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	<title>Ligucibario &#187; birrificio altavia</title>
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		<title>Pranzo al Beigua</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 10:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19863" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743.jpg"><img class="size-medium wp-image-19863" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/DSCN1743-225x300.jpg" alt="sassello" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">sassello</p></div>
<p>Pranzo al Beigua</p>
<p>Chiunque un poco mi conosca, o mi legga, sa l’amore che nutro per la Liguria di ponente (quando nacqui, la mia famiglia gestiva un frequentato albergo a <strong>Varazze</strong>, proprio lungo l&#8217;Aurelia, e Luisa sospetta che un cordone ombelicale ancora mi avvinca a quei luoghi, dove un giorno chissà tornerò a vivere…).<br />
Lo stress del lavoro, il rumore della vita cittadina, e d’estate la calura mi spingono sovente verso gli entroterra, di cui amo le faggete, i silenzi, la dimensione più appartata, gli odori puliti, risorse che hanno fatto di me un buon camminatore dall&#8217;Alta Via sino alla Val Tanaro…<br />
Mi affascina <strong>Sassello</strong>, su Ligucibario le ho già dedicato un pezzo affettuoso (<a title="gita a sassello" href="https://www.ligucibario.com/gita-a-sassello/" target="_blank">link</a>), a suo tempo molto letto e condiviso. Vi giungo – più che dalla Valle Stura &#8211; dalle Albisole, cui mi legano l’interesse per <strong>la ceramica</strong> (Mazzotti e Pozzo Garitta rimangono un&#8217;esperienza mistica) e qualche volta &#8211; ma nei giorni feriali di settembre&#8230; &#8211; le cene pieds dans l’eau ai “<strong>Soleluna</strong>” dell’amico Alessandro, azienda che quest&#8217;anno compie 20 anni come la mia.<br />
Da Sassello salgo nella <strong>foresta della Deiva</strong>, oppure mi sposto verso le magie di <strong>Piampaludo</strong>, del monte Avzé, di <strong>Pratorotondo</strong> col suo ospitale rifugio, che a volte combatte la nebbia con fumanti polente&#8230;<br />
Sassello, anche grazie al magnifico punto accoglienza di <strong>Palazzo Gervino</strong> (proprio all’imbocco del centro storico), è uno dei cuori del Parco del Beigua, meta di villeggianti, turismo outdoor, buongustai e scolaresche. E mia. Il <strong>Beigua</strong> è in Liguria il parco più esteso per ettari di superficie, e raggruppa Comuni sia costieri che interni, Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Tiglieto, Sassello (il primo in Italia insignito nel 1999 della bandiera arancione Touring), Stella, Varazze. In tal senso, l’alto spartiacque appenninico si affaccia sul mare unendo in modo affascinante due realtà ambientali e culturali assai diverse, e ricche.<br />
Sassello, ma potrei pronunciarmi analogamente per altre località limitrofe, consente (non v&#8217;è da stupirsene) molteplici soste golose, secondo gusti e budget sono <strong>botteghe trattorie ristoranti agriturismi</strong>. Mi piace qui immaginare – tra il virtuale e il reale &#8211; un menu tutto costruito sui prodotti più tradizionali di quelle terre, che ovviamente &#8220;raccontano&#8221; anzitutto arte bianca, ruralità, salumifici e caseifici, pasticceria secca, frutti del bosco.<br />
Perché dunque non iniziare con un (piccolo) <strong>tagliere di salumi e formaggi, quest’ultimi abbinati a miele</strong> locale? A Sassello officiano riti solenni in termini di paté di lardo, salame crudo e cotto, testa in cassetta, prosciutto. Le <strong>formaggette</strong> provengono dalla Valle Stura, o da Stella. E nel cesto del pane mi auguro trionfi un assaggio di <strong>tirotto</strong> di Sassello e di <strong>revzora</strong> di Campo Ligure.<br />
Come primo piatto suggerirei <strong>trofiette di castagne</strong>, condite con un pesto “grossolano”, di personalità, dove il pecorino (e l’aglio) confermi il proprio ruolo. E chi amasse un’aggiunta di cagliata, nel Savonese può recuperare fresco <strong>zuncò</strong>, ovino, o misto (la giuncata, così detta poiché la reticella per scolarla era di giunco marittimo, pianta spontanea * ).<br />
Nuovamente poi mi perdoneranno i vegetariani ma il secondo potrebbe configurarsi come un roastbeef di filiera breve (Giusvalla&#8230;), “condito” da <strong>olio aromatizzato ai porcini di Sassello</strong>, oppure – in stagione – un tegame di patate e <strong>funghi</strong>, quello che nelle mani di un capace chef o di una esperta casalinga creerà pericolose forme di dipendenza nei commensali.<br />
Granfinale, last not least (e stomaco permettendo), garantito dalla <strong>pasticceria secca</strong>, gli amaretti di Sassello, i crumiri di Masone, i baci di Sambuco, ed altri ancora, fra cui i canestrelli, tutti perfetti con un tulipanino di passito a bacca bianca.<br />
Qualora le portate lo consentano, l’abbinamento enologico potrà in realtà spingersi anche verso il bellissimo pianeta delle <strong>birre artigianali, a Sassello conosco infatti 2 birrifici</strong> che “rivaleggiano” verso l’alto; Luisa – confermando come sempre i nostri derby famigliari – talvolta privilegia i capolavori di “Elissor” (Winja n. 25…), io “Altavia” (Monte Rama abita sovente il mio teku, specie con carni importanti e con erborinati).<br />
Che resta da dire? Buon Beigua, amico Lettore che cerchi paesaggi nitidi, e raccontami i tuoi food tour, gli indirizzi giusti non bastano mai…<br />
* trovi sempre queste voci cliccando <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">qui l’Alfabeto del gusto</a><br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Gita a Sassello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 14:15:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18561" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/DSCN1377-300x225.jpg" alt="DSCN1377" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Gita a Sassello</p>
<p>Lungo la strada 334 percorsa anche dalle autocorriere di linea, a metà viaggio fra la Riviera di ponente albisolese e il Piemonte già &#8220;strong&#8221; di Acqui Terme (con ricettari e Brachetto DOCG d&#8217;eccezione), <strong>Sassello</strong> &#8211; nel 1999 prima bandiera arancione d&#8217;Italia &#8211; vanta un contesto paesaggistico estremamente ampio, che in Liguria quasi non t&#8217;aspetti, foreste corsi d&#8217;acqua zone prative pascoli vette escursionistiche, un mix di risorse etno-ambientali che il <strong>Geoparco Unesco del Beigua</strong> contribuisce a tutelare e promuovere. Trekking, biking, ippoturismo, esperienzialità, Sassello &#8211; a 400 m sul livello del mare &#8211; è perfetta per una fruizione outdoor in piena libertà, tra i &#8220;valichi&#8221; del Faiallo e del Giovo. Il <strong>mulino antico</strong>, che tuttora grazie alle acque del torrente Sbruggia molisce &#8211; beninteso a pietra &#8211; cereali antichi locali, e i 2 <strong>birrifici artigianali</strong> (l&#8217;Altavia con orzo e luppolo propri, ed Elissor (1)) restituiscono al turista gourmet e all&#8217;ospite una prima dimensione dell&#8217;ambiente geostorico e culturale che caratterizza tutto il territorio. Io, anche per lavoro, lo frequento con assiduità, di solito optando per i validissimi agriturismi.<br />
La località ha uno charme realmente patrizio, grazie ai numerosi edifici e dimore che con eleganza punteggiano il centro storico e la quieta via Zunini. Un fornitissimo <strong>IAT</strong> sorge proprio all&#8217;imbocco del paese, presso <strong>palazzo Gervino</strong>, dirimpetto &#8211; last not least! &#8211; al <strong>bar-gelateria &#8220;Gina&#8221;</strong>, dove Giuliano propone gusti ora classici ora creativi, e alcune creme (fra cui quella al canestrello) che creano dipendenza. Lungo le vie e i carruggi, poi, alcuni riusciti pannelli invitano ad esplorare Sassello coi sensi (&#8220;Feel Sassello&#8221;), a passeggiarne i dintorni, a scoprire chiese (San Giovanni!), ad individuarne le diverse anime e suggestioni. Imperdibile, in tal senso, <strong>l&#8217;annuale infiorata del Corpus Domini</strong>, che ricopre di petali &#8211; e colori &#8211; tutta la pavimentazione cittadina.<br />
Ma i gastronauti e i foodtrotters v&#8217;incontrano i pregiati <strong>funghi</strong> di castagno e rovere (in stagione la raccolta impone il tesserino!), le carni, i formaggi, il miele, i frutti di bosco, <strong>la mitica testa in cassetta del salumificio Giacobbe</strong> (gentilissima colei che l&#8217;affetta per i miei picnic sù a Palazzo Bellavista, dentro <strong>la foresta della Deiva</strong>), e &#8211; come dimenticarsene? &#8211; i celeberrimi <strong>amaretti</strong>, piccoli tondi dolci &#8211; morbidi e con una nota amarognola &#8211; a base di pasta di mandorle dolci, zucchero, albume e armelline (sono i semi nel nocciolo di albicocca e pesca). Io li abbino a passiti a bacca bianca, ma rievocano i riti del rosolio e del thé, pasticceria secca, pastafrolle, savarin da credenza&#8230; Oggi scatole policrome e tuttavia dall&#8217;aspetto un po&#8217; vintage ne fanno un cadeau &#8211; per gli altri ma anche per sé&#8230; &#8211; sempre gradito, perché gli amaretti raccontano Sassello e la passione di un made in Italy ancora fieramente artigianale. Se ne officia puntualmente il rito in occasione della &#8220;festa dell’amaretto&#8221;, che quest’anno cadrà domenica 15 settembre; ma i visitatori più curiosi potranno anche approfondirne le origini grazie ad una sezione dedicata internamente (verificare sempre giorni e orari di apertura) al <strong>Museo Perrando</strong>, in via dei Perrando 33, struttura che conserva anche reperti archeologici, dipinti e ceramiche.<br />
Io, da parte mia, ringrazio Emanuela Chellini che mi ha fatto dono dei diversi amaretti prodotti da &#8220;<strong>La Sassellese</strong>&#8220;, che ho trovato fragranti e bilanciati, e che ho persino sgretolato &#8211; come al solito inseguendo contrasti &#8211; su un carpaccio di ricciola con agrumi&#8230;<br />
Se la lettura vi ha suscitato appetito, a Sassello e dintorni non vi mancheranno le occasioni. A me piace l&#8217;attivissimo <strong>Palazzo Sàlsole</strong> in piazza Concezione 1, dove patròn Michele propone una cucina tradizionale (verdure ripiene, minestrone con scucuzùn, brandade di stoccafisso, coniglio&#8230;) con alcuni tocchi reinterpretativi e con alcuni doverosi omaggi al vicino Piemonte (bagna cauda, bunèt&#8230;). Il locale, raccolto e romantico e con alcuni tavoli all&#8217;aperto, si sviluppa su più piani, e s&#8217;affaccia sul cuore del paese e sul municipio. Rassicurante anche la proposta enologica, con etichette liguri (dalla <strong>Lumassina di Sancio</strong> al <strong>Dolceacqua DOC di Foresti</strong>), piemontesi, ed alcune incursioni nazionali sagaci, sempre proposte con ragionevoli ricarichi. Ma mi piace anche l&#8217;ex pizzeria <strong>&#8220;I monelli&#8221;, in frazione Palo</strong>, che &#8211; quando ritorno dall&#8217;Alta Via di <strong>Prariondo</strong> o dalla dolce e boscosa salita al monte Avzé &#8211; con la nuova gestione mi lusinga con ravioli di borragine conditi con burro fuso, salvia e pinoli tostati, tartare di fassona, finanche fritto di pescato con verdure&#8230;<br />
Infine, <strong>gli amanti della pizza</strong> potranno sedere &#8211; ma suggerisco sempre la prenotazione &#8211; sia al centralissimo &#8220;Pizza e fichi&#8221; di via Roma 3, che sforna cornicione alto e soffice alla napoletana, sia (a 2 minuti d&#8217;auto dal downtown) al &#8220;San Giovanni&#8221; lungo l&#8217;omonima salita, che peraltro non è solo pizzeria e propone &#8211; a puro titolo d&#8217;esempio &#8211; anche notevoli carni alla brace.<br />
Amici lettori, state caricando le valigie in auto per un weekend via dalla pazza folla?<br />
<strong>Umberto Curti</strong><br />
(1) Luisa Puppo, vera esperta di birre, potrebbe dettagliarvi la filosofia e lo stile brassicolo dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, ma nel suo teku scende tendenzialmente la &#8220;<strong>Winja n 25</strong>&#8221; di Elissor e nel mio la &#8220;Monte Rama&#8221; di Altavia. De gustibus&#8230;è un motto che vale anche a livello coniugale</p>
<div id="attachment_18562" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/umberto-curti.jpg"><img class="size-medium wp-image-18562" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/09/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti</p></div>
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