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	<title>Ligucibario &#187; food tourism in genoa</title>
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		<title>Food tourism in Genoa&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 10:23:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/allievi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21260" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/allievi-300x168.jpg" alt="allievi" width="300" height="168" /></a>Nell’àmbito delle docenze di <strong>Tourism English</strong> sul percorso ITS “<em>Tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali mediante le nuove tecnologie digitali e i social network</em>” che sto tenendo a Santa Margherita Ligure (GE), venerdì 18 novembre gli allievi hanno viaggiato alla volta di Genova per una lezione “dal vivo” nel centro cittadino, con particolare riferimento agli aspetti di “check in” (percorsi, pedonalizzazioni, segnaletiche…), di risorse gastronomiche, e di permanenza loisir degli ospiti stranieri. La città che Petrarca, con un&#8217;espressione divenuta storica, definì “<em>Superba per uomini e per mura</em>” orienta oggi il proprio vasto downtown, come noto, a molteplici target anche internazionali. Io, <strong>come Umberto Curti</strong>, appartengo ad una generazione che in gioventù si doleva della pressoché totale assenza di turisti in città, ma col tempo molte cose (e mi permetto di dire: anche grazie a società di consulenza come la mia) sono cambiate, e intendo in meglio. Poiché durante alcune ore d’aula avevo approfondito con gli allievi <strong>la percezione della Liguria e di Genova</strong> presso alcuni contesti esteri, il momento didattico che ho ideato, tanto nelle vie più “solenni” che nei <em>carruggi</em> più “autentici”, è valso, ancora una volta, a sottolineare l’importanza di una narrazione in lingua inglese – on e offline – credibile nei contenuti, originale nelle suggestioni, e mirata nei linguaggi. &#8220;Local content is king&#8221;, si usa dire… In un susseguirsi di palazzi patrizi, musei, mercati ortofrutticoli, botteghe storiche e (doverosi) assaggi di her majesty <strong>la focaccia</strong> (cui Umberto Curti 11 anni fa ha perfino dedicato un libro), gli allievi hanno potuto via via respirare il <em>genius loci</em>, l’atmosfera mediterranea di Genova, in qualche modo la “biodiversità” che, quasi sempre, rende le <em>urbs</em> portuali diverse &#8211; e più animate &#8211; delle altre. Certo, il lavoro è sempre in progress, perché le destinazioni culturali &#8220;guerreggiano&#8221; su un mercato molto competitivo, fra concorrenti quanto mai dinamici. Ma le giovani generazioni &#8211; specie quelle appassionate della terra in cui sono nate, vivono, si radicano &#8211; potranno recare un contributo importante. Spero e credo che il 18 novembre sia stata una mattinata molto particolare, molto formativa, e per certi versi memorabile. Ad maiora, quindi!</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
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