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	<title>Ligucibario &#187; appennino ligure</title>
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		<title>Casella, mercato dell&#8217;Appennino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30377" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/trenino-casella-034.jpg"><img class="size-medium wp-image-30377" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/trenino-casella-034-300x225.jpg" alt="palazzp fieschi a casella" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo Fieschi a Casella</p></div>
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<p>Qualche mese fa ho pranzato in una trattoria a <strong>Casella</strong>, proprio sulla piazza centrale, piazza XXV aprile. Un cielo di smalto incorniciava il secentesco <strong>Palazzo Fieschi</strong>, ben leggibile architettura, col grande stemma in facciata, una torre con due resti di meridiane (un fregio risulta purtroppo illeggibile), e una corte interna squadrata, a cielo aperto. Tutto il braccio di ponente della confortevole residenza era non a caso adibito ad ampia stalla, sovrastata da fienile. L’acqua, copiosa, dissetava gli animali da soma legati agli anelli dei pilastri…</p>
<p>Dirimpetto, sulla piazza, si eleva quel <strong>Palazzetto</strong> un tempo passaggio necessario per lasciare la città, passaggio che valeva a controllare le merci e garantirsi pedaggi. Oggi in qualche modo non tradisce quella funzione, ospitando attività commerciali, che come sempre vivificano il luogo. Il terzo edificio sulla piazza, oltre la “<strong>Fonte di Montemaggio</strong>” costruita in pietra locale, è – coevo ai precedenti &#8211; la cosiddetta <strong>Casa del Macello</strong>, in quanto vi si macellava tutta la carne consumata nel feudo di Savignone, di cui Casella era parte.</p>
<p>La località sorge a 410m sul livello del mare, sulla destra della Scrivia, ai piedi di Monte Maggio, ed oggi conta circa 3.000 abitanti. Denota una buona tenuta demografica e un’alta percentuale di giovani under 18 rispetto agli anziani over 65, ciò che fa ben sperare per l’avvenire.</p>
<p>La<strong> pianeggiante centralità dell’area</strong> è storicamente &#8220;validata&#8221; da intensi e redditizi <strong>commerci del sale</strong>, di cui restano anche i toponimi Salata e Salata Mongiardino, due piccole frazioni (presso il valico tra Valle Scrivia e Val Borbera) rispettivamente di Vobbia e Mongiardino Ligure (AL) che oggi sommano una trentina di abitanti o poco più.<br />
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<p>Mentre pranzavo ho “rievocato” per qualche attimo, nella mente, la <em>Raudigabium</em> longobarda (è chiaro che l’attuale toponimo non si lega a quello), ma il borgo verosimilmente risale &#8211; quanto a origini &#8211; molto più indietro, all&#8217;età romana, origini dovute come detto alla costante presenza di notevoli assi di passaggio, che qui si incontravano: quello di fondovalle (attuale SP 226), che poi sotto i Fieschi nel &#8216;200 divenne &#8220;dei Feudi Imperiali&#8221;, poiché da monte verso mare connetteva i vari fortilizi fliscani in Valle, interagenti con l&#8217;Impero, e quello &#8220;del sale”; si consideri &#8211; ce lo conferma molta geostoria &#8211; che il fondovalle tramite la Val Trebbia traguardava la Via Aemilia, autostrada romana del tempo, e ciò cuciva una cerniera fra l’approdo di Genova e i centri padani, sino all&#8217;Adriatico… L’asse di fondovalle, superato l&#8217;Appennino alla Crocetta d&#8217;Orero, oltrepassava la Scrivia presso Casella, procedendo poi verso la Padanìa prevalentemente tramite Crocefieschi, Vobbia e la Val Borbera&#8230;<br />
Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “<strong>Valle Scrivia, l’appetito vien camminando</strong>” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di <strong>Luisa Puppo</strong> (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di <strong>Riccardo Poggio</strong>, Guida ambientale escursionistica.</p>
<p>Stay tuned, Montoggio col suo castello Fieschi è già disponibile <a title="montoggio" href="https://www.ligucibario.com/montoggio-i-luoghi-del-racconto-e-della-fede/" target="_blank">a questo link</a>, e Vobbia col suo Castello della Pietra è già disponibile <a title="vobbia e il castello della pietra" href="https://www.ligucibario.com/vobbia-e-il-suo-castello-dentro-la-pietra/" target="_blank">a questo link</a>!<br />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/eTZh3LE2IIs?si=p17MnLVg_1jSR8_5" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/LpGAiwvSBNM?si=PSvO_2Wl5jUq46Hj" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Al momento della pubblicazione e l&#8217;uscita nelle librerie, il <strong>volume sarà ovviamente presentato anche nei diversi Comuni della Valle Scrivia</strong>.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Cucina ligure domande e risposte(43). Chi era padre Dondero?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2025 10:08:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25685" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x2511-300x251.jpg" alt="CUCINA-LIGURE-DOMANDE-E-RISPOSTE-300x251" width="300" height="251" /></a></p>
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<p>Cucina ligure domande e risposte. Un lungo viaggio con Umberto Curti attraverso più di cento &#8220;dubbi&#8221; e curiosità che riguardano la cucina ligure e genovese: <em>corzetti</em> o <em>croxetti</em>? <em>Cuculli</em> o <em>friscêu? </em>Il sugo alla genovese è genovese? E&#8217; più antico il pandolce alto o quello basso? Stoccafisso o baccalà?</p>
<p>Eccovi la nuova puntata della rubrica ospitata da Ligucibario® per gli appassionati, i cuochi, i turisti, i gastronauti e i foodblogger&#8230;. Un centinaio di casi ricorrenti che abbiamo strutturato in FAQ alle quali andremo a rispondere nei prossimi mesi.</p>
<h2>Chi era padre Dondero?</h2>
<h2></h2>
<p><strong>43. chi era padre Dondero?</strong> Michele Dondero fu dal 1779 al 1813 parroco di Roccatagliata, frazione di Neirone (GE), un opinion maker ante litteram&#8230; Aveva studiato medicina e dal 1786 incentivò – anche con veementi omelie e &#8220;dimostrazioni&#8221; in sinergia col parroco di Framura (SP) &#8211; la coltivazione della patata, di cui si era fatto inviare alcuni esemplari di “rosse” dalla Svizzera e di cui acquistò alcuni esemplari di &#8220;bianche&#8221; a Genova&#8230; Il tubero, che cresce sottoterra e ricorda la velenosa pianta belladonna, era infatti oggetto di diffidenza non meno che i pomodori. La vicenda fu rendicontata sul periodico “Avvisi”. Si può dire che da quel momento l&#8217;Appennino ligure poté contare su una fondamentale alternativa alle castagne, anche in occasione di carestie&#8230; Le patate nel 1794 costavano a Genova 36 soldi il rubbo (circa 8 chili), e 30 soldi nelle campagne.</p>
<p>Continua a seguire la nostra rubrica &#8220;Cucina ligure domande e risposte&#8221;.</p>
<p>Clicca qui per <a title="cucina ligure domande e risposte" href="https://www.ligucibario.com/cucina-ligure-domande-e-risposte42-cose-la-bottarga/" target="_blank">la 42ma faq</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Tempo di castagne</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 12:59:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/copertina-19-castagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19918" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/copertina-19-castagne-224x300.jpg" alt="copertina 19 castagne" width="224" height="300" /></a></p>
<p>Tempo di castagne</p>
<p>E’ finalmente in edicola il numero 19 del magazine bimestrale “<strong>Liguria Food</strong>” (ed. Sabatelli, Savona). Vi collaboro sin dal primo numero, e davvero mi dico che il tempo vola&#8230;<br />
Questa volta, vista la stagione, non potevo ovviamente sottrarmi al bellissimo tema delle <strong>castagne</strong>, e perciò dei castagnacci, regine e re d’autunno&#8230;<br />
Un viaggio gastronomico con cui condurre il lettore verso quella <strong>Liguria di Appennino</strong>, boscosa e talora appartata, dove i frutti della tradizione perpetuano riti non solo alimentari.<br />
E per me poi, che adoro <strong>Calizzano</strong>, anche un ritorno verso i tecci, i piccoli essiccatoi in pietra coperti da scandole, molte famiglie in Val Bormida ne possedevano uno (oggi purtroppo ne sopravvive forse un decimo). Una graia rialzata a 2-3 m dal suolo consentiva/consente a calore e fumo di salire alle castagne, che vi venivano trasportate in sacchi dalle bestie da soma. La varietà, in genere <strong>gabbiana</strong>, quella Deogratias scampata al cinipide galligeno, affumica due mesi sopra un fuoco tenue e continuo. Dopo di che se ne fanno confetture, biscotti, gelati…<br />
La scorsa estate, inoltre, a <strong>Murialdo</strong> è stato “inaugurato”, tra magnifici castagni, anche un percorso hiking, che si può imboccare in 3 punti sulla provinciale verso Millesimo, e che tocca i ruderi del castello dei Del Carretto, la chiesetta della Maddalena, il laghetto delle Masche (le streghe), la spada nella roccia, la suggestiva e ancora abitata frazione di Azini, la fonte d&#8217;Umbren… Lungo il percorso, adatto a tutti e attrezzato con aree picnic, ecco secondo la stagione <strong>pesche, more, uve, funghi</strong>. Una meraviglia (le cose vanno chiamate col loro nome), merito anzitutto di un gruppo di giovani del luogo i quali con amore hanno ripristinato e &#8220;legato&#8221; i vari tracciati, per offrirli ad un turista che sappia vedere, oltre che guardare&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/liguria-food-tempo-di-castagne/">Tempo di castagne</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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