8 apr 2024  | Pubblicato in Ligucibario

Il vero marketing del genius loci

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Genius loci e food, oltre la promozione c’è di più. Il consumatore e il turista avveduti sono in cerca di contenuti autorevoli, di buone prassi, di news credibili, che li indirizzino verso destinazioni e imprese green, le quali hanno a cuore il cliente ma anche il domani del pianeta. 

Da tempo la mole di ciò che si scrive sulla carta e sul web circa il cibo è inversamente proporzionale alle quantità sempre più minime servite in tanti ristoranti. Anche in Liguria noi storyteller, etnogastronomi, cucinologi, foodblogger e compagnia cantante non facciamo eccezione.

A turno, sui media che ci reclutano o su cui ci autoproduciamo, eccoci narrare che la farinata si legherebbe ad una leggenda post Meloria e un’irrisione dei prigionieri pisani, che una focaccia di Recco ante litteram venne imbandita dopo un Te Deum pentecostale a crociati in partenza dall’abbazia di San Fruttuoso, che il pesto non propone una ricetta unica perché ogni casa lo “pestava” a modo proprio, che la prescinsêua figurava tra i doni che il popolo poteva recare al doge, che dobbiamo lo stoccafisso al mercante veneziano Querini naufragato alle isole Lofoten, che le tomaxelle sfamarono ufficiali austriaci durante l’assedio di Genova del 1800…

Repetita iuvant, d’accordo, ma sovente si tratta di contenuti “un tanto al chilo”, privi di originalità, cambia solo il giornale o il sito su cui leggerli, ed io stesso talvolta mi tedio da solo. Tanto più che difficilmente verranno ormai reperiti (e lo afferma con malinconia uno che ha all’attivo circa 20 saggi) documenti idonei in senso storico a scrivere qualcosa di nuovo circa la gastronomia genovese/ligure…

L’autentico e miglior maketing del genius loci… è possibile

Mi chiedo dunque (mi dico): non sarebbe significativo ed utile convergere sulla redazione di una pubblicistica più innovativa, libera, “militante”, anziché di pura promozione?

Nella mia mente alberga qualcosa di concreto: intendo anzitutto articoli di reale approfondimento, e suggerimenti circa imprese sostenibili, difesa della biodiversità, progressiva messa al bando della chimica e degli ogm, tutela e valorizzazione delle ricette tradizionali, tavole che privilegino prodotti certificati, filiere brevi e cultivar autoctone, botteghe artigiane e presidii dove si custodiscano sapere locale e qualità… Dando voce anche a chi è troppo piccolo per farsi spazio a colpi di pubblicità… Presumo che questo sarebbe l’autentico e miglior marketing del genius loci, perché il consumatore e il turista avveduti sono in cerca di contenuti autorevoli, di buone prassi, di news credibili, che li indirizzino verso destinazioni e imprese green, le quali hanno a cuore il cliente ma anche il domani del pianeta…

Ligucibario® va orientandosi sempre di più in tal senso, ma per la verità quest’obiettivo (l’etica del cibo, il buonessere…) e certo non la demagogia ha rappresentato la sua mission sin dalle origini.

Scriveva Italo Calvino in “Palomar”: “Dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo…”

Umberto Curti
umberto curti

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