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	<title>Ligucibario &#187; antonietta chetta</title>
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		<title>Pagnotta del venerdì santo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 10:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La pagnotta del venerdì santo a Triora (IM) è un pane per così dire &#8220;a due teste&#8221;, aromatizzato coi semi del finocchio selvatico, e connotato da una M (Misericordia) incisa nell’impasto e da un’immagine della Madonna “timbrata” mediante uno stampino.<br />
Nella mattinata del venerdì questo bel pane speciale viene benedetto dal parroco, e poi tradizionalmente distribuito ai valligiani dalla venerabile Confraternita della buona morte.<br />
Triora, una delle mie grandi passioni: la cucina bianca delle malghe, l&#8217;Alta via dei monti liguri, Realdo e Verdeggia aggrappate alla montagna, i volumi di Sandro Oddo, le erbe di Antonietta Chetta, le tome d&#8217;alpeggio, i funghi, la capra stufata col Rossese di Dolceacqua…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Triora, profumo di piante ed erbe curative</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 13:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25592" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSCN2095.jpg"><img class="size-medium wp-image-25592" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/DSCN2095-300x250.jpg" alt="zafferano di triora (im)" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">zafferano di triora (im)</p></div>
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<h2>Triora, profumo di piante ed erbe curative</h2>
<p>Curiosavo (più che altro facevo un po’ d’ordine…) nella mia biblioteca-archivio, ricuperandone anche ricettari genovesi/liguri &#8211; forse meno noti dei tanti altri di cui parlo e si parla continuamente &#8211; come quello di Marisa Avigdor del 1969 (ed. Bietti), o quello di Italia Adami del 1977 (ed. Del Riccio), con le deliziose copertine d’epoca su cui campeggiano selvaggine e ricche fritture…</p>
<p>Ho estratto anche miei appunti, relativi ad <strong>un viaggio a Triora con doverosa visita al panificio Asplanato, nonché alle coltivazioni di zafferano reintrodotte nel 2014, e relativi anche alla figura di Antonietta Chetta</strong>, cui Erica Balduzzi già aveva dedicato un racconto e che in questi giorni, grazie ad una preziosa trasmissione di Raitre (“Le ragazze”, condotta da Francesca Fialdini), ha meritato un po’ di quell’attenzione che merita. Ovviamente, mi sono gustato la puntata con particolare piacere.</p>
<h2>Antonietta Chetta, la &#8220;fata&#8221; delle erbe medicinali</h2>
<p>Antonietta appartiene infatti a quei “ponentini” cui il territorio ligure deve tanto: penso all’onegliese <strong>Lucetto Ramella</strong>, all’archeologo <strong>Nino Lamboglia</strong>, a <strong>Libereso Guglielmi</strong> che fu giardiniere a casa Calvino, al triorese <strong>Sandro Oddo</strong>, infaticabile divulgatore, a <strong>Luigino Maccario</strong> dei “Ventemigliusi”…, menti libere e fertili che, in modo diverso, hanno saputo svelare e custodire un sapere talvolta ancestrale, mescolando in modo sagace storia, tradizioni, ricette, rimedi popolari… Via via Ligucibario® ha reso omaggio a tutti costoro.</p>
<p>Antonietta, nata in Salento nel 1928, oggi cittadina onoraria di Triora, ha raccontato con grazia e pathos la propria biografia, che traversa quasi un secolo. Giunta bambina in Liguria, figlia di contadini fittavoli che lavoravano la terra a piedi nudi (la povertà costringeva a sacrifici oggi quasi impensabili), <strong>grazie al padre si appassionò alle piante e alle erbe medicinali</strong>, via via accumulando conoscenze che la misero in grado di utilizzarle come “farmaci”, il sambuco per le vie respiratorie, il biancospino per l’apparato cardiaco, la salvia per la digestione, il capelvenere (prediletto da Antonietta) e cento altri… Alleati della salute che la natura – malgrado la nostra crescente insipienza e trascuratezza – continua a metterci a disposizione con prodigalità.</p>
<p>La lunga, toccante intervista, abbracciava anche i momenti tristi della vita di Antonietta, il fratello maggiore morto durante la tragica campagna di Russia, e altri inevitabili travagli di un percorso esistenziale difficile, appartato lassù in valle Argentina, ma sempre felice e generoso. Non una strega da inquisire, dunque, ma una fata benevola da ascoltare, e di cui perpetuare le conoscenze erboristiche e i valori umani.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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