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	<title>Ligucibario &#187; ceramica di albissola</title>
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		<title>Artigiani di Liguria, un mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2021 14:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20463" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/chiesa.jpg"><img class="size-medium wp-image-20463" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/chiesa-240x300.jpg" alt="albissola marina, capitale ligure della ceramica" width="240" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">albissola marina, capitale ligure della ceramica</p></div>
<p><strong>Giorgia Granchelli</strong> (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) diplomata in sala e vendita all’istituto alberghiero di Arma di Taggia “Ruffini Aicardi”, sempre però appassionata di turismo, viaggi, esplorazioni territoriali, culture straniere e lingue. E sempre a contatto con persone esterne, avendo così sviluppato nel tempo una certa capacità comunicativa. Non ha sinora avuto l’occasione di fare esperienze all’estero e non vede l’ora finalmente di compiere questa parte della vita e riuscire a viaggiare ovunque. Il suo obiettivo ad oggi è quello di riempire le proprie conoscenze in campo turistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Artigiani di Liguria</strong></p>
<p>Regione Liguria, ha voluto <strong>tutelare</strong> <strong>e promuovere</strong> le lavorazioni artigianali <strong>artistiche, tradizionali, tipiche </strong>di qualità attraverso un sistema di <strong>certificazione</strong> basato su un marchio di origine. La <em>Commissione regionale per l&#8217;artigianato</em>, incaricata della realizzazione del progetto, ha individuato <strong>dieci settori artigianali di nicchia</strong>, che rappresentano i più significativi e antichi mestieri del territorio, conservati grazie alla professionalità degli esperti e di abili artigiani. Per queste storiche dieci lavorazioni sono stati scelti due approcci certificativi:</p>
<ul>
<li><strong>certificazione di prodotto:</strong> tra il prodotto artigianale e la zona di produzione originaria esiste un legame imprescindibile e indissolubile, tale da essere considerato l&#8217;elemento caratterizzante da cui scaturisce la qualità del prodotto. La certificazione di prodotto è lo strumento di tutela dei prodotti di qualità, caratteristici del territorio in cui si realizzano e da cui prendono il nome, contraddistinti sul mercato da un marchio applicato direttamente sulla confezione ed etichetta a garanzia dell&#8217;origine e delle sue caratteristiche distintive, ottenute grazie al rispetto di antiche tecniche di lavorazione stabilite nel disciplinare di produzione. È stata applicata per i settori dell&#8217;<strong>ardesia della Val Fontanabuona</strong>, dei <strong>damaschi e tessuti di Lorsica</strong>, della <strong>filigrana di Campo Ligure</strong>, delle <strong>sedie di Chiavari</strong> e del <strong>velluto di Zoagli</strong></li>
<li><strong>certificazione di processo: </strong>strumento di tutela di un processo produttivo, definito nel disciplinare di produzione, che segue una tradizione da tempo diffusasi in Liguria e identificabile nell&#8217;abile e unica maestria dell&#8217;artigiano ligure. Settori della <strong>ceramica</strong>, del <strong>cioccolato</strong>, della <strong>composizione floreale</strong>, del <strong>ferro battuto</strong> e altri metalli ornamentali, e del <strong>vetro</strong>.</li>
</ul>
<p>Il marchio <strong>Artigiani in Liguria</strong> consente di distinguere le botteghe e le lavorazioni artigianali liguri. Questo marchio è attribuito alle imprese artigiane che si impegnano ad applicare le disposizioni del disciplinare di produzione e del regolamento d&#8217;uso del marchio. Con il rilascio del marchio, Regione Liguria fornisce uno <strong>strumento di valorizzazione e differenziazione</strong> sul mercato per le imprese artigiane di &#8220;classe superiore&#8221; e, per il consumatore, uno <strong>strumento di garanzia e certezza</strong> per individuare l&#8217;artigianato ligure di qualità.</p>
<p>Ardesia della val Fontanabuona. Damaschi e tessuti di Lorsica. Sedia di Chiavari. Velluto di Zoagli. Filigrana di Campo Ligure… E qui mi concedo una parentesi. Il vocabolo, di origine latina, in oreficeria indica una particolare tecnica di lavorazione ad intreccio di fili d&#8217;oro e d&#8217;argento, i quali vengono fissati su di un supporto di materiale prezioso formando l&#8217;effetto di una struttura traforata. Un marchio molto famoso ha di recente realizzato una elegante pochette, con la fibbia marchiata da “F” contrapposte, interamente con filo del prezioso metallo. La notizia è deflagrata anche sui social istituzionali: «Una Fendi made in Liguria! L’iconica borsa Baguette celebra l’eccellenza dell’artigianato italiano con alcune edizioni limitate, una delle quali è stata realizzata a Campo Ligure. La tradizionale lavorazione dell’argento in filigrana continua a vivere in Liguria e ora, grazie a questa unica Fendi, sarà apprezzata in tutto il mondo!».</p>
<p>Svolgendo questo lavoro di ricerca, affidatomi dal docente Umberto Curti, ho capito come purtroppo la Liguria sia realmente conosciuta quasi solo per mare e spiagge, ma in realtà, se si va a veder bene, questa nostra bellissima regione potrebbe offrire molto di più. Anch’io, nata e cresciuta in Liguria, non ero a conoscenza di queste radicate produzioni, ad esempio i preziosi tessuti, la sedia di Chiavari, e così via, ed è un vero peccato perché mi sono molto appassionata, e svolgere questo lavoro di analisi mi è piaciuto molto, è bello sapere ciò che offre la nostra terra, così poi da trasmettere queste notizie ai turisti, in modo che essi stessi vadano a “scoprire” anche il settore artigiano, vivano esperienze dal vivo&#8230; Occorrono comunque capacità narrative, ed esistono molti modi per praticarle. Ad esempio attraverso aneddoti, gallery fotografiche, videoclip, o i nuovissimi format appena sbarcati sul web. La<strong> regola d’oro:</strong> <strong>scrivere in modo corretto e avvincente, altrimenti nessuno leggerà mai.</strong></p>
<p>Non occorrono peraltro “scienza infusa” né verità rivelate, sia chiaro, ma se non si scrive bene ciò che si ha da dire, tutte le altre regole perdono automaticamente di valore. Il modo di scrivere è il tratto distintivo, ed è importante (sulla carta come online) tanto quanto gli argomenti trattati. Con l’avvento del web e poi dei social ognuno di noi è diventato una sorta di <strong>agenzia di stampa in miniatura</strong>. Prima, “rivolgersi” commercialmente a qualcuno significava pagare fior di quattrini per pubblicare un articolo sul giornale. Oggi ciò, in certo senso, è possibile gratis, ma&#8230;<strong>non si parla a tutti indistintamente</strong>. <strong>Conoscere il target di riferimento</strong> è quindi importantissimo per almeno due ragioni: se sai a chi stai parlando o a chi ti vuoi rivolgere, puoi scegliere quali argomenti trattare, sapendo che questi susciteranno un sicuro interesse; Il linguaggio si adatta al target e al medium scelto. Per esempio un blog di viaggi, o una pagina facebook, per invogliare qualcuno alla visita di un monumento archeologico forniranno descrizioni semplici e mirate, corredate magari di immagini accattivanti, piuttosto che ricostruire minuziosamente tutta la storia di quel bene dal Neolitico ad oggi…</p>
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