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	<title>Ligucibario &#187; barolo</title>
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		<title>Vino. You need and you want</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2021 10:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/016.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20458" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/016-300x225.jpg" alt="016" width="300" height="225" /></a></strong>Vino. You need and you want&#8230;<br />
Il 3 maggio ricorre da 15 anni la &#8220;Giornata mondiale della lentezza&#8221;, e il grande Gino Veronelli, che ebbi l&#8217;onore di conoscere, scrisse &#8220;il vino è il canto della terra verso il cielo&#8221;. Con particolare piacere pubblico quindi il lavoro di una mia validissima corsista, che al vino, come vedrete, dedica qualcosa più che semplici parole&#8230; Buona lettura da Umberto Curti.</p>
<p><strong>Giorgia Giordano</strong> (corso IFTS co-finanziato dall&#8217;Unione Europea &#8220;Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici, con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio&#8221; presso Sei-cpt Imperia) ha studiato Lingue e Letterature Straniere a indirizzo Turismo Culturale all&#8217;Università di Genova, e ha poi lavorato 11 anni nell&#8217;abito turistico in una biglietteria aerea. Profondamente legata alla propria città vorrebbe che anche altri, soprattutto i turisti, la vedessero con i suoi stessi occhi. Vorrei quindi avere l&#8217;opportunità, e soprattutto possedere le competenze, per valorizzarla, e creare qualche proposta di promozione veramente interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INFINITE RAGIONI PER ACQUISTARE UNA BOTTIGLIA DI VINO…</strong></p>
<p><strong>INIZIAMO CON 5 </strong></p>
<p>Ciascuno di noi, come ben precisa il marketing, si &#8220;caratterizza&#8221; per specifici needs e/o wants. Qualunque sia l’insieme delle ragioni che ci spingono ad acquistare un determinato bene, nell’àmbito del vino possiamo opportunamente citare il famoso poeta Bukowski: “<em>Quando sei felice bevi per festeggiare </em>(wants).<em> Quando sei triste bevi per dimenticare </em>(wants<em>). Quando non hai nulla per essere triste o felice, bevi per far accadere qualcosa </em>(needs)”…</p>
<p>Qui di seguito ho individuato alcuni dei motivi che spingono ad acquistare una o più bottiglie di vino, ci riferiamo tra l’altro ad un prodotto estremamente “evocativo” anche in termini di turismo esperienziale.</p>
<p>Comprare per:</p>
<p>COLLEZIONARE</p>
<p>Il vino è da sempre una passione per l’uomo, tanto da essere divenuto dal secolo scorso un prodotto da collezione. Collezionare è uno stile di vita, un hobby, un investimento. Imprescindibile quindi la passione e di conseguenza la conoscenza del vino. Necessario però anche un buon capitale perché il vino da collezione costa, inutile negarlo, e conservarlo nel posto giusto pure. Si colleziona per avere una grande e rinomata cantina; si colleziona per far invecchiare un buon rosso per renderlo ancora migliore dopo alcuni anni e si colleziona per crearsi una piccola fortuna sperando che possa “crescere” nel tempo.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/Foto0125.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20459" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/05/Foto0125-225x300.jpg" alt="Foto0125" width="225" height="300" /></a>RIEVOCARE UN RICORDO</p>
<p>Il vino, come la celebre &#8220;madeleine&#8221; di Proust, rievoca un ricordo lontano. Se questo è particolarmente bello, o particolarmente importante, nasce in noi il desiderio di farlo riaffiorare alla mente attraverso un colore, un profumo o un sapore. Un particolare vino, in modo volontario o involontario, può essere artefice di intense emozioni.</p>
<p>FESTEGGIARE MOMENTI IMPORTANTI</p>
<p>Nell’antica Grecia il vino era sinonimo di civiltà (da contrapporsi al mondo barbaro che di solito consumava birra). Al consumo del vino erano legati i momenti di maggior aggregazione all’interno delle póleis greche. Di quel periodo sono non a caso i termini <em>Simposio</em> (letteralmente “bere insieme”) e <em>Banchetto</em> (pranzo sontuoso con molte persone in occasione di feste, onoranze, ricorrenze…). Questi si diffusero rapidamente anche sulla penisola italiana, dove Dioniso divenne Bacco, e assursero a pratica costante nella vita delle comunità. Oggi come allora il vino rimane un elemento di aggregazione molto importante.</p>
<p>FARE UN REGALO GRADITO</p>
<p>É davvero difficile scegliere il regalo giusto, soprattutto quando non si conosce molto bene il destinatario. Ecco dunque che subentra il vino come “panacea”&#8230; Tenendo sempre presenti alcuni aspetti importanti come: 1) il soggetto a cui si regala il vino, 2) l’occasione per cui si regala il vino e 3) il posto dove lo si compra, ecco perché sappiamo di andare sul sicuro:</p>
<p>&#8211; il vino è conviviale e crea situazioni piacevoli;<br />
&#8211; il vino ha (può avere) prezzi per tutte le tasche;<br />
&#8211; il vino è storia, cultura, tradizione, e anche racconto.</p>
<p>Un paio di aneddoti?<br />
1) Perché si dice “alla salute” prima di bere? Nell’antica Grecia l’ospite di un banchetto, per rassicurare i commensali invitati che non sarebbero stati avvelenati, aveva l’abitudine di bere per primo dicendo appunto “alla salute”<br />
2) Esisteva un tempo una bevanda formata da un mix di vino e cocaina chiamata Coca Wine. Il farmacista John Pemberton cercò di imitare tale bevanda ma il proibizionismo americano di fine ‘800 gli impose di eliminare l’alcool dal composto, così alla sua CocaWine venne tolto il vino e venne aggiunta noce di Cola, originando la famosissima CocaCola.</p>
<p>IDENTIFICARE UN LUOGO</p>
<p>Nell’estate del 2020, secondo quanto afferma un’indagine di Coldiretti, 1 turista su 2 è tornato a casa dalle vacanze portando con sé un “souvenir” (ma la parola è inadeguata e riduttiva) enogastronomico locale. Si parla principalmente di salumi, formaggi, olio evo e&#8230;vino. Un turista che acquista una bottiglia di vino lo fa per portarsi a casa qualcosa del luogo che ha visitato, e mantenere vivo il più possibile il ricordo delle vacanze… Il vino di fatto è patrimonio di un territorio e sovente ciò che lo identifica nell’immaginario comune. Una bottiglia di Barolo porta immediatamente alla mente le Langhe piemontesi (e una di Chablis alla Borgogna); una bottiglia di Negroamaro ci trasporta in Salento, e una di Cannonau nel centro di una delle isole più belle del mondo. Quale? Quella che ci regala anche seadas, porceddu…</p>
<p>Il vino, insomma, è territorio. Ricordàtelo, bevete poco e bevete bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I libri di Umberto Curti. 3</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 09:31:15 +0000</pubDate>
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<p>I libri di Umberto Curti. 3</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La vigna e la vinificazione. Vini DOC e IGT liguri</em>, ed. Ilmiolibro self p., Roma, 2010</strong><br />
Questa &#8220;dispensa&#8221; – dedicata da Umberto Curti agli appassionati, e soprattutto ai giovani &#8211; origina da una riflessione:  l’Italia è una delle grandi patrie del vino eppure ancora poche sono le persone che compiutamente dedicano un po’ del loro tempo a conoscere questo straordinario dono della natura e del lavoro dell’uomo, così che in genere si beve malino, o inconsapevolmente, privilegiando quantità e pseudo-risparmi rispetto alla qualità (il che del resto avviene anche col cibo)… Eppure l’Italia vanta circa 35 DOCG – sono tali i vini di particolare pregio già insigniti della DOC da almeno 5 anni &#8211; e circa 315 DOC, un contesto in cui Piemonte, Veneto e Toscana recitano ruoli da protagonista anche a livello internazionale. Le prime DOCG risalgono al 1980 (Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano), il primo bianco fu l’Albana di Romagna, denominato nel corso del 1987. Sono dunque quarant’anni che le produzioni nazionali migliorano ogni giorno di più, consentendo al mercato scelte per tutti i gusti e tutte le tasche, ma all’insegna della qualità. Anche la viticoltura eroica della Liguria ha in un cinquantennio fatto passi da gigante, basti pensare alle produzioni del Ponente (Rossese, Vermentino, Pigato…ma anche Granaccia e Lumassina), ai &#8220;nuovi&#8221; Ormeasco, all&#8217;impegno migliorativo della Val Polcevera, ai vini delle Cinque Terre fra cui l’inarrivabile passito Sciacchetrà, alla DOC Colli di Luni che tanto ha investito in idee e tecnologie. Ma la Liguria, salvo rare eccezioni, scarseggia di comunicatori, di opinion maker e di chef capaci di “varcare” i confini locali, e il vino rischia di rimanere un sapere iniziatico da setta esoterica. Anche in tal senso Ligucibario si prefigge qualcosa di nuovo e di diverso, affinché il nettare di Dioniso/di Bacco (anche le bottiglie più prestigiose) diventi un piacere maggiormente condiviso e condivisibile. Bevete vini, non etichette! Buona lettura e buon bicchiere a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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