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	<title>Ligucibario &#187; boccaccio</title>
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		<title>Vernaccia</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 19:48:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>È singolare l’ipotesi secondo cui il vitigno, di cui a Vernazza (SP) non si trova traccia, abbia dato il toponimo alla località, da lì poi spargendosi alle vicine Toscana e Corsica…<br />
Forse, quella vernaccia di cui parlano i letterati medievali corrisponde all’odierno Sciacchetrà. Del vitigno vernaccia (famiglia con moltissime varietà) s’incontrano viceversa esemplari nell’area di Quiliano, ponente savonese. Il vocabolo, da verna, in origine indicherebbe vino localissimo, di casa, finanche per la servitù? Oppure era/è, semplicemente, nella confusione dei più, la <a title="Granaccia" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/granaccia/">Granaccia</a>? A Quiliano, oltretutto, è andata scomparendo una vite che chiamavano granaccia bianca&#8230;</p>
<p>Sia come sia, sotto questo nome si lavorano vari vini, non tutti di pregio (i migliori sono probabilmente gli aristocratici toscani e i sardi, senza peraltro nulla togliere a Serrapetrona nelle Marche e a Cannara in Umbria&#8230;). Vernazza, tuttavia, era porto d’imbarco del vino verso non poca Europa… E’ pur vero che la vernaccia non è poi così dissimile dall’uva bosco sia per la forma del chicco, sia per la capacità produttiva, un po’ meno per forma del grappolo e colore. Documenti storici attestano che nelle cantine di Pompei furono rinvenuti vasi vinari con incisi il nome del proprietario e la dicitura &#8220;vinum Corneliae&#8221;, cioè di Corniglia, frazione di Vernazza&#8230; Si tratterebbe &#8211; chissà &#8211; della Vernaccia più volte citata dall&#8217;enciclopedico Plinio il Vecchio quando parla dei vini lunensi. Questo vino, sia quel che sia, è famoso da oltre duemila anni, e diventa anche una delle meraviglie di Bengodi, quando il Boccaccio, nella decima e ultima giornata del suo &#8220;Decameron&#8221;, racconta come il bandito Ghino di Tacco, in realtà un nobile ghibellino, la facesse bere all&#8217;abate di Clignì (Cluny) per guarirlo dal mal di stomaco. Per parte sua papa Paolo III Farnese (1468-1549), attorno al 1500, stante la testimonianza del fidato cantiniere-bottigliere Sante Lancerio (sorta di sommelier ante litteram), considerava la vernaccia delle Cinque Terre un vino «ottimo per farci la zuppa nelle ore della tramontana» e lo riteneva «grande nodrimento per i vecchi», aggiungendo che, in generale, «i vini della Liguria sono efficaci se bevuti in ottobre, la sera prima di coricarsi». Forse, quel Pontefice fu un po&#8217; approssimativo.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cinque Terre DOC</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 20:26:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Cinque Terre DOC&#8230; Occorrerebbero pagine e pagine per raccontarti una storia enologica che è vanto della Liguria e che affonda le proprie radici ben in profondità nel tempo. Vini delle Cinque Terre: e già i nomi agiscono nel tuo immaginario, proiettandoti in un paesaggio di vigne verticali, di eroici terrazzamenti a picco sul mare, di ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cinque-terre-doc/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque Terre DOC&#8230; Occorrerebbero pagine e pagine per raccontarti una storia enologica che è vanto della Liguria e che affonda le proprie radici ben in profondità nel tempo. Vini delle Cinque Terre: e già i nomi agiscono nel tuo immaginario, proiettandoti in un paesaggio di vigne verticali, di eroici terrazzamenti a picco sul mare, di fasce verdi ormai millenarie risalite da monorotaie e protette dai celebri muretti a secco, se la Liguria li mettesse tutti in fila supererebbero per lunghezza la Muraglia Cinese… Scrive Monsignor Giustiniani nel 1535 descrivendo il territorio: “tanto erto e sassoso che non solamente è disagevole alle capre montarvi, ma quasi difficoltoso al volar degli uccelli: arido e secco e nondimeno tutto pieno di fruttifere vigne alle vendemmie delle quali, in qualche luogo, conviene che gli uomini si calino dalle rupi legati per mezzo di una corda”.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/G7AdSFjF6Ss" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Vini delle Cinque Terre: Monterosso, Vernazza Corniglia Manarola Riomaggiore ed una piccola porzione della Spezia (Tramonti di Campiglia e Tramonti di Biassa), tante piccole aziende, come ovunque traversando la regione, dove quasi mai le case vinicole superano le 100mila bottiglie prodotte. Qui sono vini bianchi e passiti * che la DOC tutela e qualifica dal 1973 (in Liguria è DOC circa un terzo degli ettari vitati). Ai tempi di Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio si chiamavano “razzesi”, così come “pastini” (dal latino pastinum) erano i minimali spazi pianeggianti lavorati a zappa per rendere il terreno più praticabile. Ce lo racconta il giornalista e gastronomo modenese Paolo Monelli (1891-1984), ghiottone errante ed optimus potor – così si autodefiniva &#8211; cui si deve fra l’altro l’azzeccato toponimo “Via dell’Amore” a siglare quella magica passeggiata di 900 metri, che va da Riomaggiore a Manarola, “in bilico” sulla scogliera…</p>
<p>Le uve sono i vitigni bosco, albarola (uva neutra che matura precocemente) ** e vermentino (i vitigni andrebbero scritti con la minuscola). Quest’ultimo è uno dei simboli della viticoltura ligure, il nome è genovese ma lo chiamano favorita in Piemonte e malvasia Grossa in Corsica e nei Pirenei orientali. Tali uve vengono lavorate soltanto nell’area contestuale, d’origine/produzione, prevalentemente “in bianco” (fermenta il solo succo) o “tradizionalmente” (fermentano le uve pigiate e diraspate). Per apprezzarne al meglio i colori paglierini con riverberi verdolini, gli odori erbacei e salmastri e i sapori secchi e persistenti occorre consumare i vini giovani, non oltre 1 anno dalla data della vendemmia, magari accompagnandoli al tegame d’acciughe locali, alla mes-ciùa di legumi e grano duro, ai pesci cucinati al verde, alle fritturine.</p>
<p>La gradazione va dai 12 gradi sino ai 17 dello Sciacchetrà, quest’ultimo fermenta a lungo il proprio mosto zuccherino (una quarantina di giorni) dentro barilotti chiamati caratelli. Ha colori che si dorano e s’ambrano, odori che via via regalano albicocca, mela, pesca, sapori ben mielati, non stucchevoli, ricchi di calore, persistenti, morbidi. Lo Sciacchetrà si mesce dal primo novembre dell’anno che segue la vendemmia, e dopo tre anni la tipologia “Riserva”. Esistono peraltro eccellenti casi di bottiglie financo trentennali. Lo gusti al meglio delle sue possibilità in piccoli “tulipani”, 7-9 gradi la temperatura di servizio, abbinando dolci non lievitati, pandolci bassi e panforti (conservane una fetta per il 3 febbraio, San Biagio protettore della gola), spongate “lunigiane” – natalizie &#8211; *** e cubaite del Ponente…</p>
<p>*non confondere lo Sciacchetrà con lo Sciac-trà, che è Ormeasco di Pornassio rosato (altra DOC di Liguria), ovvero dolcetto.</p>
<p>**uno dei suoi sinonimi è calcatella di Sarzana.</p>
<p>***ne accennò già Ovidio (43 aC – 17 o 18 dC), celebre poeta di corte, che a causa di uno scandalo concluse i propri giorni in esilio a Tomi, sul Mar Nero, componendo i “Tristia” e le “Epistulae ex Ponto”. Non sempre la curiosità e la mondanità… pàgano.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cinque-terre-doc/">Cinque Terre DOC</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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