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	<title>Ligucibario &#187; il salto dell&#8217;acciuga</title>
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		<title>Vie del sale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 08:49:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le vie del sale sono antichi percorsi – reticoli, per meglio dire &#8211; lungo i quali dalle coste viaggiava il preziosissimo sale (l’oro bianco), ottenendo in cambio, lungo il ritorno, prodotti quali farina, olio&#8230; Esse mettevano dunque in contatto il mare, tramite l’entroterra, con tutta la pianura padana, ed erano percorse tanto da mercanti (mulattieri) quanto via via da pellegrini e briganti… Non è casuale che Campomorone (GE) vanti una saliera, monumento nazionale dal 1923. Si legga però in proposito anche Nico Orengo, “Il salto dell’acciuga”, ed. Einaudi, per comprendere come mai esista addirittura un museo dell’acciuga in Val Maira a Celle di Macra (CN)…<br />
Oggi questi itinerari sono opportunamente oggetto di riscoperta in chiave escursionistica&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Orengo, Nico</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 16:36:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nico Orengo fu un giornalista e scrittore torinese, nonché acquerellista, che compose anche versi poetici e filastrocche (specie dopo la nascita del figlio Simone nel 1969). Di origine ligure (e nobile, ma per nulla snob), è seppellito alla Mortola, presso Ventimiglia (IM) ad un passo dalla Francia. I titoli di alcuni suoi libri rivelano bene ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Nico Orengo fu un giornalista e scrittore torinese, nonché acquerellista, che compose anche versi poetici e filastrocche (specie dopo la nascita del figlio Simone nel 1969). Di origine ligure (e nobile, ma per nulla snob), è seppellito alla Mortola, presso Ventimiglia (IM) ad un passo dalla Francia. I titoli di alcuni suoi libri rivelano bene quell’origine (La curva del Latte * , La guerra del basilico, Gli spiccioli di Montale – Requiem per un uliveto), e l’amore per una terra via via scempiata dalle speculazioni edilizie, terra che Orengo non riconosceva più («…ero cresciuto in un giardino botanico con piante e fiori che venivano dai quattro punti cardinali […]. Io vedevo jacarande e brachichiti, peonie e dature, palme e bambú. Ed entravo in classe dalla finestra, dopo aver attraversato fasce di ulivi e garofani, di rose e fave e carciofi»). Intellettuale dai vasti interessi, sensibile e ironico, di spiccata vocazione ecologista, si tenne sovente nel campo collaborativo dell’editrice Einaudi, e contribuendo alla scoperta di nuovi talenti si mostrò persona sempre aperta e pluralista. Per Einaudi pubblicò nel 1997 il celeberrimo <em><strong>Il salto dell’acciuga</strong></em>, opera creativa, colta, struggente, da antropologi, che piacque a Rigoni Stern, con la quale Orengo “tradiva” i propri territori (l&#8217;estremo Ponente ligure), per spingersi verso il Piemonte lungo una traccia arcaica e avventurosa: quella del commercio del sale e delle acciughe (pesce di montagna che si conserva nel tempo), commercio che travalica il Medioevo per farsi mitico&#8230; In quelle pagine Orengo riferisce e intreccia notizie storiche e aneddoti di paese, mestieri perduti, odori. E insieme ai riti e ai canti che per via accompagnavano la preparazione della bagna caöda, ci dà del famoso piatto la «autentica» ricetta. Siamo nella val Maira di Dronero, di Acceglio, di Elva, dove s’impasta la tirassa e dove agli acciugai è intitolato persino un ecomuseo…<br />
* Latte è un torrente, che dà il nome all&#8217;omonima, piccola piana<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/orengo-nico/">Orengo, Nico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Acciughe</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 18:02:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Acciughe, etimologia e tradizioni Pesce azzurro, clupeide marino che non supera i 20 cm di lunghezza, il nome deriva da αφύη, poi apiuva infine anchioda (vedi B. Paschetti, Del conservare la sanità e del vivere de’ Genovesi, edito in Genova nel 1602) e anciùa. Dette anche alici, le acciughe arrivano nel Mediterraneo attraverso Gibilterra, avvicinandosi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/acciughe/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2012/11/4ta2-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19198" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2012/11/4ta2-3-300x168.jpg" alt="4ta2 3" width="300" height="168" /></a>Acciughe, etimologia e tradizioni</h2>
<p>Pesce azzurro, clupeide marino che non supera i 20 cm di lunghezza, il nome deriva da αφύη, poi apiuva infine anchioda (vedi B. Paschetti, <em>Del conservare la sanità e del vivere de’ Genovesi</em>, edito in Genova nel 1602) e anciùa. Dette anche <strong>alici</strong>, le <strong>acciughe</strong> arrivano nel Mediterraneo attraverso Gibilterra, avvicinandosi alle rive per riprodursi. Le adriatiche sono assai più grasse delle tirreniche, per via del plancton. Si pescano con la lampara o con la rete a cianciolo (circuizione) da marzo a settembre * , in particolare dal 24 al 29 giugno. Monterosso (SP) nelle Cinque Terre, dove non a caso sono presidio Slow Food, le “festeggia” per la ricorrenza di San Giovanni Battista.</p>
<h2>Acciughe, il pane del mare della cucina ligure</h2>
<p>Le acciughe sono da sempre un pesce-conserva (lo scabeccio era non casualmente cibo di bordo), un pesce-condimento, un pesce-pane quotidiano, che pretende le ricette di sempre…<br />
Io le adoro anche bollite, con un pesto di olio evo, prezzemolo&#8230;<br />
L’abbondanza di alcune battute di pesca e la duttilità che le fa entrare – anche crude o “fitu faete” &#8211; in cento ricette, ha indotto a ribattezzarle in dialetto, affettuosamente, “pane del mare” (o dei marinai). Vanno lavorate il più in fretta possibile, perché come tutti i pesci piccoli si deteriorano celermente. A Sanremo, ce ne parla Pio Carli autore d’un dizionario dialettale, si aggiravano col carrettino venditori ambulanti detti anciué. Lo scrittore torinese Nico Orengo, che visse a Villa Hanbury, ha dedicato al tema più d’uno scritto, fra cui “Il salto dell’acciuga” pubblicato in Italia dall’editore Einaudi (1997), nel quale racconta il viaggio delle <strong>acciughe</strong> verso il Piemonte.</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2012/11/umbi-bello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17665" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2012/11/umbi-bello-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>* suggestive le battute di pesca descritte da Don Luigi Ricca da Civezza in <em>Viaggio da Genova a Nizza</em> (1871), di cui esiste una ristampa anastatica del 1971 a cura dell’editore bolognese Forni su richiesta dei Lions di Imperia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/acciughe/">Acciughe</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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