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	<title>Ligucibario &#187; beppino occelli</title>
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		<title>Ligucibario® in trasferta al Giàs del Roccassone</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 18:44:11 +0000</pubDate>
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<div id="attachment_26502" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/gias-del-roccassone-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-26502" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/gias-del-roccassone-1-300x231.jpg" alt="Il Gias del Roccassone" width="300" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Il Gias del Roccassone</p></div>
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<p>“Con te, con te, con te che sei la mia passione, io salgo <strong>al Giàs del Roccassone</strong>”, così qualche volta scherzando dedico a mia moglie questo pezzetto di canzone, mentre “scaliamo” la breve e non impegnativa salita che dalla scenografica <strong>Colla di Casotto, sopra Garessio</strong>, conduce appunto al Giàs del Roccassone (giàs in piemontese significa grosso modo baita), quasi a 1.600m sul livello del mare. Il luogo, per gli escursionisti come <strong>Luisa Puppo e me</strong>, è un piccolo paradiso, da cui raggiungere la zona del rifugio Manolino dove alpeggiano le mandrie, oppure il vicino rifugio Savona (di recente ristrutturato) che dall’altra parte scende a Valdinferno, oppure la certosa-reggia di Valcasotto e beninteso <strong>i formaggi strabilianti di Beppino Occelli</strong>, vicino allo scroscio d’acqua del mulino…<br />
L’estate 2025 qui mi è parsa positiva, e anche il Giàs – con la sua splendida terrazza panoramica – mi è parso un po’ rinato a nuova vita. <strong>Michela e Nicola</strong>, giovani coniugi genovesi con una nutrita tribù di figli, sono (presumo in sinergia con la Pro Loco ma non mi addentro in dettagli che non conosco) gli artefici di questa bell’aria che si respira in baita, unitamente ad un menu – semplice e per questo adattissimo al contesto – che sciorina alcune portate quanto mai piacevoli (Nicola mi precisa che a suo tempo si diplomò cuoco a Mondovì): dai panini con salumi niente meno che di <strong>“Gonella” di Ceva</strong> alla polenta, dalle lasagne al forno alla salsiccia alla piastra, sino alle profumate e leggere torte della casa. Il tutto condito dal sorriso e dal garbo di Michela, che instancabilmente si destreggia fra i tavoli interni ed esterni e la cura dei figli. Alcune bottiglie di vino, “ragionevoli” anche nel prezzo, e alcune birre affermate ma non ordinarie, fra cui Ichnusa, completano l’offerta enogastronomica di un presidio montano importantissimo per il territorio ed il turismo, cui augurare successo e lunga vita. Buon appetito dunque da Ligucibario®, per una volta in trasferta fuori regione…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Che fai a Valcasotto?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 08:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-C38.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23161" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/foto-C38-300x225.jpg" alt="smart" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dopo Battifollo, ecco che <strong>Valcasotto</strong> prosegue “<em>Namasté, i miei 8mila fra Bormida, Tanaro e Mongia</em>”, un viaggio a puntate dentro un territorio, bellissimo ma “underrated”, che con Luisa Puppo esploro da vent’anni, fra escursioni, incontri, piccoli musei, buone soste… E’ l’omaggio che <strong>Ligucibario®</strong> (piattaforma senz’alcuna pubblicità) rivolge ai borghi, alle tradizioni, agli artigiani del gusto, a chi in quei luoghi fra Liguria e Piemonte è restato o è tornato, in fuga da città sempre più inquinate, alienanti, in fuga da trend sempre più rumorosi e cafoni. E’ l’affettuosa divulgazione anche e specificamente online di quel che da tanto tempo “patrocino” nei miei <em>gustincontri</em> e nella mia saggistica, sempre più ispirata – lo confesso, e con deferenza – a Gino Veronelli (ch’ebbi il privilegio di conoscere), a Mario Soldati, ai mirabili scritti di Annibale Salsa, di Salvatore Settis, di Luca Mercalli, di Maurizio Pallante… Non so se io stesso forse un giorno ne caverò un libro, amico Lettore, ormai la carta circola poco (segno dei tempi), ti chiede tanto sforzo ma ti ricambia con poco o niente…</p>
<p>Valcasotto è una frazione di Pamparato (CN) * , è un antico grumo di case bello come un gioiello, coi suoi tetti in pietra, i suoi balconi in legno, il suo mulino “napoleonico”, vivificata da eventi di oggettivo spessore culturale. Tuttavia l&#8217;area <span style="text-decoration: underline;">in direzione Garessio</span> è famosa soprattutto per <strong>la certosa-reggia</strong>, di recente restaurata nel suo aspetto secentesco (dopo 12 anni di chiusura), che affiora all’improvviso dal bosco, raggiungibile in auto dalla provinciale oppure – ancor meglio – a piedi lungo il bel camminamento C38 (foto in alto) che collega la Colla, valico montano, a Valcasotto borgo. La dimora di caccia sabauda sorge alle pendici del bric Mindino (altra celebre escursione) a 1.090 m di altitudine, originariamente edificata, nel secolo XI, come cenobio dedicato a San Brunone.</p>
<p><strong>Molto interessanti tuttavia anche la borgata Arotte, col santuario dell’Assunta raggiungibile da una bella passeggiata, e il “Museo degli usi della gente di montagna” a Serra, creato nel 1987. Gli sportivi, infine, trovano una seggiovia che sale al monte Alpet a 1611 m di quota.</strong></p>
<p>I giorni scorsi, accompagnati dalla guida escursionistica, il cordialissimo Simone Rossi, da Valcasotto <strong>siamo saliti a frazione Tagliante</strong>, dove di fatto vive ormai soltanto una persona. Eravamo circa 160 partecipanti, un vero successo, ad inerpicarci fra i castagni e poi i faggi, deviando a destra sul ponte del rio Moscardina e poi ancora a destra evitando il vecchio percorso, non più praticabile, per il rifugio Manolino&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/tagliante-1-min.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23175" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/tagliante-1-min-225x300.jpg" alt="tagliante (1)-min" width="225" height="300" /></a>Dinanzi alla chiesa della piccola, suggestiva borgata (ma il corpo dell’edificio ospitava anche una scuola…) uno storico del luogo, il professor Luigi Garelli, direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo, ci ha raccontato la cosiddetta <strong>“battaglia di Valcasotto”, che nel marzo 1944, dunque ottant’anni or sono, tragicamente contrappose i gruppi partigiani alla Wehrmacht tedesca</strong>.</p>
<p>Ridiscesi, ad anello, lungo un sentierino davvero verticaleggiante, dopo 7 km di cammino l’ampio prato della borgata Ghirardi ci ha accolti per il pranzo, benissimo organizzato dall’associazione degli amici di Valcasotto “riesumando” i cibi di una volta, “poveri” ma saporiti e nutrienti. Pane nero con lardo e miele, frittatine, tajarin di grano saraceno, tris di formaggi di Beppino Occelli, infine pasticceria di mais con gelato alla crema. Naturalmente, a Valcasotto i gourmet non rinunciano mai allo shopping presso<strong> la bottega di Occelli</strong>, langarolo di Farigliano, uno dei più straordinari imprenditori caseari che l’Italia vanti, e a cui quest’area – tuttora rurale e di alpeggi &#8211; deve tanto. Al termine dell’iniziativa, ho confessato a mia moglie di non svagarmi così tanto dai tempi della giovinezza… Grazie e a presto!</p>
<p>* da “panis paratus” per via della ricchezza di risorse che in loco rendeva agevole alimentarsi?</p>
<p>Umberto Curti</p>
<p>P.S. come sempre, Ligucibario® è da molti anni un team a disposizione di territori, amministrazioni e imprese per orientarsi &#8211; anche in àmbito digitale &#8211; agli attuali scenari turistici e commerciali, contattateci senza impegno su <strong>info@ligucibario.com</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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