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	<title>Ligucibario &#187; ansaldo</title>
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		<title>Genova 1876. Cosa succede in città?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2025 08:29:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/friedrich-nietzsche-67543_640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26249" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/friedrich-nietzsche-67543_640-225x300.jpg" alt="friedrich-nietzsche-67543_640" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>Nel 1876 il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, 32enne, giunge per la prima volta a Genova. Nell&#8217;opera La Gaia Scienza (Die fröhliche Wissenschaft, 1882-1887) così descrive la città: &#8220;Mi son guardato per un bel pezzo questa città, le sue villette e i parchi e il circolo vasto delle sue colline e declivi abitati; devo dire infine che vedo volti di generazioni scomparse; questa contrada è disseminata di simulacri di uomini arditi e signori di sé. Essi hanno vissuto e hanno voluto continuare a vivere, questo mi dicono con le loro case edificate e abbellite per i secoli e non per l&#8217;ora fuggitiva; si sentono ben disposti verso la vita, per quanto malvagi potessero spesso essere stati con sé stessi&#8221;.</p>
<p>L’Ansaldo a Sampierdarena vara la sua prima nave in ferro, il Regio Avviso ‘Staffetta’ di 1800 tonnellaggio con 1700 cavalli di potenza, e deciderà poi, nel 1886, di trasferire le proprie costruzioni navali a Sestri, borgo ricco di maestranze e dotato di una spiaggia ampia e di giusta pendenza, acquistando all’uopo il cantiere Cadenaccio.</p>
<p>Don Agostino Roscelli (Bargone di Casarza 1818 &#8211; Genova 1902) fonda l’Istituto delle suore dell’Immacolata dedite alla commendevole missione di istruire e formare alla vita le giovani bisognose di imparare una professione perbene e con essa garantirsi un avvenire&#8230; I tempi, in quel momento storico ed economico, erano come si suol dire difficili. Pio IX gli aveva detto “Deus benedicat te et opera tua bona<em>”. </em>La prima scuola s’avvia quindi nell’area (allora periferica) di Borgo Pila, frequentabile da qualunque classe sociale, e adattandosi alle prescrizioni del Ministero allarga il proprio raggio d’azione oltre il corso elementare. Don Roscelli, sepolto alla morte in Santa Maria del Prato ad Albaro, sarà poi canonizzato dal pontefice Giovanni Paolo II nel 2001.</p>
<p>Infine, nel 1876 apre la caffetteria Mangini in piazza Corvetto, una piazza appena costruita, in forma vagamente ellittica per integrarsi al contesto urbano preesistente. Mangini, tempio oggi come ieri di cose buone, ha conservato in 150 anni di vita la propria impronta un po’ rococo. Nel tempo vi si sedettero personalità di spicco, l’attrice parigina Sarah Bernhardt, l’attore Gilberto Govi, i poeti Eugenio Montale e Camillo Sbarbaro, e Sandro Pertini quando, da spirito fiero e socialista, dirigeva il quotidiano “Il Lavoro” (al più rimpianto Presidente della Repubblica è intitolata la sala interna del locale, e chi voglia approfondirne la figura può visitare la casa-museo a Stella San Giovanni, a pochi km da Savona).<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Torta Pasqualina</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 13:22:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Torta Pasqualina, detta talora cappuccina se la prescinsêua è mescolata anziché sovrapposta alla farcia, e nobile se con carciofi – affettati e insaporiti &#8211; al posto delle biete e del preböggiön (stagione permettendo), la torta pasqualina è ricetta antica che trova in Ansaldo, caporedattore de “Il Lavoro”, uno degli ultimi cantori pubblici, grazie ad un’accorata sua missiva rivolta ad una ostessa di Sottoripa. La Pasqualina, come la torta di riso, appartiene a quelle “gattafure” menzionate nei ricettari cinquecenteschi. Ortensio Lando, letterato milanese dell’epoca, le definisce così in quanto &#8220;trafugate&#8221; bramosamente dalle gatte, ma egli stesso si riconosce preda della loro bontà. Non la trovi solo a Genova, ma anche a Mignanego (GE), Toirano (SV)… Beninteso nella giusta stagione, perché ad aprile inoltrato le erbe spontanee prendono a peggiorare.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/1rKtIwWqfTs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’impasto riposa su una salvietta umida sotto e asciutta sopra. Le sfoglie non sono 33 (gli anni di Cristo) e tantomeno 77 (le gambe delle donne), ma più ragionevolmente – al massimo – una mezza dozzina, magari 3 sopra e 3 sotto (ecco il 3-3) e ben adese fra di loro grazie all’unto d’olio * . Le biete del ripieno vanno saltate preliminarmente in padella, tuttavia senza cuocerle troppo perché ricoceranno in forno. I funghi secchi sono facoltativi, quantunque molto amati dalla cucina genovese.<br />
La torta, coreografica grazie anche alle uova intiere scocciate “in vista” nelle goghe, cuoce in forno a 170° per almeno 40 minuti, fuoco alto sopra e sotto. Le uova simboleggiano il cerchio solare, sincretismo fra paganità e Cristianesimo. Bucherai all’inizio la crosta superiore per controllare, ed evitare scoppiettii. Poi assaggerai l’orlo, il piccolo orecchio (öexin), per stabilire se il capolavoro è riuscito** . Sulle pasqualine si incidevano un tempo le iniziali del capofamiglia… Puoi mangiarla calda, tiepida, fredda, ma da calda non tagliarla, pazienta un po&#8217;. Ti suggerisco in abbinamento ad es. un DOC Val Polcevera Vermentino, a 11°C in tulipani a stelo alto. Esistono infine anche una versione “marinata” con acciughe ed una a prevalenza funghi, qui già sommariamente descritte.<br />
A questo link hai come sempre la mia ricetta <a href="https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/torta-pasqualina_7.html">https://liguricettario.blogspot.com/2010/10/torta-pasqualina_7.html</a></p>
<p>* per ondularle, soffia sotto con una cannuccia (ma non pretendere che tale prassi, in qualche modo poco “igienica”, valga anche nelle botteghe e nei ristoranti!)<br />
** la regina Elisabetta II stessa gustò la Pasqualina, durante la visita a Genova il 16 ottobre 1980, quando “Capurro Ricevimenti”, catering fondato nel 1900, elaborò il pranzo offerto dal Ministro delle Poste e Telecomunicazioni Clelio Darida &#8220;in onore di S.M. la Regina Elisabetta II e di S.A.R. il Principe Filippo, duca di Edimburgo&#8221;. Un centinaio circa gli invitati, il menu cerimoniale previde insieme ad altri comuni aperitivi del gin accompagnato con Martini Dry, ghiaccio e scorza di limone, e il Dubonnet Rouge con gin, ghiaccio e scorza di limone nel bicchiere. Per antipasto una coppa &#8216;Cristoforo Colombo&#8217; a base di gamberi, seguita dalla Pasqualina, simbolo di rinascita, dalla lonza di vitello con porcini e crocchette di spinaci, e infine da un classico semifreddo alla pànera. Gli abbinamenti enologici proposero il bianco di Gavi, il dolcetto e lo spumante. L&#8217;allora Prefetto di Genova, Edoardo Palombi, in una lettera alla “Capurro” si felicitò per il successo del pranzo, sia quanto a portate che quanto a servizio.</p>
<p><strong>Umberto Curti <a href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/">https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello23.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17750" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2013/01/umbi-bello23-300x168.jpg" alt="umbi bello" width="300" height="168" /></a></strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa ed autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e aggregato per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, non contiene alcuna pubblicità.<br />
Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
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