<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ligucibario &#187; castello spinola</title>
	<atom:link href="https://www.ligucibario.com/tag/castello-spinola/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ligucibario.com</link>
	<description>elogio dell&#039;etnogastronomia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 10:57:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Castagnata di Borgo Fornari</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnata-di-borgo-fornari/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnata-di-borgo-fornari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[borgo fornari]]></category>
		<category><![CDATA[caldarroste]]></category>
		<category><![CDATA[castagnata]]></category>
		<category><![CDATA[castello spinola]]></category>
		<category><![CDATA[cultura del castagno]]></category>
		<category><![CDATA[de.co.]]></category>
		<category><![CDATA[ronco scrivia]]></category>
		<category><![CDATA[valle scrivia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=29779</guid>
		<description><![CDATA[<p>Castagnata di Borgo Fornari, il Comune di Ronco Scrivia (GE) ha per quest’evento istituito la de.co&#8230;. E&#8217; un&#8217;iniziativa storica, autentica, giunta nel 2025 alla 53ma edizione, e che coi suoi eventi collaterali richiama folto pubblico in questo borgo che fu dominio Spinola. Del resto in Valle Scrivia la cultura del castagno era quanto mai diffusa. ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnata-di-borgo-fornari/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnata-di-borgo-fornari/">Castagnata di Borgo Fornari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Castagnata di Borgo Fornari, il Comune di Ronco Scrivia (GE) ha per quest’evento istituito la de.co&#8230;.<br />
E&#8217; un&#8217;iniziativa storica, autentica, giunta nel 2025 alla 53ma edizione, e che coi suoi eventi collaterali richiama folto pubblico in questo borgo che fu dominio Spinola.<br />
Del resto in Valle Scrivia la cultura del castagno era quanto mai diffusa.<br />
Ovviamente si degustano caldarroste, dolci alle castagne, ecc.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnata-di-borgo-fornari/">Castagnata di Borgo Fornari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnata-di-borgo-fornari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quale Liguria vorremo?</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 17:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[acquasanta]]></category>
		<category><![CDATA[badia di tiglieto]]></category>
		<category><![CDATA[batulla]]></category>
		<category><![CDATA[bazzurra]]></category>
		<category><![CDATA[campo ligure]]></category>
		<category><![CDATA[castello spinola]]></category>
		<category><![CDATA[forte geremia]]></category>
		<category><![CDATA[fugassin]]></category>
		<category><![CDATA[gastronomia ligure]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[masone]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[passo del turchino]]></category>
		<category><![CDATA[pute]]></category>
		<category><![CDATA[revezora]]></category>
		<category><![CDATA[rossiglione]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria in vezzulla]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[valle stura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=18737</guid>
		<description><![CDATA[<p>Quale Liguria vorremo? Mi preme rispondere al contributo di Sonia Speroni apparso su Ligucibario® qualche giorno fa perché ricordo bene anch’io l’itinerario Genova-Ovada. Quattordicenne, nel 1977 lo percorsi in Vespa 50, proseguendo poi per Trisobbio (Tarsobi), dove la mia famiglia – al pari di alcuni miei parenti &#8211; affittava un appartamentino per l’estate. Il viaggio, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/">Quale Liguria vorremo?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18738" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/revzora-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-18738" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/revzora-2-225x300.jpg" alt="revezora con farina di mais" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">revezora con farina di mais</p></div>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Quale Liguria vorremo?</p>
<p class="Nessunaspaziatura" style="text-align: justify;">Mi preme rispondere al <a href="https://www.ligucibario.com/passo-del-turchino/">contributo di Sonia Speroni</a> apparso su Ligucibario® qualche giorno fa perché ricordo bene anch’io l’itinerario <strong>Genova-Ovada</strong>.<br />
Quattordicenne, nel 1977 lo percorsi in Vespa 50, proseguendo poi per Trisobbio (Tarsobi), dove la mia famiglia – al pari di alcuni miei parenti &#8211; affittava un appartamentino per l’estate. Il viaggio, durato alcune ore e “confortato” dai sorpassi di mio padre che mi scortava e via via mi attendeva, rappresentò una delle mie prime, magnifiche avventure di motociclista. La Vespa consentiva in vacanza una libertà totale, e il sellino lungo di trasportare comodamente amici e fanciulle (nella speranza che vigili&amp;company non mi avvistassero, la multa si aggirava sulle 2mila lire, troppe per le mie finanze di ragazzino)…<br />
Agosto a Tarsobi &#8211; ero stato promosso e m’apprestavo al ginnasio &#8211; significava spensieratezza, vino di vigne vere, nocciole, biliardi, ozio, bagni nelle cascatelle dei torrenti, paste del bar “Claudio” a Ovada, sagre di questo e di quello, orchestrine, trattorie nei paesini limitrofi dove “seguire” la squadra di calcio per cui tifavo, e che indossava squillanti maglie arancio tipo l’Olanda, la mitica compagine del calcio totale, che tutti avevamo scoperto grazie a Johan Cruijff…<br />
42 anni dopo posso dire d’aver poi percorso cento volte quella strada, quel &#8220;valico&#8221; del <strong>Turchino</strong> tutto curve, quell’autostrada che all’inizio parve un miracolo, talora anche godendomi i panorami a bordo del <strong>treno che da Brignole s’arrampica fino ad Acqui Terme</strong>, è una tratta ottocentesca a binario unico, con viadotti eroici e tante stazioncine, passata Sampierdarena, un po’ fuori del mondo… Provo a citarle a memoria: Borzoli, Costa di Sestri, Granara, Acquasanta, Mele, Campo Ligure (Masone), Rossiglione, Ovada, Molare, Prasco-Cremolino, Visone. Chi non è del posto, alcune le ha mai sentite nominare?<br />
Di quei luoghi io conosco non ogni angolo, ma quasi, la mia professione è infatti la Liguria, mi occupo di <strong>turismo enogastronomico</strong>, e questo conferisce costante “trasversalità” al mio fare, poiché turismo enogastronomico significa culture, sapienze, ruralità, produzioni agroalimentari, musei tematici, eventi&#8230;<br />
Liguria, una terra di <strong>strabiliante beltà</strong>, e 234 Comuni dal confine con la Francia al confine con Toscana ed Emilia, una terra duale (la costa e l’entroterra, il levante e il ponente, i centri urbani e le ruralità, Genova e le delegazioni/periferie…) con anime assai diverse al proprio interno, una mappa inesauribile di <strong>biodiversità</strong>, storie, tradizioni popolari, gastronomie, vigne e uliveti, artigianati… Tale dualità dovrebbe costituire – più di quanto sia sinora avvenuto &#8211; una ricchezza, e non più un punto critico.<br />
Del Turchino, della <strong>Valle Stura</strong> ligure e degl’immediati dintorni, amico lettore, potrei cantarti i santuari, i musei, l’antica trattoria-enoteca “Baccicin du caru” di Gianni Bruzzone, le escursioni, le neviere, Castello Spinola, i formaggi, la testa in cassetta, i ravioli, la pute, la batulla, la bazzurra, la revezora, i fügassin, la pasticceria secca, i boschi gli orti i frutteti, i funghi, le castagne, gli apiari, Forte Geremia, la Badia cistercense di Tiglieto… Una meraviglia dopo l’altra… Is it enough?<br />
Questi luoghi – come gran parte della Liguria e d’Italia &#8211; avrebbero il dovere di far compiutamente sistema e in tal modo facilitarsi il diritto d’attrarre <strong>un turismo ad hoc, un turismo rilassato, green, consapevole, gourmet, da accogliere con premurose formule esperienziali</strong>, e viceversa non dovrebbero patire la pena – quasi ogni autunno ormai… &#8211; di strade che cedono e frazioni cui non si può più giungere (e addirittura di vie Aurelie e autostrade che chiudono).<br />
Chi segue <strong>Ligucibario®</strong> (sito ormai ultradecennale) sa che, personalmente, mai mi arruolerò nelle schiere dei demagoghi, né di quei “ruralisti” che per avversione al nuovo o per mera saudade agognano forse un ritorno alle economie del baratto. Il passato è passato, si deve prender atto che una globalizzazione (iniqua fin che si vuole) è tuttora in pieno corso, e va fronteggiata – tanto dall’attore pubblico quanto dalle aziende &#8211; con atteggiamenti e strumenti adeguati ai tempi.<br />
Condivido la teoria secondo cui l’attuale modello “mondiale” di sviluppo non funziona, rende i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, genera soprattutto disoccupazione e scontento, ma temo che nessuna nostalgia, nessun fanatismo della terra e nessuna decrescita felice possano in sé garantire risposte ai territori. Occorre viceversa attrarre investimenti, “manutenere” il paesaggio e i collegamenti fra le comunità prima ancora che fra punti sulle cartine, riossigenare le economie ancora vitali, motivare i giovani (a rimanere), recuperare terreni e cultivar, tracciare filiere, letteralmente inventare lavoro per rimettere in circolo idee, risorse e redditi: <strong>wildlife stays, wildlife pays</strong>, dicono assai bene altrove: la natura se si perpetua rende, ovvero il progresso è, e dovrà sempre più essere, compatibile con la tutela dell’ambiente, che si rivela patrimonio in grado di “ripagarsi”.<br />
Tuttavia le microimprese a gestione famigliare, le piccole botteghe, i ristori di paese, alcuni agricoltori e agriturismi (specialmente nelle aree più “marginali”) sovente stentano a tenere il passo di un’epoca sempre più celere e deregolamentata e indecifrabile. Questi piccoli, coraggiosi, caparbi imprenditori, che talora potrebbero compartecipare i benefici portati dal turismo, vanno formati – con percorsi specifici &#8211; al management, alla comunicazione, alla tecnologia, perché la loro permanenza sui territori è essenziale, e ne perpetua l’identità socioeconomica. <strong>La formazione è il solo antidoto cui si può immediatamente e autonomamente ricorrere per contrastare il declino</strong>. Chi ancora non parla le lingue del mercato, chi non si racconta, chi non aderisce a reti operative, chi non si promuove su web e social media occuperà infatti – non illudiamoci &#8211; isole sempre più residuali, sino a scomparire progressivamente dalla scena. Prospettiva che mi addolora, ma chi non comunica non esiste, chi non pratica il marketing pratica &#8211; ipso facto &#8211; un <strong>antimarketing</strong> che avvantaggia solo i concorrenti. Non si tratta di imitare realtà diverse, sovradimensionate, né competitori di maggior successo, si tratta di attenuare gap altrimenti sempre più incolmabili. <strong>Formandosi formandosi formandosi.</strong> Anche tramite metodi formativi nuovi (flipped class e dintorni&#8230;), che capovolgono le logiche e le scansioni dell&#8217;insegnamento classico, addivenendo a forme di training interattive, concrete, &#8220;in situazione&#8221;, che ricalchino la quotidianità operativa delle imprese.<br />
Le botteghe di presidio, le attività d’un tempo, gli artigiani, i “commestibili” (come si diceva un tempo) troppo spesso debbono ormai arrendersi, calare le saracinesche, “estinguere” i propri saperi perché le nuove generazioni non rilevano “business” non più redditizi. Alcune aree vanno desertificandosi. <strong>Le statistiche recenti</strong>, per chi voglia consultarle, sono drammatiche (alcune delle peggiori – commercio, artigianato, hotel e ristoranti, bar e panifici… &#8211; al link <a href="https://www.ligucibario.com/luisa-puppo-ad-agritravelexpo-bergamo/">https://www.ligucibario.com/luisa-puppo-ad-agritravelexpo-bergamo/</a> ).<br />
Ligucibario®, quasi sempre inascoltato?, lo grida accoratamente da anni…<br />
Parallelamente, alla Liguria in questi decenni non è stato risparmiato alcunché quanto ad alluvioni, mareggiate, frane, crolli autostradali, estati siccitose, gelicidi. L’avidità, il profitto, l’insipienza hanno cementificato litorali e rilievi ovunque sia stato loro concesso dalla “miopia” di chi avrebbe dovuto custodire il territorio. Le cause di quanto sta avvenendo (in concorso col cambiamento climatico) sono molto chiare, <strong>il dissesto idrogeologico</strong> non discende da cause astratte, sovente firma i propri disastri con nomi e cognomi.<br />
Quale Liguria vorremo? Chi ascolteremo d’ora in poi? Quali percorsi sapremo intraprendere? Riusciremo ad invertire la rotta?<br />
Rispondetemi come io ho risposto a Sonia, <strong>ma non rispondetemi – vi prego &#8211; che forse è già troppo tardi</strong>.<br />
Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/">Quale Liguria vorremo?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/quale-liguria-vorremo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230;</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 13:37:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[batulla di tiglieto]]></category>
		<category><![CDATA[campo ligure]]></category>
		<category><![CDATA[castello spinola]]></category>
		<category><![CDATA[crumiri di masone]]></category>
		<category><![CDATA[filigrana]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[pute]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli]]></category>
		<category><![CDATA[revezora]]></category>
		<category><![CDATA[testa in cassetta]]></category>
		<category><![CDATA[umberto curti]]></category>
		<category><![CDATA[valle stura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?p=17659</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230; La filigrana è una lunga e raffinata lavorazione simil arabesco, ben nota già ad Etruschi e Romani (tecnica “a giorno”) dove l’artigiano compone con esili fili d’oro, o d’argento, oggetti di diversa foggia. Dopo alterne vicende sociali ed economiche (crollo dell’impero romano, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/">Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17660" style="width: 178px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/testa-in-cassetta.jpg"><img class="size-medium wp-image-17660" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/testa-in-cassetta-168x300.jpg" alt="testa in cassetta" width="168" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">testa in cassetta</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230;</p>
<p>La filigrana è una lunga e raffinata lavorazione simil arabesco, ben nota già ad Etruschi e Romani (tecnica “a giorno”) dove l’artigiano compone con esili fili d’oro, o d’argento, oggetti di diversa foggia. Dopo alterne vicende sociali ed economiche (crollo dell’impero romano, età medioevale, scoperta del Nuovo Mondo, corti rinascimentali e barocche…), in Liguria si diffuse prepotentemente da fine ‘700, sostenendo la concorrenza di centri piemontesi, toscani, veneti, abruzzesi, nonché di Roma, Napoli, Sardegna (terra celeberrima anche per sbalzo e cesello) e Sicilia. Ognuna di queste aree si può dire conservi propri usi e tecniche.<br />
Nel 1884 il maestro Antonio Oliveri, mosso da spirito imprenditoriale e forse da saudade, volle da Genova avviar bottega nella natìa Campo Ligure, pioniere di una “scuola” che rapidamente crebbe sino a 33 atelier. Oggi come ieri gli artigiani del posto – cuore della Valle Stura ligure &#8211; con varie “bruscelle” (pinzette), cannello saldatore a gas e fili d’argento creano sulla piastrella di ceramica, con pazienza e mani espertissime, i propri capolavori, i gioielli in filigrana d’argento, pezzi unici, artisticamente mirabili. L’apprendistato, per quei giovani che ancora vogliano avvicinarsi ai creativi mestieri della manualità made in Italy (oggetti d’arredo, decori, bottoni, orecchini, ciondoli, collier, spille, fibule), non a caso può durare anni, ed esige passione oltre che competenza…<br />
Il bellissimo (e restaurato ed ampliato) Museo della filigrana, in via della Giustizia 5, è il luogo migliore per comprendere le diverse fasi di lavorazione della filigrana, la fusione, la trafilatura, la torcitura, la laminatura, la scafatura, la riempitura, l’assemblaggio e rifinitura. Il polo culturale si lega a Pietro Carlo Bosio, insigne artigiano &#8211; e mecenate &#8211; campese, sodale anche dello scultore Ilario Cuoghi, e fu inaugurato nel 1984 (un secolo esatto dopo l’avviamento del laboratorio di Oliveri). Ospita una collezione di circa 200 pezzi da quattro continenti (Europa, Asia, Africa e America Latina). Tuttavia, Deogratias, nel centro storico tuttora s’incontrano anche alcune magnifiche botteghe artigiane (Bongera, Filigranart…) dove coccolarsi con un regalo che profuma di storia.<br />
Ma la Valle Stura è scrigno anche di ulteriori tesori culturali (castelli, luoghi di devozione, musei), paesaggi idilliaci (con infinite escursioni per trekkers e bikers) e gastronomici (menzione d’onore per la tradizione casearia, nonché revezora di mais e focacce, testa in cassetta (favolosa con la revezora/revzora), ravioli, pute e batulla, crumiri, funghi, castagne, miele, frutti di bosco…, e ovviamente le cento trattorie ed agriturismi very very local che punteggiano la valle). Vi si può giungere con l&#8217;ardita ferrovia ottocentesca Genova-Acqui Terme, che dall&#8217;Acquasanta in sù ferma in tutte le località principali, Mele, Campo Ligure, Rossiglione, eccetto Masone.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/">Campo Ligure, revezora, filigrana&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/campo-ligure-revezora-filigrana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Revzora di Campo Ligure</title>
		<link>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/</link>
		<comments>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 10:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfabeto del Gusto di Umberto Curti]]></category>
		<category><![CDATA[R - Alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[campo ligure]]></category>
		<category><![CDATA[castello spinola]]></category>
		<category><![CDATA[crusca]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ligure]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovia genova-acqui]]></category>
		<category><![CDATA[ligucibario]]></category>
		<category><![CDATA[mais]]></category>
		<category><![CDATA[museo della filigrana]]></category>
		<category><![CDATA[preboggiòn]]></category>
		<category><![CDATA[revezeu]]></category>
		<category><![CDATA[revzora]]></category>
		<category><![CDATA[testa in cassetta]]></category>
		<category><![CDATA[testetti]]></category>
		<category><![CDATA[val di vara]]></category>
		<category><![CDATA[val petronio]]></category>
		<category><![CDATA[valle stura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ligucibario.com/?post_type=alfabeto_del_gusto&#038;p=9010</guid>
		<description><![CDATA[<p>Revzora di Campo Ligure è una rustica focaccia di &#8220;polenta&#8221;, ovvero contenente anche farina di mais, tipica di Campo Ligure * in valle Stura (GE), cotta preferibilmente in forno a legna, eccelsa con la testa in cassetta o i formaggi locali. La revzora (o revezora) s’incontra anche in Val Petronio (fugassetta) e Val di Vara, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">Revzora di Campo Ligure</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Revzora di Campo Ligure è una rustica focaccia di &#8220;polenta&#8221;, ovvero contenente <span style="text-decoration: underline;"><em>anche</em></span> farina di mais, tipica di Campo Ligure * in valle Stura (GE), cotta preferibilmente in forno a legna, eccelsa con la testa in cassetta o i formaggi locali.<br />
La revzora (o revezora) s’incontra anche in Val Petronio (fugassetta) e Val di Vara, a cavallo fra Genovesato e Spezzino, ma là cuoce nei testetti e si mangia col preböggiön (o col solo cavolo nero…). Bella, sempre, su foglie di castagno.<br />
Il &#8220;misterioso&#8221; nome &#8211; ma su Ligucibario® si svelano tutti i misteri della cucina ligure&#8230; &#8211; si lega al fatto che <em><span style="text-decoration: underline;">revezeu era la crusca</span></em>.<br />
* la località &#8211; raggiunta anche dalla ferrovia Genova-Acqui Terme &#8211; è bellissima, castello Spinola, museo della filigrana&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/">Revzora di Campo Ligure</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/revzora-di-campoligure-ge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
