank">CC BY</a></p>
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