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	<title>Ligucibario &#187; acqualagna</title>
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		<title>Come nasce il tartufo?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 12:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26705" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/Fiera-del-Tartufo-2023-7409822.jpg"><img class="size-medium wp-image-26705" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/Fiera-del-Tartufo-2023-7409822-200x300.jpg" alt="Fiera del Tartufo, Alba. Credits: Lavezzo Studio" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fiera del Tartufo, Alba. Credits: Lavezzo Studio</p></div>
<p>Questo del tartufo è un tema di cui ci siamo già occupati a lungo (ecco uno dei tanti link utili…). Autunno, profumi di funghi nei boschi. Il tartufo – terrae tuber &#8211; è tuttavia un fungo ipogeo (nasce nel sottosuolo), che si sviluppa in simbiosi con le radici di alcune piante, come ad es. tigli, pioppi, carpini, querce, salici e noccioli. Tale stretto legame, strutturale e funzionale, detto micorriza (vocabolo giuntoci dal greco), consente un mutuo “travaso” di sostanze nutritive tra il tartufo e la pianta. Il tartufo si riproduce attraverso le spore, che vengono trasportate da animali – come i cinghiali e i roditori &#8211; o dal vento, consentendo nuovi tartufi.</p>
<p>Il tartufo si mangia sin dall’antichità. La cerca, col lagotto o altri cani, è di recente assurta addirittura a Patrimonio Unesco.</p>
<p>Ecco i momenti essenziali di questo ciclo di vita:</p>
<p><strong>1.simbiosi:</strong></p>
<p>Il tartufo prende vita, come detto, da un particolare legame con alcune piante, con le quali scambia acqua, sali minerali e zuccheri.</p>
<p><strong>2.riproduzione:</strong></p>
<p>Il tartufo, una volta maturo &#8211; e dotato grazie a numerose molecole di un profumo attrattivo &#8211; , produce spore che, disperse nell’ambiente da animali o dal vento, avviano un nuovo ciclo originando nuovi miceli (parte vegetativa del fungo).</p>
<p><strong>3.formazione del corpo fruttifero:</strong></p>
<p>I miceli, a contatto con le radici, sviluppano il corpo fruttifero, ovvero il tartufo vero e proprio, quello che tanto adoriamo sulle nostre tavole per accompagnare fondute, risotti, tajarin, uova ecc. (suggerisco ovviamente l’accortezza di non cucinare mai il tartufo bianco, che è puro profumo…).</p>
<p>In definitiva, il tartufo non è certamente un frutto bensì un fungo, di tipo ipogeo, che sottoterra “prospera” in virtù di una stretta simbiosi con alcune piante, e che si riproduce tramite le spore, le quali vengono variamente trasportate nell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>In Liguria, il bel borgo di Millesimo (SV) in val Bormida dedica al tartufo una sentitissima festa ad inizio autunno. In Italia le località più “vocate” sono notoriamente Alba in Piemonte, Acqualagna nelle Marche, Norcia in Umbria… Da buoni italiani e buongustai, mi raccomando, diffidiamo infine di quelle sostanze chimiche che, sintetizzate industrialmente, introdotte come additivi replicano nei cibi l’aroma, ma che col tartufo autentico hanno poco o niente a che fare.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>Tartufi di Millesimo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 11:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tartufi di Millesimo (SV), quasi un unicum in Liguria&#8230; I tartufi sono funghi ipogei – terrae tuber &#8211;  * , nascono soprattutto in terreni argillosi/calcarei, simbioticamente ad alcune piante (querce, tigli, pioppi, noccioli, salici…) più che ad altre. Molte le specie, di pregio ovviamente diseguale. I tartufi bianchi sono detti di Alba (trifole), i neri di Norcia o del Périgord (bada bene, quello di Acqualagna è bianco). I primi sono migliori e si gustano crudi guarnendo ricette pregiate o umili polente, i secondi si cuociono unendoli ad altri ingredienti dentro ricette di ripieni, arrosti&#8230; Il tuber magnatum pico (principe dei bianchi) ** nasce in pieno autunno, il tuber melanosporum (principe dei neri) è assai diffuso in Toscana ed Umbria. Altre varietà sono l’aestivum (scorzone), il brumale, il lacunosum, il macrosporum e il mesentericum. In Liguria l’unica area vocata è appunto la Val Bormida, dal rigido clima invernale (malgrado la vicinanza con la costiera Savona), dove il tartufo accompagna polenta, taglierini, uova, ed è oggetto di una vivace sagra a fine settembre. In Italia la raccolta si può effettuare sempre (ad esclusione di fine aprile), con cani bastardini (ma celebre il lagotto romagnolo). Di solito il tartufo si abbina a vini aromatici, classico l&#8217;esempio del Gewurztraminer.</p>
<p>* divini per i Romani, in quanto nati da un fulmine di Giove, e ininterrottamente afrodisiaci attraverso i secoli, se scrive il Platina nel ‘400 che il tartufo è “un eccitante della lussuria e perciò viene spesso servito nei pruriginosi banchetti di uomini ricchi e raffinatissimi che desiderano essere meglio preparati ai piaceri di Venere…”</p>
<p>** pico da Vittorio Pico, medico di Torino, che a fine ‘700 diede vita ad una classificazione.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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